Copio-incollo da BROTTURE, il blog di Fabio Brotto
Questo spot, realizzato per la federazione (FANTASiA), che riunisce le tre associazioni nazionali più serie e più documentate sulla ricerca scientifica che esistano oggi in Italia, richiede un’analisi attenta, e il più possibile razionale. Purtroppo, e con mia grande amarezza, risulta immediatamente che si tratta di uno spot radicalmente sbagliato, e anche controproducente.
Ho già verificato una prima cosa: chi non sa nulla di autismo da questo spot non trae alcuna informazione reale (e corretta), anzi non capisce assolutamente niente. Inoltre, come oggi capita in molti spot publicitari, la “storia”, e in questo caso la recitazione, tesa e drammatica, oscura il messaggio. E dal messaggio una cosa che un inesperto capisce è che gli autistici non parlano e scappano, mentre la realtà è che molti di loro parlano (anche troppo) e non scappano affatto.
Recitazione e contenuto hanno qui un carattere del tutto tragico. Sembra un brano di tragedia greca. L’attrice, l’anziana Giulia Lazzarini, potrebbe essere Ecuba, o meglio ancora Giocasta, la madre di Edipo.
Non c’è una famiglia, ma una madre isolata. E questo è l’errore capitale. Qualsiasi difesa dello spot che punti sulla volontà di colpire duramente l’opinione pubblica, con una sorta di shock salutare, che risvegli le coscienze, urta qui contro uno scoglio insuperabile: si è messa in scena, ancora una volta, la Madre. La madre irrelata, assolutamente sola, senza l’uomo, senza la famiglia. Ma la scienza da tempo ha dimostrato che l’autismo non sorge dalla relazione distorta madre-figlio, come qualunque spettatore sprovveduto (la maggioranza degli spettatori) invece penserà, inevitabilmente, dopo aver visto lo spot.
La percezione che si ha dalla visione della Lazzarini, che dice : “Io ti ho fatto nascere”, “Io ti ho allattato” è quella di un’oscura colpa, di un destino misterioso e irrevocabile. Manca solo l’indovino Tiresia. E, appunto, la Madre dice Io, Io, come se esistesse solo il rapporto Madre-Figlio. Questo spot è letale.
Se lo spot fosse stato pensato da un lacaniano sarebbe stato perfettamente uguale: incombe sulla protagonista e sul suo invisibile figlio l’ombra dell’Altro Persecutore.
Lo spot comunica soltanto angoscia profonda, e vi è uno squilibrio totale tra l’elemento tragico, incarnato nella potente figura della madre, e la speranza evocata dalla voce alla fine, debole e ridotta all’invito a parlare e alla comunicazione dell’indirizzo di un sito web. Alla disperazione incarnata da una figura reale si dovrebbero contrapporre, all’interno di un messaggio che dovrebbe veicolare anche speranza, altre figure, non parole disincarnate, che suonano vane.
C’è molto da ripensare, e subito, da parte dei vertici di FANTASiA. Che forse di comunicazione capiscono poco, molto poco.
Sono assolutamente d’accordo con l’analisi di questo spot. Una madre arrabbiata ce la vedo bene, ma non verso suo figlio, ma verso una complessa struttura di enti e istituzioni che non rispondono in maniera deguata alle esigenze delle persone autistiche e delle loro famiglie. E poi basta fare della madre la protagonista di questa situazione; i protagonisti, lo ripeto, sono le persone autistiche e tutta la rete di relazioni che dovrebbe stabilire intorno a loro delle connessioni sinergiche. Perché lo spot non fa vedere una persona autistica? Colui per il quale si cerca di sensibilizzare la gente, rimane nell’ombra, è un non-visto, un non-volto, un enigma, e non una persona in carne e ossa, con i suoi vissuti e i suoi desideri, oltre che con le sue difficoltà.
Anche a me lo spot (anche se sicuramente è stato fatto con le migliori intenzioni) pare inadatto. Non lo trovo offensivo, perchè credo che chi lo ha girato non avesse l’intento di offendere, ma è probabilmente uno spot che va ripensato. Sensibilizza forse, ma non informa. Mette in primo piano la mamma (da sola), quando comunque c’è invece una famiglia, fatta di genitori, fratelli, nonni, etc..
Mette sotto i riflettori il volto della disperazione e non l’estrema voglia di fare, di aiutare, di andare avanti, di trovare strategie.
Parla della solitudine, che c’è, ma non dice perchè (forse perchè alcune verità in tv non si possono dire?). Non credo che sia la gente che ti abbandona, in fondo ogni famiglia è un pò sola a modo suo, ma l’abbandono è da parte delle Istituzioni, perchè non si sa sempre a chi rivolgersi, o se lo si sa magari è un luogo lontano. Talvolta i Servizi offrono un aiuto, che sa di contentino, ma che di ausilio ha ben poco.
Bisognerebbe rivedere lo spot, non so, magari far vedere due genitori che con un sorriso e pazienza giocano con il loro bimbo. Un’immagine positiva che dia spazio alla speranza, mostrando che la famiglia è attiva e presente, che però può fare molto se sostenuta adeguatamente…..
io non sono per niente d’accordo su questo spot e non posso accettare che vada in tv. Non farebbe che rafforzare l’immagine che la gente gia’ ha dell’autismo. se non vogliamo rendere vano tutto il lavoro fatto finora per cambiare l’immagine dell’autismo questo spot non deve andare in onda. come si potrebbe fre? vi prego rispondete!
Secondo me Fabio Brotto e stato eccellente nel interpretare lo Spot .