Parte del problema è la diffusa convinzione che in questo campo educativo-riabilitativo non esista un approccio scientifico…
C’è la libertà di insegnamento. L’educatore a scuola è libero di fare quello che vuole (spesso di… non fare nulla!) e di ignorare ipotesi che sono state validate con metodi scientifici e risultati che sono stati replicati.
Se l’educazione strutturata ed intensiva non piace all’insegnante, che puo’ fare un genitore?
Affidare l’educazione e l’avvenire di un bambino con Autismo alla scuola pubblica è come affidarlo a un lancio di dadi.
In quasi venti anni non ho visto cambiare nulla: c’è sempre il massimo disprezzo per le esigenze educative degli autistici.
Oserei dire che, transitoriamente, una forma di protesta e di provocazione potrebbe essere non mandare questi bambini a scuola, far perdere posti agli insegnanti, far diminuire le classi!
CARLA MARTA
Penso che in queste affermazioni ci sia molta amarezza e quindi meritano il massimo rispetto, ma vi scorgo anche una tendenza a generalizzare situazioni non certo brillanti a tutte le situazioni. La scuola la fanno le persone e c’è anche chi nella scuola pubblica tra mille difficoltà, tagli di materiali ma soprattutto di preziose ore di lavoro si ingegna ogni giorno affinchè la scuola sia un posto accogliente PER TUTTI.