Non è da molto che sono entrato in questo mondo: la diagnosi di mio figlio è stata fatta l’anno scorso all’IRCCS Medea di Bosisio Parini. Però, quando ci sono entrato, da vecchio internettaro che a suo tempo ha persino provato  l’ebbrezza del telelavoro (quella cosa magica che consiste nell’accendere il computer ancora in pigiama e addirittura guadagnare dei soldi), ho cominciato a vagare su internet.

Il primo libro in cui mi sono imbattuto è stato quello scritto dall’oculista Franco Verzella insieme a un esperto di marketing. Il libro si intitolava Defeat Autism Now! e l’ho comprato immediatamente, per la modica somma di diciotto euro.

Quando il libro è arrivato, ho capito subito. Non per nulla ritengo di avere una certa cultura e di non essere fesso.

Un oculista che scrive un libro sull’autismo insieme ad un esperto di marketing mi fa pensare subito a quelle società americane che vendono fantomatici “prodotti per la casa e per l’igiene” che nessuno ha mai visto e nessuno ha mai provato, ma te li vendono lo stesso: perchè, tanto, non importa che i prodotti funzionino, nelle bottiglie ci puo’ essere anche il “detersivo di marsiglia” del Pennymarket… l’importante è che chi decide di entrare <<nel giro>> porti “dentro il giro” altre persone, e che queste altre persone portino dentro altre persone ancora, e cosi’ via in una catena lunghissima e in un giro di soldi che non finisce mai.

E poi… il  libro di Verzella si poteva trovare “paro paro” su internet: non era altro che un abile meccanismo per attirare clienti, messo insieme dall’esperto di marketing (e co-firmato dall’oculista) per “creare consumatori”, non per diffondere il verbo delle cure giuste e sante che fanno guarire dall’autismo.

E’ per questo che ho deciso di “scendere in campo” in prima persona: perchè ho capito che internet, per i genitori che hanno appena avuto la diagnosi e cercano nuove informazioni, è molto importante.

Ci sono genitori che si sentono dire, da stupidi psicodinamici che magari occupano posti importanti e fanno la ruota come pavoni: <<Non c’è nulla da fare. Non si guarisce. Una terapia riabilitativa vale l’altra. Un’ora di psicomotricità alla settimana basta e avanza. Perche’ vogliamo stressare questi bambini?>>.

Questi genitori, appena usciti dallo studio del primario psicodinamico, accendono il computer, vanno su internet e trovano frasi come:

<<L’autismo è curabile>>
<<L. è stato completamente recuperato dall’autismo>>
<<L. (un altro L. di un altro medico) è un ex autistico>>
<<I bambini sono intossicati e devono espellere i metalli pesanti: l’infiammazione del cervello e’ la conseguenza di una infiammazione dell’intestino. Espellendo i metalli pesanti, i bambini possono recuperare>>

Dunque dall’autismo si guarisce! Molti sono guariti! La chelazione ti fa recuperare! La camera iperbarica ti mette le aaaaaaali!!!
Come non crederci?
E soprattutto, perchè non crederci, se su internet è l’unica voce nazional-popolare in assoluto?

Ecco perché è nato autismoincazziamoci.org: per dare una voce credibile e nazional-popolare agli increduli, ai razionali.
Per dare una casa a quelli che non vogliono strumentalizzare e non vogliono essere strumentalizzati.

Adesso, un genitore che ha appena saputo di avere un figlio autistico e che cerca informazioni su internet, prima di comprare il detersivo del Pennymarket, deve fare i conti con noi!

GIANNI PAPA

Una Risposta »

  1. Mirka Bozzoli scrive:

    Come capisco!!! Io nn sono un genitore ma un’educatrice che 10 anni fa,per la prima volta incontrai una bimba autistica e me ne innamorai! insieme ho avuto la fortuna di incontrare delle persone esperte, che già da altettanti anni lavoravano tutti i giorni con impegno grande dedizione e pazienza insieme ( si inseme!) alle famiglie e ai bimbi autistici presi incarico.
    Io sono un’alieva diretta del dottore Micheli Enrico, un grande uomo ed un grande professionista che portò in Italia molti anni fa uno degli antidoti fondamentali ” la trasparenza nel lavoro tra diversi esperti” ovvero i genitori esperti dei propri figli e i terapisti esperti di strategie educative. Poi trasparenza tra tutte le persone coinvolte nella crescita di questi bimbi, ed imprimerci molta energia , crederci, comunicare obiettivi , strategie , mostrare il lavoro e dedicare del tempo ad insegnarci ciò che si vede che funziona. E’ vero per questi bimbi si può fare molto ! e migliorano tanto ! è importante essere tempestivi è importante che ci permettano di esserlo. Perchè come mi disse poco prima di morire il mio maestro Micheli ” Mirka nn c’è più tempo per essere ancora pazienti! i nostri bimbi nn hanno tempo per aspettare , bisogna fare già! ora ! il prima possibile ! perchè tanto cambia. Bisogna aggiornarsi e formarsi conoscere la sindrome e possedere nella “cassetta degli attrezzi” diversi approcci per poter garantire un’intervento globalista che si disegni a pennello sul bimbo e la famiglia. Ogni giorno cerco di fare al meglio quanto ho visto fare con successo; consiglio hai genitori e i terapisti di voler vedere gruppi di lavoro che sono riconisciuti validi.. è importante per credere e avere forza nel lavoro, in quella fase in cui, è stata fatta la valutazione funzionale, sono stati individuati degli obiettivi emergenti e le strategie, c’è un momento che dura un tempo in cui si è nella “terra di nessuno” e lì bisogna credere ! Credere nel bambino e credere nel lavoro fatto prima e in ciò che si sta facendo. Credere per avere forza e poter avere determinazione , flessibilità e rigore! Da quella terre di nessuno nascono piacevolissime sorprese: I BIMBI IMPARANO! ed è meraviglioso è qualcosa di puro. Diffondiamo cultura . Grazie. Mirka

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