COMMISSARIO POIROT, CHI VUOLE ASSASSINARE ABA A CESENA?

Ricevo e pubblico (G.P.)

Ciao Gianni,
volevo inviarti questa segnalazione in modo che tu, da autismoincazziamoci, ci possa dare una mano, se lo riterrai opportuno.

A Cesena (FC) abbiamo una facoltà “rinomata” di Psicologia, dell’Università di Bologna, vera culla e fucina di psicodinamici. Vi insegna, un “pedagogista speciale”, il prof Alain Goussot.

Abbiamo avuto modo di capire che è un punto di riferimento per operatori, educatori, insegnanti di scuola, asl … Con il suo “pensiero” influenza molto gli operatori vari e siamo convinti che dietro a varie resistenze e opposizioni, per quanto riguarda l’ABA a scuola e casa, che mi raccontano varie famiglie ci sia lui.

Fino a qui sono solo nostre supposizioni ma abbiamo avuto una prova di quello che pubblicamente dice sull’ABA.

C’è stato a Cesena un incontro, in data 15 Dicembre 2011, dei vari operatori, aperto alle famiglie. Ecco due testimonianze che mi sono arrivate.
Una mamma che era presente mi scrive questo: “Ho perso 3 ore ieri sera per seguire un convegno dove neuropsichiatri, assessori e responsabili dei servizi sociali si sono complimentati a vicenda peril buon servizio offerto dalla provincia FC“, salvo poi zittirsi davanti alle testimonianze inevitabili di genitori delusi, dubbiosi, giustamente arrabbiati a cui non hanno saputo dare risposte. Ma la cosa che veramente mi ha indignata di più è stato l’intervento di un professore universitario, Alain Goussot, della facoltà di psicologia che ha parlato con estremo disprezzo dell’a.b.a, sostenendo che è una scienza “non moderna ma nata più di 40 anni fa” e pregando (vi assicuro è stato proprio così) i relatori di non occuparsi minimamente di “questa metodologia nata in America”, perchè esistono tantissime altre (ergo metodo Feuerstein che ha esaltato quasi fosse religione), peccato che nelle sue spiegazioni di come questi metodi riescano a curare l’autismo sia stato nebuloso, vago, dicendo cose che secondo me non stanno nè in cielo nè in terra!
Un’altra mamma presente ha sostenuto la stessa cosa: “Il relatore che è intervenuto è Goussot. Si è scagliato, cambiando il colore della faccia, contro l’ABA rispondendo ad una mamma

Per inquadrare meglio il soggetto puoi leggere questo “interessante” articolo dove si capisce meglio quali idee diffonda quest’uomo:
ESPERTI DI VITA

Grazie.

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Pubblicato il 12 gennaio 2012, in DANNI PSICODINAMICI con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Sono passati circa due anni dall’inizio dell’intervento comportamentale A.B.A con mio figlio Pietro. Lo guardo oggi e mi chiedo: “dove sono finiti quegli ingestibili comportamenti problema?”, “che ne è stato del bambino che non accettava la benché minima frustrazione e si gettava a terra strillando anche per un’ora intera?”, “ma quanto è migliorata la nostra qualità di vita?”. Soprattutto guardo Pietro e lo vede felice perché consapevole di essere amato. E’ tutto tranne che un bambino stressato, robotizzato, meccanico. Ogni giorno è un progresso. Sta rendendo bella la vita delle persone che ha intorno.
    Se avessimo dato retta a certi professoroni, pieni di principi teorici sull’educazione dei disabili, adesso saremmo segregati in casa, incapaci di portare Pietro in un supermercato. Saremmo schiavi dei suoi continui ricatti, dei suoi eccessi e deficit comportamentali. Questi professori, che occupano la maggior parte delle cattedre universitarie italiane, decidono le linee guida per le scuole, antepongono i loro orientamenti culturali al destino dei nostri figli.
    Una cosa l’abbiamo imparata: l’esperienza personale, sostenuta dell’evidenza della realtà, è il vero antidoto a qualsiasi pregiudizio culturale, a qualsiasi ideologia.
    Il futuro di questi bimbi è legato al libero arbitrio e alla ragionevolezza di una sfilza incredibile di persone: pediatra, npi specialista, npi del territorio, dirigente di npi, logopedista, pedagogista scolastica, dirigente scolastico, insegnanti curriculari, insegnanti di sostegno, educatore domiciliare… Se e solo se tutte queste persone usano correttamente la ragione (la probabilità è bassina) allora si procede, altrimenti sono giornate di battaglie furibonde. La nostra gioia di oggi diviene urgenza di condivisione perché accada anche ad altri quello che sta accadendo a noi.

  2. Io ero presente a quell’incontro e confermo quanto scritto sopra nella vostra segnalazione. Io e Aspie siamo intervenuti, io ho evidenziato la differenza di gestione tra Autismo Rimini e Autismo Cesena essendo noi una famiglia frontaliera che sfiga vuole si trova a vivere nella provincia di Cesena per 800 metri . Alla convocazione scolastica di inizio anno (istituto in provincia di Rimini) eravamo io , Aspie (che si è presentato da solo essendo consapevole di avere la Sindrome di Asperger ) e l’assistente sociale, a mie spese ho stampato il materiale da distribuire ai docenti, mamma e figlio che illustrano la Sindrome di Asperger, immaginate un po’ ! Attualmente Aspie ha cambiato quattro neuropsichiatri nel giro di 9 mesi e le diagnosi invece hanno spaziato con la fantasia dal disturbo ossessivo compulsivo alla sospetta schizofrenia.
    Intendo pubblicare sul mio blog la nostra storia, al momento ho oscurato le pagine per evitare denunce, vorrei mettere i nomi e cognomi di questi inetti che ci hanno distrutto la vita nel giro di pochi mesi . Nel corso di quell’incontro è intervenuto anche mio figlio Aspie 12 anni che ha detto queste cose: (quest’estate, grazie a Cesena è stato richiuso per un mese in un centro privato di salute mentale).
    – Mi chiamo Aspie, ho 12 anni e provengo dal Marocco e attualmente sto frequentando il Centro autismo di Rimini per terminare alcune valutazioni, e purtroppo mi hanno detto che poi non mi potranno seguire perchè abito nella provincia di Cesena, pero’ in questa provincia non ho assistenza e i dottori mi danno gli psicofarmaci.
    – Se fossi stata nel Dottore Gualtieri (direttore della neuropsichiatria infantile ) che era presente all’incontro ed ha argomentato solo con statistiche invece che con i fatti, mi sarei scavata una fossa e mi ci sarei buttata dentro dalla vergogna.
    Mi prendo la responsabilità di cio’ che ho scritto e vi ringrazio per l’attenzione.

  3. Condivido la curiosità del commento precedente…ma ne ho altre.

    Tutti noi sappiamo benissimo che l’ABA da 40 anni a questa parte si è evoluto, modificato, aggiornato…

    e siamo SOLO GENITORI di figli autistici (notoriamente problematici, disturbati, con una bizzarra predisposizione a comportarci da elettrodomestici)

    Com’è possibile che un emerito professore o professore emerito, come preferite, non sia a conoscenza di questa “crescita” del metodo?

    I professori insegnano, per insegnare dovrebbero aggiornarsi.

    La buona docenza non vive di rendita. Si dovrebbe nutrire di ricerca…

    Forse io sono limitata, ma vedo solo due alternative:

    1) non è il metodo ad essere vecchio, inteso come congelato 40 anni fa, ma l’aggiornamento del professore ad essere fermo a quell’epoca e lascio a ciascuno di voi valutare il caso;

    2) il professore è aggiornato, ma per qualche motivo fa disinformazione… non faccio il processo alle intenzioni e non indago le sue ragioni, ma certamente la cattiva informazione inconsapevole o volontaria che sia è riprovevole…

    chissà cosa ne penserebbe il buon Ippocrate

    destino avverso ha voluto che io sia di Cesena.. ma questa sarà un’altra storia

  4. Questi pedagoghi hanno una concezione dell’educazione anti-autoritaria, spontaneistica, libertaria. E’ bello vedere come difendano, a parole, la “libertà” di tutti tranne che la libertà di scelta delle famiglie del metodo educativo, per i propri figli. E’ una strana concezione di libertà. Mi incuriosisce molto.

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