COPIO-INCOLLO da Subecumene
Alla base della paranoia sui vaccini vi è una ricerca pubblicata nel 1998 su Lancet dal medico canadese Andrew Wakefield che traccerebbe una correlazione tra il vaccino trivalente per il morbillo, gli orecchioni e la rosolia e la comparsa dell’autismo nei bambini. Lo studio prendeva spunto da alcuni casi clinici avvenuti a Londra.
Gli studi di Wakefield vennero subito screditati.
In primo luogo perché l’aumento dell’autismo in Gran Bretagna era semplicemente dovuto a un miglioramento delle pratiche di screening e ai procedimenti diagnostici. Via via che aumentavano gli autistici diminuivano quelli che una volta venivano chiamati “ritardati mentali”, “idioti”, “scemi del villaggio”, eccetera. Era lo stesso fenomeno che veniva trattato con concetti e strumenti medici più adeguati.
In secondo luogo, mettendo a confronto persone che erano state vaccinate con il farmaco incriminato e altre classi d’età maggiore, che non l’avevano ricevuto, non emergeva alcun incremento della correlazione, come sarebbe stato prevedibile.
Da un punto di vista scientifico la cosa non è molto interessante. E’ interessante semmai che Andrew Wakefield, per compiere lo studio, aveva ricevuto denaro da avvocati che stavano conducendo una colossale causa per danni verso il governo e le case farmaceutiche che avevano prodotto il vaccino, e inoltre aveva cercato di brevettare un altro vaccino che in teoria avrebbe dovuto competere con quello già esistente.
Inoltre, Wakefield fu soggetto a una procedura disciplinare da parte del Consiglio Medico Britannico, per numerose accuse che vanno da trattamenti medici non necessari all’acquisto diretto di sangue (per 5 sterline) presso gli amici dei suoi figli.
Sorprendentemente, nell’ambiente degli antivaxxer, un uomo dall’integrità così dubbia e dalla credibilità così compromessa, non perse neanche un quark della sua rispettabilità. Mentre contro governi, case farmaceutiche, autorità mediche e scientifiche di ogni tipo è lecito nutrire un pregiudizio di colpevolezza che precede e prescinde da ogni presentazione dei fatti, una persona come Andrew Wakefield continua a godere di indiscusso prestigio in quegli ambienti, ad onta del suo incredibile conflitto di interessi.
Se bisogna essere diffidenti, occorre farlo nei due sensi. Un buon passo in avanti sarebbe di cominciare a chiedersi perché certi siti non hanno un’adeguata sezione “Chi siamo”, o perchè molti prolifici autori in questo campo scrivono dietro pseudonimo. Se in qualche caso si potessero tracciare rapporti di natura commerciale con il merchandising della “medicina naturale”, “olistica” o “integrativa”, o con gli interessi editoriali di letteratura spazzatura prodotta da autori spazzatura, forse l’argomento “cui prodest” verrebbe usato in maniera meno unilaterale.
ESSERE DIFFIDENTI NEI DUE SENSI ?
MAGARI !
Ma sia il signor Bifolchi (autore dell’articolo sopra) che il signor Papa SONO DIFFIDENTI IN UN SOLO SENSO.
E danno lezione a tutti su come essere diffidenti ………ma allora qualcosa non torna.
Arrivano a difendere quest’ultima vaccinazione rifiutata anche da quei medici che solitamente si schierano a FAVORE dei vaccini, ma loro non nutrono nessun dubbio, NON SONO PER NIENTE DIFFIDENTI sui vaccini per la suina, che non hanno nemmeno avuto la necessaria sperimentazione e poi PARLANO DI DIFFIDENZA NEI 2 SENSI.
Insomma io devo diffidare di chi parla male dei vaccini e voi non dovreste farlo di chi ve ne parla bene, specie se c’è un evidente conflitto di interessi?