L'AUTISMO E L'EVOLUZIONE DEL PLUSVALORE – di Karl Marx (?)
Posted by Autismo Incazziamoci on November 6th, 2009
Nell’oltretomba non si sta malaccio: nessuno che ti rompe le scatole se ti alzi tardi la mattina, nessuno che ti mette in riga se porti la barba troppo lunga…
A volte, qui in Paradiso, mi fermo lungo i viali delle Nuvole a chiacchierare e a guardare la Terra. Io e i miei amici guardiamo in giù e commentiamo.
Vediamo le persone autistiche, queste persone tanto pure che – da morte – ci raggiungono tutte, nessuna esclusa.
Soprattutto, guardiamo i genitori dei bambini. Guardiamo i loro portafogli e guardiamo come i soldi nei loro portafogli diminuiscono velocemente.
E’ qualcosa che ho studiato quando ero vivo: il Plusvalore. E’ quella teoria secondo la quale - per arricchirsi – basta ricavare più soldi del dovuto. All’epoca – quando ero vivo io – gli Imprenditori pagavano – per esempio – 1.000 gli operai e rivendevano il prodotto del lavoro degli operai a 10.000. Il plusvalore sono quei 9000 euro di differenza tra il costo del lavoro e quello che il lavoro rende.
Adesso, guardando i genitori delle persone autistiche, ho notato una evoluzione di questo plusvalore.
Ad esempio: ecco una famiglia che si è appena resa conto che il proprio figlio ha dei problemi e che ha bisogno di una diagnosi: fanno ricoverare nell’Ospedale per due settimane il bambino insieme ad un accompagnatore (in questo caso la madre). Ma c’è bisogno di due settimane per avere una diagnosi di autismo? Se osserviamo bene quel bambino e quello che fa nell’ospedale, vediamo che passa la maggior parte delle giornate in ozio completo – e che i momenti davvero impegnati e proficui per ciò che si vuole ottenere (la diagnosi) sono limitatissimi nell’arco della giornata. Perché quel bambino – e un suo familiare – vengono tenuti bloccati nell’ospedale per tanti giorni? Perché si crei un plusvalore, ossia un ricavo non giustificato e arbitrario.
Ed ecco un altro bambino. Stavolta niente ricovero: solo due appuntamenti all’ospedale: giusto il tempo di
1) parlare con una psicologa a contratto (già il fatto che la psicologa sia “a contratto” o “borsista” produce un plusvalore) che fa finta di somministrargli l’Ados (limitandosi a lasciarlo interagire con un coniglietto a pile) e si becca un morso dal bambino.
2) parlare con una specializzanda in neuropsichiatria (i genitori se ne accorgono dal cartellino che la dottoressa ha dimenticato di staccare dal camice) che dice loro quattro cose in fila apprese dai libri.
3) compilare dei questionari.
Dopo di ciò, la famiglia in questione riceve una prescrizione da far vidimare in accettazione. La prescrizione è quella di una serie di esami per ottenere la diagnosi: almeno diciotto. Cosa rappresentano quei 18 esami che per il SSN risultano eseguiti e che in realtà non sono stati fatti? Rappresentano un plusvalore.
Ed ecco ancora un altro bambino! I genitori di questo bambino sono di quelli che non si rassegnano all’autismo del figlio e che – su un sito web – hanno letto che l’autismo è curabile. Sullo stesso sito hanno letto di una miracolosa DAN dr. Portano il loro bambino da questa fantastica dottoressa e – alla fine della “visita” – ricevono il conto: esattamente il triplo di quello del neurochirurgo più quotato! Perché un onorario così alto? E’ il plusvalore!
Ed ecco ancora un altro bambino di quelli “curabili”. I genitori hanno aderito ad un pacchetto-vacanza che comprende viaggio in camera iperbarica, chelazione e visita “specialistica” con un famoso Dan doctor (naturalmente, non specializzato). Il prezzo? Il doppio di quello che verrebbe a costare una visita privata con il summenzionato neurochirurgo, con operazione al cervello inclusa. Perché un prezzo così alto? E’ il plusvalore!
Cosa possono fare i genitori delle persone autistiche per porre fine a questo stato di cose?
La rivoluzione! Non c’è altra scelta!
November 6th, 2009 at 16:50
Talvolta si deve cambiare punto di vista,sei troppo concentrato sull’aspetto economico, per cui ti posto una storia … che spero ti faccia riflettere
Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di Euro 86.400 sul tuo conto.
Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Che faresti?
Ritireresti o spenderesti tutto fino all’ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!!!!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca.
Il suo nome?
TEMPO
Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi.
Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito.
Questa Banca non conserva saldi ne permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto.
Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua.
Non si può fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il Meglio nella salute, felicità e
successo: l’orologio continua il suo cammino.
Ottieni il massimo da ogni giorno..
a.. Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.
b.. Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
c..Per capire il valore di una settimana, chiedi all’editore di un settimanale.
d.. Per capire il valore di un’ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.
e.. Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
f.. Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
g.. Per capire il valore di un centesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi.
November 9th, 2009 at 16:32
sulla rivoluzione sono daccordo con te….ma sul ricovero per accertare la diagnosi non direi che è una cosa assurda. Mia figlia quand’era piccola è stata ricoverata più volte a Bologna dalla prof. Giovanardi e ha potuto accertare tanti aspetti che normalmente non vengono nemmeno presi in considerazione (es. macchie sulla pelle, fondo oculare, elettroencefalogramma veglia/sonno, esame completo dell’urina….). Non credo poi che il ricovero sia la prassi, penso piuttosto che il menefreghismo sia la prassi.
November 10th, 2009 at 18:01
speriamo finisca presto o speriamo non finisca mai?