(da “IL BOLLETTINO dell’ANGSA” Anno XIX N° 2/3/4/5/6 2006) 

Non contrapposizione ma integrazione di un metodo basato su ABA dentro una strategia (TEACCH)

Vi sono genitori e zii di bambini autistici che vivono in perenne opposizione a tutto e a tutti. Sappiamo che la diagnosi di autismo per un proprio caro è una terribile notizia, ma tuttavia non possiamo giustificare quelli che reagiscono ponendosi perennemente CONTRO TUTTI. Persino dove c’è accordo di base alcuni cercano di speculare sulle differenze di modalità per riaffermare la loro individualità e la loro scelta diversa dagli altri. Sopra tutto le piccole associazioni di fanatici vivono e si perpetuano su queste differenze, reali oppure costruite e ingigantite a bella posta per fidelizzare maggiormente gli adepti.

E’ questo il caso della contrapposizione fra TEACCH e ABA, che viene propagandata da alcuni genitori come la battaglia fra vecchio e nuovo metodo.

Ripetiamo fino alla noia che TEACCH non è un metodo e non può essere contrapposto all’ABA. Basti dire che ABA può essere ben applicata all’interno della strategia TEACCH. Schopler e Lovaas come tutti i fondatori di interventi cognitivi-neocomportamentali utilizzano i genitori e i fratelli come coterapeuti, importantissimi per il buon fine da raggiungere.

(da Informautismo, n. 13/2006, p. 10 si riprende un riquadro esplicativo con il quale si concorda in pieno)

TEACCH è anzitutto una presa in carico operata da un’organizzazione integrata di servizi per autistici: l’integrazione deriva dall’avere concentrato in un solo programma di Stato (TEACCH) le risorse umane e materiali dei settori della scuola, della sanità e dell’assistenza e politiche sociali. L’integrazione interistituzionale è proprio quello che da anni le associazioni di disabili chiedono anche nel nostro Paese, e che si è cominciata a realizzare con i Piani di Zona di cui alla legge 328 del 2000 e sopra tutto con gli Accordi di programma, che vedono tutte le istituzioni pubbliche ed anche alcune private cooperare fra loro per realizzare l’integrazione dei disabili nella società civile e nel mondo del lavoro. Anche in alcune Regioni italiane ANGSA è impegnata per favorire questo processo di integrazione fra differenti assessorati, la scuola e l’ASL. Purtroppo non possiamo ancora dire che questo processo di integrazione si sia concluso (anzi, negli ultimi anni, diversi comuni hanno ritirato le deleghe dell’assistenza alle loro ASL) e pertanto non si può giudicare superata dagli avvenimenti la proposta di strategia TEACCH.

Il secondo insegnamento TEACCH consiste nel pensare il bambino nel lungo periodo, perché i bambini crescono e l’educazione che si impartisce loro deve tendere a vedere fin da oggi come sarà il bambino da grande ed a prepararlo ad affrontare i problemi della vita adulta. Nessuno può dire che questo precetto non sia ancora di piena attualità nel nostro Paese, dove ci si contenta troppo spesso di “tenere buono” il bambino finché è piccolo.

“ABA è l’analisi applicata del comportamento: l’ABA (Applied Behavior Analysis ovvero l’Analisi Applicata del Comportamento) che non è un modello specifico di trattamento ma è l’analisi dei comportamenti deficitari ed eccessivi e delle relazioni fra questi e le condizioni esterne, finalizzata alla ricerca di informazioni utili alla costruzione degli interventi educativi.” (cfr. art. di Tortella).

Da ABA traggono origine diversi programmi educativi rivolti a persone con oppure senza disabilità. Per quanto riguarda l’autismo vi sono molti programmi possibili, che vari Autori hanno messo a punto: ad esempio David Lubin ha ideato il CBAM, modello di acquisizione comportamentale globale, che usa un programma di intervento dell’operatore meno intensivo rispetto ad altri e che si è diffuso con successo anche in Sardegna e nel Lazio.

I neocomportamentisti per primi hanno validato scientificamente l’efficacia dei loro metodi (*) mettendo a fronte gruppi di bambini seguiti con modello d’intervento basato su ABA e gruppi seguiti con metodi “eclettici” ma simili quanto a durata del trattamento, espressa in 25-30 ore settimanali (intensività) e precocità (appena possibile diagnosticare). Le ricerche hanno dimostrato che i metodi basati su ABA sono particolarmente efficaci per i bambini della scuola materna: si tende a lavorare di più sulla persona del bambino, e quindi a migliorare e ridurre le dimensioni delle aree dei difetti autistici, adattandolo alla società.

Carlo Hanau
direttore del Bollettino dell’ANGSA



(*) Cfr. ad esempio fra i primi: Howard Jane S. et AA (2005): A comparison of intensive behaviour analytic and eclectic treatments for young children with autism. Research in Developmental Disabilities 26, 359-353.

Inutile ricordare che non sarebbe etico né legittimo effettuare una simile comparazione fra un gruppo di autistici che usufruisce del programma TEACCH e un altro gruppo che non ne usufruisce, in quanto un programma di Stato è per sua natura universale.

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  1. Gianni Papa scrive:

    ciao… se ti fanno un teacch intensivo come in North Carolina può andar bene anche il TEACCH. Ma attenzione perché il TEACCH robottizza i bambini

  2. rosina silvia scrive:

    sono una mamma di una bambina autistica con ritardo mentale medio.metodo teacch o metodo aba.aiuto.non so cosa fare.

  3. Luigi Mazzetti scrive:

    Giorgio, è vero, ma quello che dice Hauna è corretto secondo me. E’ meglio unire che dividere.
    Di divisioni ne abbiamo fin troppe

  4. giorgio bianco scrive:

    Mah senz’altro son due approcci molto diversi . . .

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