AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

Il "sostegno" che sostiene solo sè stessa

Posted by Autismo Incazziamoci on February 8th, 2010

Oggi nuova lotta per assicurare a mio figlio quello che ai bambini neurotipici tocca senza problemi..

Già, perchè – per frequentare un corso di musica frutto di un progetto della scuola mio figlio ha bisogno dell’insegnante di sostegno – la quale ha poca voglia di restare a scuola dopo l’orario canonico “perchè (cito testualmente) ho un papà di 88 anni a casa da curare”.

In pratica: mio figlio ha già frequentato 3 lezioni del suddetto corso senza il sostegno, poi sono venuti a cambiare gli insegnanti e la preside comunica (non a me, ma all’insegnante di sostegno) che non può frequentare il corso senza sostegno.

La cara insegnante che fa?
Evita di mandarmi il foglio da firmare per continuare il corso e fa leva sulla resistenza al cambiamento di mio figlio, insistendo con lui per farlo rinunciare.

La meschina non sa che 7 anni di terapie comportamentali hanno portato mio figlio a capire quando gli si dice qualcosa che non gli quadra ed a confidarsi con me.

Ebbene… venerdì scorso,all’uscita da scuola, mio figlio mi dice: “Mamma, oggi è successo qualcosa di losco a scuola”.

Dopo la mia prima reazione di felicità (perchè è la prima volta che nota qualcosa e ritiene di dovermelo riferire: negli anni scorsi per sapere cosa succedeva in classe dovevo far riferimento a qualche amichetto), ho iniziato con cautela a domandargli cosa fosse successo.

Lui mi dice che la prof di sostegno gli ha detto che ha paura che lui non si abitui ai nuovi professori ed è meglio che non frequenti il corso.

RABBIA!!!

Stamattina ho preparato Niki come se non sapessi nulla, gli ho detto come si sarebbe svolta la giornata (come facciamo sempre), l’ho accompagnato a scuola ed ho aspettato gli eventi.

Alle 14 e 15,  la fatidica telefonata dell’insegnante di sostegno che dice “Venga a prendere suo figlio perchè non mi ha mandato l’autorizzazione firmata!”

Cosa???????

Al telefono iniziano le prime discussioni, rispondo che mio figlio lo vado a prendere ma che il modo di agire della scuola è sbagliato. Avevo già firmato un autorizzazione all’inizio del corso: nessuno mi aveva comunicato cambiamenti di professori, orari e la necessità della presenza di un insegnante di sostegno. L’altro corso che  mio figlio segue (inglese), lo segue senza sostegno…  loro non hanno idea che scombussolando gli orari di un autistico, senza preparazione, lo portano ad avere crisi di ansia.

Infatti sento – in sottofondo – la voce di mio figlio che ripete “io faccio il corso, io faccio il corso..”

Sentendo le mie rimostranze, la prof cambia tono e mi dice “va bene, se lei mi autorizza al telefono, il ragazzo può frequentare”...

Ma come, non ci voleva l’autorizzazione scritta?

Chiudo la telefonata dicendo che sarei andata comunque prima dell’orario di fine corso, per avere chiarimenti. Non mi piace affatto il modo di fare della scuola e dei suoi insegnanti.

Quando alle 16 arrivo, trovo la prof di sostegno che cerca di fare lo scaricabarile: forse non è stata chiara, forse le sue colleghe non avevano detto nulla a Niki dei cambiamenti (ma agli altri bambini sì,però), e che lei era stata lì anche se aveva suo padre 88enne che l’aspettava a casa..

Che brava: e pensare che la pagano per stare con mio figlio..

Nella discussione interviene anche la coordinatrice del sostegno. Spiego per l’ennesima volta che non si chiama a casa di un genitore un quarto d’ora dopo l’orario normale d’uscita della classe per comunicare di andarsi a riprendere il figlio autistico, mentre gli altri possono restare. La mancata comunicazione tra me e la scuola è un fatto grave: si tratta di discriminazione e malavoglia da parte degli insegnanti, che possono tenerselo a scuola senza sostegno come succede per il corso d’inglese.

Ormai non sanno più dove appigliarsi. Si rimbalzano le colpe tra di loro e  puntano il dito sulla nuova gestione del corso..

Finalmente esce mio figlio. La nuova insegnante di musica mi dice che vuole parlarmi.

Mi congedo dalle prof (che non vedevano l’ora di liberarsi di me e vado a parlare con la prof di musica) la quale mi domanda un pò di mio figlio, di come trattare con lui (sic!) e dice che è stato nervoso tutto il tempo (ci credo,col casino che hanno fatto davanti a lui durante la telefonata!)
Poi mi fà: “Signora, posso essere sincera? Le spiego la situazione : questo corso fà parte d’un progetto per cui sono stati stanziati un tot di soldi che non riescono a coprire la presenza di un insegnante di sostegno. Però, se lei mi dà il suo numero di cellulare e mi assicura la sua presenza, in caso di problemi, noi glielo facciamo frequentare”…

NICLA FERRARA

No Responses to “Il "sostegno" che sostiene solo sè stessa”

  1. angy Says:

    NO COMMENT

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