Una anonima navigatrice ci ha inviato una “ballata” densa e profonda, che si presta a molte letture. Ve la proponiamo, pregandovi di leggere tra le righe qual è il messaggio che l’autrice vuole trasmetterci. Non ci è dato di sapere se F. (l’autrice si firma semplicemente così) sia davvero una mamma di un bambino autistico o se la sua sia solo “finzione poetica” (G.P.)
Sai? Ho un figlio autistico
ma cerco di non pensarci
fingo che non esista
lascio che ci pensino gli altri
Lui non guarda in faccia a nessuno,
non parla e si fa la cacca addosso:
io me ne vado in vacanza,
lo lascio a mia madre
e mi diverto più che posso
Sai? Ho un figlio autistico
e non m’interessano le menate
lui non parla e non fa niente
è come un carciofo urticante
ma mi sta bene così com’è
perché nella mia vita io penso solo a me
Sai? Ho un figlio autistico
c’è gente che li cura, che si svena,
gente amabile che mi fa pena
ma se lo Stato non ti dà niente
ci devo rimettere io la mente?
Io lo lascio a scuola posato in un angolo
seduto su una sedia di legno
sporco di cacca in aula di sostegno
E pago una ragazza per i bisogni fisici
per pulirlo quando si sporca
per portarlo in giro a prendere il sole
non posso mettermi dietro ai medici
o dietro ai terapisti sadici
non posso rovinarmi l’esistenza
e stare sola con lui in una stanza
io devo uscire, andare a divertirmi
a ballare a danzare a battere il tempo
con la sua indennità d’accompagnamento
Neuropsichiatri ricchi,
baroni universitari,
se pensaste che ci sono persone
(solo persone: né cattive né buone)
che hanno questi figli di legno,
dareste loro autentico sostegno…
Potrei buttare i soldi in puttanate,
in orologi, telefonini, televisori,
computer, aspirapolveri, ciclomotori,
potrei vederlo passare spento le sue serate?
Magari penserei a riabilitarlo
a insegnargli a dire almeno una parola
e mi preoccuperei della sua scuola
ma io non voglio rimanere sola!
Per questo scusatemi ma insisto:
lui non esiste perché io esisto!
Lui non ha dirittti perché io ho diritti!
Lui non ha pensieri, è una cosa che cammina
mi sta bene così, perché a voi
sta bene così
Lui non ha cervello,
è un tarlo che mangia legno
non m’interessa del suo insegnante di sostegno
non m’interessa del trattamento intensivo
non m’interessano i miglioramenti
Voglio danzare con movimenti lenti
F.
“Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare”
***
“Nessuna poesia può essere l’immagine fedele del nostro mondo. La fedele, la tremenda immagine del nostro mondo è il giornale. E’ un pozzo di sapere. Non sa niente. Continua a voler sapere.”
***
” Non voglio sapere che cos’ero; voglio diventare quel che ero. Ha vestito d’aria la speranza.”
E.CANETTI * Il cuore segreto dell’orologio
Caro Claudio, io credo che la chiave del testo sia negli ultimi versi
“Magari penserei a riabilitarlo
a insegnargli a dire almeno una parola
e mi preoccuperei della sua scuola
ma io non voglio rimanere sola!”
“Lui non esiste perché io non esisto“.
Personalmente, ho letto la poesia come una denuncia dell’abbandono in cui si trovano le famiglie.
Non ho però modo di rintracciare l’autrice, che ha inviato il testo al sito in forma anonima.
Se e possibile vorrei parlare a questa anonima per spiegarli che il ragazzo autistico e molto più intelligente di quanto lei immaggini e non è di legno.
Io ho un ragazzo autistico e a volte lui insegna a me tante cose che noi ” normali ” non capiamo.
La prego di mostrarsi e spiegare se quello che ha scritto e solo una provocazione. invii vergaro2@interfree.it TEL. 3453217537 CLAUDIO
GRAZIE