AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

Archive for November, 2009

STORIA DI C.

Posted by Autismo Incazziamoci on 30th November 2009

Ci arriva dal pianeta Scuola una delle solite storie di disintegrazione scolastica e neuropsichiatrica. La pubblichiamo senz’altro, chiedendo – a chi può dare aiuto o suggerimenti all’autrice – di scriverlo nei commenti (G.P.)

Salve, sono una docente di sostegno e sono capitata per caso sul vostro interessantissimo sito in quanto sto effettuando delle ricerche per informarmi al meglio sull’autismo. Quest’anno a settembre, mi è stato assegnato per 9 ore settimanali un ragazzino di 13 anni la cui diagnosi cita testualmente: “Disturbo evolutivo del linguaggio con stereotipie motorie”… della parola autismo nemmeno l’ombra.
Inizio a conoscere questo ragazzino (che frequenta la prima media n.d.r.) e mi accorgo subito che qualcosa non quadra con la diagnosi. Dò un’occhiata rapida e mi accorgo che risale al 2001… aveva 5 anni!

I primi di ottobre si riunisce il primo GLHO e lì ho il piacere di conoscere i genitori di C.
Mi fanno subito presente che il bambino parla bene di me a casa, che è contento del nuovo ambiente bla bla bla… Mi azzardo a chiedere al medico un aggiornamento della diagnosi e mi viene risposto picche: non ci sono aggiornamenti da fare.
Resto a dir poco basita.
Ok, dico a me stessa e all’assistente specialistica (che lo segue per 15 ore), diamoci da fare!
Abbiamo approntato per lui una programmazione ad hoc, basandoci sui programmi della scuola elementare, ho scaricato materiali, mi sono procurata libri, ho approfondito le mie osservazioni, ho parlato con le sue ex maestre… insomma, mi sono attivata per capire quello che nessuno mi voleva dire.
Ho creato una sorta di diario di bordo dove annotavo i suoi comportamenti, i suoi dondolii, le sue frasi ripetute fino allo spasmo, il suo agitare le braccia e le mani… e alla fine un giorno C. – nella sua persistente ecolalia – ha detto queste parole: “Questo ragazzo ha paura di tutto, questo ragazzo è autistico”.
Io e S. (l’assistente) ci siamo guardate sbalordite e gli abbiamo chiesto:C., ma chi ha detto questo, la mamma?e lui, candidamente ha risposto:No, papà“.
In più, il bambino – dalle 4 ore giornaliere della scuola elementare – si è ritrovato a dover frequentare per 6 ore, dalle 8 alle 14. Veniva sempre più assonnato e stanco e durante la mattinata per lo più dormiva. Ho tentato, in accordo con la coordinatrice, di contattare la famiglia per chiedere – se possibile – di portare C. a scuola un pò più tardi per farlo riposare un pò di più, ma non ho ottenuto risposta.
Con il passare delle settimane la situazione è letteralmente precipitata. La famiglia, sempre più assente, delega completamente tutta l’educazione del bambino alla scuola, le comunicazioni avvengono solo tramite il diario di C. In più il bambino ha iniziato a manifestare il suo disagio e le sue paure in maniera sempre più evidente. Canta, si ribella, si rifiuta di lavorare e chiede sempre più spesso di uscire.
Posso capirlo, è inserito in una classe cosiddetta “difficile” con gravi problemi di comportamento e di socializzazione degli alunni, pertanto gli insegnanti di classe (me compresa) hanno necessità assoluta di mantenere un atteggiamento severo ed austero nei loro confronti. Tutto questo spaventa C.?
Si aggiunga che il ragazzo è nel pieno dello sviluppo, sta vedendo il suo corpo crescere e cambiare. Anche questo lo disorienta?

Vi chiedo di darmi un consiglio, un aiuto per comportarmi al meglio con questa creatura. Sta diventando sempre più ingestibile, insofferente e a tratti aggressivo e non voglio questo per lui.
Grazie.

M.

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LO SPOT DI AUTISMOINCAZZIAMOCI PER L'AUTISMO

Posted by Autismo Incazziamoci on 29th November 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MESSAGGIO DI ANTONIO GRAMSCI (?) CONTRO L'UNIONE TRA GENITORI DI SOGGETTI AUTISTICI A ORECCHIE TAPPATE E OCCHI CUCITI

Posted by Autismo Incazziamoci on 29th November 2009

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

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UNO SPOT SULL'AUTISMO

Posted by Autismo Incazziamoci on 28th November 2009

Copio-incollo da BROTTURE, il blog di Fabio Brotto

Questo spot, realizzato per la federazione (FANTASiA), che riunisce le tre associazioni nazionali più serie e più documentate sulla ricerca scientifica che esistano oggi in Italia, richiede un’analisi attenta, e il più possibile razionale. Purtroppo, e con mia grande amarezza, risulta immediatamente che si tratta di uno spot radicalmente sbagliato, e anche controproducente.

Ho già verificato una prima cosa: chi non sa nulla di autismo da questo spot non trae alcuna informazione reale (e corretta), anzi non capisce assolutamente niente. Inoltre, come oggi capita in molti spot publicitari, la “storia”, e in questo caso la recitazione, tesa e drammatica, oscura il messaggio. E dal messaggio una cosa che un inesperto capisce è che gli autistici non parlano e scappano, mentre la realtà è che molti di loro parlano (anche troppo) e non scappano affatto.
Recitazione e contenuto hanno qui un carattere del tutto tragico. Sembra un brano di tragedia greca. L’attrice, l’anziana Giulia Lazzarini, potrebbe essere Ecuba, o meglio ancora Giocasta, la madre di Edipo.
Non c’è una famiglia, ma una madre isolata. E questo è l’errore capitale. Qualsiasi difesa dello spot che punti sulla volontà di colpire duramente l’opinione pubblica, con una sorta di shock salutare, che risvegli le coscienze, urta qui contro uno scoglio insuperabile: si è messa in scena, ancora una volta, la Madre. La madre irrelata, assolutamente sola, senza l’uomo, senza la famiglia. Ma la scienza da tempo ha dimostrato che l’autismo non sorge dalla relazione distorta madre-figlio, come qualunque spettatore sprovveduto (la maggioranza degli spettatori) invece penserà, inevitabilmente, dopo aver visto lo spot.
La percezione che si ha dalla visione della Lazzarini, che dice : “Io ti ho fatto nascere”, “Io ti ho allattato” è quella di un’oscura colpa, di un destino misterioso e irrevocabile. Manca solo l’indovino Tiresia. E, appunto, la Madre dice Io, Io, come se esistesse solo il rapporto Madre-Figlio. Questo spot è letale.

Se lo spot fosse stato pensato da un lacaniano sarebbe stato perfettamente uguale: incombe sulla protagonista e sul suo invisibile figlio l’ombra dell’Altro Persecutore.
Lo spot comunica soltanto angoscia profonda, e vi è uno squilibrio totale tra l’elemento tragico, incarnato nella potente figura della madre, e la speranza evocata dalla voce alla fine, debole e ridotta all’invito a parlare e alla comunicazione  dell’indirizzo di un sito web. Alla disperazione incarnata da una figura reale si dovrebbero contrapporre, all’interno di un messaggio che dovrebbe veicolare anche speranza, altre figure, non parole disincarnate, che suonano vane.
C’è molto da ripensare, e subito, da parte dei vertici di FANTASiA. Che forse di comunicazione capiscono poco, molto poco.

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LETTERA APERTA A ENZO IACCHETTI

Posted by Autismo Incazziamoci on 27th November 2009

Caro Signor Iacchetti,
nella puntata del 25 novembre di Striscia la notizia ha iniziato la trasmissione leggendo da fogli di carta l’inquietante notizia di un ragazzino di tredici anni che ha passato 11 giorni nella metropolitana newyorkese.

 

Ridendo, ha commentato: “Si vede che aveva il morale sottoterra!!”.

Ma quale autore ha trovato così ironica una notizia del genere? E lei è pagato per leggere qualsiasi stupidagine gli venga data? Sa almeno di cosa si tratta?Dobbiamo ridere del fatto che un ragazzo di tredici anni con la sindrome di Asperger ha passato undici giorni in una metropolitana, in mezzo alla totale indifferenza di migliaia di persone?
Dobbiamo scherzare anche quando le notizie riguardano i piu’ deboli?Non ci stupiamo se i ragazzi a scuola prendono in giro i compagni disabili, se la TV ride delle disgrazie senza tentare minimamente di capirle.
Non c’è stato – da parte vostra – un messaggio di sensibilizzazione, avete tante cose da dire (e qualche volta le dite bene) ma toccare i più deboli con certe battute inutili è molto grave.
Pensi a quella povera mamma: lei – per giorni – non ha saputopiù nulla di suo figlio. Non sapeva dove fosse finito e sapeva benissimo che avrebbe avuto enormi difficoltà a comunicare con qualcuno per chiedergli aiuto.

Faccia ammenda. Corregga il suo errore e cerchi di sensibilizzare la gente al problema (grave, gravissimo) di chi non riesce a comunicare e può passare 11 giorni dentro una metropolitana, ignorato da tutti.

[Miriam Alessandro, madre di autistico che quando aveva 6 anni si è perso sulla spiaggia di Alba Adriatica, aveva fatto 3 km ed è stato ritrovato dopo 5 ore!!]

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WAKEFIELD, VACCINI, AUTISMO E DENARO

Posted by Autismo Incazziamoci on 25th November 2009

COPIO-INCOLLO UN LUNGO ESAURIENTE ARTICOLO DA MEDBUNKER

Nonostante siano stati dichiarati come la migliore scoperta medica degli ultimi due secoli, anche le vaccinazioni sono entrate nel grande libro delle cospirazioni. I vaccini hanno salvato l’umanità o l’hanno condannata? Sono un bene o una maledizione? Perchè tanto clamore e paura attorno alle vaccinazioni?

Cercherò di rispondere a qualche domanda che sempre più (e soprattutto “grazie” ad internet) crea confusione e spesso il timore che vaccinandosi possa succedere l’irreparabile.

L’argomento è vastissimo ma ho scoperto che riserva delle sorprese ed in certi punti, visto i risvolti che ha avuto l’argomento “vaccini” diventa molto interessante quasi un romanzo.

Che i vaccini in alcuni casi (molto rari, conosciuti, documentati, noti) possa causare la stessa malattia per cui ci si vaccina o una complicanza, è risaputo (il farmaco per definizione ha un effetto e si utilizza quando quello positivo supera di gran lunga l’eventualità di quello negativo); si tratta di un’evenienza particolarmente rara ma possibile. E’ anzi importante esserne coscienti per fare della vaccinazione una scelta consapevole. Questo può accadere in quei vaccini nei quali si usa come agente, il virus (ad esempio) vivo ma dalla virulenza attenuata. Ma l’accusa più “forte” lanciata contro i vaccini è che questi causino malattie diverse da quelle che dovrebbero combattere e soprattutto che questo sia provato, come l’autismo. La principale causa sarebbe la presenza nei flaconi di farmaco di conservanti a base di mercurio, sostanza tossica.

Eppure per decenni i vaccini hanno rappresentato la salvezza di tanti bambini nel mondo ed hanno aumentato il livello di salute non solo di singoli individui ma di intere nazioni e quindi di tutto il pianeta. Le mamme facevano la fila per vaccinare i figli, qualche anno fa la vaccinazione era quasi un rituale una sorta di “ingresso” in società: un bimbo vaccinato era un bimbo sano mentre le malattie erano della gente povera, ignorante; la vaccinazione insomma era una conquista sociale. C’era entusiasmo per la nuova eccezionale scoperta scientifica.

Poi la “normalità” e l’abitudine al traguardo raggiunto fece succedere qualcosa. La paura di morire per malattie contagiose è diminuita progressivamente. La mancata percezione di queste malattie, il benessere, hanno allontanato da chi è (oggi) un genitore (e per ironia della sorte lo è anche perchè vaccinato) dalle paure e dalle fobie di qualche decennio fa ribaltando l’oggetto di quei timori.
Quando è iniziata quindi la “fobia dei vaccini”? Esistono delle prove che giustifichino l’allarme? E’ tutto vero o è la solita inutile ed allarmistica “propaganda” complottista?
E soprattutto, che interesse avrebbero degli individui a spargere allarmi ingiustificati?

PAURA DEI VACCINI: Il vaccino causa l’autismo?

Possiamo datare con una buona approssimazione, l’inizio di questa “fobia” al 1998 circa. Di tutto rispetto chi ha dato il via a tutta una serie di supposizioni mai avallate, mai provate, anzi, smentite. Andrew Wakefield un medico inglese che pubblicò nel 1998 un articolo (1) su Lancet, il più importante e prestigioso testo medico al mondo.

Egli eseguì 12 biopsie tramite colonscopia (uno strumento che visualizza le pareti del colon, una parte dell’intestino e preleva per delle analisi, del tessuto) su bambini con disturbi intestinali e del comportamento, 10 dei quali erano autistici (affetti da autismo, una patologia ancora oggi non del tutto conosciuta, che è caratterizzata da vari gradi di disturbo del comportamento e dello sviluppo neurologico). In questi piccoli pazienti, trovò dei segni di infiammazione intestinale. I genitori di 8 di questi bambini dichiararono che i loro figli avevano sviluppato tutti i loro sintomi, dopo la vaccinazione trivalente per morbillo, parotite e rosolia (MPR).
La ricerca pubblicata sulla nota rivista, parlava chiaro: era dichiarato espressamente che non era stato dimostrato un legame tra le vaccinazioni ed i sintomi di quei bambini, servivano altri approfondimenti.

Nonostante questo il dottor Wakefield organizzò una conferenza stampa dichiarando che il legame autismo-vaccini era probabile e consigliava di sospendere ogni vaccinazione per MPR. In alternativa consigliava vaccinazioni separate per ogni patologia (e non quindi quella trivalente, unica a valida per le tre malattie) a distanza di un anno da una vaccinazione all’altra. Non esistevano formulazioni singole (per ogni vaccinazione) del prodotto, così in un solo colpo Wakefield ebbe la “geniale” idea di spargere il terrore tra i genitori inglesi. In pratica secondo lo scienziato le vaccinazioni erano da sospendere.

I media propagarono la notizia in maniera sorprendente ed esponenziale, l’effetto fu devastante. Nell’intero Regno Unito, le percentuali di bambini vaccinati crollarono dal 93% al 75% e solo a Londra arrivarono al 50%. Le conseguenze non si fecero attendere e furono terribili. Dai 56 casi di morbillo del 1998, in Gran Bretagna e Galles si arrivò ai 1348 del 2008 con due decessi direttamente causati dal morbillo. Nella sola Irlanda 100 bambini furono ricoverati in un ospedale per un’epidemia da pneumonia ed edema cerebrale post morbillo, tre di essi morirono. Dopo 14 anni da quando il morbillo fu dichiarato sotto controllo dalle autorità sanitarie inglesi, nel 2008 è stato ridefinito come endemico. Nell’aprile 2006, dopo 14 anni senza casi del genere, un 13enne morì di morbillo in Inghilterra.

Bambini vaccinati con vaccino trivalente in Inghilterra, crollo negli anni dopo il 1998:

Casi di morbillo in Inghilterra e Galles, aumento verticale dopo il 2000:


Lo studio di Wakefield, purtroppo troppo tardi, fu revisionato e si scoprì che non erano stati utilizzati dei casi di controllo. Il medico cioè non fece un confronto tra biopsie intestinali di bambini autistici e biopsie di bambini senza malattia, non comparò bambini vaccinati ed altri non vaccinati, ma giunse ad una conclusione personale: il virus del morbillo danneggia la parete intestinale (come dimostravano i suoi studi, che però si fermavano in questa fase), questo danno faceva produrre all’intestino una certa proteina e questa proteina, giungendo al cervello, causava l’autismo. Ha tratto insomma delle conclusioni, senza controllarle e dimostrarle.

Wakefield negli anni successivi pubblicò altri studi non proprio limpidi, per esempio ipotizzò che il virus del morbillo (ed anche il vaccino) causasse il Morbo di Chron (una malattia intestinale molto invalidante), affermando di aver rinvenuto il virus del morbillo nei tessuti dei malati di Chron. Alcuni studiosi vollero ripetere i suoi esperimenti ma non riuscirono mai a riprodurli e nessuno riuscì mai a rinvenire il virus nei tessuti di questo tipo di pazienti. Smentito da una serie di studi successivi, Wakefield ammise che il suo fu un abbaglio e pubblicò uno studio apposta (2).

Non sazio nel 2002 ci riprovò. Un altro studio coordinato da lui e che ricalcava il primo, “dimostrava” che in bambini con disturbi del comportamento e problemi intestinali presentavano il virus del morbillo nei tessuti intestinali.
Un assistente di Wakefield presente alle procedure dichiarò però che durante i test sui tessuti intestinali tutti i test davano risultati negativi mentre Wakefield dichiarava il contrario. Lo scienziato, consapevole del rischio di veder crollare le sue illazioni affidò quei test ad un suo laboratorio (Unigenetics labs, lo stesso che aveva compiuto le analisi del primo lavoro, quello che diede inizio alla fobia sui vaccini nel 1998) che diede risposte, stranamente, totalmente diverse e che davano ragione al medico inglese. Per questa evidente irregolarità quell’assistente si dimise e chiese la rimozione del suo nome dallo studio che nel frattempo era stato pubblicato su Lancet.

Il danno era fatto: la voce che Wakefield non fosse proprio limpido ed onesto percorse i corridoi di diverse università ed arrivò pure all’estero nei paesi dove risiedevano gli altri studiosi che avevano sottoscritto la pubblicazione collaborando in qualche modo.
10 dei 12 coautori dello studio quindi chiesero di cancellare il proprio nome da quella ricerca. Lancet ritirò lo studio scusandosi con i lettori.
Altri studiosi tentarono di replicare le conclusioni di Wakefield: fallirono tutti. In compenso tante altre ricerche conclusero che non c’era evidenza del virus del morbillo in tessuti di affetti da autismo e nemmeno in affetti da Morbo di Chron.

La mistificazione di Wakefield fu così evidente.
L’ospedale nel quale lavorava lo licenziò, i media provarono a “recuperare” il danno che quel medico aveva fatto alla loro comunità (e soprattutto ai loro bambini), la giustizia britannica si occupò del caso e Wakefield fu processato per colpa medica.
Ma quello era solo l’inizio.
Le indagini scoprirono qualcosa di insospettabile.

Mai dichiarato da Wakefield venne appurato che un rappresentante di famiglie di bambini autistici, era un avvocato, aveva contattato il medico inglese per proporgli di effettuare degli studi che dimostrassero la correlazione tra autismo e vaccinazioni. Era un aggancio importante per quell’avvocato, stava per iniziare una causa contro le case produttrici del vaccino, per ottenere un risarcimento miliardario. Bisognava dimostrare che il vaccino per il morbillo causasse l’autismo.
Wakefield ricevette oltre 500.000 sterline per effettuare quello studio, proprio dall’avvocato. Avvenne una vera e propria organizzazione per il riciclaggio di tutto quel denaro, tramite società fittizie e compravendite fasulle.
Wakefield naturalmente smentì tutto ma un giornalista (Brian Deer) iniziò un’indagine intensissima che fu poi mandata alla TV inglese ed il medico fu costretto ad ammettere tutto, prima mentendo di nuovo sulla somma ricevuta e poi messo alle strette, ammettendola.

Incredibile come il grande complotto delle case farmaceutiche immaginato da chi ignora la realtà e da chi non è informato, si era trasformato in un complotto al contrario. Chi diceva di aver scoperto la verità era invece l’autore di una truffa colossale.

Ma non era abbastanza.
Andrew Wakefield giocò davvero sporco.

Si scoprì successivamente una mossa assolutamente inaspettata e subdola, il medico inglese aveva addirittura brevettato (UK patent application number 9711663.6, 6th June 1997) un sistema di produzione per i tre vaccini separati (e non trivalenti, cioè assieme nella stessa soluzione)(3), era questo il suo consiglio iniziale (ricordate?), non vaccinate i vostri bambini o fatelo con i vaccini separati: questi non erano in commercio, lui lo sapeva e si era preparato a venderli era tutto programmato…incredibile dove arriva la mente diabolica di certe persone.

Wakefield scherzò diverse volte sulle modalità di prelievo di sangue sui suoi pazienti che servivano allo studio (bambini anche di 5 anni). Raccontò egli stesso di suo figlio: attese la sera del suo compleanno (gli serviva un bambino di 5 anni, per le statistiche ed il figlio ne aveva 4) per fargli il prelievo, il bambino piangeva ed ebbe degli svenimenti, bastarono 5 sterline per calmarlo.

Il giornalista che indagò su di lui, scoprì altre falsità: bambini che avevano l’autismo PRIMA di vaccinarsi. Biopsie assolutamente normali che Wakefield classificò come patologiche, il laboratorio che effettuò le ricerche dei virus era del tutto inadatto, non attrezzato, non sicuro, non controllato, chiuse dopo pochi mesi dallo scandalo. E’ curioso osservare ancora una volta, che la gente che è convinta che i vaccini facciano male, alla fine non sono che vittime di un imbroglione cronico. Insomma, un guaio, che aveva provocato dei guai ancora più grossi. Diversi bambini ebbero gravi problemi (o morirono) per la sete di denaro di questa persona e furono inutili gli appelli delle autorità a non abbandonare le vaccinazioni.

Successivamente a quelle vicende per studiare l’ipotesi di Wakefield che aveva seminato il panico, nessuno studio e nessuna ricerca dimostrò una correlazione tra vaccini ed autismo, sempre smentita da tutti gli studi che sviscerarono in tutti i suoi aspetti il collegamento tra le due cose ed anche dall’evidenza. Una recente review ha confermato questa conclusione. I vaccini non causano l’autismo.
Nonostante questo, la voce circola ancora oggi.
Il disastro provocato da Wakefield fu enorme, spinto fondamentalmente dalla sete di denaro, non riuscì a salvare la sua integrità morale e procurò sofferenze inutili e morte a centinaia di persone. Wakefield fu pagato per mentire.

Eppure (ed io ci avrei scommesso) Andrew Wakefield è oggi uno dei più noti antivaccinisti britannici e può contare nel sostegno di centinaia di persone che credono ancora alle sue parole. Immaginatevi se al posto suo ci fosse stato uno scienziato “tradizionale” o se io avessi scritto a favore dei vaccini perchè pagato da un’industria produttrice, immaginate il linciaggio. Wakefield invece, presso i suoi sostenitori, non ha perso un briciolo di stima.
Incredibile? Chi legge questo blog non dovrebbe stupirsi più di tanto…

Fortunatamente però esistono ancora persone dotate di buon senso e di responsabilità e fa piacere che tra queste, vi siano tanti genitori di bambini autistici.
Cosa dire alla fine di questa storia apparentemente tanto irreale da sembrare un romanzo?
Ancora oggi si leggono affermazioni perentorie (anche da parte di medici!) come quella che i vaccini causino l’autismo o altre malattie. Ma chiedete le prove, i riferimenti: non li ha nessuno per il semplice motivo che non esistono. Al massimo vi linkeranno uno dei tanti siti catastrofisti.

Chiedete quindi a queste persone se sanno perchè il vaccino possa essere causa di malattie come l’autismo. Qualcuno vi risponderà che la causa è la presenza di mercurio nei vaccini (ma di questo parleremo la prossima volta).

Oltre alla storia di Wakefield infatti, negli anni sono nate altre leggende sulle vaccinazioni: presunta tossicità, presunto collegamento con malattie, presunto avvelenamento. In realtà non esiste un solo studio che dimostri tossicità o pericolosità dei vaccini. Non esiste prova o dimostrazione che i vaccini siano più pericolosi di quanto siano utili. La prova migliore? Resta sempre il fatto indiscutibile che miliardi di individui nel mondo, sono stati e sono sottoposti a vaccinazione…eppure il genere umano è ancora qui e non c’è nessuna strage di bambini e soprattutto l’uomo ha raggiunto una media di vita ed un livello di benessere fisico mai conosciuto nella sua storia evolutiva.

Chissà come mai, invece di dare la colpa alle auto, all’inquinamento o agli attentati all’ambiente che non ci salvano certo dalle malattie, è diventata un’abitudine attaccare i vaccini che, alla fine, hanno salvato una moltitudine di persone da malattie terribili e, se vogliamo proprio esagerare, forse hanno pure teoricamente salvato il genere umano dall’estinzione. Chissà perchè non esistono movimenti anticolesterolo nei cibi o contro la vendita di sigarette (eppure “qualche prova” che le sigarette facciano male o che il colesterolo riduca l’aspettativa di vita esiste).
Il dubbio è: sarà che questi movimenti hanno interessi economici esattamente identici a quelli che tanto criticano? Come mai questi movimenti ed i loro esponenti hanno tutti un’alternativa a pagamento ai vaccini ed ai supposti danni?

Le vicende di Wakefield, nel campo del terrorismo sanitario, sono comunque esplicative di come una voce allarmistica possa causare seri danni alla persona. Fatelo presente quando qualcuno vi parlerà in maniera terroristica di una medicina.

Voi ora sapete più di loro. Conoscete questa storia…

Bibliografia:

(1) Wakefield A.J., et al. 1998. “Ileal-Lymphoid-Nodular Hyperplasia, Non-Specific Colitis, and Pervasive Developmental Disorder in Children.” Lancet 351: 637:41.
(2) Chadwick N., et al. 1998. “Measles Virus RNA is Not Detected in Inflammatory Bowel Disease Using Hybrid Capture and Reverse Transcription Followed by the Polymerase Chain Reaction.” J Med Virol.,
(3) http://briandeer.com/wakefield/vaccine-patent.htm

Si ringraziano per i dati e la documentazione:

http://www.skeptic.com
Harriet Hall
http://briandeer.com/wakefield-deer.htm
http://briandeer.com/solved/solved.htm

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“Mio figlio autistico salvato dalla marijuana”

Posted by Autismo Incazziamoci on 25th November 2009

Usa/ Mio figlio autistico salvato dalla marijuana, è polemica

COPIO-INCOLLO DA
ITALNEWS.NET

Roma, 24 nov. (Apcom) - Prosegue negli Usa il dibattito sull’usoterapeutico della marijuana, stavolta – in particolare – sui benefici per i bambini affetti da autismo. Una madre californiana, Mieko Hester-Perez, ospite in diverse trasmissioni popolari – da ‘Good Morning America’ sulla Abc all”Early Show’ della Cbs – ha raccontato della sua decisione di adottare la terapia alternativa quando il figlio autistico di 10 anni, Joey Perez ha cominciato a perdere troppo peso per inappetenza.
“Ormai era pelle e ossa, stava per morire” ha spiegato la signora Hester-Perez ai microfoni della Abc, sostenendo che “la marijuana abbia dato un equilibrio” al figlio.  Joey, ha proseguito, “aveva tendenze autolesioniste. Era estremamente aggressivo, scappava da casa ed era diventato un pericolo per sé e per gli altri”. Ma appena poche ore dopo avergli fatto mangiare delle tortine con un impasto a base di marijuana, ha detto di aver constatato un cambiamento notevole in Joey, sia nell’appetito sia nel comportamento.
Negli ultimi mesi, i media americani hanno riportato diverse testimonianze di questo tipo, insistendo sul fatto che l’American Academy of Pediatrics si oppone alla legalizzazione della marijuana e si limita a sostenere nuove ricerche in questo campo. L’American Medical Association ha però nel frattempo ribaltato la propria posizione sostenuta per anni, raccomandando che il governo federale cancelli la cannabis dalla Controlled Substances Act, la lista delle sostanze proibite, che la equipara all’eroina e alla cocaina.
E in un recente sondaggio della Gallup, il 44% degli americani si è detto favorevole alla legalizzazione della marijuana – una crescita di 13 punti rispetto a un’indagine del 2000.
Secondo l’istituto di ricerche sociali, se il sostegno della popolazione continua a crescere con uno o due punti percentuali all’anno “la maggioranza degli americani potrebbe essere favorevole alla liberalizzazione della droga nel giro di quattro anni”.

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Vaccini: vogliamo provare a essere diffidenti nei due sensi?

Posted by Autismo Incazziamoci on 24th November 2009

COPIO-INCOLLO da Subecumene

Alla base della paranoia sui vaccini vi è una ricerca pubblicata nel 1998 su Lancet dal medico canadese Andrew Wakefield che traccerebbe una correlazione tra il vaccino trivalente per il morbillo, gli orecchioni e la rosolia e la comparsa dell’autismo nei bambini. Lo studio prendeva spunto da alcuni casi clinici avvenuti a Londra.

Gli studi di Wakefield vennero subito screditati.

In primo luogo perché l’aumento dell’autismo in Gran Bretagna era semplicemente dovuto a un miglioramento delle pratiche di screening e ai procedimenti diagnostici. Via via che aumentavano gli autistici diminuivano quelli che una volta venivano chiamati “ritardati mentali”, “idioti”, “scemi del villaggio”, eccetera. Era lo stesso fenomeno che veniva trattato con concetti e strumenti medici più adeguati.

In secondo luogo, mettendo a confronto persone che erano state vaccinate con il farmaco incriminato e altre classi d’età maggiore, che non l’avevano ricevuto, non emergeva alcun incremento della correlazione, come sarebbe stato prevedibile.

Da un punto di vista scientifico la cosa non è molto interessante. E’ interessante semmai che Andrew Wakefield, per compiere lo studio, aveva ricevuto denaro da avvocati che stavano conducendo una colossale causa per danni verso il governo e le case farmaceutiche che avevano prodotto il vaccino, e inoltre aveva cercato di brevettare un altro vaccino che in teoria avrebbe dovuto competere con quello già esistente.

Inoltre, Wakefield fu soggetto a una procedura disciplinare da parte del Consiglio Medico Britannico, per numerose accuse che vanno da trattamenti medici non necessari all’acquisto diretto di sangue (per 5 sterline) presso gli amici dei suoi figli.

Sorprendentemente, nell’ambiente degli antivaxxer, un uomo dall’integrità così dubbia e dalla credibilità così compromessa, non perse neanche un quark della sua rispettabilità. Mentre contro governi, case farmaceutiche, autorità mediche e scientifiche di ogni tipo è lecito nutrire un pregiudizio di colpevolezza che precede e prescinde da ogni presentazione dei fatti, una persona come Andrew Wakefield continua a godere di indiscusso prestigio in quegli ambienti, ad onta del suo incredibile conflitto di interessi.

Se bisogna essere diffidenti, occorre farlo nei due sensi. Un buon passo in avanti sarebbe di cominciare a chiedersi perché certi siti non hanno un’adeguata sezione “Chi siamo”, o perchè molti prolifici autori in questo campo scrivono dietro pseudonimo. Se in qualche caso si potessero tracciare rapporti di natura commerciale con il merchandising della “medicina naturale”, “olistica” o “integrativa”, o con gli interessi editoriali di letteratura spazzatura prodotta da autori spazzatura, forse l’argomento “cui prodest” verrebbe usato in maniera meno unilaterale.

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Via i coadiuvanti dai vaccini? Forse è meglio di no

Posted by Autismo Incazziamoci on 23rd November 2009

COPIO-INCOLLO DAL BLOG Subecumene una interessante riflessione su vaccini, ciarlatani e buon senso

Ho letto una interessante discussione online in cui qualcuno suggeriva di dare partita vinta a chi sostiene che l’autismo proviene dai coadiuvanti del vaccino rimuovendo questi coadiuvanti, a partire da quelli a base di mercurio, il che è tecnicamente possibile. Non perché essi realmente causino danno — l’autore del post conosce la letteratura medica e sa che non c’è legame tra vaccino trivalente e autismo –, ma perché questo inserirebbe un cuneo tra genitori preoccupati e i ciarlatani che speculano sulle loro ansie.

Invece di spiegare che la tossicità di certe sostanze è un concetto relativo alle quantità, è meglio tagliare la testa al toro, confezionare vaccini solo con sostanze al di sopra di ogni sospetto, e cercare di riconquistare quei genitori ai trattamenti medici di provata efficacia (anche se molto limitata, purtroppo, nel caso dell’autismo).

Sembra un suggerimento saggio, ma le cose non sono così semplici. Quando ti allontani dalla serietà scientifica ti metti su un percorso sdrucciolevole sul quale è difficile camminare.

Il suggerimento di eliminare i coadiuvanti “controversi” dal vaccino trivalente è proprio ciò che le case farmaceutiche USA hanno fatto con lo squalene contenuto nel vaccino antinfluenzale. Si sperava di spazzare via tutte le polemiche legate a questa sostanza.

Sono andate così le cose? Non proprio. E’ successo che:

  • Negli USA si continua a condannare l’uso dello squalene, anche se lo squalene NON C’E’.
  • Si sostiene: perché mai hanno tolto lo squalene se dicono che è innocuo? E’ ovvio che hanno mentito, e se hanno mentito su questo hanno mentito anche su tutto il resto.
  • La rimozione dello squalene non ha attenuato minimamente le critiche infondate all’uso dei vaccini.

Il vaccino antinfluenzale in Europa contiene ancora squalene: ci penserei due volte prima di eliminarlo solo per mettere a tacere accuse campate in aria. C’è rischio che questo peggiorerebbe solo le cose.

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CARTA DEI DIRITTI DELLE PERSONE AUTISTICHE

Posted by Autismo Incazziamoci on 22nd November 2009

Le persone autistiche devono poter godere degli stessi diritti e privilegi della popolazione europea nella misura delle proprie possibilità e del proprio miglior interesse.

La carta dei diritti delle persone autistiche è stata adottata come risoluzione formale del Comitato per gli affari sociali del Parlamento Europeo nel maggio 1996.

Questi diritti devono essere valorizzati, protetti e applicati in ogni stato attraverso una legislazione appropriata. Dovrebbero essere tenute in considerazione le dichiarazione statunitensi sui Diritti dei Disabili Mentali (1971) e sui Diritti delle Persone Handicappate (1975), nonché le altre dichiarazione dei Diritti dell’Uomo; in particolare, per quanto le persone autistiche, si dovrebbe includere quanto segue:

  • IL DIRITTO per le persone autistiche a una vita piena e indipendente nella misura delle proprie possibilità.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a una diagnosi e una valutazione clinica precisa, accessibile e imparziale.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche ad una educazione accessibile e appropriata.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche o i propri rappresentanti a partecipare a ogni decisione riguardo al proprio futuro e, per quanto possibile, al riconoscimento e al rispetto dei propri desideri.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche ad una abitazione accessibile e appropriata.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche alle attrezzature, all’aiuto e alla presa in carico necessaria a condurre una vita pienamente produttiva, dignitosa e indipendente.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche di un reddito o ad uno stipendio sufficiente a provvedere al proprio sostentamento.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a partecipare, per quanto possibile, allo sviluppo o alla gestione dei servizi realizzati per il loro benessere.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a consulenze e cure accessibili e appropriati per la propria salute mentale e fisica e per la propria vita spirituale, cioè a trattamenti e cure mediche accessibili, qualificati e somministrati soltanto a ragion veduta e con tutte le precauzioni del caso.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a una formazione corrispondente alle proprie aspirazioni e a un lavoro significativo senza discriminazione o pregiudizi; la formazione professionale e il lavoro dovrebbero tener conto delle capacità e delle inclinazioni individuali.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a mezzi di trasporto accessibili e alla libertà di movimento.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche ad aver accesso ad attività culturali, ricreative e sportive e a goderne pienamente.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a godere e usufruire di tutte le risorse, i servizi e le attività a disposizione del resto della popolazione.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche ad avere relazioni sessuali, compreso il matrimonio, senza coercizione o sfruttamento.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche (o i propri rappresentanti) alla rappresentanza e all’assistenza giuridica e alla piena protezione dei propri diritti legali.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a non dover subire la paura o lo minaccia di un internamento ingiustificato in ospedale psichiatrico o in qualunque altro istituto di reclusione.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a non subire maltrattamenti fisici o abbandono terapeutico.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche a non ricevere trattamenti farmacologici inappropriati o eccessivi.
  • IL DIRITTO per le persone autistiche (o i propri rappresentanti) all’accesso ad ogni documentazione personale in campo medico, psicologico, psichiatrico o educativo..

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