Confesso che non avevo pensato che un’iniziativa così stupida comportasse una “colletta”.
Vengo ora a sapere, inopinatamente, che per partecipare a Communication Shutdown bisognava fare una donazione alle associazioni che l’hanno proposto.
Avete fatto una donazione per avere la vostra foto coperta dal Divieto??? VOI SIETE PAZZI!
Copio-incollo da Rat-Race quello che è anche il mio pensiero:
La campagna raccoglie fondi per le associazioni che aderiscono. Benissimo. Ne sono felice. La stessa campagna pero’ non spiega quanta parte di questi fondi va alla gestione dell’iniziativa stessa (pur assicurando che e’ un minimo — e non ho motivo di dubitarne) e soprattutto non indica per quali obiettivi le singole organizzazioni spenderanno i fondi raccolti. Capirete che e’ ben diverso che un’associazione impieghi questi fondi a sostenere la ricerca sulla diagnosi prenatale — o quella su nuovi strumenti di comunicazione — o il funzionamento dell’associazione stessa — o un convegno — o un progetto di integrazione scolastica, ecc. ecc. A seconda di questo potrei decidere se voglio dare il mio contributo o meno. Chiedere un contributo generico e non fare trasparenza sui costi dell’intera operazione, onestamente, non mi pare un buon modo di fare.
Certo: infatti la redazione imperterrita e indomita di autismoincazziamoci ha citato solo un “pezzettino” del tuo post, caro Rat-Race. La sfiducia e l’incazzatura sono tutte nostre.
Sottolineiamo comunque che non consideriamo pazzi quelli che hanno aderito (quelli sono soltanto “malaccorti”), bensì quelli che hanno fatto una donazione.
Il contenuto del mio post non implicava una sfiducia a priori nelle associazioni, ne’ un giudizio tanto radicale sull’iniziativa. Non l’ho condivisa, non l’ho trovata ne’ particolarmente intelligente ne’ particolarmente ben organizzata — ma mi guarderei bene di dare dei pazzi a coloro che hanno aderito.