Credo che oggi ci sia un grande bisogno di cambiare.

 È ora il momento in cui molte cose si possono ancora cambiare. Siamo Noi destinati a cambiare realmente le cose, in profondità? O siamo solo dei fannulloni?
La storia c’insegna che non ci sono scorciatoie, che la testimonianza e l’azione individuale non bastano. Questo è il tempo in cui tutti siamo chiamati ad assumerci una maggiore responsabilità, a scendere in campo per giocare la partita, senza timore di sconfitta o di vittoria.
Possiamo discutere come fare. Ma chi si chiama fuori, chi sceglie di non starci o di giocare in proprio, in nome del proprio percorso, della propria identità, della propria autonomia, commette un grave errore.
Le criticità sono tante, ma le opportunità non mancano.
C’è bisogno di cambiare, ma, per farlo realmente, dobbiamo ripartire da Noi, da quello che siamo e facciamo.
Siamo Noi che prima di tutto dobbiamo cambiare.
Noi genitori che camminiamo con i nostri figli e tocchiamo il loro dolore, e ascoltiamo le loro grida. Noi che siamo nel cuore dei problemi, ma lontano dai luoghi dove si prendono le decisioni. Noi che non riusciamo a farci ascoltare da quelli che stanno nel cuore delle istituzioni, ma lontano dai problemi. Noi che non abbiamo ancora affrontato abbastanza il problema delle istituzioni e dell’applicazione delle leggi.
C’è poco tempo ancora per rigenerare quel tessuto che oggi sembra gravemente malato. I nostri soli nemici sono la rassegnazione, la frammentazione, la sfiducia, lo scetticismo e la cieca difesa del proprio tornaconto. Non ce ne sono altri.

Cordialità, Giuseppe Felaco (genitore)

Una Risposta »

  1. Mr.Loto scrive:

    Penso tu abbia colto il vero nocciolo del problema.
    Come diceva Gandhi, noi per primi dobbiamo essere il cambiamento che vorremmo vedere.

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