Di recente ho sentito una stimata psicologa e psicoterapeuta, di matrice TEACCH, insinuare che l’intervento sul comportamento non sarebbe morale e che – prima di intervenire sui comportamenti problema – si deve intervenire sulla persona autistica, sull’ambiente in cui vive e sulle persone che gravitano nella sua orbita.
Ciò significa, in parole povere, che il fatto che la persona autistica rimanga incolume e che rimangano incolumi le persone che gravitano nella sua orbita, non viene considerato – dalla suddetta psicologa/psicoterapeuta (e – per esteso – da una larga fascia di “TEACCH addicted”) – necessario.
Faccio un esempio:
Peppiniello di notte non vuole dormire. Anzi continua a sbattere la testa sulla spalliera sul letto o addirittura si alza e passa la notte a cadere a peso morto – con la testa – sul comodino.
Un “Abista”, attraverso l’analisi funzionale degli antecedenti, del comportamento e della conseguenza, cercherebbe di risolvere prima di tutto il problema comportamentale, che comporta gravi rischi di ferite per il bambino. Un “TEACCHista” come la suddetta psicologa/psicoterapeuta, invece, no. Per lei, intervenire sul comportamento senza prima intervenire su altro (questo altro, poi, sarebbe la solita “strutturazione del tempo, dello spazio, della testa”) non è morale.
Ma vi pare possibile che una psicologa/psicoterapeuta di matrice TEACCH permetta che Peppiniello si fracassi il cranio? A me no.
Infatti.
La psicologa/psicoterapeuta di matrice TEACCH, in presenza di un comportamento-problema grave, non esiterebbe a “rubare” all’ABA l’analisi funzionale e a cercare di salvare il salvabile, passando sopra a tutte le sue “convinzioni”.
E dunque per quale motivo la suddetta psicologa/psicoterapeuta di matrice TEACCH se ne va in giro a dire quelle cose?
Per il solito motivo. La gente ha ormai capito che un approccio TEACCH, soprattutto un approccio TEACCH puro come quello che considera immorale l’intervento comportamentale, non ottiene risultati, se non in rarissimi casi e in tempi molto lunghi. E, per paura che i genitori passino all’ABA in massa e loro restino letteralmente “senza lavoro” (cosa che accade sempre piu’ di frequente), screditano l’ABA con tutti i mezzi possibili.
In un modo decisamente maleducato e decisamente immorale.