In molti luoghi d’Italia, lì dove sopravvivono gli ultrapsicodinamici (cioè praticamente ovunque), le Unità Operative di NeuroPsichiatria Infantile persistono nell’utilizzare propri schemi mentali e proprie fissazioni “nosografiche”, approfittando di un vuoto normativo evidente del quale fanno le spese i piccoli disabili (tra cui gli autistici).
Infatti, l’unico obbligo che tali “clinici” hanno è quello di accompagnare la diagnosi funzionale con un codice preciso desunto dall’ICD-10. Ma, prima del numerino (per capire il significato del quale i genitori dovrebbero andare a prendersi in mano il ponderoso manuale), il “testo” è completamente libero.
Per questo motivo, si arriva al paradosso di trovare diciture come Disarmonia dello sviluppo (desunta dalla Classificazione Francese CFTMEA) insiema al codice ICD-10 di Ritardo mentale non specificato (F79).
Questo porta al paradosso di UONPIA DANNOSE per i bambini affetti da autismo e per le loro famiglie i quali, per poter ottenere una diagnosi attendibile, sono costretti a recarsi nei cosiddetti “centri specializzati” (magari distanti parecchie decine – se non centinaia – di chilometri).
Basterebbe obbligare le UONPIA ad attenersi all’ICD-10 nella sua totalità e di considerare fuorilegge il CFTMEA, per ottenere almeno un primo superamento delle difficoltà dovute a una errata impostazione mentale e culturale dei “clinici” che popolano le UONPIA.
Gianni Papa
p.s. Naturalmente, io faccio l’insegnante e non il medico, nè l’uomo di legge. Se ho scritto qualche imprecisione, vi prego di correggermi.
Allora io sono stata fortunata, a me hanno sempre rilasciato il codice DSM IV F.84, ossia autismo.