Qualche tempo fa abbiamo parlato dell’ineludibilità dell’ABA home based, ma ormai i tempi sono maturi per fare il salto di qualità… stando attenti alla qualità… con la prospettiva che questi centri possano diventare (in un futuro prossimo, perché i bambini crescono e le mamme imbiancano) propaggini dirette delle scuole pubbliche, della famosa “scuola dell’integrazione” italiana.
Portiamo fuori dalle case l’ABA. Prendiamo una stanza di una scuola, di un oratorio, una stalla, una stamberga, un rustico, una palestra… qualunque cosa… e liberiamo le nostre case!
infatti il mio ideale sarebbe la scuola… io ci sono dentro e appoggerò chiunque mi dia un’idea su come può essere possibile creare un centro per l’autismo gratuito e integrato nella scuola pubblica (di pomeriggio) con fondi pubblici. O magari anche non gratuito, ma a prezzi low cost.
mammam
Gianni il problema del centro è che non è quasi mai una soluzione praticabile. In una città come Roma, anche se c’è ma è dall’altra parte della città, diventa impossibile andarci tutti i giorni. La scuola ha una diffusione molto più capillare e sicuramente si presta meglio.
Gianni Papa
“..i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa….” prima di tutto contano le esperienze di chi fa il “doppio approccio” (e non ci sono dubbi. Come studii, ti potrei citare questo.
Reed P, Osborne LA, Corness M., Brief report: relative effectiveness of different homebased
behavioral approaches to early teaching intervention. J Autism Dev Disord. 2007 Oct;
37(9):1815 – 21.
eva maggiorelli
vuoi dire che ci sono studi indipendenti che affermano questo? o lo dici tua sulla a base della tua esperienza? o semplicemente opinione?
lellalilla
“..i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa….”
Tu che ti sei sempre basato sull’evidenza scientifica, esiste della letteratura al riguardo?
Gianni Papa
Puoi farlo anche altrove, Marcella, ma i risultati non sono gli stessi. Valla a trovare, Lucia D’Amato, prima di lasciarti condizionare dagli “incontri” che le rovinano il curriculum.
Marcella
Sono perfettamente d’accordo con l’ultimo commento di Eva. Come al solito caro Gianni estremizzi tutto. Io personalmente mi trovo molto bene con l’ABA home based. Quanto ai fratelli, Marcello ha una sorella che per definizione non potrà mai vivere in una famiglia ‘normale’ perchè non lo siamo. E non lo diventiamo solo perchè non circolano terapiste per casa. Non conosco il centro TICE che per quanto mi riguarda può essere fantastico, ma sostenere che tutti dovrebbero fare aba in un centro francamente lo trovo esagerato.
eva maggiorelli
IO NON CREDO CHE SIA POSSA DIRE A PRIORI SE E’ PIU’ EFFICACE UN MODELLO O UN ALTRO, CI SONO TANTE DI QUELLE VARIABILI DA CONSIDERARE..PIUTTOSTO DIREI CHE SI PUO’ DIRE CHE UN MODELLO E’ PIU’ ADATTO A QUEL BAMBINO E A QUELLA FAMIGLIA. CONTANO FATTORI COME L’ETA’ DEL BAMBINO E QUELLO SU CUI SI DEVE LAVORARE MA ANCHE COSE MOLTO PRATICHE TIPO LA GRANDEZZA DELLA CASA, LA VICNANZA DEL CENTRO.
IL FATTO CHE CI SIANO PIU’ FIGLI CONTA ECCOME, ANCHE SE E’ CHIARO CHE COMUNQUE UNA FAMIGLIA CON UN FRATELLO AUTISTICO E’ GIA’ DI PER SE SPECIALE.
IN OGNI CASO NON DIMENTICHIAMOCI CHE VIA VIA CHE CRESCONO E ACQUISISCONO ABILITA’ LE SESSIONI A TAVOLINO CHE SIANO FATTE FUORI O IN CASA DIMINUISCANO A FAVORE DI QUELLE MENO STRUTTURATE E PIU’ NEI CONTESTI DI VITA REALE E QUESTO LO SI PUO’ ORGANIZZARE IN ENTRAMBI I MODELLI.
Paperinik
Stai banalizzando il concetto Gianni, da come lo descrivi ,basta portare fuori casa l’aba per avere risultati maggiori, ma se prendi una stanza in affitto e fai aba con il bambino sempre solo con i soliti tutor,perché dovresti avere maggiori risultati? Che poi 12 ore in un centro siano sempre superiori al triplo fatto a casa e’ solo una tua affermazione. Pensa che non crei un centro prendendo una stanza in affitto.
Gianni Papa
se poi mi vieni a dire che spesso non c’è altro e che dobbiamo chinare la testa alla scelta del “meno peggio”, ti dò pienamente ragione.
Gianni Papa
Ah, sicuramente il centro di Novara porta via i bambini da scuola. Il centro TICE (quello che conosco io) è aperto dalle 14 alle 19.
Gianni Papa
Marcella portatrice d’acqua al mulino di Moderato, il centro di Novara che citi non è degno nemmeno di essere nominato. Le 25/30/40/50 ore fatte nelle case sono molto utili a produrre evitamento e dipendenza dal rinforzo materiale. Il lavoro nel centro (o comunque fuori dalle case) è immediatamente generalizzabile e chi lo pratica può testimoniare che i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa.
Quindi, modello-centro o modello-supermercato?
Marcella
…scusa ma la scuolaba è quella della D’amato? Torrna in ANGSA Novara, loro la seguono o almeno la seguivano. Nelle scuole ABA che sappia io i bambini vanno quando c’è posto, qundi anche in orario scolastico quando potrebbero stare con i loro compagni normali. Io non sono per niente d’accordo, fare qualche ora in un centro, anche se il più preparato del mondo, impedisce inevitabilmente di fare qualcosa anche solo di vagamente intensivo, le ore fuori centro che fai? Sai che mi stupisci Gianni Papa? Mi sa che mi son persa qualcosa.
mimmo
Il determinismo Home based o non home based non può e non deve essere dettato dallo squilibrio che le terapiste possono portare in casa (e poi ditemi di grazia quale famiglia con un figlio autistico è in perfetto equilibrio…?) dal fatto che non tiri lo sciaquone quando fai la pipì od hai paura che ti freghino le saponette del bagno…ma stiamo scherzando? qui si parla di controllo di qualità di possibilità di mettere in evidenze eventuali incongruenze che fisiologicamente ci possono essere anche in gruppi con le migliori terapiste e chi è in “charge” per scovare queste incongruenze? ebbene si vi do questa notizia…..siamo noi! Ricordiamo che anche la migliore terapista sta a casa 2-3 ore poi se ne va ed è responsabile solo ed esclusivamente di quello che fa, ma la “big picture” dobbiamo tenerla in mente prima noi e poi il supervisor (anche perchè siamo noi in primis ad avere convenienza a facilitare il lavoro del supervisor..). Il fatto di avere altri figli non può esimerci dal norstro ruolo di genitore partecipante al gruppo. Esempio: se portate vostro figlio al chirurgo pediatrico perchè ha una fimosi e questo esce fuori di mellone e vi dice k a suo figlio faccio la fimosi ma già che ci sono gli tolgo tonsille ed adenoidi….voi che fareste? direste per caso: ma si tanto lui è il chirurgo e lui decide perchè è il suo mestiere io sono occupato con gli altri figli ….col cavolo…prendereste quel chirurgo e lo mandereste a quel paese, o almeno controllereste che faccia solo il necessario….ecco lasciare l’aba fuori dal nostro controllo vuol dire perdere quel meccanismo di controllo di qualità che sono sicuro anche i terapisti vogliono….
almeno io la penso così
jhonny s.
Anche io e mia moglie siamo molto stanchi di avere le terapiste in casa, e si è stancato pure nostro figlio. Noi poi non abbiamo solo lui e sicuramente la situazione è diversissima rispetto a chi ha il figlio unico e vede tutta l’organizzazione familiare girare intorno a lui. Quest’anno abbiamo in programma di farlo uscire il più possibile con le terapiste (parchi, ludoteche..). Centri come il Tice io non ne conosco ma rimane il fatto che ci andrà solo chi abita lì vicino, non ha senso farsi decine di km per raggiungere una stanza dove fare aba. Io me li facevo per andare dal foniatra-dietologo e quindi dovrei stare zitto…
eva maggiorelli
stavolta mi tocca dare ragione a Gianni è pesante l’aba home based se si hanno altri figli ( io ne ho altre due) che vogliono invitare amici, studiare in pace, organizzare una festa di compleanno e si abita in un normale appartamento.
La vita dellla famiglia un po’ si snatura, ma fino ad oggi non c’erano molto alternative decenti…
mammam
Il centro e la scuola dovrebbero collaborare. Quella sarebbe la situazione ideale.
Gianni Papa
Il vantaggio è che in casa si fanno le cose che si fanno nelle case normali (a parte avere un atteggiamento educativo “aba”) e che i fratelli (il fratellino: mio figlio ce l’ha) vive in una casa normale, dove si fanno cose normali (e l’atteggiamento educativo “aba” è normalissimo: è il più adeguato in assoluto), che tra moglie e marito non si mette il supervàisor, che i tutor non ti rubano i soprammobili e non ti criticano se la casa è in disordine etc etc…
E nell’eventuale stanza in affitto (o aggratis) puoi farci quello che vuoi… E puoi anche stare lì a guardare.
Se il pensiero è “a casa l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, è come se diceste “posso avere anche delle capre che lavorano con mio figlio, tanto ci sono io che controllo”. Il problema sono le capre, non l’occhio del padrone.
mimmo
Ma scusa gianni che male c’è nel lavorare in casa? Premesso che è scontato che non bisogna lavorare solo in casa, ma le applicazioni dell’aba bisognerebbe usarle da quando ci si sveglia a quando ci addormentiamo in tutti gli ambienti possibili, non credi che i genitori, unici e reali garanti dei propi figli, debbano essere presenti durante queste sessioni? e che facciamo come la psicomotricista o la logopedista “old school” che non volevano assolutamente che i genitori stessero in stanza quando loro lavoravano e poi una volta abbiamo trovato mariam che dormiva e la tipa è uscita dalla stanza dopo 30 minuti tempo in cui cui aveva fatto i fatti suoi, tipo mettere a posto telefonare etc…?
Paperinik
Davvero non capisco cosa cambia,se esci di casa per rinchiuderti in un’altra stanza? I centri come quello Tice, sono da preferire all’intervento casalingo ,perché possono lavorare sul gruppo in ambiente piu’ naturale,ma se prendi una stanza in affitto, non ne vedo il vantaggio.
Gianni Papa
Non ho parlato di replicare il TICE o ScuolABA ma solo di uscire di casa e di dedicare degli spazi solo e unicamente all’ABA. In tal modo i risultati sono migliori e può testimoniarlo sia la signora ScuolABA sia la signora TICE. L’interesse a far credere che i risultati migliori siano quelli ottenuti in casa è di un certo signore Siciliano impiantato a Milano, autore tra l’altro di un simpatico pamphlet sulla deprivazione dell’affetto materno come causa del ritardo mentale.
mimmo
Caro Gianni a napoli dalle tue parti si dice:”l’occhio del padrone ingrassa il bue?”
Riflettici se non rubi troppo tempo alla tua carriera canora (più cane che ora…:) )
Paperinik
Il Centro Tice è sicuramente una bella realtà,ma non la replichi semplicemente “uscendo di casa”
Inoltre la nostra consulente ,che opera in quello che tu chiami home based, è anni che ci chiede di fare sessione ai parchi giochi.
Paperinik
Certo che devi “uscire” di casa,ma non per “chiuderti” in una stanza presa in prestito da un oratorio.
Gianni Papa
Significa che basta uscire da casa per avere risultati migliori. Un ambiente preposto solo all’ABA (inteso come sessione strutturata: è chiaro che il resto della “vita normale” deve essere comunque basata sugli stessi principi) è enormemente più predittivo di risultati rispetto all’ambiente domestico.
Paperinik
Certo che non hai una grande concezione del centro Tice e di ScuolABA, se pensi che basti affittare una stanza per replicarne il sistema. E’ forse una ricetta contro la crisi degli affitti?
infatti il mio ideale sarebbe la scuola… io ci sono dentro e appoggerò chiunque mi dia un’idea su come può essere possibile creare un centro per l’autismo gratuito e integrato nella scuola pubblica (di pomeriggio) con fondi pubblici. O magari anche non gratuito, ma a prezzi low cost.
Gianni il problema del centro è che non è quasi mai una soluzione praticabile. In una città come Roma, anche se c’è ma è dall’altra parte della città, diventa impossibile andarci tutti i giorni. La scuola ha una diffusione molto più capillare e sicuramente si presta meglio.
“..i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa….” prima di tutto contano le esperienze di chi fa il “doppio approccio” (e non ci sono dubbi. Come studii, ti potrei citare questo.
Reed P, Osborne LA, Corness M., Brief report: relative effectiveness of different homebased
behavioral approaches to early teaching intervention. J Autism Dev Disord. 2007 Oct;
37(9):1815 – 21.
vuoi dire che ci sono studi indipendenti che affermano questo? o lo dici tua sulla a base della tua esperienza? o semplicemente opinione?
“..i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa….”
Tu che ti sei sempre basato sull’evidenza scientifica, esiste della letteratura al riguardo?
Puoi farlo anche altrove, Marcella, ma i risultati non sono gli stessi. Valla a trovare, Lucia D’Amato, prima di lasciarti condizionare dagli “incontri” che le rovinano il curriculum.
Sono perfettamente d’accordo con l’ultimo commento di Eva. Come al solito caro Gianni estremizzi tutto. Io personalmente mi trovo molto bene con l’ABA home based. Quanto ai fratelli, Marcello ha una sorella che per definizione non potrà mai vivere in una famiglia ‘normale’ perchè non lo siamo. E non lo diventiamo solo perchè non circolano terapiste per casa. Non conosco il centro TICE che per quanto mi riguarda può essere fantastico, ma sostenere che tutti dovrebbero fare aba in un centro francamente lo trovo esagerato.
IO NON CREDO CHE SIA POSSA DIRE A PRIORI SE E’ PIU’ EFFICACE UN MODELLO O UN ALTRO, CI SONO TANTE DI QUELLE VARIABILI DA CONSIDERARE..PIUTTOSTO DIREI CHE SI PUO’ DIRE CHE UN MODELLO E’ PIU’ ADATTO A QUEL BAMBINO E A QUELLA FAMIGLIA. CONTANO FATTORI COME L’ETA’ DEL BAMBINO E QUELLO SU CUI SI DEVE LAVORARE MA ANCHE COSE MOLTO PRATICHE TIPO LA GRANDEZZA DELLA CASA, LA VICNANZA DEL CENTRO.
IL FATTO CHE CI SIANO PIU’ FIGLI CONTA ECCOME, ANCHE SE E’ CHIARO CHE COMUNQUE UNA FAMIGLIA CON UN FRATELLO AUTISTICO E’ GIA’ DI PER SE SPECIALE.
IN OGNI CASO NON DIMENTICHIAMOCI CHE VIA VIA CHE CRESCONO E ACQUISISCONO ABILITA’ LE SESSIONI A TAVOLINO CHE SIANO FATTE FUORI O IN CASA DIMINUISCANO A FAVORE DI QUELLE MENO STRUTTURATE E PIU’ NEI CONTESTI DI VITA REALE E QUESTO LO SI PUO’ ORGANIZZARE IN ENTRAMBI I MODELLI.
Stai banalizzando il concetto Gianni, da come lo descrivi ,basta portare fuori casa l’aba per avere risultati maggiori, ma se prendi una stanza in affitto e fai aba con il bambino sempre solo con i soliti tutor,perché dovresti avere maggiori risultati? Che poi 12 ore in un centro siano sempre superiori al triplo fatto a casa e’ solo una tua affermazione. Pensa che non crei un centro prendendo una stanza in affitto.
se poi mi vieni a dire che spesso non c’è altro e che dobbiamo chinare la testa alla scelta del “meno peggio”, ti dò pienamente ragione.
Ah, sicuramente il centro di Novara porta via i bambini da scuola. Il centro TICE (quello che conosco io) è aperto dalle 14 alle 19.
Marcella portatrice d’acqua al mulino di Moderato, il centro di Novara che citi non è degno nemmeno di essere nominato. Le 25/30/40/50 ore fatte nelle case sono molto utili a produrre evitamento e dipendenza dal rinforzo materiale. Il lavoro nel centro (o comunque fuori dalle case) è immediatamente generalizzabile e chi lo pratica può testimoniare che i risultati ottenuti in 12 ore settimanali in un centro sono superiori a quelli ottenuti in 36 ore a casa.
Quindi, modello-centro o modello-supermercato?
…scusa ma la scuolaba è quella della D’amato? Torrna in ANGSA Novara, loro la seguono o almeno la seguivano. Nelle scuole ABA che sappia io i bambini vanno quando c’è posto, qundi anche in orario scolastico quando potrebbero stare con i loro compagni normali. Io non sono per niente d’accordo, fare qualche ora in un centro, anche se il più preparato del mondo, impedisce inevitabilmente di fare qualcosa anche solo di vagamente intensivo, le ore fuori centro che fai? Sai che mi stupisci Gianni Papa? Mi sa che mi son persa qualcosa.
Il determinismo Home based o non home based non può e non deve essere dettato dallo squilibrio che le terapiste possono portare in casa (e poi ditemi di grazia quale famiglia con un figlio autistico è in perfetto equilibrio…?) dal fatto che non tiri lo sciaquone quando fai la pipì od hai paura che ti freghino le saponette del bagno…ma stiamo scherzando? qui si parla di controllo di qualità di possibilità di mettere in evidenze eventuali incongruenze che fisiologicamente ci possono essere anche in gruppi con le migliori terapiste e chi è in “charge” per scovare queste incongruenze? ebbene si vi do questa notizia…..siamo noi! Ricordiamo che anche la migliore terapista sta a casa 2-3 ore poi se ne va ed è responsabile solo ed esclusivamente di quello che fa, ma la “big picture” dobbiamo tenerla in mente prima noi e poi il supervisor (anche perchè siamo noi in primis ad avere convenienza a facilitare il lavoro del supervisor..). Il fatto di avere altri figli non può esimerci dal norstro ruolo di genitore partecipante al gruppo. Esempio: se portate vostro figlio al chirurgo pediatrico perchè ha una fimosi e questo esce fuori di mellone e vi dice
k a suo figlio faccio la fimosi ma già che ci sono gli tolgo tonsille ed adenoidi….voi che fareste? direste per caso: ma si tanto lui è il chirurgo e lui decide perchè è il suo mestiere io sono occupato con gli altri figli ….col cavolo…prendereste quel chirurgo e lo mandereste a quel paese, o almeno controllereste che faccia solo il necessario….ecco lasciare l’aba fuori dal nostro controllo vuol dire perdere quel meccanismo di controllo di qualità che sono sicuro anche i terapisti vogliono….
almeno io la penso così
Anche io e mia moglie siamo molto stanchi di avere le terapiste in casa, e si è stancato pure nostro figlio. Noi poi non abbiamo solo lui e sicuramente la situazione è diversissima rispetto a chi ha il figlio unico e vede tutta l’organizzazione familiare girare intorno a lui. Quest’anno abbiamo in programma di farlo uscire il più possibile con le terapiste (parchi, ludoteche..). Centri come il Tice io non ne conosco ma rimane il fatto che ci andrà solo chi abita lì vicino, non ha senso farsi decine di km per raggiungere una stanza dove fare aba. Io me li facevo per andare dal foniatra-dietologo e quindi dovrei stare zitto…
stavolta mi tocca dare ragione a Gianni è pesante l’aba home based se si hanno altri figli ( io ne ho altre due) che vogliono invitare amici, studiare in pace, organizzare una festa di compleanno e si abita in un normale appartamento.
La vita dellla famiglia un po’ si snatura, ma fino ad oggi non c’erano molto alternative decenti…
Il centro e la scuola dovrebbero collaborare. Quella sarebbe la situazione ideale.
Il vantaggio è che in casa si fanno le cose che si fanno nelle case normali (a parte avere un atteggiamento educativo “aba”) e che i fratelli (il fratellino: mio figlio ce l’ha) vive in una casa normale, dove si fanno cose normali (e l’atteggiamento educativo “aba” è normalissimo: è il più adeguato in assoluto), che tra moglie e marito non si mette il supervàisor, che i tutor non ti rubano i soprammobili e non ti criticano se la casa è in disordine etc etc…
E nell’eventuale stanza in affitto (o aggratis) puoi farci quello che vuoi… E puoi anche stare lì a guardare.
Se il pensiero è “a casa l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”, è come se diceste “posso avere anche delle capre che lavorano con mio figlio, tanto ci sono io che controllo”. Il problema sono le capre, non l’occhio del padrone.
Ma scusa gianni che male c’è nel lavorare in casa? Premesso che è scontato che non bisogna lavorare solo in casa, ma le applicazioni dell’aba bisognerebbe usarle da quando ci si sveglia a quando ci addormentiamo in tutti gli ambienti possibili, non credi che i genitori, unici e reali garanti dei propi figli, debbano essere presenti durante queste sessioni? e che facciamo come la psicomotricista o la logopedista “old school” che non volevano assolutamente che i genitori stessero in stanza quando loro lavoravano e poi una volta abbiamo trovato mariam che dormiva e la tipa è uscita dalla stanza dopo 30 minuti tempo in cui cui aveva fatto i fatti suoi, tipo mettere a posto telefonare etc…?
Davvero non capisco cosa cambia,se esci di casa per rinchiuderti in un’altra stanza? I centri come quello Tice, sono da preferire all’intervento casalingo ,perché possono lavorare sul gruppo in ambiente piu’ naturale,ma se prendi una stanza in affitto, non ne vedo il vantaggio.
Non ho parlato di replicare il TICE o ScuolABA ma solo di uscire di casa e di dedicare degli spazi solo e unicamente all’ABA. In tal modo i risultati sono migliori e può testimoniarlo sia la signora ScuolABA sia la signora TICE. L’interesse a far credere che i risultati migliori siano quelli ottenuti in casa è di un certo signore Siciliano impiantato a Milano, autore tra l’altro di un simpatico pamphlet sulla deprivazione dell’affetto materno come causa del ritardo mentale.
Caro Gianni a napoli dalle tue parti si dice:”l’occhio del padrone ingrassa il bue?”
Riflettici se non rubi troppo tempo alla tua carriera canora (più cane che ora…:) )
Il Centro Tice è sicuramente una bella realtà,ma non la replichi semplicemente “uscendo di casa”
Inoltre la nostra consulente ,che opera in quello che tu chiami home based, è anni che ci chiede di fare sessione ai parchi giochi.
Certo che devi “uscire” di casa,ma non per “chiuderti” in una stanza presa in prestito da un oratorio.
Significa che basta uscire da casa per avere risultati migliori. Un ambiente preposto solo all’ABA (inteso come sessione strutturata: è chiaro che il resto della “vita normale” deve essere comunque basata sugli stessi principi) è enormemente più predittivo di risultati rispetto all’ambiente domestico.
Certo che non hai una grande concezione del centro Tice e di ScuolABA, se pensi che basti affittare una stanza per replicarne il sistema. E’ forse una ricetta contro la crisi degli affitti?