AIUTATE FLAVIA CARETTO: SPIEGATELE COS'E' L'ABA!
Posted by Autismo Incazziamoci on February 12th, 2010
Non avevo mai visto Flavia Caretto prima d’oggi, ma mi è sembrata subito una persona molto simpatica. Le sue stoccate contro gli psicologi psicodinamici sono state davvero intelligenti e sensate, e bellissimo il suo modo di spiegare il rapporto tra genitori e professionisti.
Oggi pomeriggio, al convegno Autismo in famiglia, organizzato dalla Triade di Busto Arsizio, Flavia Caretto – con uno stile attoriale degno del Dario Fo di Johan Padan a la descoverta de le Americhe – si è esibita in un vero e proprio one woman show. Argomento: l’ABA.
Con perfetto stile e con scelta dei tempi impeccabile, Flavia Caretto ha rappresentato un bambino addestrato dall’ABA che sa fare benissimo gli esercizi ginnici a comando, ma che non sa esprimere soddisfazione quando beve un bicchiere d’acqua.
Naturalmente, mi sono incacchiato. Flavia Caretto – dando una immagine sbagliata dell’ABA – stava inducendo i presenti a credere alla solita stupida favola dell’ammaestramento delle scimmiette.
Alle mie rimostranze, Flavia Caretto ha detto che l’intervento ABA è un intervento comportamentale e non cognitivo e che lo stesso acronimo vuol dire Applied behavior analysis, ovvero Analisi del Comportamento Applicata.
Beh, è chiaro: si tratta semplicemente di cattiva informazione, o di cattive prassi “ABA” nel territorio della Caretto, ovvero Roma.
Dato che stimo moltissimo la Caretto e avrei voluto tanto conoscerla, se non fosse scappata immediatamente dopo il suo intervento, e che credo nella sua assoluta buona fede nonché nella passione immensa con cui svolge il suo lavoro, ho deciso di aiutarla.
Per aiutarla, chiedo un piacere a voi, cari lettori di autismoincazziamoci: scrivete una email a Flavia Caretto e spiegatele cos’è l’ABA moderna. Spiegatele che non è ferma a 20 anni fa ma si evolve giorno per giorno.
Da una veloce ricerca su internet, l’email della Caretto è facilmente rintracciabile su internet: per esempio qui e qui.
Per favore, aiutate la Caretto a comprendere!
GIANNI PAPA

February 13th, 2010 at 09:51
Figuriamoci, se una professionista vuole imparare cosa è l’aba dai genitori…
Invece quello che mi interessa è capire cosa propone la Caretto come terapia …..
February 13th, 2010 at 10:29
nemmeno io ho idea di come questa professionista approccerebbe
un bambino “diagnosticato” prima dei 30 mesi…
Ho letto che ha relazionato in alcuni convegni sulla
sessualita’ negli adulti con autismo, forse il centro
dei suoi interessi e’ altrove, rivolto ad una fascia di eta’
differente (ma molto trascurata anche questa!)
February 15th, 2010 at 23:00
Ma lo sai che Flavia è di formazione cognitivo comportamentale?
Io ti reggo sempre meno, così come non sopporto tutti i portatori di verità assolute, mettere la sua email per farla sottoporre alla gogna dei genitori ferventi credenti nella religione aba mi sembra una bassezza di uno squallore inqualificabile. Se per pubblicizzare i tuoi metodini di condizionamento preferiti non ti fai scrupolo a mancare di rispetto alle persone, ne meriti poco a tua volta, di rispetto, e tanto più di attenzione.
February 15th, 2010 at 23:05
Carissimo Enrico, la mancanza di rispetto l’ha avuta la tua amica Flavia, interpretando (in un convegno “cucitole” addosso, senza contraddittorio, senza professionisti che la pensassero diversamente da lei) il bambino ABA-Robottizzato. L’email della Caretto è su vari siti: non è certo segreta.
February 15th, 2010 at 23:15
Invitare al bombardamento di email è una schifezza comunque, in generale, foss’anche il lucioni il destinatario, e non solo perché è un attacco a una delle professioniste più serie che si dedicano all’autismo in italia, ma perché è una persona umanamente eccellente innamorata dell’autismo e del suo lavoro. Se manca il rispetto non resta più nulla.
February 15th, 2010 at 23:20
Appunto. Perché mancare di rispetto a un bambino che fa ABA, dipingendolo come uno che fa esercizi ginnici e non sa bere un bicchiere d’acqua con soddisfazione?
Il fatto che sia amica tua non è una scusante. Anche se fosse amica mia, avrebbe torto lo stesso.
Se vuole chiedere pubblicamente scusa per la sua “scenetta”, autismoincazziamoci è a disposizione per pubblicare ogni sua richiesta sentita di perdono
February 15th, 2010 at 23:34
Mi sembra evidente che la mancanza di rispetto non è verso il bimbo che la subisce, ma per la modalità di intervento, cosa evidentemente inconcepibile dal tuo punto di vista. Sembri quelli del vaccino e della caseina. Sappiamo quante canaglie e quanti guru pomposetti e ignoranti infestano il mondo dell’autismo, il livello di attenzione critica deve essere tenuto sempre alto, mi sembra invece che tu abbia trovato una fede, e che la tua preoccupazione sia combattere ogni possibile eresia.
February 15th, 2010 at 23:37
L’ABA è un intervento scientifico. L’intervento migliore per l’autismo secondo le linee SINPIA. Non è una fede come il Glutine e la Caseina: è quanto di meglio possa esistere per aiutare il proprio figlio.
Fai una cosa: vedetevi, un pomeriggio, tu e Flavia, e studiate.
Ti riporto una frase di Carlo Hanau, certo non un nemico di Flavia Caretto o un amico delle “fedi” (l’articolo da cui traggo il piccolo brano è qui)
HANAU SCRIVE:…il primo dei trattamenti proposti dalle Linee guida della SINPIA è l’ABA (Applied Behavior Analysis), ovvero “analisi del comportamento applicata”…
Buonanotte.
February 15th, 2010 at 23:50
Togli le ultime due righe, oggettivamente indecenti, al post e scrivile una lettera aperta. Ma davvero pensi che non sappia di cosa parla? Non si dedica ad altro, e ai massimi livelli, da anni. La fede acceca a tal punto?
February 15th, 2010 at 23:55
La testa a fianco al mio post è un cranio da frenologia, con tutte le aree funzionali della testa. Nell’ottocento la frenologia di Gall era una scienza, lo sarebbe ancora, se qualcuno non le avesse mancato di rispetto, cosa che altrimenti si chiama critica, e che è il motore della conoscenza.
February 16th, 2010 at 05:53
Forse a te sembra una sfumatura sottile, ma ti assicuro che tra attenzione critica e astiosa presa per il sedere c”e’ un abisso
February 16th, 2010 at 08:22
Ma come si permette questo tal Enrico di mettere in dubbio le verità assolute proclamate e sentenziate dall’immenso …. caporedattore di questo sito?.
Non sa forse che “Costui”, al contrario della Caretto o di Arduino, da anni e tutt’oggi ancora osserva e tratta centinaia di bambini Autistici seguendoli nel loro percorso evolutivo dalla prima infanzia sino all’età adulta?
February 16th, 2010 at 11:09
Invece di litigare fra di voi, c’è qualcuno che voglia rispondere alla mia domanda iniziale?
E cioè : Cosa propone la Caretto come terapia al posto dell’ABA?
February 19th, 2010 at 10:23
Vedo che sia l’articolo comparso sul blog che i commenti lasciano il tempo che trovano. Tutto mi sembra molto strumentale e anche un po patetico. in queste occasioni personalmente io mi ricordo sempre di una citazione riportata su di un famoso libro, “va dove ti porta il cuore” che recita: Prima di giudicare una persona cammina per tre lune nei suoi mocassini. Io credo e lo so con certezza che le cose che dice la dottoressa caretto sono frutto di una esperienza di lavoro , sofferenza verso le istituzioni e successo che ormai è quasi trentemnnale e non è degno sentenziare . Grazie per la lettura.
February 19th, 2010 at 14:45
“sofferenza verso le istituzioni e successo che ormai è quasi trentemnnale e non è degno sentenziare ”
E come lo si misura tale successo ? Se è il punto di vista della Caretto è soggettivo ed opinabile, invece se ci sono dei risultati oggettivi, siamo tutti qui pronti ad ascoltare…………. ma continuo a chiedere cosa propone la Caretto come terapia al posto dell’ABA?
February 22nd, 2010 at 08:12
Salve Papa
Ho fatto passare qualche giorno prima di risponderle. Ero seccata, prima di tutto perché lei aveva chiaramente travisato le mie parole, poi perché ne aveva estrapolato solo alcune, prendendomi in giro pubblicamente, e poi perché aveva, in un contesto chiaramente negativo, pubblicato il mio indirizzo mail. Questa ultima cosa è seccante perché, se pure il mio indirizzo è reperibile per internet, non mi fa piacere sapere che qualcuno è stato sollecitato a scaricare rabbia contro di me, anche se “per conto terzi”: le persone a cui lei si è rivolto devono crederle sulla parola, perché non mi hanno sentita parlare. Pensando che il suo blog fosse molto frequentato, immaginavo che qualcuno da lei sollecitato mi scrivesse, e mi ripromettevo che le avrei rigirato ogni messaggio. Posso dirle, adesso, che nessuno mi ha scritto per spiegarmi cosa è ABA. Se qualcuno lo farà, lei sarà il secondo a saperlo.
Quanto alle mie eventuali proposte: io credo, sig. Papa, che, con le sue parole, lei cerchi più la rissa che il confronto, e non ho desiderio di sottopormi intenzionalmente ai suoi insulti. Sono disponibile, e anche felice, di parlare del mio lavoro in una situazione di confronto. Amo il confronto, ma non cerco la rissa, Sig. Papa. Sto soltanto facendo il mio lavoro, nel modo più onesto e sincero di cui sono capace. Può darsi che io mi sbagli su numerose cose, ma non è prendendomi in giro che lei può rendermi consapevole dei miei errori e spingermi a cambiare. Le sue motivazioni, io posso solo immaginarle, e provare a rispettare la sua posizione. Mi farebbe piacere, se lei provasse a rispettare la mia.
Flavia Caretto
February 22nd, 2010 at 11:24
La redazione di Autismoincazziamoci stigmatizza Flavia Caretto. Essendo stata presente nella sua totalità al Convegno di cui si parla nel post di Gianni Papa (Convegno interamente costituito da allievi di Theo Peethers, spazializzanti e poco performanti, e dunque da un “pensiero unico” che non prevedeva il contraddittorio), la redazione può testimoniare l’autentica presa per il sedere che Flavia Caretto ha messo in atto non solo nei confronti dell’ABA ma, per esteso, di tutte le famiglie colpevoli di aver scelto l’ABA.
Flavia Caretto dovrebbe chiedere scusa, perché la prima a prendere in giro è stata lei (con ottima perizia attoriale ma con un plateale travisamento della realtà).
Aggiungiamo, inoltre, che la dottoressa Caretto dovrebbe mettersi seriamente a studiare un intervento che si è scientificamente dimostrato molto superiore – per risultati ottenuti – a qualunque intervento su base TEACCH. E non parliamo solo dell’ABA/VB ma dell’ABA in tutte le sue varie declinazioni, compresa quella più lovaasiana (l’ABA di tipo Lovaas, inoltre, è quella che più insiste sul cognitivo, mentre la Caretto continua ad essere convinta che è solo un “immorale” intervento sui comportamenti problema), nonostante gli ultimi 15 anni nei quali – secondo lei – non si è evoluta.
February 22nd, 2010 at 13:53
Salve,
ho personalmente avuto modo di fare diverse sedute (una decina finora) con la dottoressa Caretto, sia per me che per mia figlia. Non voglio entrare nei particolari ciò nonostante ho avuto modo e piacere sia di parlare a lungo con la dottoressa Caretto che di documentarmi per conto mio sull’Autismo.
Premetto che quanto segue sono mie personalissime opinioni.
La dott.ssa Caretto non solo è una stimata professionista (cosa della quale bisogna tenere poco conto visto che esistono stimatissimi ciarlatani) ma è soprattutto (cosa della quale BISOGNA tenere conto) una “passionaria”, la passione con la quale segue i sui pazienti è qualcosa che non ho mai visto in nessun medico o psicologo. L’attenzione che presta ai bambini ed ai genitori è sempre altissima così come la sua disponibilità, qualsiasi cosa abbia fatto (se avete una ripresa sarebbe il caso di pubblicarla invece di “parlare per sentito dire”) sono sicuro l’abbia fatta a fin di bene.
Per quanto riguarda l’ABA nessuno mette in dubbio che funzioni. Ovvio che funziona, ovvio che funziona meglio di qualsiasi altra tecnica. La domanda è: “Perché funziona?”. Quando 50 anni fa (purtroppo c’è chi lo fa ancora) i genitori prendevano a pizze i figli per “insegnargli l’educazione” è evidente che era un metodo che funzionava, anzi, probabilmente ancora adesso è più rapido e funzionale, purtroppo non lo è da un punto di vista morale/educativo ne per la psiche del bambino. L’ABA con le dovute differenze è la stessa cosa. Corregge il comportanto senza sondare l’origine del comportamento, accidenti i bambini, ANCHE i bambini autistici NON sono animali. La prima volta che ho letto e visto dei documentari sull’ABA ho pensato: “Ma davvero esiste gente che permette questo?”. Ovvio qualsiasi genitore vuole che il proprio bambino sia “educato”, non abbia meltdown in pubblico, sia capace magare di vestirsi da solo, etc.. ma a che pro? Il pro a mio avviso è che crescendo sia il più autonomo possibile e che stia il più possibile bene con se stesso. Come si può ottenere questo andando a modificare il comportamento?
E’ evidente che (purtroppo anche a seconda della gravità) sono necessari dei “minimi” di imprinting, ma passarla come LA soluzione?
February 22nd, 2010 at 14:02
Sarebbe cosa gradita conoscere con chi si ha a che fare.
Quindi gentilmente nome e cognome.
Gianni è un grande perché mette anima e cuore nel suo impegno quotidiano, ed io sono uno dei primi che si è beccato i suoi sermoni e la cosa mi fa piacere.
Caro Enrico…..l’unico rispetto lo si deve a noi genitori che ogni giorno lottiamo contro la malattia e contro un sistema politic-scientifico ottuso, rigido nei suoi schemi di ragionamento e soprattutto insensibile ai nostri problemi.
February 22nd, 2010 at 14:12
Vorrei evitare arrivasse spam pure al mio indirizzo mail… è per questo che non l’ho messo. Comunque per quello che interessa la discussione sono un paziente della Caretto e un “curioso” dell’autismo. Non sono ovviamente ne psicologo ne un esperto del campo, come ho già detto è solo la mia “impressione” sulla tecnica, non una dissertazione scientifica sulla sua validità.
February 22nd, 2010 at 15:17
La premessa di base dell’ABA è avere ben definiti gli obiettivi, per poi si rompe il gol in piccoli pezzi, insegnare ogni parte premiando i tentativi corretti e ignorando o punendo quelli scorretti. In molti studi clinici, ABA è stato trovato superiore rispetto ai gruppi di controllo di elenco nel ridurre i sintomi dell’autismo.
Sì, è vero: I bambini che subiscono ABA avranno un punteggio inferiore nei test di gravità autismo.
ABA, più di ogni altro metodo, si concentra in particolare sui sintomi. Se si vuole ridurre lo stimming di un bambino, ci si concentra in particolare su quello,, se si desidera diminuire la stereotipia si danno precise ricompense per i comportamenti appropriati. Se si vuole insegnare ai bambini ad avere il contatto oculare, ci si concentra in particolare su quello e lo si ricompensa per averti guardato negli occhi lo si punisce od ignora se non lo fa. Se si vuole insegnargli a salutare qualcuno “opportunamente” con “Ciao, come stai?” Piuttosto che “Lo sapevate che ci sono un centinaio e settantacinque miliardi di galassie nell’universo osservabile?”, gli si specifica il comportamento da seguire e lo si premia per i comportamenti “opportuni”. Tutta la tecnica nel suo insieme serve ad instillare nel bambino un modello di comportamento pre-definito e considerato corretto.
ABA si concentra, più di ogni altro metodo, sul comportamento cosa che, non a caso, è quella che si osserva nei test standardizzati per l’autismo.
Riusciamo a scorgere qual’è il problema?
Ci sono bambini piccoli che possono facilmente sputare la risposta a “5+9 = 14″, ma non sanno particolarmente cosa significa, o come applicarlo all’idea di “se hai nove biscotti e la mamma te ne da altri 5, quanti biscotti puoi mangiare?” . Ci sono i figli grandi che sanno che i geroglifici egiziani sono utilizzati per scrivere, ma non hanno le facoltà o la voglia per collegare l’idea a quella dei pittogrammi cinensi. Ci sono ragazzi delle scuole superiori che sanno estrarre radici e svolgere le formule quadratiche, ma ovviamente non sanno che significa fisicamente un andamento quadratico in una funzione.
I bambini autistici che passano attraverso ABA ricevono un’educazione che serve a mascherare i segni esteriori dell’autismo. Possono salutarti con uno sguardo negli occhi, un sorriso, e “”Ciao, come stai?”, Ma sanno leggere l’espressione nei tuoi occhi? Sapranno che “Ciao, come stai?” Non è soltanto ciò che DEVONO dire quando ti salutano ma che implica il riconoscimento della tua presenza ed un invito all’interazione sociale? Sapranno che un sorriso non può significare solo “felice”, ma anche “non ho intenzione di essere ostile “, e sapranno che un sorriso può mentire? Sapranno che “Hei, signorina!” È un saluto, o saranno confusi?
Proprio come l’insegnamento di test standardizzati, ABA SEMBRA (e non ho avuto modo di leggere articoli scientifici a riguardo, se ne avete vi pregherei di postarli) molto, molto debole a insegnare i concetti di base, insegnare i motivi dietro le cose, insegnando le cose in modo che possano essere generalizzata e applicata ad altre cose. ABA, essendo una tecnica standardizzata che funziona praticamente allo stesso modo per ogni bambino una volta che le aree di destinazione sono individuate, non tiene in considerazione i punti di forza personali del bambino, né tentare di aiutarlo a trattare con le debolezze salvo la bruta costrizione alla memorizzazione delle tecniche di coping che possono o non possono essere utili. (Contare fino a dieci non funziona per tutti coloro che si arrabbiano, per esempio). ABA non tiene conto del fatto che alcuni tratti autistici sono benigni o anche estremamente utile – o che queste caratteristiche sono diverse da bambino a bambino – e quindi perde qualsiasi vantaggio che si può ricavare da loro oltre a causare ulteriori problemi quando il bambino perde l’accesso alle importanti, anche se strane, altre abilità di coping. E, cosa peggiore di tutte, è totalmente insensibile ai desideri, i pensieri, e gli interessi del bambino, a meno che non li utilizzano come motivazioni per ottenere il comportamento desiderato DAL BAMBINO STESSO (cosa per la quale la reputo ad esempio una ottima “meta-tecnica” in un adulto-adolescente che voglia attivamente cambiare il proprio modo di porsi nei confronti degli altri o “eliminare” tratti fastidiosi del proprio modo di essere).
ABA può essere utile per alcune cose. Il metodo di rompere le cose in piccole parti e insegnando loro opere appositamente per le cose che non devono essere generalizzato a qualsiasi altra cosa, che non hanno bisogno di essere elaborate, e che non interferiscono con la personalità di un bambino. ABA per insegnare ad un bambino di vestirsi, ad esempio, ha un senso (ci saranno ancora alcuni problemi di generalizzare a diversi tipi di abbigliamento, o nel capire che ad esempio quel bambino odia la lana perché gli da fastidio e non ha senso indurgli un comportamento diverso); ABA per insegnargli a scrivere una lettera a sua nonna non ha alcun senso.
Ma ABA funziona, almeno secondo le misure con cui è provato – le misure che sono sensibili solo ai sintomi specifici di autismo, non a se il figlio è felice o se è veramente in grado di apprendere, o se si sta utilizzando i suoi doni, o se comunica ciò che ha veramente in mente o piuttosto quello che gli stato chiesto di dire.
Dalle prove, ABA è superiore. Esiti a lungo termine, a mio parere, raccontano una storia diversa e devo ancora vedere degli studi convincenti a riguardo (ripeto che se ne avete vi prego di postarli). ABA può farvi perfetti per un ambiente istituzionale – ci insegna a fare quello che ci dicono! – Ma fa fare nulla per aumentare la capacità di adattarsi, di imparare, di raggiungere il nostro potenziale? Non credo sia così.
February 22nd, 2010 at 17:46
se Lihgt in the night conosce studi che pubblicano dati su persone con autismo “rese felici, veramente
in grado di imparare, di utilizzare i propri doni ecc.”
e’ pregato di postarli!
personalmente ho l’impressione che limiti e fallimenti
li abbiano tutti i metodi (e tutti i professionisti)
attualmente conosciuti…
February 22nd, 2010 at 17:52
[...]
ABA può farvi perfetti per un ambiente istituzionale – ci insegna a fare quello che ci dicono! – Ma fa fare nulla per aumentare la capacità di adattarsi, di imparare, di raggiungere il nostro potenziale? Non credo sia così.
[...]
Io sì. Credi che i bambini normali non imparino a salutare educatamente perchè ne ricevono un vantaggio? Credi che l’apprendimento per i bambini normali segua una strada diversa? No, tutti apprendiamo allo stesso modo, solo che mentre per i ‘normali’ il rinforzo è naturalmente percepito, per i bambini autistici almeno in fase di apprendimento occorre forzare un po’ il senso di appagamento che deve seguire l’emissione di un certo comportamento. La generalizzazione viene eccome, ed eventualmente viene aiutata pure quella. La descrizione da te fatta (mi riferisco a light in the night) riproduce appunto con disprezzo il concetto di ammaestramento delle scimmiette. Chi fa aba e vede i propri figli migliorare ha una sensazione ben diversa.
February 22nd, 2010 at 19:01
@ Flavia Caretto : Non voglio entrare nella lite fra lei e Papa. Tra l’altro credo che sia sfortunata , perché qualche mese fa , quando Papa era sempre nel suo periodo angsiano e lottava contro l’aba il suo intervento lo avrebbe applaudito e messo in home-page come esempio da seguire, poi informandosi , ma soprattutto capendo che tutte le promesse, che venivano fatte da chi denigrava l’aba e prometteva terapie migliori ,non erano minimamente rispettate , ha usato l’intelligenza di cui è ditato e si è meglio informato sull’aba, scegliendolo come metodo, forse perché come ho sempre detto a Gianni, non è infallibile e non è l’unico, ma penso sia il migliore e l’unico che da garanzie.
Vede io rispetto il suo lavoro, anche se non ho capito ancora che tipo di terapia lei usi, visto che nessuno me lo ha spiegato. Lei faccia un piccolo sforzo per capire cosa è l’aba, ma non dai documenti, io le chiedo di cercare di conoscere qualcuno che fa Aba, parli con i loro genitori , assista a qualche sessione, veda quali sono le potenzialità di questa terapia , che continua ad essere osteggiata senza validi motivi. Poi è liberissima di criticare e se ne è capace di offrire qualcosa di meglio, ne saremo tutti felici.
@ Lucciola (una luce nella notte è troppo lungo e freddo) : Hai snocciolato una serie impressionante di luoghi comuni e pregiudizi sull’aba. Vorrei farti notare che in Aba si dice che si portare il bambino ad “imparare ad imparare” , cioè ad imparare dall’ambiente naturale, come gli NT, quindi non è un insegnamento fine a se stesso e rigido come pensi. Quando dici che insegnare un’abilità può rimanere fine a se stessa, fai un obiezione a prima vista giusta, anche io la pensavo così, ma poi ti accorgi che questi bambini possiedono le capacità per generalizzare i comportamenti giusti (chiaro che non tutti i bambini riescono a generalizzare allo stesso modo) e quindi le abalità che sembrano fini a se, vengono poi usate nella vita di tutti i giorni.
Se miglioro il ricettivo di un bambino miglioro anche la sua comprensione del linguaggio e quindi la possibilità che impari dall’ambiente circostante (scuola ,genitori ed anche televisione).
Se miglioro la sua soglia di attenzione idem come sopra.
Inoltre si fanno esercizi in aba che sembrano semplicemente prove di memoria, poi ti accorgi che il bambino invece ne ha imparato la logica (ad esempio sugli abbinamenti per funzione) ,questo, opinione personale, è dovuto al fatto che i nostri figli imparano più dal canale visivo che da quello verbale.
Comunque io non voglio convincerti con studi vari , vorrei invece che tu provassi a conoscere veramente l’aba e le sue opportunità, ma non perché voglia aver ragione, non mi interessa, ma perché forse capiresti che può essere una buona opportunità anche per tuo figlio.
Mia figliA ha fatto aba per un anno e ti assicuro che non è quel soldatino che tu pensi, chi ha la mia amicizia su FB può confermarlo e ti assicuro che è molto più felice e tranquilla adesso.
Tu scrivi : “ABA può farvi perfetti per un ambiente istituzionale – ci insegna a fare quello che ci dicono! – Ma fa fare nulla per aumentare la capacità di adattarsi, di imparare, di raggiungere il nostro potenziale? Non credo sia così.”
Puoi non credermi , ma ti assicuro che non è così…. o comunque quello non è l’obiettivo di chi fa ABA.
Se vuoi chiedere la mia amicizia su FB, posso farti vedere alcuni video sull’aba od in stile aba, che forse ti faranno cambiare idea.Pensa che Gianni, scriveva le tue stesse cose prima di conoscere veramente l’aba.
February 22nd, 2010 at 22:45
Paperinik su FB come si cerca????’
Emanuele
P.S. su tutta la discussione non posso entrare. Al momento ho mezzo mondo contro, non vorrei aggiungere critiche alle mie dichiarazioni….ma vi assicuro che il mio silenzio dura poco.
February 22nd, 2010 at 23:01
anzi no, ci ho ripensato. Ho letto tante dichiarazioni più o meno giuste, tante altre più o meno fasulle. ovvio che la verità assoluta su questo tema non esiste. E’ però ovvio che non possiamo continuare a fare finta che ci sono degli esperti di cui nessuno parla e cui nessuno da molto credito: sono le famiglie…e lo sono unicamente per i soli propri figli, in quanto tutti gli altri sono talmente diversi e non sufficientemente conosciuti da non potersi permettere di dire, per me va bene e quindi anche per tuo figlio. Chi lo fa è scorretto.
Ripeto quindi la sollecitazione: a quando cominceremo a chiedere piena applicazione della vasta e perfetta normativa che garantisce e tutela i nostri figli…se solo ci decidessimo di farlo.
sarebbe il migliore degli interventi in quanto garantirebbe serenità e concentrazione in tutte le famiglie, garantirebbe il coinvolgimento reale dei sanitari, spinti dal fatto che dovrebbero rispettare qualsiasi livello di gravità, qualsiasi grado do difficoltà…contribuirebbero alla cosidetta attività di rete concertata tra scuola, casa e sanità…il miglior intervento che arriverà fino all’integrazione sociale con i coetanei e gli adulti, per arrivare ad un reale modello di terapia comportamentale realizzata e vissuta sul campo…ma su ogni tipo di campo, se è vero che uno dei problemi dei nostri figli è, e spesso resta, quello comportamentale e relazionale. Tutto ciò si fa molto difficilmente a tavolino e inutile sarebbe farlo iniziare a 15 anni, quando sarebbe inutile iniziare qualunque tipo di attività.
February 23rd, 2010 at 08:49
@Paperinik
Penso tu abbia fatto una serie di obiezioni più che valide al mio post, come già detto non metto in dubbio la “funzionalità” di ABA ma la sua “implicazione” etica. Sono daccordo con te che i bambini “debbano” imparare, dico solo che la possibilità di far fare ad un bambino 5-8 ore di terapia al giorno in ambiente strutturato mi sembra molto simile ad una “tortura” e temo che in molti la vedano così altrimenti, essendo un metodo molto funzionale, perché non usarlo con “tutti” i bambini? Perché non viene applicato nelle scuole anche sui bambini NT?
Come dico sempre mali estremi, estremi rimedi, se non si riesce ad aiutare un bambino in nessun altro modo ben venga (anche se a malincuore), ma se non si riesce con nessun altro metodo. E il “non si riesce con nessun altro metodo” dipende da molti fattori. Conosco genitori e terapeuti che applicano l’ABA a bambini ad alto funzionamento o addirittura Asperger, a che pro? Capisco il desiderio di aiutare e di vedere il proprio figlio integrato nella società o di evitare comportamenti potenzialmente nocivi, ma bisogna sempre tenere presenti le statistiche a mio avviso, basta guardare la differenza di bambini ed adulti nello spettro autistico, adulti che spesso non hanno ricevuto NESSUN trattamento eppure in molti sono diventati “normali” (le virgolette sono necessarie). Tutto fallisce? Il bambino è refrattario a qualsiasi altro metodo e si ha certezza che con l’età non possa “migliorare”? Vada per l’ABA, ma negli altri casi… quello che dico è che è un metodo “duro” e in quanto tale andrebbe usato solo nei rari casi di “estrema” necessità, quando tutto il resto ha fallito. Non conosco la “profondità” di tua figlia e posso solo immaginare la frustrazione e il dolore, quindi ti prego di non prendere il mio pensiero come un giudizio, quello che dico è che tutti i bambini sono diversi e non si può propagandare un metodo come “ottimo” senza considerare le necessità e le facoltà proprie di ogni individuo, bisogna notare che nello “spettro” c’è una enorme disproporzione in capacità e gravità (la frequenza dei casi aumenta enormemente al diminuire della gravità) e quella che può essere una necessità nei casi più gravi è solo una tortura nei casi meno gravi.
Detto questo rimane ugualmente il fatto che mancano studi a lungo termine (dove con lungo termine intendo bambini ABA di 2-3 anni confrontati con i “coetanei” quando di anni ne hanno 20-25), è vero quello che dici sul fatto che di tutte le tecniche l’ABA è quella con la migliore documentazione clinica e quindi sembra strano chiedere controlli “a distanza” proprio a questa, ma è anche vero che è la “più dura” e potenzialmente destabilizante.
February 23rd, 2010 at 08:58
i dati oggettivi di efficacia sull’intervento precoce
intensivo aba ci sono, ed il sistema sociosanitario
deve procedere sulla base delle evidenze scientifiche
attualmente disponibili…..anche se non garantiscono
“la felicita’ da adulti”
February 23rd, 2010 at 10:37
per la cronaca, i bambini dello studio originale di
Lovaas sono stati seguiti fino all’eta’ adulta (non so se
proprio fino a 25 anni….fino a 45 sarebbe meglio, per vedere
come affrontano la premenopausa e quanto sono felici)…
quanto agli “altri” trattamenti, dove sono gli studi
longitudinali con follow up fino all’eta’ adulta?
Di adulti che sono diventati “normali” anche senza nessun trattamento non ne conosco molti, anzi ne conosco uno solo,
(sarebbe stato “destabilizzato” se avesse fatto aba da piccolo?
non vedo elementi per poterlo affermare, se non altro avrebbe
potuto frequentare la scuola senza un’etichetta e senza sostegno)
per contro ne ho conosciuti molti che da adulti sono
diventati piu’ gravi..
February 23rd, 2010 at 10:56
@Carla Marta
“per la cronaca, i bambini dello studio originale di
Lovaas sono stati seguiti fino all’eta’ adulta”
Per la cronaca le conclusioni di Lovaas sono state largamente criticate:
http://journals.cambridge.org/action/displayFulltext?type=1&fid=313204&jid=DMC&volumeId=47&issueId=07&aid=313203
and
“Gresham FM, MacMillan DL. (1998) Early Intervention Project: can its claims be substantiated and its effects replicated? J Autism Dev Disord 28: 5–13.”
February 23rd, 2010 at 12:42
siamo nel 2010, non nel 1998, e studi recentissimi
hanno validato la diagnosi e l’intervento precoce, come lo studio sullo
Early Start Denver Model
February 23rd, 2010 at 14:02
light in the night ha scritto:
l’ABA [...] è la “più dura” e potenzialmente destabilizante.
Destabilizzante si scrive con due Z.
Inoltre mi credo se “Luce nella notte” sia la stessa Caretto (la Caretto ha interpretato l’ABA, nel convegno di Busto, come “non-etica” e come “dura”, demonizzando quei crudelli dell’Applied Behavior Analysis e santificando sè stessa)…
Per questo mi chiedo se a Roma quelli che praticano ABA mangino i bambini o pratichino delle torture innominabili.
L’ABA che conosco io, quella che sta facendo mio figlio in questo momento con la sua tutor V., sbellicandosi dalle risate, è molto “libera” e divertente.
February 23rd, 2010 at 14:56
@Gianni:
No non sono la Caretto, penso che sicuramente ha una conoscenza maggiore della mia sull’argomento e come detto in precedenza le mie opinioni sull’ABA non hanno nulla a che fare con lei (tra parentesi non ho mai toccato l’argomento direttamente in conversazione con lei). Ripeto che non ero presente al convegno e sarebbe interessante vedere un filmato dello stesso.
February 23rd, 2010 at 16:27
@ Emanuele: Anche se sono un eroe mascherato non è difficile scoprire la mia identità,che qui conoscono tutti, comunque per facilitare Light il mio nome è Alberto Fagni.
Concordo con ciò che scrivi Emanuele, ma ritengo che tu sia avanti , nel senso che quando parlo di trattamento principe nell’autismo penso al primo trattamento da seguire , che non deve necessariamente essere l’unico e capisco pure che in base alle esigenze del singolo soggetto si possa poi decidere di intervenire in seguito diversamente. Credo come te che i genitori debbano essere più ascoltati, perché nessuno come loro conosce le necessità del figlio.
Mi fa arrabbiare solamente il fatto che pregiudizi che vengono fomentati ad arte tengano lontani tanti genitori dall’aba. Una volta informato seriamente e senza preconcetti, un genitore è liberissimo di scegliere altro, il problema è che solitamente si sceglie , ma senza che i professionisti ci informino veramente ed imparzialmente sulle terapie possibili. Quindi non vi è libertà di scelta, perché la libertà esiste dove c’è libertà di informazione. E ciò vale sempre.
Le eventuali critiche che puoi fare tu all’aba mi interessano eccome, anche perché tu la conosci e tuo figlio l’ha seguita.
@ Light : Tu mi parli di etica ed a me viene subito in mente che non è etico ciò che ti hanno detto circa l’aba.
Non entro nel merito degli studi, perché ti voglio parlare da genitore quale sono.
Tu parli di 5/8 ore al giorno in ambiente strutturato. Credo che 8 ore di aba al giorno non le faccia nessuno, se non viene incontro la scuola, ma anche in quel caso dubito che siano 8 ore piene di programmi aba. Ci si dovrebbe mettere d’accordo su come si segnano le ore di aba, ma questo è un altro problema.Aba non si fa in ambiente strutturato, quello caso mai lo fa il TEACCH.
Ti invito nuovamente a vedere qualche sessione aba prima di definirla tortura.
Tu domandi:
“..mi sembra molto simile ad una “tortura” e temo che in molti la vedano così altrimenti, essendo un metodo molto funzionale, perché non usarlo con “tutti” i bambini? Perché non viene applicato nelle scuole anche sui bambini NT?”
Provo a risponderti; Non viene applicato nelle scuole sia per mancanza di fondi , ma anche per mancanza di operatori preparati. Ci vorrebbe una rivoluzione culturale che partisse dall’università. Perché se si continua a sfornare psicoterapeuti, poi non è possibile fare aba. Quindi si combatte l’aba , perché non siamo in grado di offrirla. Questo fanno le regioni e le asl aiutate spesso anche da associazioni dei genitori.
In realtà l’aba funzionerebbe anche con i bambini NT (solitamente però non ve ne bisogno) e conosco scuole che usano alcune tecniche come la token economy , per ovviare ai problemi di attenzione di alcuni bambini NT.
Nessuno ha la certezza che il bambino possa migliorare con l’età, nessuno. Quindi vale la pena lavorarci subito. Inoltre se ami le statistiche, tutte quante ti confermeranno che un intervento ha migliori risultati se precoce, quindi perché arrivare all’aba per esclusione perdendo tempo prezioso?
Come ti ha scritto Carla , devi pure pensare che l’ABA non ha controindicazioni, se un bambino migliorerà con il tempo senza nessun intervento, allora l’aba renderà più veloce (e più sicuro) tale miglioramento. Mentre non fare nessun intervento è una scommessa contro il destino, ed io non voglio scommettere se in palio c’è il futuro dei nostri figli.
Capisco benissimo che ci sono molti autismi, ma un buon programma aba è fatto su misura e tiene conto di punti di forza o di debolezza del soggetto.
Quello che non capisco è CHI ti ha messo in testa l’idea della “tortura” e della pericolosità di questa terapia.
Ti invito nuovamente a vedere i filmati di mia figlia su Youtube. Noi abbiamo fatto un anno di aba poi interrotto per motivi economici, ma ancora adesso mia moglie lavora con la bambina usando tali principi. Al di là della gravità di mia figlia, se dovessi tornare indietro sceglierei nuovamente l’aba con la differenza che ci arriverei prima.
E posso dirti che lo sceglierei anche se fosse meno grave.
Non so risponderti nel caso degli asperger perché non conosco profondamente le problematiche di tale sindrome.
Sulla durezza dell’aba , comunque non concordo. Tanto per farti un esempio ha pianto meno nei primi periodi di aba, che quando faceva psicomotricità. Allora si era duro, perché spesso piangeva tutta l’ora settimanale che passava nella stanza con la terapista. Straziante per la mamma che doveva stare fuori a sentirla urlare .
Ed il tutto senza nessun obiettivo tangibile.
P.S. Visto che seguite la terapia della Caretto, almeno tu mi spieghi in cosa consiste o come la definiresti ?
February 23rd, 2010 at 20:45
Vorrei esprimere la mia piena condivisione a quanto scritto da Papa nel post 32 e da Paperinik nel post 34. Light in the night…ma l’hai mista una sessione aba dei nostri bambini? O sei solo prevenuto a priori? Non so di dove sei, ma ti invito volentieri ad assistere ad una sessione a casa mia, quando vuoi! Anche io posso dire come chi mi ha preceduto che mio figlio (ben lontano dalle ore di tortura che tu citi) fa dei bei pomeriggi di aba in cui in genere si diverte e impara. Ora stiamo alle tombole, le tombole degli animali e quelle sonore, è bravissimo si diverte e ha scoperto che val la pena di aspettare anche il turno. E’ solo un esempio. L’aba non è l’ultima spiaggia! Non aggiungo altro perchè credo che chi mi ha preceduto ha ben descritto cosa sia l’aba per i nostri figli oggi.
February 24th, 2010 at 19:05
Sono deluso, mi aspettavo delle risposte da A light in the night …….
February 25th, 2010 at 09:34
Vorrei chiarire ancora meglio i concetti sopra.
Io credo fermamente nel diritto di scegliere la cura, che non deve essere per forza l’aba, ma tale diritto si può esercitare solo nel caso che vi sia libertà di informazione e soprattutto se chi è preposto ad informare i genitori sia in grado di dare un informazione completa , corretta ed imparziale.
La mia rabbia nasce proprio da questo. Io non l’ho mai avuta. Nessuno mi ha mai parlato di ABA, anzi quando ho chiesto informazioni ai vari NPI , me lo hanno sconsigliato.
Vi racconto un episodio, tanto per farvi capire meglio ciò che voglio dire.
Un giorno sono andato dalla psicologa responsabile del progetto Teacch, in struttura convenzionata asl, che tra l’altro ha in carico mia figlia e si occupa pure del PEI con la scuola.In quella occasione le ho comunicato, la nostra decisione di iniziare un programma aba , poiché non eravamo contenti di ciò che stavamo facendo, ma non tanto per il metodo, quanto perché secondo noi 2 ore scarse settimanali non erano sufficienti e perché la loro struttura non aveva i fondi e le potenzialità per riuscire a coinvolgere scuola e famiglia.
Sarebbe stato opportuno in quell’occasione da parte della responsabile ammettere che non potendo offrire un trattamento intensivo, la nostra scelta era condivisibile, visto pure che stavamo scegliendo il metodo menzionato anche dalle linee guida del Sinpia.
La reazione invece fu tutt’altra. Ci disse di stare molto attenti. Perché l’aba è rigido. Perché l’aba è una vera”tortura”. Perché in aba non si lavora sul formare il pensiero ect..
Mi ricordo che le risposi tranquillamente che se tale sistema fosse stato troppo duro , rigido ed inutile o dannoso, sarebbe stato semplice smettere in quanto noi eravamo PRESENTI alle sessioni, e saremmo stati parte integrante della terapia. E che chiaramente non avrei mai permesso di TORTURARE mia figlia.
Trovo l’atteggiamento tenuto da questa psicologa ,oltre che poco etico, anche pericoloso. Capisco che ci sia una sorta di gelosia fra terapisti di approcci diversi, ma il FINE ultimo DEVE essere il bene del bambino. Le gelosie ed i preconcetti VANNO ABBATTUTI. Per questo mi preoccupo quando leggo le cose che ha scritto Light oppure l’affermazione della Caretto. Perché concorrono a fare cattiva informazione. E la CATTIVA INFORMAZIONE è alquanto dannosa nel campo dell’autismo.
L’ABA è tutto fuorché perfetto e secondo me non è nemmeno difficilissimo da apprendere, basta una buona dose di buon senso e la mente sgombra da preconcetti. Io accetto molto volentieri le critiche fatte all’aba, anzi penso siano necessarie per migliorarsi, ma vorrei venissero fatte dall’interno , ovvero da chi veramente conosce tale terapia, mi spiace invece leggere gratuiti preconcetti privi di ogni fondamento.
P.S. Nonostante mia figlia abbia seguito per un anno un programma ABA di stampo Lovaassiano, quindi iniziando a lavorare al tavolo e senza l’uso del pairing , vi assicuro che mia figlia NON E’ MAI STATA TORTURATA. Ma chi pensiate siamo noi che facciamo aba dei mostri ???
February 25th, 2010 at 14:49
Sono veramente indignata di questo tentativo di ridicolizzare una professionista che da anni dedica tante energie per diffondere conoscenze sull’autismo.
Non è questo il modo di aprire un tavolo di confronto su una tematica tanto importante.
Chi ha la pretesa di occuparsi di persone autistiche deve anche avere la capacità di confrontarsi a viso aperto e la flessibilità di ricredersi, se necessario.
Mi piacerebbe che il sig. Gianni Papa affrontasse in una sede più idonea le sue eventiali critiche.
February 25th, 2010 at 15:05
Che cosa ridìcola il commènto 38. Qui si lègge un post dòve si crìtica una psicologa disinformàta che dà un’immàgine non vera dell’àba ed ecco che… lo Schifàni di turno difènde la suddètta psicòloga a spada tratta, dimenticàndo che nessùno ha mai attaccàto il suo mòdo di lavoràre.
cito dal post: “Non avevo mai visto Flavia Caretto prima d’oggi, ma mi è sembrata subito una persona molto simpatica. Le sue stoccate contro gli psicologi psicodinamici sono state davvero intelligenti e sensate, e bellissimo il suo modo di spiegare il rapporto tra genitori e professionisti.“. Quèllo che nel post viene denunciato, è il fàtto che la Carètto abbia detto delle falsità. Punto.
February 25th, 2010 at 16:41
Patrizia scrive:
“Chi ha la pretesa di occuparsi di persone autistiche deve anche avere la capacità di confrontarsi a viso aperto e la flessibilità di ricredersi, se necessario.”
Quoto in pieno la sua affermazione, anche se non capisco a chi sia riferita. Dato che stiamo parlando di ABA e se devo dirla tutta qui l’unico che ha avuto la “flessibilità di ricredersi” è stato Gianni Papa. Ed è paradossale che sia io a difenderlo, visto che abbiamo idee diverse su molte cose, ma in questo caso non capisco la sua affermazione. Forse Gianni è stato duro nei confronti della signora Caretto, che non conosco e non conosco nemmeno quale terapia adoperi nell’autismo (nessuno è stato così gentile da spiegarmelo), ma quello che forse vi sfugge solitamente è che chi parla male dell’aba senza conoscerlo, usando luoghi comuni finisce per offendere i genitori che fanno od hanno fatto aba con i propri figli.
Questo lo dicevo mesi fa allo stesso Gianni. Ogni volta che si dice che l’aba addestra, tortura,militarizza i bambini si offendono tutti quei genitori che si dedicano all’aba.
Chi sceglie l’aba fa uno sforzo NON SOLO economico e merita più rispetto.
Vede io rispetto la Caretto a priori, certo mi dispiacerebbe se avesse detto quella frase sull’aba e mi dispiace ancor di più che nella sua difesa, non abbia spiegato quale è la sua alternativa all’aba.
February 26th, 2010 at 10:43
@ Paperink
Eccomi, ho avuto da fare questi giorni.
Cerco di risponderti e chiarire il mio pensiero.
Relativamente alla dott.ssa non so risponderti su che tecniche usi, non lo so proprio. Ma colgo l’argomento per rilanciare la palla.
Premetto che concordo con te quando dici che:
“Ogni volta che si dice che l’aba addestra, tortura,militarizza i bambini si offendono tutti quei genitori che si dedicano all’aba.
Chi sceglie l’aba fa uno sforzo NON SOLO economico e merita più rispetto.”
Hai ragione da un punto di vista emotivo e mi dispiace perché ovviamente non è questa la mia intenzione, sono sicuro che ogni genitore cerca di scegliere per i propri figli ciò che ritiene meglio e quindi, almeno io, non allego nessun giudizio riguardo chi sceglie strade diverse.
Come hai detto tu prima, tua figlia sta bene, sta meglio. La mia domanda è: “come fai a dire che sta meglio GRAZIE all’ABA?”.
Ti porto un esempio tratto da un altro campo, mia madre quando ero piccolo andava da una dott.ssa omeopatica, tale dottoressa (con tutto che era una omeopata…) era molto capace sia ad un livello di psicologia che ad un livello medico, in generale le sedute erano per “metà psicanalisi” e per metà realmente mediche. Oltre a questo aggiungici che in casi di reale necessità non si faceva scrupoli a prescrivere antibiotici o altre medicine allopatiche. Noi siamo sempre stati bene e ci siamo sempre trovati bene con tale dottoressa. Il merito è dell’Omeopatia? No. L’omeopatia di per se è una grande bagianata ma QUELLA dottoressa omeopata era una BRAVA dottoressa e sapeva fare il suo lavoro (far star meglio i pazienti) INDIPENDENTEMENTE dal metodo che utilizzava. Allora quello che voglio dire è che quello che importa secondo me nel tuo caso non è che la terapeuta di tua figlia usi l’ABA ma che sia CAPACE. E’ per questo che alla nostra non ho mai chiesto lo specifico di quale tecnica usasse. A me quello che interessa è che sia LEI capace, non la sua TECNICA. Altro esempio lo vedi tra i cattolici che popolano lo stivale. Moltissime persone si dicono credenti e cattolici, ma quanto di questi usano il preservativo? Hanno praticato aborti? Hanno fatto sesso prima del matrimonio? Allora, loro continuano a dirsi cattolici, io continuo a non considerarli tali. Quando mi venite a dire che l’”ABA è cambiato nel tempo”, che “non usano torture” (esistono diversi posti, specialmente negli USA dove terapisti ABA non vanno per il sottile con i rinforzi negativi, e lo stesso Lovaas Institute consiglia 40 ore di terapia settimanali comunque), la mia domanda che mi sorge spontanea è: “quindi l’ABA non è più l’ABA”, allora cos’è? Un’etichetta per farsi pubblicità e farsi riconoscere dagli “adepti” (un po’ come rifondazione comunista che non ha più nulla a che vedere con il comunismo ma continua a chiamarsi così? Mi sono sempre stupito dell’assurdità di queste cose). Quindi si, posso credere che tua figlia non sia robotica e sia migliorata tanto ma questo perché:
siete voi
è lei
è la vostra terapeuta
Non perché è l’ABA. Non so se mi sono spiegato a sufficienza.
E’ altresì vero che sono “preconcetto”, non solo verso l’ABA ma verso tutte le teorie “comportamentali” (mm.. non so se si chiamano così in italiano, in inglese dicono “behaviorism”) delle quali l’ABA per me è solo un estremo. Questo ripeto è legato alla mia PERSONALE esperienza ed al modo in cui IO vedo il mondo. Ripeto che io stesso non ESCLUDO metodi comportamentali fino ad arrivare all’ABA ma la gravità dell’autismo, le capacità cognitive possono variare e con esse non solo il metodo più efficace ma anche il più giusto. Mi è capitato nella vita di dover scegliere di fare cose che NON mi piacciono, ma il fatto che una scelta sia l’unica possibile, o la più razionale, o la più funzionale non implica che sia una scelta difficile od “emotivamente negativa”. Non mi è mai capitato (per fortuna) ma se ad esempio sapessi di aspettare (va beh io sono maschio quindi a me in prima persona non capita) un bambino con una sindrome gravissima ed inconciliabile con la vita, probabilmente abortirei, ma questo non fa dell’aborto una bella cosa, ne soffrirei comunque, e continuerei a reputarla una cosa che non mi piace, ma sarebbe la scelta più giusta da fare (per me).
Quindi no, non dico o giudico i genitori che scelgono questo metodo con i propri figli. Quello che non mi piace è la propaganda del “sistema giusto per tutte le stagioni, senza effetti collaterali e senza problemi”.
Entrando più nello specifico del discorso relativo a comportamento e psiche posso portare me ad esempio. Come già detto non sono “autistico” nel senso classico del termine, ma non sono neanche completamente “normale” (e ne sono contento…), lo stesso si può probabilmente dire di mia figlia perché ha in qualche modo “ereditato” la mia neurodiversità. Ovviamente i nostri problemi sono sicuramente ben meno gravi e diversi dai tuoi, quindi ripeto non dico “quello che va bene per me, va bene per te”. Io personalmente non ho ricevuto nessuna terapia da piccolo (ho diversi cugini e parenti che sono dovuti andare dal logopedista, ma è stato sufficiente quello per la maggior parte) però ciò nonostante ho ricevuto la pressione “educativa” che tutti riceviamo (forse in forma più forte vista la mia ritrosia), il fatto è che QUELLA/QUESTA educazione NON sono io. Ho dovuto passare anni a “decostruire” tutti i costrutti psicologici che mi erano stati messi dentro la testa (se una persona ti rivolge la parola guardalo negli occhi, sorridi, condividi il giocattolo con tizio o caio, etc…) perché non avevano nulla a che vedere con i miei desideri. Ricordo quello che dissi alla Caretto (che mi guardò come un marziano
) al nostro primo appuntamento: “no, no, non mi interessa che mia figlia giochi con gli altri bambini, mi interessa che parli, così gli può dire “lasciatemi in pace” ”
E’ questo il mio punto, dove trovo che l’ABA sia un “estremo” ma non l’unica cosa che induce comportamenti “pro-sociali” in chi tali comportamenti non dovrebbe avere. Per me “robotizzare” significa dissociare una persona modificandone il comportamento in modo che “ciò che è fuori” non rispecchi più “ciò che è dentro”, e il fatto che con il tempo “migliora” significa solo che con il tempo impariamo ad “ingannare noi stessi”, un po’ come quando un tempo si facevano i matrimoni combinati e si diceva alla moglie “l’amore verrà con il tempo” o quando adesso i genitori usano il metodo Eastville per far addormentare i propri figli dicendo “si i primi tempi piangeva, ma ora dorme benissimo da solo e non ci sono problemi” e certo! L’essere umano è resilente e si abitua a tutto, ma non ho capito perché se mio figlio non vuole dormire da solo non dovrei farlo dormire con me?
Il discorso per me è analogo, quello che contrasto è il criterio di giusto/sbagliato appiccicato ad un comportamento. Molta gente fuma quando è stressata, io “arrotolo” le mani e se lo sono tanto dondolo, e quindi? CHI decide che un metodo di scaricare la tensione sia migliore di un altro? Lo so certo “è socialmente accettabile” o meno può essere una risposta, se a me importasse qualcosa di ciò che è socialmente accettabile.
Quando sono andato dalla dottoressa, ci sono andato unicamente perché volevo che mia figlia parlasse (ora lo fa comunque), e lo volevo non perché così poteva giocare con tizio o con caio o perché “i bambini devono parlare”, ma perché mi serviva un metodo (uno qualsiasi in realtà) con il quale potesse esprimermi i sui bisogni e desideri.
Mi ripeto per l’ultima volta (ci provo), non ho nulla contro un qualsiasi metodo che insegni ad un bambino a parlare o ad allacciarsi le scarpe (per noi è stata dura fargliele mettere le scarpe, causa problemi sensoriali). Mi oppongo quando il metodo insegna a rispondere ad uno stimolo che implica il “mettersi le scarpe”. Io so allacciarmi le scarpe, ma vado spesso in giro scalzo (si ovviamente non vado scalzo in ufficio), mettermi le scarpe ai piedi per me è una tortura, e lo è ancora. Lo faccio, perché i vantaggi di stare nella società in questo caso sommano ad una cifra maggiore dello svantaggio del mettersi le scarpe (oltre al fatto che in inverno fa freddo senza scarpe), ma è una MIA scelta in cui ho valutato pro e contro e rimane il fatto che mettere le scarpe PER ME, rimane comunque una tortura.
February 26th, 2010 at 11:01
Scusate la quantità di errori di grammatica, non sono abituato a scrivere in italiano.
February 26th, 2010 at 12:09
Capisco il tuo punto di vista, ma credo tu faccia un’analisi parziale, anche su te stesso. Capisco che tu cerchi punti di contatto con l’autismo, ma sei un animale sociale, più o meno come me. Infatti hai voluto rispondermi e chiarirti, segno che ti interessa il confronto ed il dialogo.
Se si insegnano atteggiamenti socialmente accettati, lo si fa per aiutare i nostri figli, non per pura costrizione.
Inoltre vi sono regole come non rubare o non uccidere, ma anche più semplici come non urlare in pubblico che ci aiutano a vivere nel rispetto dell’altro. Se una persona riesce a controllare i suoi istinti per poi sfogarli in altro modo ne trarrà giovamento lui per primo.
Detto questo, in ABA è il genitore che decide su cosa lavorare, è il genitore che decide se vuole o meno insegnare certi comportamenti.
Quando tu dici che non ti interessa che tua figlia giochi con gli altri bambini, ma solo che parli, non pensi all’eventualità che tua figlia VOGLIA giocare, ma non ci riesca proprio per problemi di comunicazione ? Spesso è così, ma tutti gli psicologi e NPI ci dicono che il problema è la relazione e che i nostri figli non parlano perché non hanno interesse a comunicare ed a relazionarsi . Mai pensato che in molti casi è semplicemente il CONTRARIO. Ad esempio mia figlia non riesce a giocare con le coetanee perché fanno giochi prevalentemente verbali.. Ma ad esempio si è divertita al carnevale a tirare i coriandoli con altri coetanei, perché non c’era bisogno di particolari abilità verbali.
Io con l’aba voglio dare lei gli strumenti per poter comunicare e relazionarsi (se lo vuole) , ma voglio che abbia l’opportunità. Spesso può sembrare che ai nostri figli non interessi giocare, ma se semplicemente non ne fossero in grado ? Un po’ come se noi venissimo calati in una comunità cinese , dove si parla solo quella lingua.
Così come il cercare il contatto oculare non è fine a se stesso , ovvero un semplice esercizio di buona educazione, ma sono convinto che aumenti l’attenzione all’ambiente circostante e quindi aumentino di gran lunga le possibilità che un bambino impari dall’ambiente, ma anche che comprenda ciò gli viene detto.
Quando tu dici che non è l’aba, ma la brava terapista che fa migliorare il soggetto hai ragione in parte, poiché la bravura è essenziale, ma in aba i tutor sono più di uno ,anche senza esperienza, e se c’è una buona guida tutti diventano validi terapisti, anche i genitori.
Poi mi chiedi perché sono sicuro che è stato l’aba a far migliorare mia figlia ed allora provo a spiegarlo.
Noi abbiamo in un primo momento “curato” mia figlia (aveva 2 anni e mezzo) con la dieta, che nel nostro caso è stata utilissima per in pratica vincere tutte le sue ipersensibilità (abiti , rumori,ect,) migliorare la sua attenzione ect.. Poi abbiamo curato l’intestino ed abbiamo fatto dell’omeopatia. Abbiamo avuto altri miglioramenti comportamentali e fisici e verso i quasi quattro anni ha iniziato a dire qualche parola. Ma pur essendo pronta non imparava quasi niente sul piano cognitivo, pur seguendo da mesi un programma Teacch. Abbiamo allora deciso di fare aba.
In un anno di aba, test pep alla mano , mia figlia è migliorata di circa 18 mesi(si calcola l’età mentale) nel ricettivo verbale, così come nella produzione , ancora meglio nel cognitivo pre verbale. Certo è ancora molto indietro, ma adesso sa comprendere meglio, sa spiegarsi meglio. E già questo la rende più serena e tranquilla. Inoltre adesso riesce ad imparare alcune cose da sola. Va alla scuola dell’infanzia sempre molto contenta.
A me non interessa fare pubblicità all’aba , ma non vorrei sentire certi pregiudizi s, che possono far perdere a molti genitori una chance per i propri figli.
Lungi da me l’idea che l’aba sia perfetto, ma sono convintissimo dalla sua utilità.
Alla prossima.
February 26th, 2010 at 12:10
Light, tu sei un disabile? hai l’invalidita’ al 100 percento
con la legge 104 riconosciuta all’eta’ di sei anni,
come e’ successo a mia figlia? hai necessita’ di
assistenza 24 ore su 24? ti colpisci gli occhi fino
a rischiare un distacco della retina quando ti senti nervoso?
Penso che nessuna di queste cose ti riguardi e quindi
le critiche che esprimi nei confronti degli interventi
di cui si discute in questo sito sono fuori luogo.
Il tipo di comportamenti che tu descrivi non costituisce
una disabilita’, non credo che tu moriresti di fame edi
sete se i tuoi genitori ti lasciassero solo …
I genitori che hanno un bambino con uno sviluppo lievemente
atipico possono scegliere di lasciarlo cosi’ com’e',
fosse anche l’enfant sauvage, che comunque sopravvisse
nella foresta,
ma non i genitori di un bambino la cui disabilita’ pone a rischio la vita.
February 26th, 2010 at 16:02
Carla hai perfettamente ragione, ma la cosa che più mi dispiace è che si tende a considerare patologico un qualsiasi atteggiamento che ricordi minimamente l’autismo. Ho discusso a lungo con Gianni Papa ed il suo gruppo su FB in una discussione dove i genitori cercavano di dimostrare l’origine genetica dell’autismo descrivendo dei loro atteggiamenti , a detta loro autistici, da parte dei genitori. Dimenticandosi che non è l’atteggiamento di per se che è obbligatoriamente sbagliato, ma il fatto che il soggetto autistico NON controlla tale comportamento. A chiunque possono dar fastidio le scarpe, diventa patologico quando non si riesce ad indossarle. Chiunque può avere una piccola stereotipia, ma quando non la controlli e non ti permette di lavorare ect.. diventa patologico. A tutti può piacere la solitudine ed il silenzio, ma se il rumore o la folla non si riescono a tollerare nemmeno per brevi periodi ciò diventa patologico e non ci permette di vivere serenamente.
Io posso comprendere questo “gioco” fatto nel tentativo di sminuire i problemi dei figli, ma non è così che si aiutano.
Per aiutarli dobbiamo dare loro gli strumenti per stare bene e vivere serenamente. Questo è l’obiettivo dell’aba.
Inoltre stona un po’ il fatto che Light critichi le metodologie dell’aba, ma si affidi poi alla Caretto senza conoscerne il “modus operandi”.
Insomma Light, nessuno di noi che sceglie l’aba vuole il “soldatino”, però siccome viviamo in questo mondo , con queste regole,l’impegno od il sogno è quello di dare la possibilità ai nostri figli di fare una vita serena, di riuscire a farsi delle amicizie (se lo vogliono) , di avere un lavoro ed essere autonomi. Non sappiamo dove si può arrivare ma gli obiettivi sono quelli. Se tutti questi problemi non ti toccano, allora forse hai veramente ragione….
February 26th, 2010 at 19:19
@Carla e Paperinik
Avete entrambi parzialmente ragione. Come ho già detto e ripetuto nei post precedenti non giudico voi come genitori o le vostre scelte in quelle che sono situazioni gravi. Come dice il detto “a mali estremi, estremi rimedi”. L’importante per me è che sia chiaro il link tra “mali estremi” ed “estremi rimedi”. Non so qual’è la situazione tipica delle persone che frequentano questo sito e a dire il vero concordo con Carla che non mi dovrei “impicciare” e con Paperinik che troppo spesso si vede la semplice diversità come disabilità. Per Carla posso dire che se non fosse stato per il post indirizzato alla dott.ssa non mi sarei mai “permesso” di venire a rompere le scatole qui, per Paperinik posso dire che il mio problema con l’ABA è proprio quello.
Giusto per ampliare in qualche modo la discussione a far capire quale è il mio problema. Andando a leggere le statistica, negli USA (in Italia non ci sono ancora statistiche affidabili sull’argomento), circa 1 bambino su 100 è nello spettro autistico. La suddivisione è più o meno la seguente rispetto alla popolazione totale americana: 1/100 è Asperger o PDD-NOS, 1/1000 Autismo ad alto funzionale, 1/10000 Autismo di tipo Kanner non verbale (non conosco nello specifico la gravità dei casi con cui avete a che fare ma mi sembra che stiamo qua). Ora, guardate i dati. Solo l’1% della totalità dello spettro ha un autismo di TALE gravità. Con il nuovo manuale diagnostico (il DMS V, data prevista per la pubblicazione ufficiale 2012), verranno completamente abolite tutte le “categorie” dello spettro e si chiameranno tutti semplicemente Disturbi dello Spettro Autistico. Oltre a ciò verrà inserita una scala di “gravità” per poter avere una qualche differenziazione (le scale in realtà dovrebbero essere 3, una per la parte sociale e comunicativa, una per la parte “ossessivo-compulsiva-stereotipie”, una riguardante le capacità cognitive). L’attuale Asperger che al momento viene considerata la parte “più alta” dello spettro (se non consideriamo la sotto-categoria di “mild” Asperger usata da alcuni terapeuti) sarà la gravità 3 (l’autismo di tipo Kanner-non-verbale sarà 5). A queste saranno aggiunte la 2: “sub-clinico” (tratti autistici lievi che si manifastano solo in occasioni particolari e non compromettono gravemente il funzionamento, occhio e croce finirei qui io) e la 1: “variante normale” che comprende le persone che hanno atteggiamenti autistici senza nessuna “compromissione”. Con queste due nuove categorie lo spettro si dovrebbe allargare a comprendere tra il 3 e il 5% della popolazione (circa una persona su trenta, in pratica un bambino in ogni classe come media). Andando ad avere valori paragonabili con la sindrome da inattenzione ed iperattività (AD/HD, la sigla italiana non me la ricordo).
Ora vediamo un attimo che succede ai bambini con AD/HD (tra il 5 e il 10% della popolazione), non guardiamo l’Italia (noi stiamo sempre in ritardo di 10-20 anni su queste stupidagini) guardiamo gli Stati Uniti. Esistono stati all’interno degli USA per i quali se si vuole “scolarizzare” bambini con una diagnosi di AD/HD è OBBLIGATORIO il ricorso ai farmaci (come il Ritalin). Qui ritorno al discorso di cui sopra, evviva il Ritalin, permette di funzionare a bambini che altrimenti non riuscirebbero neanche ad imparare a leggere per quanto sono iperattivi, ma a quanti realmente serve? Forse stiamo sempre nell’1%, agli altri basterebbe probabilmente insegnargli tecniche per concentrarsi.
La mia “paura” è che facendo passare l’ABA come “terapia principe, l’unica che funziona davvero (e che non crea problemi)”, terapisti poco accorti presi dalla “moda” possano applicarla “li dove non serve anzi è dannosa” e visto che la percentuale di bambini per la quale realmente serve a ben poco è mooolto maggiore di quella per i quali è “l’estremo rimedio al male estremo”, se permetti mi preoccupo.
E ti assicuro che non è una preoccupazione stupida (realmente la gente non sa distinguere tra un bambino che a 6 anni non parla e si rompe la testa sul pavimento ed un bambino che semplicemente non ti guarda negli occhi, ha qualche tic e magari lievi problemi a capire le regole della società? Si, la maggior parte della gente, e anche dei terapisti, non capisce e non capirebbe la differenza).
Te lo assicuro perché l’ho visto con i miei occhi, conosco bambini Asperger (ovviamente NON seguiti dalla Caretto) fare ore ed ore di terapia a settimana per i propri “problemi sociali”, dove i grandi problemi erano che non volevano andare agli Scout (e queste sono cose che ho visto in Italia), o mamme con figli con una lieve iperattività lamentarsi della loro “vita difficile” e di quanto sono “disabili i figli” ma che “gli vogliono bene uguale” e che sono bravissime, etc.. “e però è proprio difficile ieri sono andata con una amica al bar e dopo mezz’ora ha iniziato a fare le storie…”. Si sono discorsi che ho visto e sentito. Allora quello che dico è, va bene tutto, ma, all’ABA, scriveteci sotto “MANOVRARE CON CAUTELA”.
@Paperinik
Relativamente alla genetica, si è genetico. Sono state fatte tonnellate di studi su gemelli separati alla nascita e la correlazione genetica è del 90% (90 non 100, questo è comunque degno di nota). E’ vero anche che andrebbero separati gli autismi “accidentali” (danni celebrali per mancanza di ossigeno alla nascita, X-fragile, Rosolia in gravidanza, etc..) da quelli poligenetici che in generale trasmettono caratteristiche espresse in forma lieve (o uguale) nei genitori (uno dei motivi dell’allargamento preannunciato dello spettro è proprio quello di evidenziare questa correlazione).
February 26th, 2010 at 20:12
“1/100 è Asperger o PDD-NOS, 1/1000 Autismo ad alto funzionale, 1/10000 Autismo di tipo Kanner ”
questa suddivisione l’hai fatta tu ?
e’ del tutto incomprensibile.
La differenza tra Asperger e Autismo ad alto “funzionale”(sic)
non e’ mai stata chiara per nessuno (eccetto Donna Williams),
personalmente penso che non abbia senso usare due etichette diverse.
L’etichetta PDD-NOS e’ stata usata anche per persone a basso
livello di funzionamento.
Oltre al tipo Kanner esiste il tipo di autismo “regressivo-epilettico”….le sindromi autistiche sono numerose e molto eterogenee, probabilmente con basi biologiche diverse.
E’ vero che esiste l’autismo “abile”, ma davanti ad un bambino
molto piccolo che manifesti certi sintomi il timore che
la sua condizione possa esitare in una disabilita’ grave
(specialmente se ci sono associate positivita’ neurologiche)
e’ fondato e secondo me giustifica il ricorso a terapie
come l’aba, che e’ stata validata da studi longitudinali.
February 26th, 2010 at 21:43
@ tutti
prima che spuntino i post del tipo (ma che terapisti avete dove abiti tu!) volevo precisare che gli esempi di cui parlavo nei posto precedenti sono statunitensi (ho vissuto diversi anni in California).
@ Carla
è evidente che la suddivisione riportata non è “perfetta” era per dare una idea del discorso altrimenti scriviamo 2 pagine di post solo con tutte le divisioni e sotto suddivisioni. Lo so che PDD-NOS può essere usato pure per soggetti a basso funzionale, ma di norma è usato per soggetti ad alto funzionale (come acronimo di: stai da qualche parte ma non so dove metterti), per la distinzione Aspie/HFA, si è labile, ma oggettivamente almeno nell’infanzia noto una buona differenza tra ad esempio Temple Grandin (HFA) e i casi descritti nello studio di Asperger. Il discorso che volevo fare è che l’autismo abile non solo esiste ma rappresenta la grande maggioranza dei casi e visto che si tende spesso a fare di tutta l’erba un fascio meglio essere prudenti.
@ Paperinik
Scusa mi ero scordato di risponderti ad un paio di altre cose, tu dici: “Dimenticandosi che non è l’atteggiamento di per se che è obbligatoriamente sbagliato, ma il fatto che il soggetto autistico NON controlla tale comportamento”. Hai perfettamente ragione, il fatto è che ci sono persone che oggettivamente stanno troppo male, ma molte persone nello spettro capiscono e di solito la comprensione avviene prima dell’azione, non dopo, se poi dopo che uno ha capito non riesce a controllare il proprio corpo si possono provare tanti modi diversi. Ripeto ogni caso è a se, non ti sto dicendo “aspetta di poter spiegare a tua figlia la ragione di questo o quello prima di fargli smettere di fare questo o quello”. Sei daccordo che il corso “naturale” delle cose è che dalla comprensione derivi l’azione, mentre nell’ABA avviene (se avviene) il contrario?
Per quanto l’affidarsi a uno specialista senza conoscere le tecniche usate. A me non interessa, io ho scelto la dott.ssa perché sa ascoltare (e sa beccarsi i NO, questa idea mi convince poco, senza alzare la coda ed appellarsi a fantomatici studi e tecniche), anzi, mi deluderebbe sapere che appartiene a questa o quella “rigorosa” scuola di pensiero, penso che il metodo giusto sia diverso per ogni bambino, non esiste NESSUNA tecnica valida per tutti.
Riguardo gli obiettivi, è evidente che mi interessa che mia figlia lavori, studi, etc.. ma mi preme di più che faccia il lavoro che lei vuole, che studi ciò che lei vuole, etc.. il fatto è che molte tecniche (non solo l’ABA) hanno (non so come si dice in italiano) l’area di Brainwashing (e con questo anche buona parte dell’”educazione” che impartisce la buona parte dei genitori anche ai figli NT).
Per quel che riguarda autistici che “vogliono” avere il contatto con la gente, ripeto, mi fido di te quando dici che tua figlia è contenta di giocare con gli altri bambini e sono contento che tu stia ottenendo buoni risultati, ma ti assicuro che la buona parte (almeno di quelli ad alto funzionale) non è solo poco capace a comunicare, ma neanche gli va. Se vuoi puoi fare un salto su diverse comunity americane (comunity di HFA/Asperger in generale) e chiedere direttamente. Ciò non di meno è vero che ci sono anche diverse persone “bloccate” dentro l’autismo (in America si dice che c’è chi HA l’autismo e chi E’ autistico, non tutti sono daccordo con la distinzione), per quelle è vero ciò che dici tu, il problema è che è a priori difficile capire la situazione, soprattutto in un bambino piccolo, e se uno (faccio un esempio cretino) insegna semplicemente ad un bambino a sorridere in risposta ad un sorriso, lo farà sia quello che non era in grado ma aveva il desiderio di comunicare (bene!), sia quello che non aveva la minima voglia di interagire con gli altri (male!)
February 26th, 2010 at 21:43
NON VOGLIO ENTRARE IN DISCUSSIONI DI MERITO MA A ME VENGONO DEI DUBBI TROVANDO QUESTI LINK
http://www.ipertesto.org/index.php?nav=gioco%20autismo_2010.none065
140 EURO PER 2 GIORNI!
O QUESTO:
http://www.neuropsicomotricista.it/corsi-ecm/138-lazio-roma-rm/625-sistema-pecs-come-migliorare-la-comunicazione-nei-disturbi-dello-spettro-autistico.html
360 EURO PER 3 GIORNI!!!
A ME QUESTI LINK FANNO VENIRE DEI DUBBI. A VOI NO?
February 26th, 2010 at 22:43
caro light bisognerebbe chiamarti “tenebra” per come
riesci ad abbuiare qualsiasi residuo di buon senso!
Certo che esiste l’autismo abile e certo che costituisce
la maggioranza dei casi….se si comincia a dare etichette
psichiatriche a chi non ne ha bisogno…anche Dio e’ un autistico abile
(lo ha detto una persona considerata Asperger) ed un giorno
si mise a far girare tutti i mondi!
Del resto, i compilatori del DSM sono stati sempre considerati
“servi” dell’industria farmaceutica, che ha interesse ad espandere il mercato degli psicofarmaci dando etichette
psichiatriche a chi potrebbe farne a meno..
Secondo le ricerche epidemiologiche, la prevalenza della sindrome di Asperger nella popolazione generale
e’ circa 0.3 – 0.5 percento…..
non ho idea di come fosse Temple Grandin da piccola, da
adulta mi sembra che sia una scaltra donna d’affari che ha
saputo fare il suo “business” nella zootecnia…non so quanto
questo si concili con l’HFA…
February 27th, 2010 at 08:00
@Carla
Sono daccordo con te quando dici che oramai si etichettano tutti (una volta uno psicologo mi disse, “ti sfido a portarmi una persona e ti mostrerò che non è sana”), il fatto è che lo fa la società, lo fa la scuola, lo fanno molti terapeuti senza scrupoli,lo fanno molti genitori paranoici, quindi non si può semplicemente dire che è “stupido”, bisogna farci i conti (premesso che a molta gente può comunque servire un aiuto psicologico, con o senza etichette).
Temple Grandin vive sotto farmaci e da piccola prima di incontrare Oliver sacks (descrive la Grandin da piccola in “Un antropologo su Marte”) era sufficientemente grave da far si che gli altri medici avessero consigliato ai genitori di internarla (“Pensare in Immagini” biografia della Grandin).
@Felipe
Hai mai fatto un corso di aggiornamento in vita tua? Io l’ultimo corso che ho fatto l’ho pagato 1.500 euro per 3 giorni, i prezzi riportati da te mi sembrano irrisori, sono costi di Corsi di aggiornamento accreditati per terapeuti non “bollette” per le famiglie.
February 27th, 2010 at 10:15
@ Light : Vorrei precisare che questa discussione non deve certo portare a trovare chi ha ragione e chi ha torto, ma lo scopo è capire se hanno o meno fondamento le critiche che tu, e se ho ben capito pure la Caretto, fate all’aba.
Premetto che ci sono diverse cose che non mi tornano nel tuo racconto. Non si capisce bene perché non sei più abituato a scrivere in italiano se adesso vivi nei pressi di Roma,dato che dici di portare tua figlia dalla Caretto. Continuo inoltre a non comprendere il fatto che studi le etichette, ma non ti interessi di quale terapia segue tua figlia. E se fosse comunque comportamentale? Cosa vuol dire : ” Ho scelto la Caretto perché sa ascoltare…” Si , ma dopo aver ascoltato come agisce, anche lei apparterrà ad una scuola di pensiero, anche senza esserne una rigida esecutrice ?
Non concordo nemmeno nella distinzione che fa fra autismo grave e lieve, facendo credere che la maggioranza dei casi (parlo di casi certificati) sia lieve, non grave e comunque abbia solamente qualche piccolo problema di socializzazione.
Senza entrare nel merito dei singoli casi, i bambini che ho conosciuto , spesso tramite i racconti dei genitori, sono nella stragrande maggioranza soggetti con problemi molto più importanti di quelli che descrivi tu. Al di là che i più abbiano etichette elusive facenti parte del PDD NOS; quali autismo atipico, disarmonie dello sviluppo,autismo lieve, disturbo della relazione ect.. hanno tutti o quasi la 104, hanno tutti l’insegnante di sostegno. Sono tutti soggetti che non rientrano nei problemi che tu hai rappresentato. Hanno quasi tutti il canale verbale compromesso o parzialmente compromesso, problemi di adattamento alle novità ect..
Il fatto che ad alcuni soggetti NON vada di comunicare, credo lo si possa dire per gli Asperger, che fin da piccoli ,non hanno problemi di linguaggio. Per tutti gli altri la tua analisi è difficile, perché la volontà di relazionarsi può essere stata inibita dall’incapacità di farlo.
Capisco pure che io troppo spesso vedo l’autismo, rapportandolo ai problemi di mia figlia e che quindi non ho la visione globale di questa sindrome.
Ma continuo a non capire perché si debba considerare l’aba dannoso nei casi di autismo (non comprendendo gli asperger poiché non conosco bene tale patologia e non sono in grado di dire se possa essere utile) e ci si debba affidare a terapie sconosciute?
Ti faccio pure notare che in aba si fanno programmi per insegnare a discriminare fra il si ed il no. Alla faccia di non considerare la volontà del bambino. Che poi si cerchi di “farlo lavorare” e di aumentare la sua soglia di attenzione è vero, ma non si fa lo stesso a scuola con i bambini NT.
Ti rinnovo l’invito a chiedere la mia amicizia su FB ed a visionare i miei video,perché forse dovresti meglio conoscere ciò che critichi.
Se poi tua figlia non ha bisogno di fare aba, meglio, ma mi chiedo se è o meno autistica. Perché nell’autismo l’aba funziona. E’ perfetto ? NOOOOO ! E’ la terapia risolutiva? NOOOOOO! Certo l’aba ha molti limiti che vengono fuori quando il bambino fa progressi e ci si accorge che non tutto si può insegnare con l’aba. Ma magari si è scongiurata la possibilità che debba essere messo in una struttura , si è scongiurato il fatto che debba usare dei farmaci (sempre dannosi), magari ha imparato a comunicare i propri bisogni, a leggere ed a scrivere, ad accettare i cambiamenti. E ti assicuro che non è poco.
Sul fatto che l’autismo sia genetico, mi spiace ma non ci sono studi. Tutti gli studi che sono stati fatti portano alla PREDISPOSIZIONE GENETICA all’autismo, che è cosa ben diversa.
Inoltre la tesi genetica non spiega la regressione autistica. La tesi genetica non spiega l’aumento dei casi di autismo.
@ Carla : Se ti capita di vedere i video che ho messo su FB, ed hai qualche suggerimento da darmi sono veramente ben accetti. Tu hai una visione nel lungo periodo che a me manca.
February 27th, 2010 at 12:37
LIGHT, CHE NE PENSI DEL DENVER MODEL?
February 27th, 2010 at 13:33
per paperinik: guardero’ bene i video e poi ti mandero’
un messaggio tramite FB, non e’ che sia in grado di dare
consigli, ma avendo una figlia di quasi 23 anni, magari
ti puo’ far riflettere conoscere qualche particolare
della sua “storia”..
February 27th, 2010 at 22:57
@Paperinik
Riguardo la lingua: Perché ho studiato diversi anni in America e anche se ora sto in Italia per lavoro uso solo numeri e quel poco che scrivo lo faccio in inglese. Concordo che probabilmente la visione italiana del fenomeno è diversa e tende a diagnosticare (giustamente o meno) solo i casi più gravi.
Riguardo mia figlia non è “autistica”, almeno nel senso che intendi tu, penso però che tu abbia ragione quando dici “Capisco pure che io troppo spesso vedo l’autismo, rapportandolo ai problemi di mia figlia e che quindi non ho la visione globale di questa sindrome”, (io sicuramente sono miope dal “lato opposto” come ho già detto in precedenza.
L’aumento di casi di autismo è spiegabile semplicemente per il fatto che ora vengono diagnosticati bambini che prima non lo sarebbero stati (e in futuro con l’ulteriore allargamento della categoria saranno ancora di più).
Riguardo la percentuale di persone con gravi invalidità ti posso rimandare a questo articolo (non è un blog o cavolate simili): http://www.nas.org.uk/nas/jsp/polopoly.jsp?d=235&a=3527
Ti evidenzio le parti rilevanti:
[quote]
the behaviour pattern described by Kanner in the former county of Middlesex, which gave an overall prevalence rate of 4.5 per 10,000 children (Lotter, 1966).
[/quote]
[quote]
hey found a prevalence in those with IQ under 70 of nearly 5 per 10,000 for this syndrome, closely similar to the rate found by Lotter. However, as well as looking at children with Kanner autism, Wing and Gould also identified a larger group of children (about 15 per 10,000) who had impairments of social interaction, communication and imagination (which they referred to as the ‘triad’ of impairments), together with a repetitive stereotyped pattern of activities. Although these children did not fit into the full picture of early childhood autism (or typical autism) as described by Kanner they were identified as being within the broader ‘autism spectrum’. (Wing and Gould, 1979)
[/quote]
[quote]
in order to find the prevalence of Asperger syndrome and other autistic spectrum disorders in children with IQ of 70 or above. From the numbers of children they identified they calculated a rate of 36 per 10,000 for those who definitely had Asperger syndrome and another 35 per 10,000 for those with social impairments. (1993)
[/quote]
[quote]
hy include them in the autism spectrum? As Sula Wolff points out, they often have a difficult time at school and they need recognition, understanding and acceptance from their parents and teachers. The approach that suits them best is the same as that which is recommended for children with Asperger syndrome and high-functioning autism.
In her discussion of prevalence, Sula Wolff quotes Ehlers and Gillberg’s study. She considers that their total figure of 71 per 10,000, includes the children she describes. (Wolff, 1995)
[/quote]
[quote]
giving an overall figure of 116 in 10,000 for all autism spectrum disorders (Baird et al, 2006).
In this study very few children were identified with Asperger syndrome. The authors acknowledged that some children in mainstream schools who did not have a statement of special educational would have been missed, because of the selection criteria. The authors note that the prevalence estimate found should be regarded as a minimum figure (Baird et al. 2006).
[/quote]
Quello che posso evincere da questa rassegna è che aggiungendo pure la regressione autistica (che se non sbaglio si attesta ad 1-2 casi su 10.000) abbiamo circa 1+5 = 6 casi su 10.000 di autismo veramente grave su un totale di 116 casi su 10.000. Negli ultimi 40 anni non sono aumentate significativamente le diagnosi di regressione autistica o di autismo Kanner, si sono semplicemente aggiunti tutti i casi che appartengono alla parte “alta” dello spettro, casi che prima non venivano diagnosticati.
[quote]
Estimates of the proportion of people with autism spectrum disorders (ASD) who have a learning disability, (IQ less than 70) vary considerably, and it is not possible to give an accurate figure. It is likely that over 50% of those with ASD have an IQ in the average to high range, and a proportion of these will be very able intellectually. Some very able people with ASD may never come to the attention of services as having special needs, because they have learned strategies to overcome any difficulties with communication and social interaction and found fulfilling employment that suits their particular talents. Other people with ASD may be able intellectually, but have need of support from services, because the degree of impairment they have of social interaction hampers their chances of employment and achieving independence.
[/quote]
Riguardo i metodi della dott.ssa qualche idea ovviamente ce l’ho, ma non mi sento in grado di darti una panoramica completa, probabilmente puoi cercarli direttamente, su internet si trova di tutto.
Tu dici “perché nell’autismo l’ABA funziona”. Io è proprio questo che critico. Autismo come? Parli dei soli bambini con ritardi cognitivi, o anche di quelli nel range della normalità? O magare anche dei diversi savant con IQ nei range dei geni? Parli solo di persone con un comportamento altamente compromesso (LFA se ti piacciono le etichette) o anche di HFA, o Asperger o magari ancora meno? Il problema è che tu parli di autismo riferendoti alla TUA situazione, e come ti ho già detto e ripetuto almeno da quello che scrivi non mi sembri affatto uno stupido quindi sono sicuro che tu abbia scelto la via migliore per la tua situazione, ma affermare “nell’Autismo l’ABA funziona”, se sai come “funziona” il mondo e la società in cui viviamo significa che tra 2? Tra 5? Massimo tra 10 anni ti ritrovi con terapeuti o scuole (o genitori) che usano l’ABA su bambini Asperger o anche più funzionanti (come già detto nel 2012 lo spettro verrà ulteriormente allargato) quando magari sarebbero sufficienti delle “storie sociali” o cose simili.
Poi dici: “E’ perfetto ? NOOOOO ! E’ la terapia risolutiva? NOOOOOO! Certo l’aba ha molti limiti che vengono fuori quando il bambino fa progressi e ci si accorge che non tutto si può insegnare con l’aba.”
Ma allora è perfetto o no questo ABA? Perché il problema è questo che spesso e volentieri i “sostenitori” dell’ABA fanno “setta” osannando il metodo ed è questo uno dei grossi problemi dell’ABA, se mi chiedi che penso delle altre tecniche posso trovare difetti a tutte probabilmente, il problema è che le altre tecniche non richiedono il consumo di tempo e denaro dell’ABA e soprattutto sono “potenzialmente” (nota le virgolette) meno “pericolose” (nota nuovamente le virgolette).
Tu mi parli poi del fatto che non sia molto diversa dall’educazione NT, chi ti dice che sono daccordo con l’educazione NT? Io penso che almeno il 50% dei problemi psicologici degli “NT” derivino da una sbagliata educazione, i danni si “possono” (inciso “possono”) fare con qualsiasi tecnica, anche con una educazione normale su un bambino normale, semplicemente più l’educazione è “dura/prolungata” più è alto il rischio di fare danni.
Riguardo all’estensione, ti assicuro che non è banale come pensi (e chi ha mai detto che se X va bene per Y allora va bene pure per Z, la gente invece questo lo fa tutti i giorni). Ti porto un esempio un po’ distante ma in qualche modo collegato. Non so se conosci la tecnica “whole words” è una tecnica inizialmente studiata proprio per bambini autistici e altri tipi di disabilità che consiste nell’insegnare a scrivere non per fonemi ma per parole intere (in pratica si imparano le parole come fossero ideogrammi), premesso che questa tecnica o qualche sua variante è stata usata anche con me con successo (non ridere…) era una tecnica che FUNZIONA. Allora lo stato del Texas ha deciso di adottarla come tecnica normale in tutte le sue scuole. Dopo 10 anni, sono dovuti ripassare all’educazione normale poiché si sono resi conto di aver rovinato una intera generazione di studenti. Il fatto è semplice il cervello di alcune persone (tra cui in genere gli autistici) funziona per immagini e quindi recepire un complesso disegno-parola è più semplice che un fonema, ma la maggioranza delle persone pensa con le parole-suoni, quindi questo metodo non è adatto a loro. Ci sono voluti 10 anni e parecchi danni all’educazione per rendersi conto di una cosa così semplice. Allora se te mi chiedi il “whole words” funziona? Si con me ha funzionato e probabilmente userò la stessa tecnica se un domani dovessi insegnare a scrivere a mia figlia, è la tecnica giusta? NO non lo è.
@Gianni:
Non lo conosco, ho letto qualcosa ma come al solito si trova solo pubblicità, dicono di essere di stampo Piagetiano il che dovrebbe essere un bene, ma non ho trovato scritto da nessuna parte quello che fanno (o meglio spiegano bene quello che fanno, non spiegano il COME che è la cosa invece per me più importante). Il fatto è che ormai tutti dicono di essere qualsiasi cosa pur di attirare gente, è per questo che trovo tutta questa storia una grande stupidagine. Non so se tu sia un genitore o un terapista, so che qualsiasi fosse il tuo intento nel post iniziale, l’unica cosa che “sembra” è che cerchi di tirar acqua al tuo mulino discreditando la dott.ssa, se volevi sentire realmente l’opinione della dottoressa, sarebbe stato più intelligente scrivere una lettera aperta (ed educata) in cui invitavi lei e i terapisti a lei vicini ad un confronto con dei terapisti ABA, sarebbe venuta fuori realmente una conferenza interessante.
@Paperinik
Non ho facebook (odio i social network, sto scrivendo qui solo perché sono stato attratto dal titolo di poco gusto)
February 27th, 2010 at 23:00
@Gianni: Comunque almeno sul sito del Denver Model non si capisce realmente cosa vogliano, non distinguono casi, non danno indicazioni, ne niente, quindi oggettivamente è impossibile dare un giudizio e non ne ho conoscenza diretta, ma poi perché ti interessa? Sa di domanda trabocchetto…
February 27th, 2010 at 23:12
@Gianni: sono riuscito a trovare degli articoli più rigorosi sembra (sembra è d’obbligo) lo sto leggendo ora che cerchi di prendere i punti di forza dell’ABA e i punti di forza delle tecniche cognitive (così almeno dicono), ma oggettivamente non so esprimere giudizio, come carico di lavoro sembra comunque pesante, ma come dicevo anche prima bisogna vedere poi COME vengono fatte le cose. Come sempre dicevo prima la mia critica sull’ABA riguardava la “filosofia” alla base, il COME poi ogni terapista la applichi è una cosa spesso separata (c’è chi predica bene e razzola male, ma c’è anche chi predica male e razzola bene).
February 28th, 2010 at 07:33
per Light (del quale vorrei il vero nome): la dott.ssa (come la chiami tu) ha screditato l’ABA in un ambiente “vergine” (cioè in una città figlia della psicanalisi psicodinamica, dove non sanno nemmeno cosa sia il TEACCH, figuriamoci l’ABA), tra genitori di ragazzi ormai grandi o grandicelli che al massimo hanno provato la comunicazione facilitata, o genitori di “piccoli” devastati da diagnosi sbagliate e da UONPIA psicodinamiche, in un convegno dove tutti quelli che parlavano erano allievi più o meno diretti di Theo Peethers. Insomma: ha fatto una operazione scorretta confidando nel fatto che non avrebbe avuto contraddittorio (diverso sarebbe stato se avesse detto quelle cose in presenza di Vincent Carbone, per esempio). Dunque si è comportata malissimo e ribadisco che dovrebbe chiedere scusa.
February 28th, 2010 at 09:28
Light(?)
l’articolo originale sullo Early Start Denver Model (“Randomized
controlled trial of an intervention for toddlers with autism”)
si trova sul sito della rivista Pediatrics.
Nel Denver Model 24 bambini furono diagnosticati tra i 18 e i
30 mesi di eta’ e trattati in maniera piuttosto intensiva
(circa 25 ore alla settimana) per due anni..
Se ho capito bene la tua interpretazione, siccome le forme
“disabilitanti” di autismo sono rarissime , questi 24 bambini
erano in realta’ tutti alto funzionanti, per cosi’ dire “portatori sani”
di certi sintomi ,molto probabilmente tra loro c’erano dei futuri “geni”, e stupidamente sarebbero stati torturati
e destabilizzati per due anni con un trattamento intensivo…
February 28th, 2010 at 13:57
@Paperinik
E’ evidente che il disturbo disintegrativo dell’infanzia non è riscontrabile in una correlazione con i genitori, ma parliamo dell’1-2% dello spettro, la maggioranza dei casi sono Asperger o HFA senza problemi di carattere cognitivo, e questi casi hanno una grande correlazione con i genitori:
http://ajp.psychiatryonline.org/cgi/content/abstract/154/2/185
http://ajp.psychiatryonline.org/cgi/content/abstract/156/4/557
http://www.springerlink.com/content/c8335p8754477331/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17948871
e soprattutto:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2746421/
@Papa
Oggettivamente non ho nessuna intenzione di collegare il mio nome con questo post in alcun modo, sono interessato a preservare la mia privacy nella Rete.
- L’attacco attraverso un blog/sito/forum di una persona (non di una idea o teoria), qualsiasi sia la ragione, è un atto di grandissima maleducazione.
@Carla
Rivoltare le mie parole non porta da nessuna parte getta solo cattiva luce su questo sito.
- Ho detto che il Denver Model non lo conocosco (grazie comunque del titolo dell’articolo).
- Ho detto che pur sembrando simile nella pratica all’ABA mi sembra particolarmente diverso nella “filosofia” (che dichiarano essere di stampo cognitivo e non comportamentale).
- Non ho mai detto che voi o i vostri terapisti sbagliate in quello che fate con i vostri figli
- Ho detto e ribadito che gli approcci comportamentali NON mi piacciono come “filosofia” di approccio, se poi nella pratica funzionano o meno non spetta a me il diritto di stabilirlo.
- Non ho mai detto che l’early intervention non sia importante (altrimenti non sarei andato da un terapista per mia figlia visto che non è la prima persona in famiglia a presentare un comportamento “anomalo” in famiglia e tutti gli adulti della mia famiglia sono persone equilibrate ed autonome).
- Non ho mai contestato la pratica dei vostri terapisti, ho solo detto che bisogna distinguire l’abilità del terapista nel CASO SPECIFICO dalla validità “filosofica” di un metodo.
- Non ho mai detto che i bambini non vanno aiutati perché potrebbero rimettersi autonomamente, ho solo detto che è PERICOLOSO passare un metodo come “metodo principe”, “unico provato scientificamente”, “unico efficace”, “unico valido”, quando nello spettro autistico sono presenti persone con i più disparati livelli cognitivi e funzionali-comportamentali e quando, già adesso e ancor più in seguito questa “diversità nello spettro” è accomunata sotto un’unica categoria di “disturbi dello spettro autistico”.
Tutti questi punti mi sembra di averli spiegati più che bene nei post precedenti, visto che nonostante questo ogni post è preso solo come pretesto per cambiare le mie parole attraverso affermazioni ben lontane dalle mie, trovo sterile continuare questa discussione.
February 28th, 2010 at 14:24
LIGHT IN THE NIGHT HA SCRITTO: L’attacco attraverso un blog/sito/forum di una persona (non di una idea o teoria), qualsiasi sia la ragione, è un atto di grandissima maleducazione.
Leggi bene, misterioso Light. Il post non è un attacco alla dott.ssa ma a una pagliacciata che si è permessa (candidamente) di fare. Strano che proprio uno che si lamenta che le sue parole vengono travisate sia così bravo a travisare le mie.
Quello che ha fatto la dott.ssa (come la chiami tu), cioè screditare l’ABA (non esprimendo una opinione ma “interpretando” un bambino robottizzato) nel tipo di convegno che ho descritto, con la presunzione che ho descritto, con la “protezione ambientale” che ho descritto, secondo te è fine?
Riguardo ai corsi pubblicati da Felipe, allibisco: 360 euro a persona per 3 giorni di PECS?????
Vincent Carbone (che oltretutto viene dagli States, quindi mettici anche il viaggio) si accontenta di 330 euro…
Questi sarebbero prezzi bassi?
p.s. Poi leggo che l’insegnante sarebbe una certa Figini Myers… Ma allora perché compare anche il nome della Caretto? Fanno il corso in due?
February 28th, 2010 at 15:08
come genitore non professionista preciso che non sono affatto interessata
a difendere l’aba da qualsiasi concorrenza e a proclamarne
l’unicita’ e insostituibilita’ in modo tale da far temere
pericoli di monopolio commerciale…
se la scuola “cognitivista” (o qualsiasi altra scuola)
pubblichera’ DATI di efficacia superiore relativi
al trattamento di bambini con un certo tipo di problemi,
ben venga, e ben vengano anche gli approcci “misti”, qualora
i dati (non i principi teorici) dimostrino che sono utili a ridurre la severita’
di certe condizioni.
March 1st, 2010 at 10:35
So che avevo detto che non avrei scritto altro, però ieri non trovavo questo articolo che penso possa interessarvi, avere una visione “dall’interno” può sempre essere utile:
L’autore è Michelle Dawson, un AUTISTICO
http://en.wikipedia.org/wiki/Michelle_Dawson
Ecco l’articolo:
http://www.sentex.net/~nexus23/naa_aba.html#top
March 1st, 2010 at 14:56
@ Light : Forse non mi sono spiegato, a me personalmente non interessa la polemica fra Gianni e la Caretto. Certo è che quando una persona diffama una terapia riconosciuta dalle linee guida del Sinpia , dovrebbe almeno proporre qualcosa di nuovo ed alternativo , che lei presume debba funzionare meglio e non limitarsi ai soliti pregiudizi. Concordo sul fatto che Gianni può aver sbagliato nella forma, ma forse ci ha preso nella sostanza.
Il punto però è un altro , e ti prego di non stravolgere le mie parole.
Quando parlo di Aba funzionale all’autismo, mi riferisco a quelli che rientrano nella sindrome perché colpiti da più sintomi, certo non mi riferisco a coloro border line, che magari hanno “solo” problemi di socializzazione e magari non hanno nemmeno una certificazione di sorta. Infatti ho specificato che già in caso di asperger non saprei se consigliare o meno l’aba.
Vedi è mia convinzione che nei casi di autismo ci sia sempre un danno nel canale verbale (comprensione e produzione) e che quindi tali soggetti abbiano bisogno di usare un canale diverso per apprendere(almeno per qualche anno) ed in questo l’aba aiuta.
A questo punto, al di là delle sigle, dovresti spiegarmi perché definisci tua figlia autistica e poi ti arrabbi all’idea che possa fare aba.
Per te cos’è l’autismo ? Tua figlia quanti anni ha e che problemi ha? Hai parlato pure di problemi di linguaggio, oltre che a delle ipersensibilità. Quindi visti i problemi di linguaggio non credo rientri negli asperger. Non credo di essere particolarmente invadente visto che stai nascondendo la tua identità. Altrimenti non capisco che visione hai dell’autismo, se stai parlando di un soggetto autistico o meno (ad esempio che tipo di diagnosi ha ? ) , se sottovaluti l’aba ? Se sottovaluti i problemi di tua figlia? Se sopravvaluti i nostri problemi…… Se non avrò risposte in merito certamente non capirò cosa stai cercando di dire e continuerò a vedere i tuoi interventi come un puro attacco all’aba.
Anche perché un conto è se tu affermi che l’aba non serve nei casi di asperger, altro conto è affermare che serve solo nei casi gravi.
Reputo questa ultima affermazione pericolosa e fuorviante che può portare molti genitori a non riconoscere il figlio come grave ed a non fare aba.
Tengo a precisare che io affermo che l’aba non è perfetta e non è risolutiva (ma non stravolgerne il senso) , perché rimane a mio avviso la miglior terapia praticata nei casi di autismo.
March 1st, 2010 at 19:01
Leggo solo adesso ,l’articolo che Light ha postato su Dawson, sinceramente è in inglese e forse certe sfumature non le ho comprese. Così come non conosco la gravità dell’autismo dell’autore.
Trovo però che si riferisca al problema etico delle punizioni usate da Lovaas , ma oggi in aba NON SI PUNISCE PIU’. Quello certo era un problema etico.
Altra cosa che non mi trova d’accordo è mettere a confronto il comportamentismo aba con il cercare di deviare l’istinto omosessuale di una persona. Mi spiace, ma il confronto non regge. Essere omosessuali non è invalidante. Complicato forse, ma non invalidante.
Allora chiedo cosa è etico ? La psicomotricità? Non trattare gli autistici e lasciare che il tempo faccia il suo corso, magari mentre si frustrano del fatto di non saper comunicare?
March 2nd, 2010 at 08:30
Buongiorno, sono un papà fresco di diagnosi di un bimbo autistico di 25 mesi, abitiamo a Torino.
Dobbiamo decidere cosa cominciare a fare con nostro figlio e per questo stiamo facendo delle ricerche su internet. Devo ammettere che abbiamo le idee abbastanza confuse, ma data l’importanza del percorso che dobbiamo intraprendere e delle scelte che faremo, non vorremmo sbagliare. Vi sento parlare molto bene del metodo ABA, qualche documento sia scritto che video lo abbiamo trovato su internet, ma non abbiamo trovato nulla di preciso riguardo alle ore di intervento ed ai costi.
Perciò chiederei a quelli di voi che stanno facendo ABA con i propri figli quante sono le ore di terapia che fanno alla settimana e i relativi costi poichè noi abbiamo sia difficoltà riguardo ai tempi, lavoriamo entrambi e non abbiamo nessun parente cui appoggiarci, e riguardo ai costi, siamo entrambi lavoratori precari. Inoltre se qualcuno di voi è della zona, ci servirebbe di sapere dove si può fare ABA a Torino.
Vi ringraziamo anche a nome del piccolo Mattia.
March 3rd, 2010 at 11:07
Mi spiace che Light non abbia ancora risposto alle mie ultime domande …..
io attendo fiducioso…
March 6th, 2010 at 09:14
Siamo rimasti al buio. Notte fonda.
Light è sparito ed è rimasta solo Night.
A questo punto mi chiedo se Light fosse veramente un genitore od un semplice impostore ?
Mi spiace… ma io comunque nelle tenebre mi destreggio, tanto è vero che mi chiamo Paperinik.
Un semplice colpo di mantello . PLOT! … e sparisco nella notte.
April 5th, 2010 at 08:25
[...] ARTICOLO CORRELATO [...]
April 26th, 2010 at 12:30
vi spiego la mia esperienza con il metodo ABA senza voler sceditare o valorizzare nessuno, sarete voi a giudicare, fermo restando ke ogni esperienza e’ personale e ogni bambino e’ unico e nn puo’ essere generalizzato.
mia figlia affetta da disturbo pervasivo dello sviluppo e della comunicazione ha cominciato la classica terapia di psicomotricita’ all’eta’ di 22 mesi, poi sotto consiglio della neuropsichiatra infantile dell’ASL ho cominciato verso i 4 anni il metodo ABA dove ero “costretta” a vedere la terapia di mia figlia tramite uno schermo posto al di fuori della stanza. si cominciava la mattina alle 9 per finire alle 15.30 durante queste ore le terapiste si alternanvano da bambino a bambino per svolgere le diverse terapie. ho visto mettere mia figlia in un angolo faccia a muro finke’ nn si calmava, si contava fino a dieci se la bambina fino a quel momento nn urlava piu’ ritornava al suo posto se invece prima dei dieci secondi piangeva o urlava si ricontava d’accapo oppure gli veniva passato l’unghial (una sostanza amarostica ke viene usata dalle persone ke hanno la tendenza a mangiarsi le unghie) sulle labbra. poi mi avevano kiesto di portare una crema per il corpo perke gli avrebbero dovuto fare dei massaggi (mai fatti) ma durante una seduta poike mia figlia strillava, visto ke l’unghial era finito la terapista penso’ bene di passargli la crema sulla bocca e il risultato fu ke a mia figlia piacesse il sapore e pensarono di usarla come rinforzo, (cosa a cui nn acconsenti’ assolutamente) per nn parlare del tentativo di toglierle il pannolino, mi fecero comprare un cronometro, appena arrivati mia figlia andava in bagno poi se nn faceva la pipi si impostava il cronometro ad intervalli di dieci minuti e rimaneva seduta per circa due tre minuti sul water, provammo per 15 giorni poi mi dissero ke mia figlia il pannolino nn lo avrebbe tolto e di nn tentare piu’. sara’ pure ke sono testarda ma a casa ho riprovato e mia figlia in una settimana si e’ tolta il pannolino di giorno e dopo 10 giorni anke di notte. nel frattempo mia figlia era diventata una bambina violenta soprattutto nei miei confronti ed anke senza un motivo, sono scappata a gambe levate e quando ho kiesto conferme (se il mio nn fosse stato un passo troppo affrettato e dettato solo dal “cuore di mamma”) con i piu’ illustri nomi della neuropsikiatria infantile dove ho portato mia figlia mi hanno rassicurata e addirittura elogiata. ora rimando a voi la decisione di cio ke il metodo ABA possa essere o nn essere tenendo ben presente la premessa sopra fatta.