VEDI ALLA VOCE HARRY BLOCK

Originally posted on autismo incazziamoci:

Un misterioso divulgatore dell’ABA si aggira per l’etere degli ebook autopubblicati.

Harry Block… chi è costui?

Un misterioso individuo… da seguire.

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HANS, IL CAVALLO INTELLIGENTE E LA COMUNICAZIONE FACILITATA

Gianni Papa:

riblogghiamo perchè… non è mai troppo…

Originally posted on autismo incazziamoci:

da veri ladri, che rubano ai ricchi per dare ai poveri, rubiamo un articolo molto interessante (benché lungo e noioso) di David Vagni.
Fonte: SPAZIOASPERGER.IT 
 

La storia inizia nel 1800 con un cavallo “intelligente” chiamato Hans e purtroppo continua ai giorni nostri con molti bambini autistici e terapie smentite dalla comunità scientifica.


La storia di Hans, cavallo intelligente

A Berlino sono gli ultimi anni del 1800 ed il barone Wilhelm Von Osten, insegnante di matematica, decide di dedicare più tempo alla sua grande passione: gli studi sull´intelligenza degli animali. Inizia cercando di insegnare a contare ad un gatto, ad un orso e ad un cavallo. Il gatto appare annoiato, l´orso poi mostra anche una certa ostilità… Ma Hans no, lui è diverso dagli altri scolari1.

Hans l´intelligente (in tedesco der kluge Hans) era un cavallo di razza Orlov che si riteneva fosse in grado di eseguire…

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ROmanzo – 28

vai al capitolo 27

 

28

   La vita, per mia figlia Rosanna, continuava tale e quale, mentre la mia vita con Giacomo lasciava sempre più a desiderare.

Giacomo è un uomo magro, con tanti capelli corti, con gli occhi scuri e penetranti come la notte. Non sembra omosessuale. Ha modi molto da maschio. Ed è per questo che mi è sempre piaciuto.

Voi lo conoscete, Giacomo? Forse è la cosa migliore che mi sia capitata nella mia vita. Anche senza forse, anzi. Si è preso una bambina che non è sua, per giunta una bambina disabile, e l’ha fatta diventare più che sua figlia. Pensa sempre a lei, cerca sempre di giocare con lei, le sta vicino, le fa regali.

Mia figlia Rosanna ha avuto la diagnosi a meno di tre anni. Per avere la diagnosi sono stato io, con lei, ricoverato per due settimane all’ospedale di Bosisio Parini.

Poi abbiamo cominciato l’ABA, privatamente. La nostra prima supervàisor è stata una ragazza che aveva fatto il master ABA a Parma. Cioè aveva seguito dei corsi teorici. Dopo i corsi teorici, questi masterizzandi vengono assegnati a delle “stelle”. La nostra masterizzanda era stata assegnata alla Tarantino, famosa “analista del comportamento italo-svizzera”.

Io, come blogger, ero abbastanza addentro l’ambiente – via web – e allora ho contattato direttamente la Tarantino.

Come avevo “conosciuto” la Tarantino? Lei mi aveva contattato riguardo a una vignetta pubblicata. In questa vignetta si parlava del rinforzo. C’era un uomo anziano che beveva vino… e più beveva vino, più faceva quello che gli veniva chiesto.

“Bella la vignetta, ma ci sono delle imprecisioni. Puoi correggere?” mi aveva scritto.

“Sì” avevo risposto “Quali?”

“ABA, Applied Behavior Analysis, è una sigla anglosassone. Si scrive senza punti. ABA e non A.B.A.”

“Ok. Correggo”

“Poi chiami la psicologa, nel fumetto, consulente ABA. Si dice ANALISTA DEL COMPORTAMENTO”

“Ok. Correggo”

Così l’avevo conosciuta. E così era proseguita la nostra “comunicazione” virtuale. Lei ogni tanto mi dava qualche dritta, mi spiegava qualche lato oscuro. Io prendevo appunti e facevo di testa mia.

Quando avevamo deciso di passare all’ABA, quasi subito dopo la diagnosi ma non proprio subito dopo (il blog funzionava già da un po’, e già da un po’ parlava di autismo, oltre che di omosessualità), chiesi a lei se potesse seguire direttamente Rosanna.

“Non seguo più nessuno, ormai, in Italia” mi aveva risposto “tranne i bambini che seguo da almeno due anni e che ora non posso lasciare”

“Ma io sono in contatto con il padre di una bambina piccola. Uno di Bologna”

“Gli hai chiesto da quanto seguo la figlia? Lei è stata l’ultima che ho preso”

“Dunque non puoi?”

“Non posso” mi aveva risposto.

Poi, si sa, sul web le voi corrono. Si diceva ovunque che la Tarantino prendesse le figlie dei notai, le figlie dei medici con case da vendere… insomma che desse dei grossi strappi a ogni regola e che venisse comunque in Italia per seguire delle persone con autismo, più o meno gravi, più o meno piccole, più o più ancora ricche.

Magari sono dicerie che ho dato per buone e lei è gonfia di filantropica attenzione all’umanità, ma sapete come si dice: una voce maligna fa una diceria, due voci maligne fanno una curiosa coincidenza, dieci voci maligne creano una realtà.

Comunque… ci mandò una ragazza ignara di tutto, une che aveva seguito dei corsi teorici, dei workshop alla Living Theatre, delle spettacolari “dimostrazioni” di quella scienza così <<concettualmente sistematica>>, così trivialmente chiusa in se stessa che era l’ABA.

Questa ragazza venne e fece spettacolo. E ci cascammo. E cominciammo a fare cose banali per avere risposte banali.

E alla fine ci dicemmo: “Com’è migliorata Rosanna!”

Ma sapete come vanno queste cose? Le magie durano fino a che non cala il sipario. Presto ci rendemmo conto che qualcosa non funzionava.

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