Pubblichiamo qui la testimonianza di una madre “non ortodossa”. La testimonianza è importante e forte. Condivido in pieno l’indice puntato sulle responsabilità molto gravi e imperdonabili della “scienza ufficiale”. (G.P.)
Salve, scusate se non scrivo troppo bene e se non interverrò a eventuali commenti a queste righe, ma internet ruba minuti preziosi che una mamma come me non può permettersi di perdere.
Ho scoperto da poco questo sito, non ho letto tutto e forse la mia considerazione è troppo affrettata, ma mi sembra che voi ce l’abbiate troppo con certi personaggi (che – dopotutto – i genitori che ci credono e che se lo possono permettere, scelgono liberamente, sotto la propria responsabilità) e troppo poco con gli altri, quelli istituzionali, che invece hanno precise responsabilità sociali e che rappresentano la tappa obbligata di chi non ha tanti soldi.
Non parlo solo di lunghe liste d’attesa e di terapie insufficienti; parlo di ignoranza, ignoranza pura (da capre) e di negligenza.
Noi la diagnosi l’abbiamo avuta tardi, dopo che mio figlio era “seguito” da un anno e mezzo in un distretto ASL per ritardo di linguaggio (mi ero presentata “spontaneamente” al dipartimento materno-infantile, fiduciosa nel servizio pubblico, senza esserci stata inviata da pediatra o asilo nido). Per scrupolo, dopo tanti mesi che lo “sblocco” non arrivava, avevo consultato il primario NPI di un noto ospedale, in libera professione ovviamente, perché i soldi non piacciono solo a Verzella e Montinari.
Dopo venti minuti di osservazione e parcella esosa, questo luminare mi aveva detto che mio figlio no, non era autistico… anche perché lo sanno tutti che gli autistici non sono affettuosi con i genitori!
Poi una nota neurologa di un altro ospedale, dopo un estenuante day hospital di tanti giorni e tanti begli esamini rimborsati dal SSN, mi aveva detto che mio figlio (pur non essendo epilettico) doveva assolutamente iniziare una terapia con un antiepilettico (utilizzato da molti adulti come antidepressivo) perché certamente con quello avrebbe iniziato a parlare, e avrebbe finalmente smesso di essere un cattivo esempio per il fratellino.
Il povero piccolo – infatti – prima o poi sarebbe stato danneggiato dall’iperattività dello sventurato fratello maggiore che però – badate bene! – non era autistico (“smettiamola di vedere l’autismo dappertutto!!!!”).
Alla fine, la diagnosi maledetta me la sono fatta da sola, in pochi minuti, su Emergenzautismo (riconosci tuo figlio). Però il DAN mi faceva paura, mi sembrava una setta, e da brava non mi sono fatta abbindolare, anzi mi sono rifatta convincere da chi ci seguiva che mio figlio non era autistico. Già, perchè internet è pericoloso, fuorviante, e bisogna evitare le autodiagnosi (ma accidenti, che sfiga, ci avevo azzeccato!); inoltre ci sono in giro dei soggetti che cercano dei falsi autistici, per poter poi dire di averli guariti.
Dunque sono passati altri mesi, niente farmaco antiepilettico (per fortuna!) ma quelle 2-3 sedutine alla settimana di logopedia e psicomotricità proprio non mi convincevano (ma del resto non si poteva stressare troppo quel povero bimbo, che già andava a scuola!!!).
Non riuscivo a togliermi i DAN e l’ ATEC dalla testa e così sono tornata dal luminare a chiedere spiegazioni (lui invece mi ha chiesto altri 150 euro).
“Se proprio vuole, signora, per sua tranquillità, si possono fare i test”.
Uno giovane sguattero psicologo, collaboratore a contratto, si è messo all’opera per 3-4 mattine. Il responso è stato evidente.
“Mi spiace, fatevi aiutare da qualcuno per superare il trauma”.
Abbiamo saputo che ci sono anche associazioni di genitori, quelle serie (non quegli invasati su internet!) che per 25 euro ti fanno una tesserina per avere uno sconticino sull’ippoterapia.
Sono seguite altre conferme della diagnosi: eh sì, quelli di prima si erano sbagliati, o forse era troppo presto per dirlo, o forse non volevano dirlo perché tanto è uguale, tanto non si può uscirne, tanto dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo.
E assolutamente niente ABA (tantomeno a scuola) perchè è un metodo troppo duro, che va bene per le scimmie, che fa diventare dei soldatini, che impedisce la spontaneità, che serve per i casi gravi e non c’entra con mio figlio.
Ultima cosa: “mi raccomando, lasciare stare gli apprendisti stregoni, perchè solo noi possiamo trattare l’autismo”.
DONATELLA
almeno a lei hanno detto che l’aba non va bene perchè troppo addestrativo….la mia psichiatra, quando le ho detto che era nostra intenzione fare ABA, ha risposto:” Non la conosco…mai sentita…cos’è?”
Solidarietà anche da parte mia…..
“E assolutamente niente ABA (tantomeno a scuola) perchè è un metodo troppo duro, che va bene per le scimmie, che fa diventare dei soldatini, che impedisce la spontaneità, che serve per i casi gravi e non c’entra con mio figlio.”
Gravissimo poiché l’Aba è la prima terapia consigliata dalle linee Sinpia. Non fa diventare dei soldatini e va benissimo anche non nei casi gravi. Anzi l’aba secondo me , può funzionare pure con i NT.
“Ho scoperto da poco questo sito, non ho letto tutto e forse la mia considerazione è troppo affrettata, ma mi sembra che voi ce l’abbiate troppo con certi personaggi (che – dopotutto – i genitori che ci credono e che se lo possono permettere, scelgono liberamente, sotto la propria responsabilità) e troppo poco con gli altri, quelli istituzionali, che invece hanno precise responsabilità sociali e che rappresentano la tappa obbligata di chi non ha tanti soldi.”
AMEN
Faccio un esempio shakespeariano.
L’ottusità va combattuta da qualunque parte provenga: rendersi conto del marcio in Danimarca, non significa doversi per forza trasferire in Svezia, perché la Svezia potrebbe essere più marcia ancora.
Allora vediamo chi puo’ sciogliere la matassa, io onestamente non so piu’ cosa pensare.tutta la mia solidarieta’ a Donatella,compagna di sventura.
Angy