
Perché tu mi dici: autistico?
Io non sono un autistico.
Io ho la diagnosi di “disarmonia dello sviluppo”.
Vedi: non è scritta in nessun manuale diagnostico.
Perché tu mi dici: autistico?
Le mie stereotipie sono povere stereotipie da autistico.
Le mie ecolalie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi ripeterle a te impazzirei.
Oggi io penso a gridare.
Io voglio gridare, solamente perché sono stanco;
solamente perché i grandi quadrati
sul tappeto della psicoterapeuta
mi fanno tremare d’amore e di angoscia;
solamente perché io sono, oramai,
rassegnato come un neurone specchio,
come un povero neurone specchio.
Vedi che io non sono un autistico:
sono un disarmonico dello sviluppo che ha voglia di gridare.
Oh, non meravigliarti delle mie urla!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così ripetitive,
Dio mio così ripetitive,
che mi verrebbe da lamentarmi come la gatta degli Aristogatti.
I miei lamenti avrebbero l’aria
di ripetere le frasi di un Cartone
davanti alla televisione sette volte accesa
ma io non sarei un autistico;
sarei, semplicemente, un disarmonico e pensoso fanciullo
cui avvenisse di gridare, così, come sputa e come tace.
Io mi comunico delle grida, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i pediatri,
poichè senza di essi io non avrei cercato e trovato l’UONPIA.
Questa notte ho dormito con le mani in alto.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce neurotipico
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere visitato,
di essere diagnosticato,
di essere costretto a digiunare
per poter fare RMN Encefalo,
addormentato,
su un lettino oscuro.
Io amo la vita semplice delle cose.
Quanti neuropsichiatri vidi sfilare, ad uno ad uno,
per ogni diagnosi che cambiava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia autistico.
Ma io non sono un autistico:
io so che per esser detto: autistico, bisogna
essere un muro!
Io non so, Dio mio, che gridare.
Amen.
Non dite a Paperinik che il “metodo” di Montinari non ha nulla di scientifico
Non dite nemmeno al signor Papa che Montinari da tempo controlla la risposta della pupilla alla luce.
Per lui un risposta lenta è segno di qualcosa che non va (non entro nei particolari) e quando il bambino sta meglio la risposta migliora.
non dite al sig. Papa che un domani l’autismo potrebbe
essere diagnosticato da un …oculista!
“L’autismo colpisce 1 su 150 bambini ed e’piu’ comune del
cancro infantile, del diabete giovanile e dell’Aids pediatrico
messi insieme. Nonostante cio’, l’autismo non e’ ben compreso
e non ci sono tests medici obbiettivi per diagnosticarlo.
Recentemente alcuni ricercatori hanno sviluppato un test
di “risposta pupillare” che’ e’ accurato al 92,5 percento
nel separare i bambini con autismo da quelli con sviluppo
tipico. Nello studio gli scienziati trovarono che i bambini
con autismo hanno una risposta pupillare piu’ lenta al
cambiamento di luce”
Cfr. http://www.springerlink.com/content/r235364278268142
Sara’ difficile pero’ che il nostro “sistema” psichiatrico,
imbevuto di profondo umanesimo, accetti tests di questo genere
ed il rischio connesso di doversi impegnare in qualche terapia
(pardon “educazione”)
Complimenti! Bella poesia, amara e vera….essere o non essere (classificati, marchiati, diagnosticati, considerati…..) essere Persone innanzitutto!