DISINTEGRAZIONE MIRATA

DA “IL TIRRENO” DEL 17 giugno 2011, UNA MAESTRA STRONZA BECCATA SUL FATTO (g.p.)

Sotto accusa i giudizi espressi nei dialoghi tra l’insegnante e alcune sue colleghe. Querelata una maestra delle scuole elementari De Amicis. Nella denuncia viene ipotizzata una strategia rivolta ad escludere un bimbo di sei anni affetto da autismo

LIVORNO. Nella querela i genitori ipotizzano i reati di ingiurie aggravate in pregiudizio di minori e tentativo di maltrattamento psicologico. Fuori dal linguaggio giuridico vuol dire che quella maestra avrebbe offeso i suoi piccoli allievi (6 – 7 anni), usando parole pesanti in uno scambio di messaggi su Facebook con altre insegnanti. E, peggio, potrebbe aver messo in atto un percorso mirato di esclusione di uno di loro, un bambino autistico.
Una brutta storia che è già stata portata a conoscenza della dirigente della scuola elementare De Amicis e anche del Provveditore agli studi. Una storia di cui adesso dovrà occuparsi soprattutto l’autorità giudiziaria, dato che alla procura della Repubblica è stata presentata una denuncia perché vengano individuate le persone responsabili dei fatti.
La vicenda, che riguarda una classe prima della scuola elementare De Amicis, ruota attorno ai dialoghi che alcune delle maestre hanno scambiato su Facebook nei mesi scorsi. Per la precisione a fine gennaio, quando una delle tre insegnanti della classe (alle quali se ne aggiunge una di sostegno destinata all’integrazione del bimbo autistico con i compagni) ha inviato a una collega, anche lei docente della stessa classe, una serie di “considerazioni” sui ragazzini.
Considerazioni pesanti accompagnate dall’idea di mettere in atto una serie di spostamenti (punitivi?) degli alunni. Il tutto presentato con un linguaggio durissimo: i piccoli sono infatti appellati con parole pesantissime (una bambina è definita “ambigua paraculo”, un maschietto è apostrofato come “un altro rompicoglioni”, un altro scolaro viene considerato “la merda”, etc.).
La maestra – da quanto emerge su Facebook – non nasconde le tensioni con la famiglia del bambino autistico e sollecita dunque alla collega l’opportunità di questi cambiamenti di posto come strategia per isolare il ragazzino. Non solo: attraverso questa «rivoluzione dei banchi» il vero obbiettivo dovrebbe essere di mettere le mamme l’una contro l’altra.
Toccate sui propri figli, infatti, le mamme dovrebbero a quel punto finire per rompere il fronte comune delle famiglie a sostegno del bambino autistico che alla maestra evidentemente non va giù. E più in generale dovrebbe consentire di isolare un gruppo di bambini un po’ “difficili”.
Se la strategia che passa attraverso i messaggi on line è stata poi messa in atto non è chiaro neanche ai genitori. E sarà dunque l’autorità giudiziaria a doverlo verificare. Dai dialoghi usciti dai computer e finiti nelle mani dei genitori si intuisce invece che la maestra ha comunicato il suo progetto a un’altra insegnante ancora, che dovrebbe essere quella assegnata per il sostegno del ragazzino autistico.
Di questi messaggi e di questi propositi, i genitori dell’alunno affetto da autismo, che pare abbia risentito particolarmente della situazione scolastica tanto che le sue condizioni di salute risulterebbero peggiorate, sono venuti a conoscenza solo pochi giorni fa.
Sconvolti, anche perché (come si legge nella denuncia) il figlio negli ultimi tempi quando tornava da scuola era particolarmente nervoso o mostrava di non voler più andare a scuola, si sono rivolti alla preside dell’istituto scolastico, Laura Albertini, per informarla della situazione e chiedere spiegazioni.
Poi, dopo aver avuto una copia dei contenuti dei dialoghi intercorsi tra le maestre sulle loro pagine di su Facebook, sono andati a uno studio legale per preparare la denuncia, che è stata depositata in Procura.
di Anna Cecchini

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Pubblicato il 2 luglio 2011, in SCUOLA con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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