La Erickson ha pubblicato un libro più dvd e cd-rom sull’autismo a cura di Dario Ianes e (SOB!) Michele Zappella.

Il titolo del cofanetto è Facciamo il punto su… l’autismo

- Il DVD contiene una serie di interviste a medici, psicologi, esperti di autismo, ma la panoramica non è completa: viene dato enorme spazio all’AERC di Michele Zappella (SoB!) e pochissimo a trattamenti validati e scientifici.

Per esempio, come trattamento l’ABA viene trattato solo “di sghimbescio”, nell’intervista a Maurizio Arduino che dice – più o meno (cito a memoria): <<L’ABA è un ottimo metodo americano, ma in Italia abbiamo l’integrazione scolastica e la cosa non è compatibile>> (Arduino è uno psicologo-psicoterapeuta che spadroneggia in Piemonte e che ha molto contribuito alle linee guida della regione Piemonte, quelle che hanno inserito la psicomotricità tra i trattamenti specifici per l’autismo… SOB!).

- La cosa migliore del “cofanetto” è il cd-rom, il quale contiene una quantità enorme di materiali sui disturbi dello spettro autistico molto interessanti: articoli apparsi su riviste specializzate, estratti da libri etc. etc.

- Il volumetto è molto riepilogativo, molto “già letto” e molto inneggiante all’AERC di Zappella (SOB!).

Non viene data alcuno spazio ai metodi privi di evidenza scientifica.
Ho apprezzato molto il fatto che non si sia dato alcuno spazio ai “metodi” privi di evidenza scientifica.

(G.P.)

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  1. Silvia Bardi scrive:

    Cosa abbiamo in Italia? L’integrazione scolastica?
    Gianni, si può mandare un vaffa dal tuo sito?
    L’integrazione scolastica a me costa 1.400 euro al mese, ossia la retta di una scuola privata e una tutor a scuola tutto il giorno con mio figlio. Scelta che si è resa obbligatoria, ed è stata avallata anche dalla npi della asl, dopo le regressioni che la scuola pubblica e l’insegnante di sostegno, altamente inadeguata, ci hanno regalato.

  2. minguccio73 scrive:

    “Inoltre per capire quale sia il livello di evidenza scientifica
    di un approccio bisogna esaminare la letteratura , non
    affidarsi a convegni ed associazioni…nell’”agenda” delle
    associazioni tutto c’e’ fuorche’ la scienza (anche se viene
    usata a pretesto), spesso le associazioni vengono fondate
    per accaparrarsi fondi, facilitare i rapporti con istituzioni,
    tutelare interessi di privati, ……”
    In effetti sentendo i congressi di associazioni che hanno la pretesa di rappresentare i genitori di soggetti autistici si ha la stessa impressione che ho avuto oggi mentre guardavo una modestissima, quasi mediocre italia giocare…lo speaker parlava della nostra presunta superiorità calcistica di quanto eravamo un bravi, e a me veniva il dubbio che stesse commentando un’altra partita…così le soluzioni spesso presentate in queste riunioni mi sembrano oppurtone per tutto tranne che per l’autismo.

  3. carla marta scrive:

    ritengo che per scegliere i trattamenti per l’autismo sia
    necessario non basarsi sulla filosofia della scienza e le teorie
    ma essere pragmatici e guardare I DATI DI EFFICACIA
    ricercati e pubblicati con una certa garanzia di “indipendenza”.
    La “scuola psicomotoria” (per la verita’ si tratta di piu’
    scuole, e le associazioni professionali degli psicomotricisti
    non si sono mai curate di pubblicare quale tipo di psicomotricita’ dia i risultati migliori nell’autismo in base
    a studi comparativi) non ha mai pubblicato I DATI CONCRETI ed affidare
    la riabilitazione di bambini a rischio di una disabilita’
    grave alla psicomotricita’ significa affidarli ad “un lancio di dadi”. Personalmente ritengo che sia una cosa priva di etica
    ma gli incoscienti a quanto pare sono nel servizio sanitario
    nazionale perche’ conosco molti genitori a cui, dopo la
    diagnosi, e’ stata prescritta dall’unita’ di neuropsichiatria
    solo la psicomotricita’, non come approccio complementare,
    ma sconsigliando altri approcci come la logopedia (“il bambino
    non e’ pronto”) o l’approccio comportamentale (“e’ usato nei
    paesi anglosassoni, noi siamo latini”)
    Inoltre per capire quale sia il livello di evidenza scientifica
    di un approccio bisogna esaminare la letteratura , non
    affidarsi a convegni ed associazioni…nell’”agenda” delle
    associazioni tutto c’e’ fuorche’ la scienza (anche se viene
    usata a pretesto), spesso le associazioni vengono fondate
    per accaparrarsi fondi, facilitare i rapporti con istituzioni,
    tutelare interessi di privati, promuovere operazioni di marketing…

  4. Autismo Incazziamoci scrive:

    RISPONDE LA REDAZIONE INCALZANTE E IMPERTERRITA:

    L’analisi applicata al comportamento è applicabile all’autismo tout court, compreso l’alto funzionamento. Anzi, i famosi “best outcome”, ossia i bambini che vengono fuori da un trattamento ABA “recuperati”, con un livello di competenze pari a quello dei coetanei, non sono altro che bambini ad alto funzionamento. Quegli stessi bambini ad alto funzionamento probabilmente non avrebbero raggiunto “risultati” così alti senza ABA.

    Diversa è la situazione riguardo all’età. La gran parte delle Consulenti (con o senza “superdiploma” e “supertitolo”) lavorano con i bambini piccoli e quindi non hanno esperienza specifica per lavorare – per esempio – con i quindicenni o con gli adulti.
    Nonostante questo, esistono esempi di persone che lavorano solo con adulti e “anche” con adulti usando l’Educazione Comportamentale (senza chiamarla ABA).
    E’ il caso di Simona Levanto a Roma e della sua associazione Giuliaparla o del modello “Superability” di Lucio Moderato

  5. Maria Grazia scrive:

    La domanda sull’evidenza scientifica nasce dal fatto che sembra diventato un concetto molto elastico, soprattutto in questo campo, almeno da quel che ho visto, sentito, letto e ascoltato in giro. Non ti deprimere: il concetto di validazione scientifica lo conosco. Il problema è che quando si parla di autismo non abbiamo un paradigma dominante (per dirla con Kuhn) ma più paradigmi (e in qualche caso pseudo-tali) che confliggono e tentano di sopraffarsi vicendevolmente. I convegni organizzati da questa o quella associazione diventano così delle opere di catechizzazione (in particolare dei genitori ma non solo) su ciò che è vero e su ciò che non lo è.

    Non sono d’accordo per ciò che concerne la psicomotricità in quanto tale valutazione non avrebbe senso: nessuno interverrebbe con la sola psicomotricità (a meno che fosse un incosciente) su un soggetto autistico e vedo difficile isolarne l’effetto rispetto alle altre variabili intervenienti. Questo non significa che abbia ZERO valore.

    Sull’ABA non mi pronuncio perché qui è terreno minato ma mi chiedo se non sia lecito chiedersi se è in Italia che non esistono consulenti in grado di essere utili a soggetti “ad alto funzionamento” (termine che non amo molto ma questo è…) o se questi ultimi abbiano bisogno di altro.

    Posto ciò, ringrazio per l’ospitalità e mi scuso se ho urtato la suscettibilità di qualcuno: non era mia intenzione. Errore mio intervenire :-) Buona domenica.

  6. carla marta scrive:

    per mariagrazia: scusa se mi intrometto ma il fatto
    che ancora si discuta su cosa si intenda per evidenza
    scientifica mi pare allarmante….e deprimente.
    metodiche e procedure applicate all’aducazione riabilitativa
    dei bambini con autismo si intendono validati scientificamente
    quando esistono DATI sull’efficacia di tali procedure ,derivati
    da sperimentazioni e
    valutati da osservatori INDIPENDENTI (per esempio, non da
    chi ha interessi nella commercializzazione del metodo)
    e PUBBLICATI su riviste specializzate.
    La psicomotricita’ applicata all’autismo ha ZERO validazione
    scientifica.
    L’aba e’ adattabile ad ogni soggetto (anche se probabilmente
    in italia non esistono consulenti in grado di essere utili
    a persone con livello di funzionamento alto).

  7. Maria Grazia scrive:

    Premettendo che non ho alcun “credo metodologico” da difendere (oltre che due figli rispettivamente con sindrome di Asperger – 11 anni – e “disturbo autistico” appena diagnosticato – 3 anni), un paio di domande con nessun intento polemico:
    1) quali sono secondo te i metodi con evidenza scientifica e cosa intendiamo per tale;
    2) perché la psicomotricità non dovrebbe avere importanza in un piano di intervento educativo integrato (definiamolo così) per bambini con disturbi che rientrano nello spettro autistico, considerando le loro difficoltà nel definire e appropriarsi dei propri “confini corporei”;
    3) ritieni che debbano valutarsi metodologie diverse a secondo del profilo specifico del bambino o che un metodo (quale l’ABA, devo supporre) possa essere comunque adattabile ad ogni soggetto?
    4) questo CD vale la pena di comprarlo o no?
    Ribadisco il mio intento di confronto con queste domande perché parto da un approccio personale (probabilmente/sicuramente influenzato dal mio essere docente) che considera ogni persona “un caso unico”, in base al quale scegliere le strategie più adeguate. Grazie :-)

  8. rosanna scrive:

    Mi viene il sospetto…. che dietro le pubblicazioni che danno risalto a questo o a quell’altro approccio (ad evidenza scientifica più o meno…ma cosa vuol dire nel caso dell’autismo?) ci siano sempre un certo tipo di interessi …

  9. carla marta scrive:

    il punto e’ che da piu’ di mezzo secolo le persone con autismo
    sono vittime di indottrinamenti e marketing…

  10. Gianni Papa scrive:

    Seeeeeeeeeeeeeee!

  11. Paperinik for president scrive:

    Allora vuoi dire che l’AERC di Zappella è un metodo con “evidenza scientifica”?

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