L'ATTENZIONE CONGIUNTA NELLA PRIMA INFANZIA: UNO STUDIO
Posted by Autismo Incazziamoci on February 17th, 2010
Ringrazio vivamente Carla Marta per la traduzione di parte di questo articolo (G.P.)
Questa ricerca supporta l’importanza della diagnosi precoce e della riabilitazione precoce della capacità di attenzione congiunta nei bambini con autismo. (Nota di Carla Marta)
Il cervello dei neonati è predisposto alla condivisione dell’attenzione con altri.
I neonati di cinque mesi seguono lo sguardo di un adulto diretto verso un oggetto e si impegnano nell’attenzione congiunta, secondo la ricerca
finanziata dal Wellcome Trust e dal Medical Research Council.
I risultati, pubblicati in gennaio nella rivista “Biology Letters” della Royal Society, suggeriscono che il cervello umano sviluppa questa importante abilità sociale in modo sorprendentemente precoce.
L’attenzione congiunta, in cui due persone condividono l’attenzione verso lo stesso oggetto, è una vitale abilità sociale umana necessaria per molti tipi di comportamento umano , come l’insegnare, il collaborare e l’apprendimento del linguaggio. Deficits in questa abilità sono uno dei primi segni di autismo.
Il Dr. Grossman ed il Prof. Johnson dell’Universita’ di Londra hanno usato una tecnica conosciuta come “near infrared spectroscopy” (NIRS) per esaminare quali parti del cervello di un bambino sono attivate quando presta attenzione congiunta con l’adulto verso un oggetto, ed hanno trovato che soltanto quando i bambini si impegnano nell’attenzione congiunta usano una regione specifica del cervello conosciuta come corteccia prefrontale sinistra, un’area frontale coinvolta in complessi comportamenti cognitivi e sociali.
Gli infanti impegnati nell’attenzione congiunta usano una simile regione del cervello , come fanno gli adulti, afferma il Dr. Grossman.
” Il nostro studio suggerisce che gli infanti sono predisposti alla condivisione dell’attenzione con altri esseri umani molto più precocemente di quanto si pensava. Questa potrebbe essere una base di vitale importanza per lo sviluppo sociale e l’apprendimento del bambino. In futuro questo approccio potrebbe essere usato per rilevare differenze individuali nelle risposte dei bambini all’attenzione congiunta e potrebbe, in combinazione con altre misure, servire come marker per l’identificazione precoce degli infanti a rischio di autismo”
T. Grossmann and M.H. Johnson “Selective prefrontal cortex responses to joint attention in early infancy”
