Recentemente, ad una riunione per costituire una associazione per l’autismo, si diceva che non va per niente bene, che le linee guida di alcune regioni sono un atto politico, lasciano libertà interpretativa e significano tutto e il contrario di tutto, che i baroni della medicina sono convinti che “i trattamenti cognitivo-comportamentali rendono i bambini autistici degli automi” e che “l’unica strada praticabile è il floortime“ (all’italiana e non intensivo) insieme alla psicoterapia psicodinamica a ottanta euro l’ora, che i grandi capi si riuniscono in luoghi segreti e cercano il modo di ostacolare le piccole realtà che vogliono portare nel pubblico l’analisi applicata al comportamento o vogliono creare una rete che funzioni tipo Denver Model.
Nello stesso tempo, le stesse persone che si lamentavano, dicevano: <<Dobbiamo comunque restare amici dei potenti, così i potenti stipulano piccole convenzioni con noi e noi possiamo sopravvivere. Prima o poi questi fanatici segretamente innamorati di Bettelheim andranno in pensione>>.
Mi sono alzato e ho citato Mao Zedong:
«La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.»
Gianni Papa
INTERVISTA A GIANNI PAPA DEL MENSILE "IL VARESINO"
[...] La rivoluzione! Non c’è altra scelta! [...]
W la gn…., visto che ci siamo….:)
W la rivoluzione
ehm… ehm…
nel mio dialetto ricottaro vuol dire magnaccia o puttaniere che dir si voglia..tu intendevi quello? quello basso…?
ROTFL! Ma io mi riferisco ai baroni dell’autismo, mica ai ricottari con le villone…
tra poco viene il sismi e chiude il sito!
Naturalmente è un paradosso. Però il concetto mi sembra chiaro: mettersi d’accordo con chi è nel torto e ha il potere non ha senso. Bisogna rovesciarlo, questo potere.
ma stai scherzando? a me viene da ridere…ti immagino con la bandiera rossa che insegui e fucili psicomotricisti….:)
Qui non si tratta di chi la pensa diversamente. Qui si tratta di chi continua a difendere il proprio misero orticello dove non è mai cresciuto niente, nonostante le evidenze.
RIVOLUZIONE!
Lo so, è vero. Ma non possiamo imporre ad altri la nostra visione delle cose. Possiamo essere propositivi e non stancarci mai di lavorare per le cose in cui crediamo. E anche cercare il confronto anche con altri che – pur non pensandola come noi – hanno comunque delle cose da dirci, da insegnarci.
Nel caso dei nostri figli, non abbiamo tempo, perché crescono.
Non dimenticare la lezione della non – violenza …
Ci dissi u surgi a nuci: dammi tempu ca ti percio (proverbio siciliano)