articolo tratto da La Nazione
LA DENUNCIA DEI GENITORI. Quasi dimezzate le ore dell’insegnante di sostegno. «Si rischiano danni gravi»
SCANDICCI. “Ci hanno quasi dimezzato le ore di accompagnamento scolastico di mio figlio. Ma per lui sono fondamentali”. È un grido di aiuto quello di alcune famiglie scandiccessi: hanno saputo che tra qualche giorno, quando ricomincerà l’anno scolastico e i loro bimbi torneranno alla materna, subiranno una riduzione di orario dell’insegnante di sostegno. I loro bambini sono accomunati da una patologia: l’autismo. Uno scappa appena ci si distrae un attimo, un altro ha reazioni violente. Ma per lo più questi piccoli vivono come persi in un loro mondo, coi loro tempi, le loro necessità speciali. L’assistenza di un educatore scolastico è fondamentale. “Da quando mio figlio va alla materna spiega Paolo P. è migliorato molto. L’insegnante lo ha aiutato a sedersi a tavola, a stare fermo con gli altri bambini, gli permette di aprire delle finestre sulla realtà che in altro modo non riesce a fare”. L’amara sorpresa è arrivata a poche settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico. “Se finora avevamo 18 ore di sostegno dice Paolo -, dall’8 settembre saranno solo 10. Anche le altre famiglie con bimbi autistici hanno avuto riduzioni di 4 o 6 ore. Eppure il tempo necessario viene stabilito da un neuropsichiatra in base alle esigenze dei bambini”. La riduzione è un problema anche per i maestri che si trovano da soli con classi anche di 28 bambini e un piccolo che ha bisogno di cure e attenzioni speciali. Senza l’aiuto di un’insegnante di sostegno la classe diventa difficilmente gestibile. Così sia i genitori che il dirigente scolastico della materna di Scandicci hanno inviato una lettera al Comune e alla Società della Salute per chiedere un intervento. “L’assistenza degli educatori scrivono serve a garantire il rispetto di diritti che purtroppo questi bambini hanno solo sulla carta”. Ma qual è il motivo di un così diffuso tagli di ore? “Abbiamo chiesto spiegazione ai servizi sociali di Scandicci spiegano i genitori e ci hanno chiaramente detto che alla Società della Salute, che paga gli insegnanti di sostegno, mancano i fondi a disposizione. Quindi non è possibile dare più ore a un bambino senza toglierne ad un altro”. Le famiglie hanno anche pensato di tenere a casa i bimbi nel periodo di tempo in cui non hanno l’ausilio del maestro di sostegno, ma i neuropsichiatri lo sconsigliano: la scuola, il contatto con gli altri bimbi e le regole delle maestre sono fondamentali per la loro socializzazione. L’asilo per loro è una forma di crescita e di miglior qualità della vita.
di Manuela Plastina
ovviamente vergognoso, il taglio delle ore. le famiglie fanno bene a tenere i bimbi a casa ….io a mia figlia se non c’è l’educatrice del comune che conosce come muoversi e le regole che mia figlia stessa conosce col cavolo la mando a scuola, l’insegnante di sostegno nel caso specifico di mia figlia ha imparato come trattare mariam, ma se fosse stata un’ insegnante di sostegno “qualsiasi” (ovviamente con tutto il rispetto per gli insegnanti di sostegno, con questa frase intendo un’insegnante che non conosce il modo di fare di mia figlia e come per esempio reagire ai suoi capricci) non la manderei senza la compresenza dell’educatrice che abbiamo esperta in ABA. Pensate che ho difficoltà a lasciare mia figlia con i miei genitori, perchè come è logico ignorano alcune regole del comportamentismo (tipo l’estinzione etc.. ovviamente sono nonni, non terapisti!) e quindi a volte succedono dei veri e propri guai.