36105-pronto_soccorso-sfull Il bambino sta male, chiamiamo l’ambulanza e via al pronto soccorso.  Decidono di tenerlo lì anche la notte “in osservazione”, in attesa di approfondire le cose l’indomani mattina.
Come prevedibile, lui al pronto soccorso è insofferente, non vuole dormire e inizia a piangere e a correre in giro. Lo prendo in braccio e mi metto a passeggiare su e giù, ma lui non si tranquillizza.
C’è un altro bimbo nell’astanteria del Pronto Soccorso. Dorme.  Chiedo scusa alla mamma: le spiego che è autistico e che per lui quella situazione è difficile.
Oltretutto ha la febbre a 39 (qualunque bambino si lamenterebbe, credo).
Lei è gentilissima. Mi dice di stare tranquilla e che non c’è alcun problema.
Ma un’ infermiera sembra non pensarla alla stesso modo (pur sapendo che è un bambino autistico). Ci avvicina e mi dice: “signora, magari può andare a passeggiare in sala d’attesa…“.
Ci penso: luci accese, divanetti colorati, megaschermo acceso, persone che vanno e vengono.
Non mi pare una buona idea e non la ascolto. Inizio, anzi, ad infastidirmi per la mancanza di comprensione e l’ignoranza.
Arriva il nonno a portarmi la borsa con pochi stracci per la notte. Lo ricevo in corridoio. Arriva istantaneamente un’altra infermiera e mi dice: “beh, adesso c’è pure il nonno andate in sala d’attesa che qui ci sono bambini che devono riposare!“.
Andiamo in sala d’attesa, ma io ormai sono proprio incazzata!!!
Come previsto il bambino lì si agita ancora di più!
Lo lascio al nonno, vado dall’ infermiera e le dico: “senta, capisco che mio figlio disturbi ma è un bambino autistico, non posso dirgli stai buono e pensare che lui lo faccia!“.
L’infermiera mi risponde: “Signora, io la capisco, ma qui ho altri bambini che devono riposare… e poi c’è anche il nonno, non si può stare in due!”.
Me ne vado.
Allora penso: “Ma chi è che riposa in pronto soccorso pediatrico?” e “Ma se il nonno era appena arrivato per portarmi una borsa ed eravamo in corridoio!?!?”.
E – comunque – per un bambino come lui e nello stato in cui era, non si capisce che forse servono due persone per gestire le cose più serenamente per tutti???
Torno dall’infermiera. Ci sono anche due dottoresse. Dico: “Scusate, io vado a casa!“.
Le dottoresse sono – oltre che gentilissime – anche molto professionali.
Mi chiedono di seguirle in un ambulatorio libero, mi chiedono cosa sia successo e, dopo aver sentito il racconto, si scusano per le due infermiere. Mi chiedono di non andare via a causa di questo spiacevole episodio.
Sono talmente sincere e dispiaciute che accetto di rimanere… perché è meglio per il bambino!
Le dottoresse mi assicurano che le due infermiere saranno rimproverate… magari anche un pò formate nel trattare situazioni particolari come la permanenza in un PS di un bambino autistico?

GLORIA BULLO

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  1. Nello scrive:

    Mettila così Gloria, hai incontrato altri matti. Ce ne sono così tanti in giro …

  2. Paperinik scrive:

    Gloria ,mi spiace per l’accaduto.
    Spero che adesso tuo figlio stia bene, che è la cosa più importante.

  3. zio Paperino scrive:

    Questa testimonianza sa di bufala. Nessuno può chiamarsi “Bullo” di cognome.
    E il comportamento delle infermiere è senza ombra di dubbio un danno da vaccino.

  4. Rosanna scrive:

    Me dispiace veramente , a volte la ignoranza de la gente e talmente grande ,
    e la loro sensibilità zero.
    Noi per quanto ci riguarda non abbiamo mai avuto problemi con i PS fatti
    al nostro bimbo.

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