Autismo, che fare? Incazzarsi!

siamo autistici: non fessi

LA MAMMA SUL TAPPETO – di Gabriele D’Annunzio (?)

Pubblicato da Autismo Incazziamoci su 20 ottobre 2009

 Taci. Per trattare
l’autismo non uso
le cose che chiami
rinforzi; ma uso
le spinte emotive
che Greenspan e Wieder
ci danno.

Ascolta. La mamma
siede tranquilla.
il babbo siede
avulso dalla sede,
per terra siede
tutta la famiglia,
siede il fratello
geloso,
siedono tutti gli amici,
siedono le operatrici
psicodinamiche traditrici,
siede sul tappeto
e aspetta l’iniziativa
dell’autistico senza inventiva
che la bocca schiude,
che la bocca schiude ecolalica
su la favola arcaica
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
Ermione.

Odi? La psicologa tace
ne la solitaria
stanzetta
con un respiro che dura
e varia nell’aria
secondo le mensole
più sporche, men sporche.

Ascolta. Risponde
al pianto il canto
della psicologa
che il pianto autistico
non impaura,
nè il padre perplesso.
E la mamma
ha fiducia, di tutto
ha fiducia, del Centro
ha fiducia, stromenti
diversi ma mascherati
psicodinamicamente riciclati.

E immersi
noi siam nello spirto
di Greenspan,
di autistica vita viventi;
e il tuo volto sdraiato
sul tappeto sdraiato
il paesaggio ravviva,
e le tue chiome
sul pavimento
sono più basse
delle finestre
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. Il disagio
di tuo figlio
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un ticchettìo vi si mesce
più vispo
che di laggiù sale:
la psicologa al computer.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Solo un tasto
ora preme, si spegne,
risorge, trema, si spegne.

Non s’ode voce dall’ambulatorio.
Or s’ode sull’Ospedale
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo i servizi
più rotti, men rotti.

Ascolta.
Maria Teresa
è muta; ma Serena
lontana,
saltella come una rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!

E siamo sul tappeto,
Ermione.

Sdraiate le tue ciglia nere
sembrano piccole scope nere
ebbre di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da mattonella tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
autistica,
il cuor nel petto è come tappeto
intatto,
tra le pàlpebre gli occhi
son come patate sepolte,
i denti negli alvèoli
son come carote acerbe.

E andiam di mattonella in mattonella,
or congiunti or disciolti
(e la polvere del reparto
ci allaccia i mallèoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!

Siamo sdraiati sui nostri vólti
silvani,
siamo sdraiati su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i tristi pensieri
che la psicologa induce
e scatena,
sul comportamento problema
che ieri
t’uccise, che oggi m’uccide,
o Ermione.

Una Risposta a “LA MAMMA SUL TAPPETO – di Gabriele D’Annunzio (?)”

  1. Betty detto

    Ma allora,
    sarà tutta una farsa circa i miglioramenti ottenuti?……
    Marò (traduzione: Madonna) e ki ci capisce niente.
    Buon lavoro a tutti.
    Betty

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