"la madre, invece che rispondere alla domanda d'amore, dando cioè ciò che non ha, rimpinza il bambino della pappa asfissiante di ciò che ha, cioè confonde le sue cure col dono del suo amore. Ecco perché può accadere che il bambino più accudito rifiuti il nutrimento, orchestrando il suo rifiuto come un desiderio". (JACQUES LACAN)

Un noto istituto Psicodinamico Romano, proprietario di un’agenzia di Stampa (Agenzia DIRE), è partito all’attacco gridando allo scandalo e dicendo che le linee guida IIS per l’autismo sono incomplete, perché non contemplano l’approccio psicodinamico.

Sono d’accordo. Perché le linee guida non contemplano l’approccio psicodinamico? Perché non è stato scritto chiaramente che è un approccio scorretto?

Si dice da più parti che l’approccio psicodinamico non vada bene per l’autismo: non è esattamente vero.

Qualunque approccio che si poggi su basi scientifiche, sperimentali e osservabili può andare bene per l’autismo, come può andare bene per qualunque altra patologia.

Il problema è che l’approccio psicodinamico non poggia su basi scientifiche, ma su un corpus letterario e immaginifico creato negli anni da psicologi e psicanalisti uno più inventivo dell’altro.

Non poggia su basi sperimentali, perché sperimentare la letteratura non è possibile(posso sperimentare che mettendo una cartolina su un bicchiere e capovolgendolo, la cartolina cade; mentre riempiendo un bicchiere d’acqua e poggiandoci sopra una cartolina, il bicchiere d’acqua resta attaccato… ma non posso sperimentare i complessi edipici o fallici del bicchiere, né della cartolina).

Non poggia su basi osservabili, perché non posso osservare il “super-io”, l’assenza del sè o l “oggetto genitoriale deformato per la prevaricazione del fallo sadico sul seno sottomesso”(citazione da una definizione di Asperger del noto psicodinamico Romeo Lucioni).

L’approccio psicodinamico è – rendiamocene conto tutti – una invenzione oziosa e letteraria che nel corso del secolo scorso ha colpevolmente preso il sopravvento e – in assenza di studi neuroscientifici avanzati, si è sostituita alla scienza.

Ragioniamoci solo un attimo: un neuropsichiatra che prende in carico una persona con qualunque patologia o disturbo e lo impegna in sedute settimanali di psicoterapia psicodinamica, invece di sottoporlo prima di tutto a EEG e RMN, non è un medico. Perché viene annoverato tra i medici?

Per quanto riguarda gli psicologi, devo purtroppo constatare che nemmeno quelli di scuola cognitivo-comportamentale parlano mai chiaramente: purtroppo l’ordine degli psicologi impone, per essere iscritti all’albo, che non devono mai parlare male di nessun collega, anche di ispirazione opposta… pena la cancellazione.

Presidente Monti, perché cancelli le corporazioni dei tassisti e dei farmacisti e non quelle dei medici e degli psicologi?

Le corporazioni (dei medici e degli psicologi) non permettono a quelli che hanno un approccio scientificamente ineccepibile (e ce ne sono) di “parlar male” dei colleghi. Presidente, liberalizza la medicina e la psicologia!!!!!

Per fortuna, non ho il peso di essere uno psicologo e non sono iscritto in nessun albo (anche perché mi caccerebbero) e posso dirlo…

Ma non lasciatemi da solo a dirlo. Alziamoci e diciamolo tutti.

Siamo nel 2012. Il ventesimo secolo è finito da un pezzo.

Ricacciamo la psicologia dinamica tra le materie umanistiche, mettiamo Lacan tra Prevert e Pennac, smettiamola di permettere agli psicologi dinamici di firmare diagnosi.

La psicologia dinamica non è medicina. Non può essere cura. Non può dare sollievo a nessuno.

Non solo per quanto riguarda l’autismo!!!!!

Salviamo i milioni di persone che ne sono vittime.

GIANNI PAPA

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  1. silvia maggi scrive:

    Concordo pienamente con psicologa disoccupata; sono convinta che prima o poi verremo premiate per la nostra fedeltà ai principi deontologici, si spera(!)…certo è assai faticoso, ma dobbiamo fare sentire la nostra voce per fare capire alle persone che non tutti gli psicologi sono disonesti e presuntuosi, ma che esiste una realtà più sommersa di professionisti validi che merita di lavorare e che soprattutto ha tanto da dare.
    Io al momento non sto lavorando come psicologa, ma lavoro come educatrice nelle scuole come assistente per i ragazzi disabili: non mi importa rinunciare alla qualifica di “psicologa”, per me non c’è nulla di più appagante dell’opportunità di vedere lavorare e crescere questi ragazzi con grandi sforzi da entrambi le parti, ma sempre con entusiasmo.
    E’ l’unico modo che ho per dare il mio aiuto a questi ragazzi, ma non potrei non farlo.
    Psicologa disoccupata, hai mai pensato di proporti come educatrice scolastica?

  2. farfallina scrive:

    Psicologa disoccupata…fa piacere che qualcuno pensi prima alla salute dei bambini che al mutuo; ma non posso sentirmi dire che siamo in un periodo di crisi e quindi….come se la crisi fosse un’attenuante.
    E poi se non è la crisi è il delirio di onnipotenza, l’arroganza, la presunzione…potrei andare avanti all’infinito cercando di enumerare tutte la cause per cui qualcuno, non accetti di ammettere finalmente, allo stato attuale della scienza e della conoscenza, che certe cose non sono alla sua portata e deve starne alla larga.
    Rimando al primo post, sempre il mio…. tanto per riportare l’attenzione sugli effetti drammatici del comportamento di chi sceglie di pagare il mutuo e soddisfare il proprio narcisismo sulla pelle dei bambini…e fra le troppe storie che conosco la mia non è l’unica, né la più grave.
    Tu sei un’eccezione, bene per te e soprattutto per la tua coscienza e te lo dice una che spesso si è trovata “contro”, rimettendoci pure il posto di lavoro.
    Ma non c’è crisi che tenga, altrimenti in questa logica noi genitori per pagare l’ABA ai ns figli dovremmo essere autorizzati a delinquere per nobili motivi!

  3. Psicologa disoccupata scrive:

    Sono una psicologa iscritta all’Albo, che mi auguro venga presto eliminato. Potrei rischiare di esser fatta fuori io, lo so, ma la cosa importante è la motivazione che mi ha spinto a sacrificare (non uso il termine buttare per rispetto di chi mi ha sostenuta, soprattutto economicamente, in questa scelta) ben 10 anni di studi tra laurea v.o. e specializzazione.
    Non demonizzerei tutti gli specialisti che appartengono a una scuola di pensiero o a un’altra, ci sono pro e contro, basta leggersi un banale manuale di storia del pensiero psicologico ed informarsi per capire cosa serve e cosa no. Il fatto è che le elucubrazioni mentali non possono trovare posto in nessun tipo di approccio ad un problema, perché quando si sta male o quando si ha un dolore nella propia famiglia non si ha il tempo di star lì a ricercare un perché, un chissà.
    Si pensa a adesso, si pensa a come, si pensa al massimo a domani.
    Per il resto sono passata dall’università ad indirizzo psicanalitico ad una scuola di specializzazione cognitivo-comportamentale per l’infanzia, perché mi auguro (tornando alla motivazione) di poter essere vicina con il mio impegno alle persone che possono cercare di aiutare i propri figli. Per dare il futuro che ogni bambino merita.
    Io credo ci siano delle differenze importanti nei diversi approcci, e sarebbe bene che ognuno si occupasse di coloro a cui può dare risultati migliori. Però siamo in un momento di crisi e troppo spesso durante le lezioni mi son sentita ripetere “pensate prima al mutuo da pagare”.
    Non sono d’accordo ..
    E scusa se ti ho rubato spazio, ma ci tenevo a dirti che non tutti gli psicologi ragionano allo stesso modo.

  4. Carlo scrive:

    Condivido appieno quanto contenuto nell’esposizione del commento a firma di Gianni Papa ….. e non sono l’unico.

    Carlo

  5. Paperinik scrive:

    Per Farfallina e gli altri a cui interessa il tema , che riguarda pure la recente polemica sulle Linee Guida dell’ISS, vi consiglio questo gruppo FB
    https://www.facebook.com/groups/56772494320/#!/groups/223085157778347/225551997531663/

  6. Gianni Papa scrive:

    Silvia, che la psicologia dinamica non serva a nessuna disabilità è un dato di fatto. La realtà non può essere offensiva se non per chi ha da difendere il suo indifendibile orticello.

  7. farfallina scrive:

    In riferimento a quello che scrive Silvia, che mi trova concorde in quello che ha scritto… questa informazione lacunosa, assente, parziale…ambigua, quando chi la fornisce lo fa consapevolmente e per interesse, allora io la chiamo
    “malainformazione”
    e chiedo scusa al celebre regista per la libera ispirazione
    e come tutto quello che inizia con “mala”…andrebbe semplicemente eliminato nella realtà e non soltanto dal dizionario, tanto per essere chiari

  8. silvia maggi scrive:

    Cito: “La psicologia dinamica non è medicina. Non può essere cura. Non può dare sollievo a nessuno.
    Non solo per quanto riguarda l’autismo!!!!!
    Salviamo i milioni di persone che ne sono vittime.”

    Il termine “offensivo” era in tono umoristico.

    Anche per me la psicologia dinamica è avvicinabile alla filosofia, ricordo che studiare Lacan e Jung per me era stato molto difficile perchè non riuscivo a trovare una connessione con la realtà sul piano pratico, mi sembravano teorie filosofeggianti e per quanto affascinanti, poco attinenti con le necessità della società di oggi.

    A mio avviso sarebbe necessaria una maggiore chiarezza per gli utenti da parte di noi psicologi e psicoterapeuti, dando la possibilità di conoscere quali sono gli approcci psicologici che esistono, per chi sono indicati e per chi invece possono essere dannosi; purtroppo questa informazione non viene chiarita, ma sarebbe fantastico se l’Ordine decidesse di proporre una carta dei servizi per guidare le persone nella scelta di una terapia più consona alle proprie esigenze.
    Di fatto questo manca perchè per convenienza non vengono definiti con chiarezza i limiti di ogni approccio e questo autorizza gli psicologi e psicoterapeuti a prendere in carico persone con le necessità più disparate, con la possibilità di giocarsi la carta dell’invio al collega quando si capisce che la terapia non porta a risultati (dopo aver anche spillato una consistente somma di denaro).
    Ripeto, non siamo tutti così, ma ripeto anche che chi lavora seguendo i propri principi lavora davvero poco e viene svalutato perchè non all’altezza di trattare determinati casi.

  9. Gianni Papa scrive:

    I toni sono fin troppo oggettivi: dov’è l’offesa?

  10. silvia maggi scrive:

    Buonasera a tutti, mi permetto di commentare l’articolo che ho trovato in parte giusto, ma espresso con toni forse offensivi per chi sceglie di seguire un percorso formativo psicodinamico. Sono convinta che non tutti i percorsi terapeutici siano salutari o efficaci per i bambini, soprattutto in caso di disabilità campo in cui si rischia, proprio come ha dimostrato nel commento precedente Farfallina, di creare gravi danni emotivi ai ragazzi.
    Ci sono scuole di psicoterapia che insegnano ai loro partecipanti ad “essere in grado di trattare qualunque problematica”, ed è questo secondo me l’errore più grande: non si può essere capaci di affrontare con gli stessi strumenti tutte le problematiche.
    Io sono una psicologa di formazione comportamentale e dalla mia preparazione universitaria, ma soprattutto dalle mie esperienze di lavoro ho scelto con chiarezza quale percorso seguire, quali tipologie di utenti seguire, ma so che non tutti i colleghi scelgono questo modo di lavorare.
    Di fatto posso dirvi che per i miei ideali sto abbandonando l’idea di lavorare da psicologa, peri continuare a portare avanti il mio lavoro come educatrice perchè è l’unico modo che ho per lavorare a contatto con le persone con difficoltà.
    Mi fa una grandissima rabbia sapere che ci sono psicologi e psicoterapeuti a cui i genitori si affidano che si divertono a fare i “filosofi”, mentre persone come me e sicuramente tante altre non abbiamo alcuna possibilità di avvicinarci ai vostri ragazzi se non grazie alle cooperative perchè nelle mie zone non si riesce a farsi conoscere alle famiglie come professionisti, da noi esiste il tabù della disabilità e la certezza che i centri diurni e i punti di raccolta vadano più che bene.
    So che il mio commento non sarà di grande consolazione per nessuno, ma voglio solo farvi sapere che dall’Ordine degli psicologi c’è chi la pensa come voi e che soffre di questa situazione italiana dove c’è poca cura per chi ha una normalità differente dalla norma e dove su tutto vince l’apparenza e il sapersi vendere bene, mettendo in secondo piano chi è competente, ma non ha le conoscenze giuste o i mezzi per entrare “nel giro”.

  11. farfallina scrive:

    Basta!!! Io come tutti i genitori i cui figli sono sacrificati, martirizzati, umiliati…considerati pedine nel gioco del “io sono più luminare di te!”…in barba alla loro salute, sono esasperata! Mia figlia che ha iniziato ABA a casa dallo scorso marzo a due anni e mezzo si ritrova oggi, 27 gennaio 2012, con un peggioramento gravissimo dei comportamenti problema perchè quelli che non vedono di buon occhio l’aba e fanno gli autodidatti nelle scuole l’hanno portata ad una crisi regressiva totale…con tanto di certificazione medica di una neuropsichiatra con le palle!
    Speriamo mantenga il punto Mele…stiano fuori dalla scienza medica i politici “schettino”
    http://www.repubblica.it/salute/2012/01/26/news/autismo_nuobe_linee_guida-28806431/
    scusate lo sfogo

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