I rimborsi ABA sono immorali e sono un contentino dato dallo stato per non mettere in pratica le buone prassi che porterebbero le scuole a fornire ai soggetti autistici il trattamento di cui hanno bisogno. Ascoltiamo il saggio Gedeone il maialone e meditiamo, gente, metidiamo!

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  1. moltodifficile scrive:

    Come profezia era facile, visto lo schifo totale in cui ci troviamo in Italia (tranne forse a Reggio Emilia, dove la scuola dell’Infanzia funziona bene e fa bene il suo lavoro, ma i terapisti vanno a scuola 1 VOLTA ALLA SETTIMANA). Non c’è altra scelta.

  2. paperinik scrive:

    @ Gianni :
    Prova a rileggere il post N.8 di questa discussione e vedrai quanto è stata profetica Marcella.
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=56636493028&topic=7624

  3. paperinik scrive:

    @ Mimmo:
    Noi lo scorso anno abbiamo mandato la bambina alla scuola dell’infanzia , solo nell’orario coperto dall’insegnante di sostegno (12,5 settimanali) e per accordo con la scuola e asl (o meglio responsabile del centro Teacch convenzionato asl) abbiamo formato l’insegnante per fare aba e ci consentivano di praticarlo nell’orario scolastico per tre delle 12 ore. Tutto questo però continuando a tenere in carico la bambina al centro di cui sopra per un’ora settimanale, altrimenti non ci avrebbero consentito di fare aba. (veramente la bambina l’avrebbero voluta per 4 ore settimanali)
    Quest’anno l’insegnante di sostegno è cambiata e non la formeremo all’aba. Troppo dispendioso (tempo e denaro) per sole tre ore settimanali. Tanto per dire all’insegnante di sostegno non era stato permesso di partecipare alla riunione settimanale, mia moglie non poteva andare a scuola per spiegare i programmi nuovi, quindi una volta la settimana la senior tutor (psicologa ) doveva recarsi a scuola per formare l’insegnante.
    Fortuna vuole che questa nuova insegnante è sembrata molto brava , decisa e con la voglia di lavorare con nostra figlia.

    @ Gianni:
    TU che ti pieghi a fare ABA privato ? Non c’è più religione, non ci sono più le mezze stagioni, potevamo stupirvi con effetti speciali ma noi ………. scherzi a parte sono contento per tuo figlio, che finalmente tu abbia messo da parte il tuo orgoglio e le tue prese di posizione e che tu sia sceso ad un compromesso per il bene del tuo pargolo. Come vedi si può tranquillamente fare aba senza fare il bio-medico.

  4. minguccio73 scrive:

    …a proposito di aba a scuola…oggi l’insegnante di sostegno precario che affianca la nostra educatrice ABA ci ha comunicato che da domani non verrà più perchè il suo contratto è scaduto e verrà sostituito da un’altro insegnante anch’esso precario…altro che aba, a scuola si e no si riesce ad avere una figura di sostegno stabile come si può pensare di mettere in piedi un baraccone che richiede constanza e presenza continua?

  5. moltodifficile scrive:

    Ho avuto una pessima impressione: non di Balzola in persona, ma di tutto quello che gli gira intorno. Come se lui fosse un medico serio intrappolato in un giro molto poco serio.

  6. Eye of the Beholder scrive:

    Visto che ci sei andato, puoi raccontarmi qualcosa di Balzola? Anche in privato se vuoi.

  7. Marcella Longhetti scrive:

    Ti quoto al 100 per 100. E’ esattamente il ragionamento che abbiamo fatto io e Luca. Sono convinta come te che dovrebbe essere la scuola a farsi carico di questo tipo di trattamento. E sono convinta come te che non e’ il signolo metodo a darti i risultati ma il trattamento intensivo e coerente. E coerente significa gestito da una unica figura. Se la pagasse la scuola sarebbe giustizia. Purtroppo non lo e’ per ora. Ma anch’io spero in un futuro piu’ giusto dove tutti possano avvalersi di una vera presa in carico di un bambino autistico, che sebben non possa essere guarito, puo’ comunque essere portato a livelli di autonomia e soprattutto di suo benessere da un buon lavoro di equipe. Ti ringrazio per la precisazione perche’ la ritengo utile a tanti altri genitori.

  8. moltodifficile scrive:

    Ciao Marcella, dopo aver molto meditato in questo ultimo anno (ed essere passato attraverso il libro copia/incolla di Verzella e una visita da Balzola a Torino) e dopo aver toccato con mano gli effetti che puo’ avere un trattamento anche non intensivo di tipo comportamentale-misto, quando gli operatori sono molto bravi (come nel caso di Angsa Novara e di Lorenza F. in particolare), sono giunto alla conclusione che l’ABA sia il trattamento piu’ indicato per come e’ strutturato: ovvero un/una analista comportamentale che fa il programma per il bambino e i terapisti che lo svolgono attraverso molte ore settimanali, segnando tutti i risultati attraverso un sistema di checklist, di griglie o simili.
    Insomma: sono giunto alla conclusione che solo instituendo un sistema di trattamento come quello previsto dall’ABA si puo’ avere una vera intensivita’ e una vera unita’ di intenti.
    Pero’ non credo affatto che l’ABA sia – di per se’ – il metodo migliore. Se esistesse un “program teacch” fatto in maniera intensiva, con una vera unita’ di intenti di tutti quelli che lavorano intorno al soggetto autistico, lo riterrei altrettanto valido.
    Allo stesso modo, mi piace molto il modello “Denver”, ma credo che in una realta’ come quella italiana, dove i servizi per l’autismo sono cosi’ rari, sia davvero di impossibile realizzazione, perche’ e’ davvero difficile che lavorino in rete tutte le figure che ruotano intorno a un bambino, se il centro che frequenta e’ a 35 km da casa, la piscina a 20 in direzione opposta, la scuola a 5 in un’altra direzione ancora, la logopedista a 10 da tutt’altra parte. Il Denver potrebbe funzionare se fosse davvero “Community based” ovvero se esistessero servizi validi nell’arco di 5 km.
    Per questo motivo l’ABA “home based” o “school based” rimane la soluzione migliore.

    Ma… c’e’ un ma…
    Io non credo affatto che l’unica strada percorribile sia quella delle aziende private del terzo settore. Credo che (come ha detto Michael Powers al convegno di Novara dello scorso Maggio) l’educazione dei soggetti autistici spetti agli insegnanti e agli educatori. Quindi alla scuola.

    Come dice Pasquale di Cresce (il pesce) in questo stesso sito, un pool di scuole potrebbe mettersi insieme e assumere un/una analista comportamentale per seguire i bambini autistici che frequentano quelle scuole, e la “manovalanza” dovrebbero farla gli insegnanti di sostegno e gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione.
    Se non solo male informato, a Bologna sta succedendo qualcosa del genere (il comune – mi hanno detto – ha messo sotto contratto una valida analista comportamentale): la situazione bolognese, pero’, limita il “servizio” ai soli abitanti di Bologna, per questo il “Pool di scuole” e’ molto meglio.

    p.s. Naturalmente, tutto questo discorso non va bene – adesso – per i nostri figli, perche’ mentre noi ci incazziamo per pretendere i nostri diritti, i nostri figli crescono inesorabilmente.
    Capisco i genitori che si affidano ai privati, anche facendo debiti. Ed e’ qualcosa – sia l’ABA che i debiti – che presto anche io e mia moglie faremo per nostro figlio.
    Ma spero anche che – una volta che abbiamo cominciato privatamente – proprio grazie alla nostra incazzatura possano nascere “buone prassi” e che anche mio figlio – un po’ piu’ grande – possa usufruirne.

  9. Marcella Longhetti scrive:

    Io sono meno pessimista dei commentatori precedenti…. Secondo me ABA a scuola si potrebbe fare, e soprattutto si dovrebbe fare. E’ vero che e’ difficile mettere insieme una squadra ABA in famiglia nel privato, figuriamoci nella scuola. Ma e’ altrettanto vero che basta della buona volonta’ per coadiuvare almeno per un anno un trattamento ABA in una scuola. Non sara’ perfetto ma i risultati vengono. Certo i soldi da investire sono tanti ( e qui do ragione a minguccio, e’ utopia pensare che la scuola investa tanto per seguire qualche bambino autistico e pagarne la consulenza ABA), ma se davvero la scuola offrisse un consulente, ma vero, formato, di esperienza, introno a questa persona non sarebbe difficile far ruotare gli operatori.
    Mi resta la domanda: come mai fino a poco tempo fa il signor moltodifficile non metteva ABA davanti ad altri trattamenti,e ora si’? Perche’ non e’ piu’ chiaro in questo suo passaggio che io definirei un vero e proprio salto? La scuola italiana e’ quando va bene molto piu’ preparata ad affrontare la riabilitazione di un bambino autistico con metodo TEACCH che non con ABA. E fino a poco tempo fa al signor moltodifficle bastava. Ora vuole l’ABA. Perche’? Non vuol essere polemica questa domanda. Ma siccome io sono una di quelli che ritiene ABA il trattamento piu’ indicato almeno per i bambini di eta’ prescolare, e moltodifficile si e’ assunto un ruolo di divulgatore non di poco peso, mi piacerebbe che convincesse anche alte famiglie nuove nell’approccio di qeusta terribile diagnosi.

  10. minguccio73 scrive:

    vi è anche da considerare che la formazione aba è così diversa dalla normale formazione che anche la più “senior” delle “senior” o dei consulenti con un nuovo bimbo si troverà sempre un pò spiazzato e dovrà imparare per prove ed errori (come accade nel 99,9% delle attività umane!)
    comque peso che “aba a scuola”, nella situazione in cui si trova la scuola italiana ha la stessa valenza di “fate l’amore e non la guerra”, cosa assolutamente bella ed allettante, ma veramente impossibile, scusate il pessimismo.

  11. moltodifficile scrive:

    Nel caso che racconti bisogna riformare il preside. E’ proprio da riformatorio.

  12. paperinik scrive:

    E’ irrealizzabile , perché la scuola italiana ha troppi limiti per riuscire a mettere insieme un buon programma ABA.
    Non è semplice mettere insieme una buona squadra per fare aba e lo vedo di difficile realizzazione un progetto del genere fatto a scuola, perlomeno in una scuola che non riesce nemmeno a garantire ciò che già dovrebbe fare per legge. In una scuola dove non si garantisce nemmeno la copertura del sostegno 1:1.
    Questo è un progetto ambizioso ed a lungo termine. Quindi non vedo perché non chiedere rimborsi , anche se parziali , che possano arginare il problema nell’immediato, visto che l’aba è nelle linee Simpia.
    Una cosa non compromette l’altra.
    Lo dice un genitore che non può chiedere il rimborso parziale perché gli Npi delle asl di competenza hanno prescritto prima psicomotricità ed adesso teacch (2 ore a settimana !).

    Inoltre c’è da superare lo scoglio dell’ignoranza della scuola in tema autismo. L’anno scorso quando chiesi il permesso al dirigente scolastico di formare l’insegnante di sostegno per l’ABA , mi rispose alterato che non era possibile in quanto lui mi aveva assegnato un’insegnante già formata al sostegno.

  13. moltodifficile scrive:

    Certo è irrealizzabile finché c’è chi preme nella direzione davvero irrealizzabile: quella dei rimborsi ABA per tutti. Dobbiamo appunto far capire allo Stato che costa di meno se un pool di scuole assume un’analista comportamentale e fa lavorare direttamente sui bambini gli educatori comunali, gli insegnanti di sostegno etc. etc.
    In fondo come succede nel privato, quando non trovi i famosi “senior tutor”? Che i terapisti e i “junior tutor” si formano su tuo figlio. Nello stesso modo si possono formare degli educatori “comunali” da far girare nelle scuole e degli insegnanti di sostegno di ruolo.

  14. minguccio73 scrive:

    Si ma il malefico porcello, non dice che se questo contentino fosse dato a tutte le famiglie in tutte le regioni:
    1) probabilmente i costi sarebbero così alti per lo stato che forse incomincerebbe a pensare di fare aba a scuola
    2) molte famiglie, quelle abbienti (e non vedo che male c’è ad esserlo) invece di rovinarsi completamente, si rovinerebbero a metà o per i due terzi!

    L’ABA a scuola a livello nazionale sarebbe la cosa più bella (ovviamente poi se voglio QUEL CONSULENTE e non uno che ti passa lo stato vado a pagamento, così come succede in molti campi), ma credo che sia veramente irrealizzabile.

  15. moltodifficile scrive:

    Minguccio, se non sbaglio Gedeone dice proprio “Quando va bene di 1500 euro se ne possono avere 600″. Con quel “quando va bene” sottintende che spesso va male.

  16. minguccio73 scrive:

    Scusami tanto, ma come al solito, parli per sentito dire, forse perchè sei un maialone e quindi interessato più alle maialone che girano su internet che a noi umani, il famoso 40% di rimborso di cui parli, non è una realtà di tutte le regioni, ma solo di poche regioni (puglia, veneto e forse, ma non ne sono sicuro toscana), quindi il famoso rimborso è solo una cosa teorica che non spetta neanche a tutti, ma solo ai fortunati “sfigati” che abitano in quelle regioni, mentre noi sfigati meno fortunati non vediamo neanche un centesimo di rimborso. In emilia romagna non è previsto nessun rimborso quindi se sei ricco fai l’aba se sei povero non fai l’aba, sicuramente nessuna delle due categorie si aspetta niente dallo stato ( se ci fosse stato il famoso rimborso a quest’ora avremmo risparmiato circa 30-40 mila euro, fino ad adesso, il che non sarebbe stato male). Informati maialone!

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