C’era una volta un fantasma che aleggiava nei corridoi delle scuole… si vocifera che una volta era vivo, qualcuno dice che non sia mai esistito, altri dicono che sia vissuto e abbia combattuto coraggiosamente prima di lasciarci, si chiama PEI.

Mi chiamo Elena e sono mamma di Valerio, 5 anni, bimbo con autismo diagnosticato solo l’anno scorso.
Valerio frequenta una scuola dell’Infanzia comunale con una sua educatrice. Quest’anno, sapendone un pò di più sull’autismo e con Valerio leggermente migliorato pur non essendo ancora verbale, ho pensato che è ora di chiedere un colloquio con la dirigente per far valere quelli che sono miei diritti.
Proprio quando ho iniziato a pensare di poter prendere un appuntamento, sono cominciati a nascere problemi con l’Educatrice, che improvvisamente ha cominciato a trascurare il bambino, fino ad arrivare all’apoteosi qualche giorno fa.

Arrivo all’improvviso, non preannunciata, e la trovo fuori dalla classe insieme ad un’altra insegnante (non di quelle curricolari) che parla con una mamma di una gita che ha fatto quest’ultima: Valerio giace abbandonato sui materassini dentro all’aula in preda di una delle sue stereotipie preferite: lo sfarfallio delle mani.
Cerco di mantenermi tranquilla ( mai scattare davanti al bambino) e prendo un appuntamento con la dirigente per un colloquio.

Comincia il colloquio e mi viene detto:

  • Un PEI esiste (“Ma come? Le maestre non gliel’hanno mai fatto vedere?No, esimie teste di rapa). Un PEI standard (!?) che viene fatto uguale per tutti “in maniera che la gente non si sogni di metterci dentro cose(!???). ” Ma come può essere STANDARD se ogni bambino è diverso dall’altro e ha una patologia diversa dall’altra?“. Si corregge “No, comunque è migliorabile” (cito).
  • Alla mia segnalazione dei comportamenti non consoni dell’insegnante di sostegno (trascurare Valerio per riordinare la classe o curare dei bambini nuovi iscritti piangenti), quando sto per finire e precisare per l’ennesima volta che lei si deve occupare di Valerio e basta, mi sento dire “Sto per dirle una cosa che le dispiacerà ma Maria è assegnata alla scuola, quindi può fare anche quello“…

Ma che cosa dobbiamo fare perchè i nostri figli vengano seguiti in maniera decente? Ribaltare tutte le poltrone dei dirigenti che giocano con le parole e le leggi come fa comodo a loro?
Sì, se Maria fosse una insegnante di sostegno, sarebbe della classe ma “per l’integrazione di mio figlio“, non per trascurarlo ed occuparsi di altri bambini.
Dirò di più: nel nostro caso non si tratta nemmeno di una insegnante di sostegno, ma di una Assistente all’autonomia e alla comunicazione, inviata dal Comune in una scuola comunale. In quanto tale, non è della scuola, non è della classe ma è assegnata unicamente a mio figlio.

Trovo indecente che un bambino riconosciuto invalido civile anche dallo stato al 100% debba essere considerato in questo modo.
Continuo a vederlo in quell’angolo su quel materassino a guardarsi le manine e sono sempre sempre più arrabbiata… scuola, ma come ti sei ridotta?

Elena Corona

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  1. ALESSIA scrive:

    CARISSIMA MAMMA DI VALERIO , LEGGO CON GLI OCCHI GONFI DI LACRIME IL SUO RACCONTO. SONO UN’INSEGNANTE (SOSTEGNO) NELLE SCUOLE SUPERIORI E LE POSSO SOLO DIRE CHE NON TUTTE LE INSEGNANTI SONO COSI’. L’UNICA COSA DA FARE E’ DENUNCIARE, ANCHE PERCHE’ QUELLA PERSONA NON E’ UN’INSEGNANTE E NON MERITA TALE LAVORO.
    MI DISPIACE A NOME DI TUTTE LE INSEGNANTI SERIE E DEDITE AL PROPRIO LAVORO.
    CHIEDO SCUSA AL PICCOLO VALERIO SPERANDO CHE UN GIORNO INCONTRI INSEGNANTI “VERE”
    CARI SALUTI
    ALESSIA

  2. Gianni Papa scrive:

    Certo che qualche caso isolato in cui le maestre sono brave c’e, ma sai meglio di me che una rondine non fa primavera. E comunque anche quando ci sono realta’ dove alcune disabilita’ sono ben “seguite” e’ l’autismo che viene misconosciuto e mal trattato, anche perche’ spesso questi poveri bambini/ragazzi autistici arrivano a scuola con diagnosi psicodinamiche del tipo disarmonia evolutiva o altre amenita’ del genere, per cui la scuola se ne lava le mani dicendo: tanto non e’ autistico

  3. maestragraziella scrive:

    Certo che queste sono cose da denunciare! Lo dice una maestra.
    Non accetto che si dica, però, che la scuola oggi sia così! Ci sono insegnanti che sanno fare il proprio lavoro da vere professioniste.
    Cordiali saluti.

  4. ketty scrive:

    un’unica parola DENUNCIARE queste situazioni, i nostri figli hanno il diritto di essere seguiti!

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