COPIO INCOLLO DA (ehm) IL GIORNALE

Se sulla porta avessero scritto: «Mensa vietata ai bambini disabili, in particolare agli autistici gravi», il concetto sarebbe stato più chiaro: forse anche per Kevin, il bambino di cui parliamo e che invece, giustamente, stenta a capire.

Kevin ha 10 anni, soffre di autismo infantile e il certificato medico consegnato alla scuola parla di disabilità al 100%. Kevin frequenta la 4^ elementare di una scuola di Cremona, quartiere Boschetto, e dall’inizio di settembre è disperato: di colpo, la scuola gli ha negato l’accesso al servizio mensa.

A Kevin, bambino autistico, fermarsi a scuola dopo le lezioni e sedersi al tavolo con i compagni piaceva moltissimo: lo faceva dal primo giorno della prima elementare, il rito del «pranzo insieme» lo affascinava, poteva rimanere in gruppo – in contatto con gli altri, incuriosito dagli altri – anche al di fuori delle ore dedicate all’apprendimento: e insomma a Kevin piaceva tutto di quel momento così ricco di chiasso festoso e di calore umano; e il suo entusiasmo a tavola lo aveva fatto diventare la mascotte di tutti, cuoche e inservienti comprese.

Dopo 3 anni di ebbrezza e felicità assolute, a cominciare da quelle assaporate dai genitori (immaginate cosa significhi avere un bambino autistico che grazie al momento del pranzo inizia ad andare volentieri a scuola, s’inserisce nel gruppo, inizia a parlare, a comunicare, a interagire con gli altri), di colpo la scuola decide che il servizio-mensa verrà sottoposto a restrizioni: i posti disponibili sono 46 e la precedenza, spiegano, verrà data ai bambini con entrambi i genitori che lavorano.

Ora, qui va apprezzata la finezza. Essere genitori di un bambino autistico, con disabilità (certificata) al 100%, significa tante cose: tra le altre, che almeno uno dei genitori – di solito tocca alla mamma – rinuncia da subito all’idea di lavorare. C’è un lavoro ben più importante da fare, a casa, 24 ore su 24: badare al proprio bambino. Che vive in un mondo suo e ha letteralmente bisogno di tutto: e a volte anche il tutto non è sufficiente.

Insomma, dire che la mensa è «vietata ai bambini con un solo genitore che lavora» e dire che la mensa è «vietata ai bambini autistici» (o disabili in genere) è la stessa cosa: e questo è quel che succede, da settembre 2010, alla scuola elementare di Cremona, quartiere Boschetto.

E Kevin? Di fronte al fatto di non poter più entrare nei locali-mensa, di non potersi più sedere al tavolo con i compagni, di non poter più sorridere vedendo le inservienti che arrivano a riempire piatti e bicchieri, Kevin impazzisce. Da un paio d’anni ha cominciato a fare uscire le sue prime parole e alla mamma, che si chiama Eva e che tutti i giorni lo va a prendere per portarlo a casa – per portarlo via -, Kevin ripete, con le lacrime agli occhi: «Mangia in mensa Kevin!», «Mangia in mensa Kevin!».

Invece la scuola non lo vuole più, la mamma deve «rapirlo» e ogni volta è come se gli desse (se si desse) una coltellata: al cuore. Kevin, che stava dando spettacolosi segni di miglioramento, aveva iniziato a parlare e aveva cominciato ad accorgersi del mondo che lo circonda, cade in uno stato di agitazione parossistica. Non capisce quel che gli sta succedendo, non lo accetta, si tormenta: e ogni giorno il tormento si rinnova perché la porta della mensa, per lui, resta sempre chiusa. Non c’è ragionevolezza in quel che gli sta capitando: lo avverte, con chiarezza, persino lui.
Così la mamma, che lo vede disperato, intrattabile e in fase di chiaro peggioramento sotto tutti i punti di vista, dal rendimento a scuola al relazionarsi con gli altri, prova a muoversi. Parla col direttore del Circolo Didattico, Piergiorgio Poli, ma quel che si sente dire, in risposta, è: «Mi spiace, non ci sono posti, tu non lavori, puoi tranquillamente portarlo a casa a mangiare».
Non si dà per vinta, Eva. Che di lì a poco torna dal Direttore con una relazione firmata da una neuropsichiatra infantile, la dottoressa Lucia Bianchini, in cui si spiega come il momento della mensa sia un momento importante per Kevin, a tutti gli effetti un momento di terapia: ma anche questo tentativo non produce risultati.
La mamma non si rassegna, torna alla carica e questa volta consegna una relazione della psicoterapeuta Aurelia Galli, che da anni ha in cura Kevin (COMMENTO DI AUTISMOINCAZZIAMOCI: oh no!!!!!!!!!! perché in cura da anni da una psicoterapeutaaaa??????) e che perora – anch’essa – la causa della riammissione del bambino al servizio-mensa: nessun risultato.
Eva chiede allora un colloquio con l’assessore provinciale Jane Alquati, che la ascolta con grande disponibilità ma le dice che purtroppo, in queste faccende, la parola che conta è quella del Direttore del Circolo. Niente da fare.
Non sapendo dove sbattere la testa, la mamma prova a rivolgersi direttamente al sindaco di Cremona, l’ex olimpionico Oreste Perri; ma il suo segretario, Walter Montini, le spiega che il principio dell’autonomia della scuola è sacro e che il sindaco non può permettersi di scavalcare il Direttore del Circolo (COMMENTO DI AUTISMOINCAZZIAMOCI: in fatto di disabilità l’autonomia scolastica non c’entra una benemerita cippa) . Insomma, parlargli sarebbe inutile.
Eva, che ama suo figlio alla follia, non molla e va a bussare alla porta del quotidiano di Cremona, La Provincia. Espone il caso, il giornale se ne fa carico e intervista il Direttore Didattico, Piergiorgio Poli. Che quasi seccato ribatte, testualmente: «Se i posti a disposizione sono 46 e sono tutti occupati, io cosa ci posso fare?». E ancora: «Si tratta di un bambino tutelato, non certo discriminato, con insegnante di sostegno e assistente alla persona».

Al Direttore Didattico, naturalmente, non viene in mente che in una scuola seria il primo posto, in una mensa a numero chiuso di 46 posti, andrebbe riservato al bambino autistico (miracolo: una cosa giusta scritta sul Giornale!!!: dopodiché si può passare a parlare degli altri 45. E il Direttore non nota nemmeno il paradosso del bambino autistico che lotta per creare un contatto col piccolo-grande mondo che lo circonda e di una scuola che, con un’ottusità degna di miglior causa, lo sbatte fuori e lo ricaccia nel buio del suo malessere.
Questa è la storia di Kevin, 10 anni, il bambino autistico che a scuola aveva sviluppato una passione inattesa, salvifica, per tutto ciò che ha a che fare col rito della mensa, del sedersi a tavola con gli altri, così pieno di significati preziosi e vitali, per lui. Era contento, Kevin, stava cominciando a guarire (COMMENTO DI AUTISMOINCAZZIAMOCI: e chi l’ha detto? la Psicoterapeuta?) e in qualche modo si stava aprendo al mondo, stava cercando di «uscire fuori» da se stesso. Poi ha incontrato la stupidità. E ha smesso di capire. Oppure ha capito che il mondo, là fuori, non era poi una favola come volevano dipingerglielo.

»

  1. GIORGIA scrive:

    SONO SCHIFATA DA QUELLO CHE HO LETTO.OGNI MATTINA PER ANDARE A LAVORARE PASSO DAVANTI ALLE ELEMENTARI DEL BOSCHETTO E PENSO:CHE BELLO UN GIORNO PORTERO’ ANCHE MIO FIGLIO…………….POI LEGGI DI QUESTE INGIUSTIZIE E TI VERREBBE VOGLIA DI FERMARTI ED ENTRARE PER GUARDARE IN FACCIA CHI STA’ TOGLIENDO UN MOMENTO IMPORTANTE COME LA MENSA A CONTATTO CON I SUOI AMICI A UN BIMBO INDIFESO.INVECE DI DIRE ALLA MAMMA CHE NON LAVORA QUINDI PUO’ FARLO MANGIARE A CASA SAREBBE MEGLIO CHE CERTA GENTE CAMBIASSE LAVORO.E’ UNA VERGOGNA!!!!!!!!!!!

  2. Milù Allegra scrive:

    io vorrei proprio sapere che cosa dice l’UDC che ha sostenuto al ballottaggio il sindaco Oreste Pierri che proviene dalle file di Allenza Nazionale , poi Forza Italia ed ora non so…. che cosa dice in merito all’esclusione di Kevin dalla mensa scolastica che rappresenta un momento comunicativo importante ? ma non è possibilie non vedere al di là del proprio naso ! non è davvero possibile !!

  3. Giampiero scrive:

    Grazie per il link…
    lo conoscevo già: mia moglie è insegnante e conosce bene queste cose.
    Da quando siamo in guerra per nostro figlio, cerchiamo di essere più aggiornati possibile, anche per dare una mano a quei genitori che, vuoi o non vuoi, non sanno come muoversi nelle paludi burocratiche ed affrontare gli agguati delle istituzioni… e questi mirano basso!!

  4. Autismo Incazziamoci scrive:

    Giampiero, hai ragione al mille per mille.
    Per legge, i disabili non devono rispettare nessuna lista di attesa: le scuole devono iscrivere prima loro e poi tutti gli altri.
    Guarda qui: dal sito del ministero
    http://archivio.pubblica.istruzione.it/comecambialascuola/faq.shtml#infanzia2

  5. Giampiero scrive:

    Avevo iscritto mio figlio in una scuola materna vicino casa e, dopo averlo inserito in graduatoria, questi si accorgono di avere troppi disabili in entrata e decidono di scartare all’ultimo momento proprio il mio Andrea!
    Noi stiamo tentando una causa contro la scuola, perchè, alla faccia dell’integrazione scolastica, questi “decidono” chi e quale tipo di disabile può frequentare delle “normali” scuole… ma non solo per questo.
    Andrea frequenta adesso un’altra scuola, ma più lontana da casa, con il risultato che siamo costretti a trattenerlo in macchina per lungo tempo, tra traffico, orari di lavoro proibitivi e centri terapici distanti… un disastro.
    Quindi, se possibile, vorrei contattare la mamma di Kevin, per poterle parlare del suo problema e poterla consigliare in merito…

  6. Katia Tacco scrive:

    Io non ho avuto problemi di “mensa scolastica” (semplicemente perchè da noi questo servizio non viene erogato) ma ho avuto problemi con il trasporto scolastico. Dopo 3 anni che lo stesso autista passava a prendere il mio Lory per accompagnarlo all’asilo, comincia la scuola e mi dice che mio figlio deve andare sul pulmino con i disabili! “Ma come???” dico io “Non hai fatto mai questioni quando era “più” grave, e ora???”. Mi dice che i bambini con “la 104″ devono andare con un pulmino speciale… Ho fatto un “48″ in Comune e alla fine l’ho spuntata ma… come è dura andare avanti a suon di cornate!!!

  7. giuseppina lupone scrive:

    è vergognoso siamo tutti uguali nn ci dev essere preferenza
    anzi si.ma la preferenza si deve a quei bambini malati,loro hanno bisogno di sentirsi amati.fate qualcosa di concreto nn chiacchere.

  8. [...] Autistico? Niente mensa scolastica. (via autismoincazziamoci.org) [...]

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s