Mi giunge un interessante botta e risposta dal mesozoico… 2005! Quanto tempo è passato e quante cose sono cambiate! Quante cose sono cambiate????? G.P.

D:

Per quale motivo un neuropsichiatra dovrebbe negare la guarigione ad un autistico?

Per ogni medico il momento della diagnosi è il momento risolutivo e spesso di soddisfazione professionale: se so di cosa sei malato ti do la cura per quella malattia ( se è una malattia curabile o operabile chirurgicamente).

Ed è per questo che io, medico, preferisco prescriverti un’analisi o una TAC in più, piuttosto che curarti per una malattia che ancora non so se è proprio lei o di cui ancora non sono sicuro.

Invece per i nostri neuropsichiatri comunicare a dei genitori che il loro figlio è affetto da uno dei DGS, equivale intimamente anche ad una “sconfitta” perché sanno benissimo che non c’e’ guarigione.

Come spiegare, in un’ epoca in cui tutto sembra possibile – trapianti, microchirurgie, protesi ultratecnologiche – come spiegare, dicevo, che per tuo figlio non ci sarà guarigione e non ci sarà una vita normale?

Eppure molti tra di noi genitori pensano che questi signori, i neuropsichiatri, non si sa per quale sadico motivo, sanno che da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che guarisce gli autistici e non te lo vogliono dire.

Ti sembra credibile tutto ciò?

E’ sensato pensare che un’intera categoria di professionisti sia d’accordo nel non voler guarire i propri pazienti?

Non pensate che sarebbero fieri, orgogliosi di sé nel poter dire : “Ho guarito Calimero dalla più terribile delle disabilità” ?

Cominciamo a guardare i nostri figli per quello che sono.

Le diversità non vanno beatificate ne’ santificate: è un modo per allontanare.

Non deleghiamo agli altri l’insegnamento del rispetto per come sono fatti questi bambini.

Pretendiamo quello che si può e si deve fare allo stato attuale delle conoscenze.

Non permettiamo a dei cialtroni di approfittare della nostra disperazione.

R:

Carissimo, c’è ancora qualcosa di non chiaro…

Se parli a me ti capisco benissimo ma se il discorso deve uscire rischia di lasciare lo spazio a critiche severe.

DGS non e’ una malattia, è una diagnosi di una sindrome di cui si sa poco.

Non esiste terapia di sindrome altrimenti si tratterebbe di malattia. Queste si curano.

I neuropsichiatri fanno quello che insegnano loro le Università (un giorno insegneranno loro a riconoscere la sindrome che è incurabile comunque).

Terapia è educazione, quindi il lavoro da fare lo sappiamo.

Loro non lo faranno mai (non è pertinenza medica l’educazione). Ecco l’inghippo.

E’ un problema semantico (docere = docente-educatore) il medico non insegna, cura. L’insegnante che può fare? ti sembra un problema pedagogico (speciale?).

I neuropsichiatri giurano di sì.

E noi sappiamo che è dura

Una Risposta »

  1. minguccio73 scrive:

    premetto che non sono molto d’accordo con la frase “Non esiste terapia di sindrome altrimenti si tratterebbe di malattia. Queste si curano.” esistono infatti molte sindromi che si curano (purtroppo non l’autismo!), ma questa è una puntualizzazione poco importante. Io non so chi siano i conduttori di questa conversazione, dico solo che è scontato che i NPI nel campo dell’autismo non possano fare terapia (mica si possono mettere a fare i supervisor ABA!) sicuramente però ogni NPI, in verità ogni medico, ha il dovere di indirizzare il paziente verso la terapia/riabilitazione corretta, e ribadisco il concetto, non assolvere a questo compito equivale a “negligenza” con tutte le conseguenze che questo può portare.

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