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UNA LUNGA IMPORTANTE DISCUSSIONE NATA SU FACEBOOK, SUL MIO PROFILO (G.P.)

Gianni Papa: Quanto prendono gli educatori che vanno a lavorare nelle scuole? E quanto pagano i comuni alle cooperative? E chi gestisce queste cooperative?

EMANUELE Fino a quindici anni fa per iniziare a lavorare… dopo la scuola, si andava a fare l’assicuratore. Rompevi le palle a tutti i parenti, portavi le dieci, venti nuove polizze alle agenzie …e poco dopo cambiavi lavoro.

Ora, per fare qualcosa, in attesa di trovare di meglio… si va a fare gli educatori con le cooperative sociali.
C’è un turnover tremendo: di 10 educatori, 4 saltano in 6 mesi, 2 in un anno, 2 in due anni, 1 in tre, 1 dura al max per 5 anni. Per trovare un educatore professionale che lo faccia per scelta, dobbiamo entrare in una cifra equivalente a 18. Quindi: il 7% resta a fare questo lavoro per scelta.
Naturalmente stiamo parlando di 90% educatrici donne…..

GIANNI PAPA: Sì, ma… quanto prendono gli educatori? Quanto le cooperative dai comuni? E chi gestisce queste cooperative (liberi imprenditori o gruppi di potere arraffoni)?

EMANUELE: Gli educatori prendono dai 5,5 € netti l’ora ai 7 max: dipende se assunti come lavascale o come laureati. Le cooperative possono avere – quindi – dei compensi max di 16/18 euro l’ora (non possono lucrare sugli importi dei servizi e quindi 7 euro l’ora netti corrispondono a circa 12/14 lordi a seconda della coop. L’importo deve comprendere una formazione obbligatoria periodica del personale, specifica sul caso. Altrimenti il bando è illegittimo. Se vengono superate queste cifre si dovrebbe rendere conto del perché oppure verificare lo stato degli educatori.

MARCO: Non è esattamente così, le tariffe variano da territorio a territorio, la stessa denominazione varia da regione a regione,il compito della formazione professionale è regionale e provinciale. L’obbligo di fornire il servizio è comunale e se ci sono cooperative è perchè il servizio di assistenza domiciliare, scolastica .. il SAISH .. altre esigenze e progetti vengono concordati in base a piani di zona, accordi programma, gare d’appalto con precise regole punteggi in cui i costi al ribasso influiscono molto.
Io posso dirvi la mia esperienza nel Lazio: si prende anche 10 euro nette in alcune cooperative, 5,5 direi ormai no o si tratta di servizi scadenti o non scolastici. Le tariffe possono essere anche superiori a quelle indicate o lievemente inferiori.
Il trend può essere tra i 15-16 e i 22-24 a seconda di come è andata la gara d’appalto.
Purtroppo le gare d’appalto sono troppo a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e la formazione/assegnazione degli educatori su monti orari da decidere dipendono da disponibilità di personale, urgenze e ragioni di bilancio che poi rischiano di essere modificare al ribasso allo scadere dell’esercizio finanziario.
E’ paradossale, ma può succedere, come è successo a me quando prestavo servizio come assistente alle autonomie e alla comunicazione, di veder ridurre il monte orario settimanale da 15 a 7 ore su un ragazzo da me seguito….
Questo per coprire la richiesta di supplementare assistenza domiciliare della famiglia… un po’ come il gioco delle tre carte… è un taglia e cuci che alcune associazioni e cooperative e assessori ai servizi sociali più lungimiranti interrompono investendo nella formazione.
Alcune cose sono cambiate con l’obbligatorietà (con i dovuti tempi tecnici) di formare il personale educativo assistenziale con corsi OSS per validare corsi interni svolti a discrezione.
I limiti sono nel progetto educativo stipulato tra assessorato ai servizi sociali e cooperativa sul singolo caso, ma gli appalti riguardano scuole e zone sul territorio comunale.
Spero di esservi stato di aiuto.
Potrei non essere aggiornato sulle tariffe (riferite al territorio che conosco) ma per le gare d’appalto e le modalità con i punteggi su costi e qualità si possono trovare facilmente informazioni su internet o chiedendo al proprio comune.


ISABELLA:
Friuli Venezia Giulia: 5 euro all’ora all’educatore, 22 euro alla coop.

MARCO: Un esempio e un ragionamento su tariffe orarie.
Roma: 8,50 lordi tutor ABA, 23 coop. nel 2007 (servizio privato)
Roma: 8,50 lordi tutor ABA, 34 coop. su Roma urbe ottobre 2008 (servizio privato)
tutor ABA provincia di Roma 2010: 17 euro
attuale range retributivo tutor ABA (educatori, psicologi, senior tutor) muniti di regolare partita IVA: 15/17-25 (e oltre?)…
nero: 8-15-20 euro (e oltre?)
Trattandosi di intervento esente da IVA, dalla tariffa va sottratto il 20% (oltre alle spese vive) per arrivare al netto di chi fattura

Attualmente la professione di tutor ABA/tecnico comportamentale/senior tutor/terapista-educatore ABA è inesistente per lo Stato italiano.

Inesistente anche uno specifico titolo accademico o una definizione univoca dei criteri formativi e di idoneità.

A livello fiscale siamo equiparati ai logopedisti.
Benchè possa essere laureato come educatore o come psicologo il tutor ABA non svolge prestazioni di psicologo, così come un assistente educativo non dovrebbe svolgere la didattica… Nella pratica, può prevalere il buon senso nel capire che partecipano alla didattica può avere molti significati a seconda dell’istituto.

Costo di un’ora di logopedia, psicoterapia, psicomotricità per le casse pubbliche?
Tra 35 e 50-60 orarie su Roma, forse oltre.

Questi i fatti…

Scusate se ho ampliato il discorso portando alcuni esempi più specifici (reali)
e limitandomi a standard indicativi… con probabili arrotondamenti sul sommerso, scelta che non gradisco, ma capisco stante lo status quo.

Mi sono limitando a range ragionevoli senza tener conto di esperienze maturate e formazione ricevuta, che meriterebbero una riflessione serena e una conoscenza delle risorse a disposizione trasparente e partecipata.

In attesa di definirmi e di esistere vi saluto e vi auguro buona domenica.

EMANUELE: Concetto: una cosa è l’educatore per la scuola e una cosa è l’attività fornita in maniera privata da cooperative di servizio o lavoro.Nel primo caso parliamo di cooperative sociali che pagano appunto da 5 a 7 euro netti, se aggiungi i costi previdenziali e fiscali arrivi a 12 / 14 lordi. Aumenti 30 % (il massimo che, per legge, una coop sociale può mettere a sostegno di costi di gestione e utile di impresa). Le cooperative sono società che non possono lavorare lucrando sui servizi e si basano sul lavoro dei soci. Questo significa che quello che si ottiene dai lavori presi con bando pubblico non può servire a pagare stipendi di dirigenti ecc… o perlomeno non in misura maggiore di quanto preveda il massimo di utile di impresa (15% sui costi).
Da qui, se arriviamo a 25 €, ovviamente non ci siamo.
Poi diciamone un’altra. Se una coop riceve da un comune 25€ per l’operatrice sottopagata e demotivata, perché il comune non se ne assume una che gli costerebbe solo 16/18 euro l’ora (una di quelle pagate oltre 8 euro netti, quindi motivata eccome)???
Ci proviamo a riflettere su questo?????
Ci proviamo a dire a quelli di ANGSA che il diritto alla cura non si da solamente per quelle malattie per cui si deve (o può guarire), ma anche per tutte quelle cure che portano anche solo leggeri miglioramenti????????
Questo dice il diritto italiano!!!!!
Naturalmente non rispettato perché molte associazioni sono anche esse aziende che erogano servizi a COME SOPRA DETTO!!!! e con la stessa, antipatica, organizzazione

Gianni Papa: MA NESSUNO MI HA SCRITTO SE QUESTE COOPERATIVE SONO GESTITE DA LIBERI IMPRENDITORI O DA GRUPPI DI POTERE…


EMANUELE: Gianni, ora non esageriamo. Dire i fatti è una cosa, presupporre può essere altra cosa, sapere può essere ancora una cosa…dire che tra liberi imprenditori (e non è proprio così che si può dire di un dirigente di una cooperativa) e gruppi di potere possano esserci dei nessi o delle differenze è un’altra. Stiamo ai fatti. Se una cosa non è corretta, chi sono sono…non è che il piccolo cooperatore è meno colpevole degli altri.
Se la cosa non è corretta dal punto di vista morale idem…se la cosa avviene come libero imprenditore (lo psicologo che si mette a lavorare in cooperativa con altri suoi colleghi e chiede 200 euro l’ora, non è un disonesto: si pone nel mercato al prezzo che vuole lui). Ma altra cosa è quella che ti ho detto delle cooperative sociali.
Quindi distinguiamo e rimaniamo ai fatti. E’ un sistema che non va. In questo sistema il grosso delle responsabilità va ricercato su molti fronti…non ultimo quello delle associazioni di cui ormai abbiamo parlato anche troppo.
Chiudo x oggi, il discorso sulle associazioni, dicendo a tutti che c’è una categoria di disabili che non si sconquassa mai le palline tra loro:
sono i ciechi. Hanno una fortissimae associazione nazionali con sedi in tutte le provincie italiane. hanno addirittura dei dipendenti che lavorano per loro…. Questo si che si chiama lavorare insieme.
E guarda un pò quali sono i risultati ottenuti:
1- Pensione e assegno “il doppio” dei nostri figli;
2- Assistenti per la scuola specializzati e sempre disponibili forniti dalle provincie o dalle regioni;
3 – dirigenti nazionali che “bastano” alzano il telefono e, chi c’è c’è dall’altro capo della cornetta, la questione è presa in considerazione (ho assistito in diretta ad una telefonata ad un parlamentare membro della commissione affari sociali…chi vuole, anche qui, nome e cognome e data…e pure motivazione, senza problema, ovviamente in privato);
4 – ausili tecnici speciali e non: basta un foglietto e due firme…provate con i nostri figli a chiedere qualcosa e poi mi raccontate la vicenda;
5 – agevolazioni sui trasporti (pure per il cane);
6 – si fanno 4 risate a sapere di quanto siamo rincoglioniti noi, genitori e rappresentanti degli interessi dei nostri bambini con patologia psicofisica… coloro che non possono rappresentarsi da soli… e – se potessero – farebbero sicuramente meglio di molti di noi.

… e se dopo questo esempio qualcuno si azzarda ad accusarmi di avercela con i ciechi, giuro, non so come… gli sparo attraverso FB… perché io non critico i ciechi…voglio solo sapere che hanno di speciale rispetto a mio figlio! PUNTO!

MARCO:
Attenzione: non importa che a pagare sia la famiglia privatamente o un comune, la tariffa è quella stabilita dalla cooperativa per un determinato servizio e non varia.
Quel che varia è che generalmente sono previsti minimi contributi per ridurre leggermente la tariffa a carico del privato, che sembra più bassa.

Il crack sanitario della Regione Lazio è cosa nota… le motivazioni anche, che ci fossero operatori sul Comune di Roma che per mesi continuavano il proprio lavoro gratuitamente o ai limiti della sussistenza nel biennio scorso è cosa meno nota.

ROMINA: Come assistente scolastico specialistico la cooperativa per cui lavoro mi paga a 8 euro ora, il problema è sempre il monte che ogni anno non è mai garantito, io sono tra le fortunate che ha 22 ore settimanali fatti i conti 650 euro mensili ma c’è chi lavora per 200 euro al mese.

La cooperativa ne prende 18 dal comune, ma alcune scuole essendo provinciali sono coperte come fondo dalla provincia che gira il tutto al comune di appartenenza della scuola.
Quest’estate chiesi alla responsabile comunale dl servizio il perchè delle cooperative per un servizio che se gestito direttamente dai comuni poteva anche essere meno dispendioso, mi rispose che c’è una legge che stabilisce un tetto massimo di assunzioni comunali in base al numero di abitanti.
Le gare di appalto di questo servizio sono sempe abbastanza tarocche visto che ci sono cavilli burocratici che permettono di assegnare la gara sulla base di preferenze politiche.
Mi permetto di dire però che la cosa più grave è che il lavoro dell’educatore sulla carta , cioè nel bando delle gare d’appalto è ampiamente specificato , dovrebbe essere svolto da educatori, ma nella realtà non è così…. c’è di tutto… laureati in lingue, in lettere , soprattutto psicologi, per ovviare al problema la coop ha fatto per i non educatori un corso di formazione tra l’altro a pagamento di 2 mesi, e oplà… 2mesi sei educatore come un laureato quadriennale… e nessuno contesta….
Marco parla di corsi OSS che non c’entrano nulla con il lavoro dell’educatore che non è assistente materiale, non c’entra nulla la sanità con il nostro lavoro.
Per quanto riguarda i corsi di formazione che ci obbligano a fare senza essere pagati nè avere tantomeno la possibilità di recupero ore, essi vengono fatti dagli stessi addetti alle coop che intascano anche quelli di soldi, formazione che molto spesso è solo per assecondare la gara di appalto vinta… Ne sono tanto più convinta da quest’estate quando l’unico cors ch poteva esserci utile perchè ci venivano forniti strumenti opeativi è stato sospeso.
Il curatore di quei corsi aveva l’intenzione di selezionare il personale anche sulla base delle capacità dimostrate nel campo , sulla reale efficienza lavorativa… Evidentemente la cosa era scomoda, perchè se io parte politica ti faccio vincere una gara di parecchi euro poi pretendo di avere favori in cambio ossia lavora anche chi non ne ha titolo e capacità.
Io lavoro in queso settore per un caso fortuito altrimenti le operative sono aperte solo ai raccomandati.

MARCO: A dire il vero il riferimento alla qualifica OSS (OSA praticamente non esiste più) era più per l’assistenza domiciliare, ma sono partito dal ragionamento sulla figura dell’assistente alle autonomie e alla comunicazione ex art. 13 L.104/92 per ampliare il discorso, che, parlando di autismo, sottintende altre considerazioni che ho aggiunto parlando di tutor ABA.
Se stessimo a guardare cosa dispone ogni legge e ogni regolamento probabilmente ci renderemmo conto di quanti abusi vengono commessi nel settore socio-sanitario.
E non potrebbe essere altrimenti dal momento che la legislazione è spesso recente, caotica e non del tutto applicata e applicabile.
Un OSS può accompagnare in bagno, curare l’igiene e l’igiene personale,provvedere all’alimentazione e somministrare farmaci… cosa che non potrebbe fare un educatore non in possesso di questa qualifica o qualcuno che nemmeno è educatore.
Mi chiedo come possa un assistente alle autonomie e alla comunicazione portare avanti un eventuale toilet training se non può (teoricamente) nemmeno accedere al bagno e non ha ricevuto formazione specifica per l’igiene personale di un bambino, formazione che invece ha ricevuto un collaboratore scolastico (che magari si rifiuta di accompagnare un bambino in bagno)?
Al di là di considerazioni e conclusioni in cui preferirei non lanciarmi perchè avrei troppo da dire: la formazione e la riqualifica professionale che molte Regioni stanno mettendo in piedi (o dovrebbero mettere in piedi) potrebbe sottrarre a molti vincoli i collaboratori a progetto (la formula più usata) delle cooperative sociali se si cambiassero un po’ le prospettive e le regole.
Per esempio: un corso interno svolto in una cooperativa ha valore solo in quanto quella cooperativa dichiara che il proprio personale è formato o provvede a formarlo; una qualifica OSS è valida ovunque e forse impedirebbe la farsa di molte dichiarazioni, certificati e titoli equipollenti.
Un OSS con formazione complementare adattata (o un educatore con qualifica OSS) forse sarebbero un passo importante per il riconoscimento della figura professionale dell’educatore o del terapista ABA, primo e inevitabile passo per qualsiasi rimborso (SSN) o altra soluzione in ambito scolastico/domiciliare.
Questo perchè la qualifica OSS è valida ovunque e ogni Regione deve istituire i suoi bravi corsi OSS.
Che la sanità non c’entri nulla è opinabile, dal momento che la richiesta viene rivolta al comune su parere dello specialista sanitario, così come la richiesta del sostegno.
Stiamo però parlando di socio-sanitario e un’assistente domiciliare (anche se educatore usato come assistente domiciliare) dovrebbe possedere la qualifica OSS o altri certificati di cui sarebbe complesso discutere.
Per completare il discorso, per fatturare un intervento ABA (che con l’assistenza sociale non ha molto a che vedere) si ricorre a categorie bizzarre (tipo “assistenza sociale non residenziale NCA”) o si rientra nell’ambito delle figure parasanitarie nella stessa categoria di logopedisti e terapisti occupazionali.
Per chiunque voglia farsi venire un’idea o capire perchè ho citato i corsi OSS, o sapere cosa realmente si intenda per Operatore Socio Sanitario:
http://www.regione.veneto.it/Servizi+alla+Persona/Sanita/Risorse+Umane+e+Formazione/OSSeOSSformazcompl.htm
Diciamo che ho deliberatamente prafrasato e esteso la domanda di Gianni… anche se ogni realtà territoriale e ogni cooperativa sono un universo o una jungla a sè.
Sono d’accordo con Romina sul fatto che la sanità non c’entri nulla con il lavoro di educatore in senso stretto, ma penso che nemmeno il titolo di educatore basti per essere in grado di fornire assistenza specialistica a bambini autistici nelle scuole… le indicazioni dovrebbero provenire dal settore sanitatio…

Dovrebbero. :)

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