AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

Archive for the 'cinema' Category

CHIUSURA ESTIVA

Posted by Autismo Incazziamoci on 19th July 2010

DA UN’IDEA DI MARIANO FAGIOLO

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Mon petit frère de la lune

Posted by Autismo Incazziamoci on 10th July 2010

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ADAM

Posted by Autismo Incazziamoci on 14th May 2010

DA MONDO RARO

Adam Raki (Hugh Dancy) è un ingegnere elettronico di ventinove anni: dopo aver perso anche suo padre, l’ultima figura genitoriale rimastagli, si ritrova improvvisamente costretto a viver da solo nel proprio grande appartamento a Manhattan. Affetto dalla sindrome di Asperger, una leggera forma di autismo che lo rende apparentemente incapace di comunicare con le altre persone, ama rifugiarsi in un mondo fatto di ricerche ed esplorazioni spaziali, almeno quando non costruisce giocattoli per una ditta vicino casa. Beth Buchwald (Rose Byrne), una bella e dolce insegnante d’asilo con il sogno di scrivere libri per bambini, è al contrario appena uscita da un’infelice relazione con un uomo e, stanca del fatto che la sua fiducia venga spesso tradita, si è trasferita allo stesso numero della stradina di Adam nella speranza di ritrovare un po’ di pace. Purtroppo, però, rendendosi immediatamente conto che è lei la donna dei suoi desideri, nulla sembra poter fermare gli innumerevoli tentativi di approccio di quest’ultimo, nemmeno la sua totale mancanza di capacità nel comprendere le emozioni della ragazza – comunque attratta dalla viscerale timidezza del giovane.

Ne Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, il pluripremiato romanzo giallo scritto dal britannico Mark Haddon, la voce narrante apparteneva al quindicenne Christopher Boone, il quale, soffrendo anch’egli della sindrome di Asperger, manifestava svariati disturbi del comportamento, come ad esempio il non sopportare di esser toccato, l’odio per il giallo ed il marrone contrapposto all’amore per il rosso e, non per ultima, l’enorme difficoltà nel comprendere gli altri esseri umani. Alla medesima maniera, Adam Raki non riconosce il significato della parola empatia, non afferra quello delle metafore nel linguaggio parlato e, isolato com’è dalle sensazioni emotive nonché naturalmente predisposto alla scienza, nutre una gran passione per l’astronomia, da lui percepita come logica e pertanto sicura.

In effetti, si può dire che la sindrome di Asperger sia esattamente questo: un disordine mentale sì legato all’autismo, ma al contempo, invero, del tutto dissociabile dalle potenziali implicazioni della sua versione più classica, quali i significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o in quello cognitivo. Lo stesso termine, coniato dalla psichiatra inglese Lorna Wing in una rivista medica del 1981, sta ad indicare che le persone colpite dal disturbo non nascondono unapersistente compromissione delle interazioni sociali, con schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività ed interessi molto ristretti.

Sarà forse per la particolarità del caso, dunque, che il regista e sceneggiatore Max Mayer, già autore del misconosciuto Better Living (Roy Scheider), così come di un episodio delle serie televisive AliasWest Wing, si è sentito ispirato a realizzare il film Adam dopo aver ascoltato alla radio un’intervista con un uomo che aveva la sindrome di Asperger, decidendosi a creare un personaggio che potesse far da metafora alle odierne relazioni umane, dove il desiderio di ricercare il contatto con l’altro è quasi sempre inibito dalla paura del rifiuto.

Fatto sta che il film, le cui riprese sono state realizzate a New York nel dicembre del 2005, tra il Greenwich Village ed il Central Park, è riuscito a portarsi a casa il premio Alfred P. Sloan (dedicato al suo tema prettamente scientifico) di ritorno dal Sundance Film Festival del 2009, da anni il miglior filtro per un cinema indipendente vero, di qualità.

Interpretato dall’efficace coppia Dancy/Byrne (il primo già visto in Ella Enchanted – Il magico mondo di EllaIl club di Jane AustenUn amore senza tempoI Love Shopping; la seconda inTroyMarie AntoinetteDamages, il telefilm statunitense di successo oramai giunto alla sua terza stagione), Adam accosta con intelligenza l’illusione di un amore diversamente romantico all’affetto, irrimediabilmente disilluso, di una figlia (la Byrne) per il proprio padre (Peter Gallagher). Le problematiche interne ad un’intera, caotica ma perbenista famiglia (Gallagher/Amy Irving), all’emarginante solitudine di un ragazzo (Hugh Dancy) al quale è rimasto un unico, reale amico (Frankie Faison).

E, rinunciando ad avvalersi di una mimica eccessivamente accentuata, ma anzi giocando sulla fisicità trattenuta del personaggio di Adam (bravissimo, qui, l’attore inglese), che vediamo esser letteralmente “bloccato” per la maggior parte del film, quasi a voler sottolineare uno stato di interiore disagio emotivo/esistenziale, racconta una storia fatta di poesia, malinconia, riservatezza ed auto-isolamento, voglia di ricominciare ed ansia di continuare a vivere senza la costante presenza delle persone amate. Di un amore sincero,garbato, silenzioso e alle volte persino troppo distante – mai, tuttavia, realmente distaccato.

Aiutato da una splendida colonna sonora (Lucy Schwartz, Joshua Radin, The Weepies), Adam è un film coinvolgente, ben confezionato e mai scontato, ma che forse, purtroppo, non riuscirà a presenziare nelle sale cinematografiche italiane per più di una settimana. La colpa? Del solito trio: disinformazione,disinteresse e disimpegno.

Data di uscita nelle sale italiane: venerdì 14 maggio 2010

Distribuzione: Fox Searchlight Pictures

Titolo originale: Adam

Paese: USA

Anno: 2009

Durata: 99 minuti

Genere: commedia, drammatico

Regia: Max Mayer

Interpreti: Hugh Dancy, Rose Byrne, Peter Gallagher, Amy Irving, Frankie Faison

Voto: 8

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Autismo: il video shock accende le polemiche

Posted by Autismo Incazziamoci on 19th November 2009

Copio-incollo da Psicozoo.it

L’autismo, si sa, è terreno di controversie visto che non esiste nessuna certezza sulle sue cause, sul suo trattamento, sulla sua diagnosi, sulle tecniche di studio. E non sono solo i genitori o gli esperti della materia a puntare il dito, ma anche le stesse persone con un disturbo dello spettro autistico, che spesso sono in grado di difendere i loro diritti, a farsi sentire.

autism_04

Stavolta a far discutere è il video sull’autismo prodotto  dal cantautore Billy Mann (nomination per il Grammy award) e diretto da  Alfonso Cuarón, vincitore di un Oscar, per Autism Speaks, il più grande sindacato staunitense in difesa dei diritti degli autistici. Il video non è piaciuto per niente alle persone che il sindacato dovrebbe difendere, per i suoi toni terroristici che vanno dalla rappresentazione del disturbo come una sorta di mostro orrorifico, alla sua squalifica totale come peso, rovinafamiglie o oggetto di compassione senza fine.

autismo“Non vogliamo essere dipinti come un fardello o come oggetti di paura e pietà” - afferma con forza Ari Ne’eman, presidente dell’Autistic Self-Advocacy Network, che ricevette una diagnosi di Sindrome di Asperger (una forma relativamente lieve di autismo) all’età di 12 anni. “Secondo il video, se i miei genitori divorziassero sarebbe tutta colpa mia!” – continua offeso, considerando che il cortometraggio assicura ai genitori che se il loro figlio è autistico il loro matrimonio fallirà.

Il gruppo di Ne’eman ha organizzato proteste contro questo video in tutto il paese, affermando che se Autism Speaks avesse più persone con autismo nella sua dirigenza, il suo messaggio sarebbe stato più sensibile verso le persone che cerca di aiutare e spingerebbe l’associazione a destinare più risorse per migliorare i servizi destinati agli autistici allo stato attuale, piuttosto che impegnarle totalmente nella ricerca e negli studi genetici che danno riscontri solo a lungo termine.

Peter Bell, vice-presidente esecutivo di Autism Speaks sostiene che il video ha ricevuto risposte positive dal resto della comunità delle persone autistiche, ma ha preferito comunque rimuoverlo visto che non è stato gradito a tutti. Secondo Bell, il video è un’espressione personale di Mann e Cuaròn, entrambi genitori di un bambino autistico. “Sono in una fase della vita in cui si sentono affranti e insicuri rispetto al futuro”- continua Bell per spiegare le loro scelte rispetto al video.

Lascio a voi i commenti sul pomo della discordia tradotto da me in italiano (vi chiedo scusa per l’imprecisione della traduzione). Ne troverete molte parodie su internet che forse rivelano più sensibilità di questo video che si gongola tra terrore e pietismo.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HDdcDlQVYtM]

“L’autismo parla”

“Sono l’Autismo, sono invisibile nei tuoi bambini, e sarò invisibile per te finchè non è troppo tardi. So dove vivi. E, indovina? Anch’io vivo lì. Ho i miei occhi puntati su tutti voi e vi sto guardando. Sono l’autismo, non ho colore, nè religione, nè morale, nè amore… Parlo la tua lingua fluentemente e con ogni voce che porto via acquisisco un altro linguaggio. Lavoro molto velocemente, più veloce di cancro, Aids e diabete infantili messi insieme.   Sono l’autismo e se sei felicemente sposato, distruggerò il tuo matrimonio rendendo i tuoi sogni irraggiungibili e le promesse infrante… I tuoi soldi finiranno nelle mie mani e ti porterò alla bancarotta per il mio guadagno…Non dormo e ti assicuro che non farò dormire neanche te. Renderò virtualmente impossibile per te e per la tua famiglia andare in chiesa, ad una festa di compleanno, in un parco pubblico senza combattere, senza problemi, senza soffrire…Non hai cure per me. I tuoi scienziati non hanno le risorse per combattermi e io provo gusto nella tua disperazione. I tuoi vicini sono più contenti di far finta che io non esisto, ovviamente finchè non è figlio loro.  Sono l’autismo, non m’interessa cosa è giusto e cosa è sbagliato. Provo gran piacere nella tua solitudine. Combatterò per portarti via ogni speranza. Ti priverò del tuo bambino e dei tuoi sogni, mi assicurerò che ogni volta che ti svegli tu pianga, chiedendoti chi si prenderà cura del tuo bambino quando sarai morto. E la verità è che io sto vincendo ancora, io sono l’autismo e tu sei terrorizzato. E fai bene ad esserlo. Io sono l’autismo. Tu mi hai ignorato? E’ stato un grande errore.”

autismo2“E all’autismo dico, io sono una madre, un padre, un nonno, una sorella. Noi passeremo ogni ora del nostro tempo cercando di combatterti. Non possiamo dormire perchè non ci fermeremo finchè non lo fai tu. Le famiglie possono essere più forti dell’autismo e non ci faremo intimidire da te, non con l’amore e la forza delle nostre comunità. Io sono un genitore che cavalca per domarti e tu puoi buttarmi giù mille volte, ma io mi rialzerò, e mi rimetterò in piedi. Autismo, hai dimenticato chi siamo, hai dimenticato con chi hai a che fare, hai dimenticato lo spirito di madri, e figlie e padri e figli, noi siamo la Russia, gli Usa, la Cina, noi siamo le Nazioni Unite. Noi staremo insieme in qualunque clima, e studieremo con le tecnologie, il woodoo, le erbe, gli studi genetici e una conoscenza che cresce e che tu non puoi prevedere. E’ una sfida, ma noi siamo i migliori quando gli altri si abbattono. Noi parliamo l’unica lingua che conta: l’amore per i nostri bambini. Tu sei solo, noi siamo una comunità di guerrieri. Noi abbiamo voce. Pensi che se alcuni dei nostri bambini non sanno parlare, noi non li sentiamo? Questa è la debolezza dell’autismo. Tu pensi che se il mio bambino vive dietro un muro, io ho paura di buttarlo giù con le mie mani? Forse non ti hanno presentato questa comunità di genitori, nonni, amici, insegnanti e scienziati… Autismo, se non sei terrorizzato, dovresti esserlo. Quando sei arrivato per il mio bambino hai dimenticato che sei arrivato per me. Autismo, hai sentito?”

[- 'I Am Autism': An Advocacy Video Sparks Protest- By Claudia Wallis Friday]

LUCIA IMPERATORE

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Autism: The Musical

Posted by Autismo Incazziamoci on 16th June 2009

COPIO-INCOLLO DA RAT RACE

Devo chiedere preventivamente scusa per questa specie di incrocio tra una recensione e uno sfogo personale.

In genere i film sull’handicap presentano storie eroiche di persone che superando incredibili ostacoli riescono in grandi cose, storie alla Pistorius per intenderci. Con una disabilita’ come l’autismo questo e’ parecchio più difficile; gli autistici non sono soggetti proprio facilmente piegabili alle regole della retorica cinematografica, specie americana, in quanto assai poco sensibili agli obiettivi cui sono sensibili i normali. Cosi’ anche nel primo e piu’ famoso film su di un autistico, Rain Man, il protagonista, pur dimostrando sbalorditive competenze matematiche, sbanca un casino’ facendolo pero’ piu’ o meno involontariamente.
Autism: The Musical, un documentario della celebrata rete americana HBO (quella di Sex and The City del bellissimo The Wire, per intenderci) in parte vuole proprio raccontare la storia di un gruppo di bambini autistici che riesce in un’impresa impossibile, quella di mettere in scena un musical, sembra di capire proprio sull’autismo. Non per niente la faccenda va sotto il nome (uno zinzino ambizioso) di “Miracle Project”…
Alla guida della compagnia si trova Elaine aka “Coach E”, la madre di uno di loro, un bambino russo adottato, Neal, di circa 10 anni, affetto da una forma di autismo piuttosto severo. Gli altri protagonisti sono Adam, un 8enne che suona il violoncello, Henry, Asperger appassionato di dinosauri (figlio niente di meno che di Stephen Stills dei Crosby, Stills and Nash), Wyatt, un altro — sembra — Asperger dalla sbalorditiva autoconsapevolezza, e Lexi, una 14enne ecolalica, però piuttosto brava nel canto.
In realta’ del musical e di come vengano affrontate tutte le possibili difficolta’ dell’impresa (mi sembra allucinante anche la sola idea di trattenere in una stanza una masnada di autistici) nel film si vede piuttosto poco e da questo poco si ha l”impressione che in molto siano intervenuti gli adulti per supportare sulla scena i bambini. Ci sono poi alcune scene di isteria prima dello spettacolo, che credo si verifichino in ogni saggio di danza o analoghi che si tenga sulla faccia del globo, anche se qui ovviamente assume connotati un po’ piu’ seri.
Il documentario quindi parla soprattutto dei cinque bambini protagonisti, delle loro storie e di quelle dei loro genitori.
Non e’ stata per me una visione ne’ facile ne’ rassicurante. Il tono generale del documentario, derivante direttamente dai genitori, e’ che avere un figlio autistico e essere autistico e’ una tragedia. Una frase tipica e’ detta proprio da Elaine: “Il mondo per un bambino autistico e’ un posto triste e spaventoso”. L’insegnante di sostegno di Adam poi scuotendo la testa si chiede cosa sarebbe quel bambino (che sembra veramente un tipo in gamba) se non fosse autistico. La madre di Lexi racconta di come e’ caduta in depressione per via dell’autismo della figlia.
Devo dire che avrei voluto entrare nel film e litigare con questa gente. Si’, i vostri bambini sono autistici, e’ un gran casino, ma sono belli, sanno fare un sacco di cose e potrebbero godersi la vita, con i dinosauri e quant’altro, se non gli trasmetteste la sensazione che tutto e’ terribile, che li vorreste normali, che siete angosciati per il loro futuro.
Nel documentario manca piu’ o meno assolutamente il senso dell’umorismo e qualunque persona normale che lo guardera’ si commuovera’, certo, ma forse non capira’ fino in fondo la bellezza di questi bambini.
E loro invece sono proprio belli e a volte anche buffi e divertenti. Certo il mondo che li circonda non e’ fatto per capirli e accoglierli.
Mi ha impressionato il fatto che Wyatt, un bambino che faceva discorsi di una profondita’ assai difficile da riscontrare in un adulto medio, sia considerato sulla base dei test sostanzialmente un ritardato.
Pero’ dobbiamo cominciare noi genitori a scoprire quello che c’e’ di bello in loro, perche’ nessuno altrimenti lo verra’ a sapere, nemmeno i nostri bambini, che sono autistici si’, ma mica scemi. E che loro non sentano di essere belli e speciali, questo si’ che e’ un dramma.
Comunque, se vi capita, guardatelo Autism: The Musical; gira su Cult, il canale sofisticato del gruppo Fox in una rassegna dal titolo irritante come “L’elogio dell’imperfezione” (e che, gli esseri umani “normali” sono dei perfetti che possono permettersi di guardare con condiscendenza agli altri?).
Ma guardatelo per i bambini, che sono veramente uno spettacolo. E non date troppa retta ai genitori, le cose sono assai meglio di come dicono loro.


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TORINO: UN MINIMO GESTO – GIORNATA DEDICATA A CINEMA E AUTISMO

Posted by Autismo Incazziamoci on 18th May 2009

MARTEDI’ 26 MAGGIO

UN MINIMO GESTO
giornata dedicata
a CINEMA e AUTISMO

 

Auditorium Laboratorio Multimediale “Guido Quazza” e Unione Culturale – Franco Antonicelli

 

Ingresso libero

 

L’ Associazione Museo Nazionale del Cinema, con il sostegno del Gruppo Asperger Onlus e dell’ANGSA Piemonte e in collaborazione con l’Unione Culturale Franco Antonicelli e il Laboratorio Multimediale “Guido Quazza”, organizza una giornata di riflessione e incontro sull’autismo a cura di Marco Mastino.

 

L’AMNC, in collaborazione col Gruppo Asperger Onlus, ANGSA Piemonte, l’Unione Culturale Franco Antonicelli e il Laboratorio Multimediale Guido Guazza, organizza una giornata di riflessione e incontro sull’autismo a cura di Marco Mastino.

 

La giornata ha come scopo quello di dare maggiore visibilità ad un problema, quello dell’autismo, da sempre ai margini dell’interesse comune, ma la cui forte presenza “sotterranea” nella società – circa l’1% della popolazione totale – non può lasciarci indifferenti.

 

Attraverso le esperienze di persone che ogni giorno si confrontano col mondo di questa patologia e la proiezione di tre opere filmiche sul tema, si cercherà di trovare punti di contatto tra il campo neuro-psichiatrico e quello cinematografico, contatto che negli ultimi tempi si è rivelato sempre più forte grazie all’apparizione, dal 2007 ad oggi, di una quindicina di titoli che cercano, ognuno in modo differente, di far cogliere e di mostrare quel “minimo gesto” di cui ha bisogno ogni persona per entrare in contatto con un’altra.

 

Rappresentanti di associazioni che si occupano di autismo, esperti di cinema e registi sensibili al problema si incontreranno e si confronteranno in due importanti appuntamenti: uno pomeridiano all’Auditorium Laboratorio Multimediale “Guido Quazza” e uno serale all’Unione Culturale Franco Antonicelli.

 

 

Di seguito il PROGRAMMA:

 

? Ore 15,00 – INCONTRO e PROIEZIONE – Auditorium Laboratorio Multimediale “Guido Quazza” (via Sant’Ottavio 20, Palazzo Nuovo, Primo seminterrato)

 

Relatori: Ugo Parenti del Direttivo Associazione Asperger Onlus, Tiziana Melo De Acetis (Presidente dell’ANGSA – Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), Federico Guarini, regista e sceneggiatore che sta lavorando su un documentario incentrato su una comunità torinese di bambini autistici, Prof.ssa Giulia Carluccio (Docente di Storia del Cinema all’Università degli Studi di Torino), Prof. Mauro Adenzato (Docente di Psicologia Generale all’Università degli Studi di Torino).

 

A seguire verrà proiettato il film Oltre il giardino (Being There, 1979, 130′) di Hal Ashby, che vede in scena grandi interpreti del calibro di: Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas, Jack Warden.

 

Dopo la morte del padrone, Chance (Peter Sellers), malinconico giardiniere analfabeta, si ritrova sfrattato dalla casa in cui ha vissuto tutta la vita. Sperduto in un mondo che conosce soltanto attraverso la televisione, Chance viene investito dalla macchina di Eve (Shirley MacLaine) e portato nella sua dimora per essere curato. Il marito della donna, Ben (Melvyn Douglas, che ottenne l’Oscar come miglior attore non protagonista nel 1980) – ricco industriale e consigliere del Presidente degli Stati Uniti d’America -, malato da tempo, rimane affascinato dalla semplicità e dalle parola di Chance – parole che ruotano attorno solo al giardinaggio e che l’uomo interpreta come perle di saggezza -, tanto da inserirlo nel mondo politico americano.

 

 

? Ore 21,00 – INCONTRO e PROIEZIONi I – Unione Culturale Franco Antonicelli (via Cesare Battisti 4/b, Torino)

 

Relatori: Prof.ssa Stefania Ucelli (docente di Psicologia all’università di Pavia e Direttrice della Cascina Rossago), Dott.ssa Stefania Goffi Referente regionale Gruppo Asperger Onlus, Prof. Mauro Adenzato (Docente di Psicologia Generale all’Università degli Studi di Torino, Tiziana Melo De Acetis (Presidente dell’ANGSA) e Daniele Gaglianone, regista e critico cinematografico.

 

A seguire verranno proiettati:

 

First Person (2001, 24’) di Errol Morris, documentario dedicato alla figura di Temple Grandin, professoressa associata all’Università del Colorado e progettista di attrezzature per il macello del bestiame, ma soprattutto importante attivista per i diritti delle persone autistiche.

 

Elle s’appelle Sabine (2007, 85’) di Sandrine Bonnaire, esordio alla regia dell’attrice Sandrine Bonnaire (Senza tetto né legge, Sotto il sole di Satana, Giovanna D’Arco) e vincitore della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, questo film è il ritratto della sorella della regista, autistica dalla nascita, ma anche una denuncia della scarsa attenzione al problema e della mancanza di strutture dedicate ad hoc per persone colpite da una sindrome che rende difficile l’interazione sociale e che condanna ad un’alienazione esistenziale e ad una frantumazione dell’identità creature considerate erroneamente psicotiche e per questo imbottite di farmaci.

 

Per informazioni: info@amnc.it

 

Ufficio stampa: Giulia Gaiato – press@amnc.it – 346 5606493

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