L’intervento per l’autismo di tipo TEACCH, che in Italia si chiama “psicoeducativo“, si basa sulla facilitazione dell’ambiente e sulla strutturazione di spazio e tempo. A tale strutturazione si affiancano attività di tipo pratico-ripetitivo (come quelle che si trovano qui): infilare bottoni in un buco, infilare perle verdi in un filo verde, infilare perle blu in un filo blu, tirare fuori bottoni da un buco etc. etc.

Consideriamo ora la persona autistica e consideriamo cosa può essere fatto perché progredisca.

Qual è il problema principale di una persona con autismo?  La sua tendenza a perdersi in stereotipie, a sperimentare esperienze psichedeliche autoindotte da oggetti insignificanti (le ruote di una macchinina), colori, ambienti, movimenti ripetitivi.

La strutturazione tipica del TEACCH cosa fa? Crea delle stereotipie preconfezionate.

La stereotipia dell’autistico che fa il suo lavoro con la faccia al muro tra due scansie. La stereotipia dell’autistico che infila bottoni in una scatola. La stereotipia dell’autistico che infila perle blu in un filo blu (e guai se il filo non è blu o le perle non sono blu!). La stereotipia dell’autistico che non fa nulla se prima non ha visto un’immagine, che non chiede nulla se non ha l’immagine corrispondente.

Insomma: la strutturazione crea autistici professionisti.

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  1. Valeria scrive:

    Sono d’accordo con Fabrizia; dico inoltre che mio figlio fa ABA da un anno e mezzo e tramite la strutturazione ha imparato un sacco di cose…senza strutturazione per loro non c’è possibilità di imparare, idem per la mancanza di rinforzo…Bisogna suddividere il compito o obiettivo in piccoli target, fare un’analisi del compito con vari step, in modo che pian piano il bambino possa raggiungere la meta nel modo corretto; certo se si sa che ha una stereotipia nell’uso fine-motorio, evitiamo di proporgli certi esercizi, anzi proponiamoglieli nel modo giusto ed è per questo che esistono i supervisori, per fare programmi ad hoc a seconda dei punti di forza e debolezza del bambino autistico e i terapisti o anche i genitori eseguono…le stereotipie poi vanno tolte e quindi bisogna lavorare anche su quello, ma nel modo corretto..questa è la mia opinione !
    Buona Pasqua
    Valeria

  2. fabrizia scrive:

    Scusa Gianni invece di scrivere solo della strutturazione tipica del teacch puoi pubblicare come si può intervenire con altri metodi PER ESEMPIO L’ABA per evitare questa strutturazione? Come si interviene con l’ABA?
    Servirebbero degli esempi concreti come quelli riportati delle palline blu ecc.. Siccome io temo di strutturare mio figlio come posso fare per insegnargli a infilare le perline rosse senza che diventi un attività ripetitiva?
    Insomma : Qual’è il modo corretto per evitare di alimentare le stereotipi delle persone con autismo?
    Penso che sia meglio partire da qui ovvero fornendo alternative valide a quello che i genitori stanno già facendo e magari pensano sia giusto.
    grazie e buona pasqua

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