Fidarsi è bene?
Posted by Autismo Incazziamoci on October 1st, 2009
I nostri figli autistici non sanno raccontare.
Specialmente quando sono piccoli, anche quelli ad alto funzionamento riescono magari a dire due parole in croce, a fare delle richieste, ad esprimere dei bisogni, ma non a raccontare.
Come deve reagire un genitore? Affidarsi completamente alla scuola e lasciare che faccia quello che vuole, fidando nella buona fede di coloro che la compongono, o vigilare in tutti i modi possibili e – se sembra il caso – intervenire con determinazione ed incazzatura?
Insomma: io che affido un bambino autistico ad una scuola non preparata ad accoglierlo , a un insegnante di sostegno che non sa nulla di autismo, ad una classe costruita nella massima confusione, devo fidarmi?
Bisogna, insomma, ogni tanto prendere una boccata d’aria e “lasciar far agli altri”?
Credo proprio di no.
Il fatto che i nostri figli non raccontino non deve essere secondario. Gli/le insegnanti devono tenerlo presente sempre. Ogni comunicazione con la famiglia deve partire da questo presupposto: informare qualcuno che non ha alcun modo per accertarsi che tutto quello che immagina esiste nella vita reale, nel mondo naturale.
La scuola deve comunicare intensamente, massicciamente, con una famiglia a cui un bambino con gravi problemi non racconta assolutamente nulla.
La scuola deve rassicurare la famiglia. E la famiglia non deve mai fidarsi della scuola.
La scuola “dell’integrazione” non esiste. La inventarono antichi legislatori estinti e non fu mai messa in pratica. Gli insegnanti non sono preparati, non sono preparati i dirigenti e non ha alcuna preparazione (nemmeno minima) l’intero Sistema.
La famiglia lo sa. E non puo’ fidarsi.
Ma come fa la scuola a rassicurare la famiglia?
Non esiste una regola. Posso fare degli esempi per dare delle idee, ma poi ognuno risolve il problema come meglio si addice alla situazione.
1) Puo’ essere compilato giornalmente un diario dettagliato delle attività svolte.
2) Possono essere elencati i vari momenti della giornata attraverso una checklist
3) La giornata può essere raccontata tramite delle foto.
4) Possono essere girati giornalmente dei video.
La famiglia del ragazzo che non parla ha il diritto di conoscere cosa fa a scuola quanto e più della famiglia del ragazzo neurotipico.
Non si tratta di una forzatura. Non si tratta di un cavillo.
Si tratta di un diritto inalienabile.
October 2nd, 2009 at 16:08
[...] scuola — forse perche' quella che frequenta It e' un caso fortunato. Ma trovo che queste cose che dice siano sacrosante — e credo che chiedero' che la nostra scuola materna se ne faccia [...]