COPIO-INCOLLO UN ARTICOLO DI GIANLUCA RINI TRATTO DA TANTASALUTE.IT
Per quanto riguarda l’autismo è importante poter procedere ad una diagnosi precoce del disturbo, per consentire ai soggetti affetti dalla patologia la possibilità di arrivare ad un inserimento sociale più adeguato attraverso interventi riabilitativi miranti all’acquisizione di abilità linguistiche e comunicative specifiche. In genere però si giunge ad una diagnosi vera e propria solo fra i tre e i sei anni.
Per poter effettuare una diagnosi precoce, scoprendo segni indicativi tra i sei e i dodici mesi, sono stati realizzati degli appositi giocattoli attraverso i quali si può valutare la corretta acquisizione dei movimenti in base ai quali i bambini raggiungono e afferrano gli oggetti.
Tutto ciò è stato realizzato nell’ambito di una ricerca condotta presso l’istituto scientifico “E. Medea” di Bosisio Parini all’interno del progetto internazionale di ingegneria neuro-evolutiva denominato TACT. L’ipotesi su cui si basa lo studio è il fatto che molti sintomi dell’autismo sarebbero collegati a disturbi nella programmazione neuromotoria.
Il movimento infatti è un elemento importante che consente al bambino di interagire con il mondo circostante. I bambini non affetti da autismo acquisiscono molto presto le abilità che consentono loro di compiere i corretti movimenti per raggiungere e prendere gli oggetti, mentre i bambini autistici tendono ad acquistare queste abilità piuttosto in ritardo.
All’Istituto “Medea” sono stati effettuati specifici studi, coinvolgendo bambini sani e bambini a rischio genetico di sviluppare l’autismo. Gli studi si sono avvalsi di giocattoli dotati di sensori di movimento e pressione. Particolare attenzione è stata posta anche al modo in cui i bambini osservano e imitano gli adulti, per verificare un’abilità che viene compromessa nell’autismo.
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Cosa significa: ‘bambini a rischio genetico di sviluppare l’autismo’? Su quali basi verrebbe delineato questo rischio genetico?