Per la signora Carla Marta
Lavorando con i bambini ho imparato di scoprire ogni giorno, ogni minuto le cose nuove e anche mai letti, mai detti.
Credo che il documento sotto è molto chiaro e dimostra quello che ho già scritto.
Cara Carla Marta,
spero di non aver fatto la “confusione”…
Purtroppo non ho una frase di contesto perchè non capisco a cosa si riferisca con precisione.
Spero che l’ambito comunque è genitori di autistici…
La ringrazio per qualsiasi suggerimento utile!
Proposito, non consiglio libri a una babysitter meglio pratica reale.
Facevo la terapia solo con specialistico. Io partecipavo e ho imparato molte cose e il lavoro cosi viene fatto in modo globale.
Ho conosciuto un autismo quotidiano, al naturale, così come esso
era vissuto nella quotidianità dalla famiglia: mamma,
papà e parenti.
“La Scienza, Medicina e Pedagogia devono
interagire e confrontarsi, a tutto vantaggio dei bambini e delle loro
famiglie”.
Non conosco le famiglie sopracitate.
Ho avuto un altra esperienza e la condivido dal tutto il cuore.
La famiglia del bambino dove ho lavorato è stata aperta alla diversità:
questo significava disporrmi dell’aiuto di loro, della sua competenza che mi permettava coltivare relazioni stretti con il bambino, la scuola, i medici e con loro stessi.
In ogni caso la famiglia aveva bisogno di spazi di libertà: Ho cercato di fare di più e delle cose piccole ma importanti: in modo da garantire il giusto riposo necessario alla famiglia .
Mi comportavo molto naturale, senza nascordere nulla. Raccontavo tutto con la sincerità e condividevo la gioia dai resultati quotidiani, ma anche le difficoltà.
Ogni giorno il mio resoconto era una scaletta per salire il prossimo giorno: mai da sola, sempre con la mamma o con il papà.
I miei aiuti e interventi non mancavano anche nella scuola. Il bambino mi voleva sempre di più e di più. Nella scuola facevo qualche minuti di inserimento del bambino. Non dimenticherò mai la dolcezza del bambino salutandomi all’uscita o aspettandomi alle ore stabilite. Gli occhi aperti, pieni con amore! Oggi ricordo la gioia del bambino che camminava da solo, senza passeggino. Dopo 6 anni alle rotelle, camminava accanto a me. Tutto era un resultato apprezzato dalla famiglia. Come posso leggere i commenti sopra.
Ansi, i genitori dei bambini autistici sono quelli che sanno accettare la diversità, sono con un passo in avanti per affrontare le difficoltà che non si possano descrivere facilmente.
Dalla mia parte avevano sempre un aiuto concreto per i lavoretti a casa. Insieme cercavamo di mantenere la vita di relazione, una prospettiva dignitosa seppur impegnativa per il programma che seguevamo ( con i medici), una chiara dimostrazione di fiducia da parte mia.
Ho studiato tantissimo nella vita mia, ho lavorato diversi lavori, anche come dirigente, ma il lavoro con questo bambino ha lasciato una traccia nel mio cuore come un arcoballeno colorato. Sopra ogni colore si leggono fino ad oggi le parole: amore, competenza, gioia, anima, sincerità.
Per la signora Carla Marta
Lavorando con i bambini ho imparato di scoprire ogni giorno, ogni minuto le cose nuove e anche mai letti, mai detti.
Credo che il documento sotto è molto chiaro e dimostra quello che ho già scritto.
http://www.autismoitalia.org/disturboaut.asp
Cara Carla Marta,
spero di non aver fatto la “confusione”…
Purtroppo non ho una frase di contesto perchè non capisco a cosa si riferisca con precisione.
Spero che l’ambito comunque è genitori di autistici…
La ringrazio per qualsiasi suggerimento utile!
Proposito, non consiglio libri a una babysitter meglio pratica reale.
Facevo la terapia solo con specialistico. Io partecipavo e ho imparato molte cose e il lavoro cosi viene fatto in modo globale.
Ho conosciuto un autismo quotidiano, al naturale, così come esso
era vissuto nella quotidianità dalla famiglia: mamma,
papà e parenti.
“La Scienza, Medicina e Pedagogia devono
interagire e confrontarsi, a tutto vantaggio dei bambini e delle loro
famiglie”.
Buon lavoro!
il ritardo della deambulazione non rientra nella “diagnosi” di autismo..
penka, il tuo era un caso di “doppia sindrome” (o di confusione diagnostica)
Non conosco le famiglie sopracitate.
Ho avuto un altra esperienza e la condivido dal tutto il cuore.
La famiglia del bambino dove ho lavorato è stata aperta alla diversità:
questo significava disporrmi dell’aiuto di loro, della sua competenza che mi permettava coltivare relazioni stretti con il bambino, la scuola, i medici e con loro stessi.
In ogni caso la famiglia aveva bisogno di spazi di libertà: Ho cercato di fare di più e delle cose piccole ma importanti: in modo da garantire il giusto riposo necessario alla famiglia .
Mi comportavo molto naturale, senza nascordere nulla. Raccontavo tutto con la sincerità e condividevo la gioia dai resultati quotidiani, ma anche le difficoltà.
Ogni giorno il mio resoconto era una scaletta per salire il prossimo giorno: mai da sola, sempre con la mamma o con il papà.
I miei aiuti e interventi non mancavano anche nella scuola. Il bambino mi voleva sempre di più e di più. Nella scuola facevo qualche minuti di inserimento del bambino. Non dimenticherò mai la dolcezza del bambino salutandomi all’uscita o aspettandomi alle ore stabilite. Gli occhi aperti, pieni con amore! Oggi ricordo la gioia del bambino che camminava da solo, senza passeggino. Dopo 6 anni alle rotelle, camminava accanto a me. Tutto era un resultato apprezzato dalla famiglia. Come posso leggere i commenti sopra.
Ansi, i genitori dei bambini autistici sono quelli che sanno accettare la diversità, sono con un passo in avanti per affrontare le difficoltà che non si possano descrivere facilmente.
Dalla mia parte avevano sempre un aiuto concreto per i lavoretti a casa. Insieme cercavamo di mantenere la vita di relazione, una prospettiva dignitosa seppur impegnativa per il programma che seguevamo ( con i medici), una chiara dimostrazione di fiducia da parte mia.
Ho studiato tantissimo nella vita mia, ho lavorato diversi lavori, anche come dirigente, ma il lavoro con questo bambino ha lasciato una traccia nel mio cuore come un arcoballeno colorato. Sopra ogni colore si leggono fino ad oggi le parole: amore, competenza, gioia, anima, sincerità.
ci sono anche molti furbetti tra il genitorame autistico.
che danno un colpo al cerchio (autismo) ed uno
alla botte (business)
che noi genitori di soggetti autistici siamo un pò strani ( o prima di avere figli autistici, o dopo) questa è una realtà palese…