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Vaccinazioni, si rischia di fare terrorismo, a tutto danno dei bambini. E’ ferma la presa di posizione dei pediatri di famiglia che criticano le recenti notizie sui danni provocati dai vaccini. “Purtroppo si diffondono – dice Pier Luigi Tucci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri – notizie non corrette, ad esempio che le vaccinazioni indeboliscono il sistema immunitario, che il vaccino non funziona bene nei bambini piccoli e nei prematuri, che nella stessa seduta non si possono somministrare più vaccini, che c’è un rapporto fra alcuni vaccini e specifiche malattie come morbillo e autismo.
“La ricerca già ha dato risposte esaurienti. Gli stessi mezzi di informazione trascurano di ricordare che in Italia nel 1960, prima dell’inizio della vaccinazione di massa, c’erano più di tremila casi di poliomelite paralitica in un solo anno. Con la vaccinazione non si sono avuti casi di polio al punto che la malattia è stata dichiarata eliminata da tutta Europa.
“E ancora. La vaccinazione per tutti i bambini ha cancellato la difterite in Italia. Con la vaccinazione, nei neonati e nei dodicenni, l’incidenza dell’epatite virale B è diminuita di tre volte. Si potrebbe continuare a lungo con una lista simile”.
”I pediatri di famiglia – aggiunge Tucci – che per il loro ruolo già collaborano attivamente con l’Istituto superiore di sanità sulle malattie da sconfiggere con le vaccinazioni, si dichiarano ancora una volta a favore di una completa e trasparente informazione in cui le evidenze scientifiche continuino a guidare le scelte dei genitori”.
“Il recente caso di una bambina che sarebbe stata danneggiata dalle vaccinazioni eseguite in età infantile – prosegue Tucci – è stato illustrato con grande enfasi e purtroppo con imprecisioni, tra le quali l’affermazione che la presunta associazione del danno con la vaccinazione sarebbe attribuibile alla presenza di mercurio; a questo proposito è stato anche detto che è in corso all’estero un esame tossicologico. Ma forse non tutti sanno che la presenza di mercurio nell’organismo umano è principalmente dovuta al metallo ingerito con gli alimenti, per cui un esame effettuato dopo 4 anni non potrà mai fornire alcuna evidenza che la causa sia stata il vaccino”.