AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

Archive for the 'riflessioni' Category

CONSIGLI CONCRETI PER IL MINISTRO TREMONTI

Posted by Autismo Incazziamoci on 21st July 2010

Quando facevo il liceo, avevo una prof di latino e greco uguale-identica al ministro Tremonti. Non che gli somigliasse fisicamente, benché non fosse una gran bellezza. Era identica all’interno: era Tremonti dentro.

Aveva lo stesso identico modo di ragionare del ministro-automa: la sua testa era un circuito chiuso scientifico che non lasciava spazio alle emozioni e non permetteva nessuna azione che non fosse frutto di calcolo.Di conseguenza, i miei voti (soprattutto in Greco) erano terribili.

Ma bisogna cambiare prospettiva: le professoresse di Greco e i Ministri dell’Economia hanno ragione.E’ vero quello che Tremonti dice: per la disabilità si spende troppo.Quindi qui dal mio eremo marino, nell’alto Cilento-bandierablu, voglio suggerire al Compagno Ministro come “tagliare” e continuare ad avere un comportamento e un atteggiamento etici,

Parlerò di quello che conosco, nella zonna in cui vivo. Prego i lettori di segnalare altri possibili tagli per il povero ministro Tremonti. In tal modo i soldi non saranno tolti a chi ne ha bisogno, ma a chi li sperpera e a chi “divìde ed impèra“.Quindi, caro compagno-ministro, le suggerisco di…

- Togliere qualunque finanziamento alle Università che annoverano ancora nei programmi di studio “La fortezza vuota” di Bettelheim (ce ne sono, eccome!. Una è l’Università dell’Insubria di Varese, dove il libro viene proposto alle laureande educatrici – facoltà di Medicina… ma mi risulta che casi del genere esistano anche a Bologna, Cesena, Salerno).

Controllare come vengono spesi i soldi pubblici di una FONDAZIONE di Varese (tra l’altro vicina ai suoi avversari politici: per cui può avere la mano pesante senza paura). Indagare sul perché il progetto DIR proposto qualche anno fa dalla suddetta fondazione sia naufragato e perché siano stati interrotti bruscamente i rapporti con la dottoressa Sindelar. C’è stato uno spreco di denaro pubblico? Che fine hanno fatto i bambini trattati? Quanto ha guadagnato la Sindelar per un progetto finito nel nulla e quindi inutile?
P
erché il progetto è stato fatto in un centro diurno, in mezzo a disabilità di tutti i tipi e a tipologie di trattamento le più disparate?
Mi è giunta voce che i bambini del “progetto DIR” avessero in media nove anni: PERCHE’ NON E’ STATO RISPETTATO IL PRINCIPIO DEL “TRATTAMENTO INTENSIVO E PRECOCE”?
E ancora: vanno a scuola i bambini che frequentano il CDD della Fondazione? Per quante ore?
Infine: quanto pesa finanziariamente sulla Regione Lombardia e quindi sul suo Ministero, compagno Tremonti, la Fondazione di Varese? Da cosa è giustificata la mole di finanziamenti pubblici, cospicua, che raggiungono codesta Fondazione?

- Mettere un freno ai “Convegni”. Sono troppi e spesso inutili.-

- Controllare gli ospedali. In un noto ospedale milanese ci venne fatta l’impegnativa per almeno 20 tra esami e valutazioni e il tutto si ridusse a un colloquio con due specializzande assolutamente impreparate a trattare con un bambino autistico.

- Controllare come mai in Lombardia, regione governata dal ciellino Formigoni, prosperino svariate cooperative sociali (e “pool” di cooperative sociali) tutte collegate a Comunione e Liberazione. Controllare quanto vengono pagate queste cooperative dai Comuni e quanto vengono pagati gli educatori dalle cooperative. Controllare se viene rispettata la libera concorrenza: a quanto mi risulta, in alcuni Comuni non c’è nessuna possibilità per nessun libero imprenditore di contrastare l’egemonia totale di queste cooperative legate a Comunione e Liberazione (e alla Compagnia delle Opere).

- Controllare le scuole private parificate, specie le scuole cattoliche: alcune di queste scuole chiedono soldi aggiuntivi alle famiglie degli alunni disabili. Ciò, per legge, deve far decadere la parità: un risparmio enorme per l’erario pubblico.

Insomma, compagno Tremonti, cominci a combattere seriamente chi ha fatto della disabilità un business!

(G.P.)

Tags: , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | No Comments »

POLITICA E SOCIETA’ CIVILE: URGE LA DIVISIONE DELLE “CARRIERE”

Posted by Autismo Incazziamoci on 1st June 2010

Cos’è la società civile? Semplicemente l’insieme dei cittadini che – per aiutare e “controllare” la politica e i politici, si riuniscono in associazione per difendere la propria categoria culturalmente e – se occorre – anche per via giudiziaria.

Per quanto riguarda la disabilità e – in particolare – il piccolo mondo “antico” dell’autismo, la società civile è costituita dalle associazioni, dai movimenti, dai comitati: non dai politici.

Qualunque intromissione della politica nella società civile e della società civile nella politica provoca degli inevitabili “conflitti d’interesse” che vanno ad incidere sulla qualità dell’azione dei “cittadini” che la compongono. Vengono così privilegiate solo alcune categorie di cittadini, quelle che hanno la propria rappresentanza in politica e che accettano compromessi (anche compromessi inaccettabili) pur di “tenersi buono” il politico di turno.

Non si può andare avanti così: per definirci “civili” fino in fondo deve essere proibito – per legge – che un associato a una qualunque associazione, a qualunque comitato e a qualunque movimento possa entrare in politica e possa intrattenere rapporti cordiali (conditi da scambi di favori) con politici.

Vogliamo una società etica o ci accontentiamo della solita disgustosa italietta?

GIANNI PAPA

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in associazioni, riflessioni | 1 Comment »

SUGGERIMENTI INTELLIGENTI PER IL MINISTRO TREMONTI

Posted by Autismo Incazziamoci on 31st May 2010

La redazione indomabile e indomita di Autismoincazziamoci ha assistito in silenzio, tra l’esterrefatto, l’ipercritico e il paternalista, alle esternazioni gettate (violentemente) fuori dal pacato ministro Tremonti nei giorni scorsi… e ha guardato con rispetto e sospetto allo sdegno che ne è derivato.

Anche se la redazione di Autismoincazziamoci può apparire, ad un lettore poco accorto, oltranzista e sinistrorsa, in una moltitudine così immensa come quella dei redattori di questo sito illuminato è normale che ci siano vedute anche molto distanti. Ebbene: questa distanza di vedute costituisce la nostra particolarità e il nostro successo è dovuto proprio al nostro essere diversi e all’avere (quindi) una superiore apertura mentale.

Siamo perciò (un po’ a sorpresa) giunti alla conclusione, dopo una lunga seduta a porta chiuse, che le considerazioni di Tremonti non ci meravigliano e che – in fondo - le capiamo.

Tremonti ha ragione: le spese devono essere sensate, non bisogna buttare i soldi, bisogna ottimizzare le risorse e avere una gestione etica del danaro.

E’ indubbio che in Italia (in tutta l’Italia) c’è una malavita organizzata molto forte, che ha influito e influisce non solo sull’economia ma soprattutto sulla cultura o – per meglio dire – sulla cultura economica. Grazie alla cultura economica mafiosa, praticamente tutti gli italiani (quelli che non hanno problemi veri: non sono disabili e non hanno figli/fratelli/parenti stretti disabili) sono convinti che quelli che non approfittano della legge per il proprio tornaconto, sono dei fessi.

Per questo motivo, noi pensiamo che Tremonti abbia ragione: bisogna razionalizzare le spese. Bisogna dare di più ai disabili autentici, tagliando gli sprechi.

  • Bisogna tagliare, naturalmente, le pensioni date ai falsi invalidi, ai ciechi totali che guidano l’automobile e ai paralitici che vanno a far la spesa a piedi. Ma anche ai ciechi totali, ai sordi etc. etc. che sono in grado di lavorare o di produrre un reddito in qualunque modo e quindi non hanno bisogno dell’aiuto dello Stato.
  • Bisogna tagliare gli psicologi e i neuropsichiatri delle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (nonché dei Centri di Igiene Mentale per adulti) che parlano di “madri sostitutive” e di amenità psicodinamiche varie.
  • Bisogna tagliare gli psicologi e i neuropsichiatri delle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (nonché dei Centri di Igiene Mentale per adulti) ma anche di molte AIAS e ANFFAS che propongono psicoterapia Junghiana come “cura” per le malattie mentali più disparate (compreso l’autismo!!!).
  • Bisogna tagliare i Dirigenti Scolastici delle Scuole che non garantiscono l’integrazione, che non fanno i GLH, che mandano fuori i disabili in aula di Sostegno o in Corridoio (e quanto più possibile ai Centri Diurni a fare psicoterapia e psicomotricità) perché “mica possiamo fondare la scuola sull’integrazione dei disabili: le prove INVALSI non ce lo permettono!“.
  • Bisogna tagliare i “Centri per l’autismo” pubblici (e tagliare qualunque contributo a quelli privati) che non forniscono indicazioni precise e dettagliate (e corrette) su quale trattamento sia il migliore per un bimbo appena diagnosticato e in quale modo sia scientificamente più probabile ottenere risultati.

Allo stesso tempo, bisogna garantire l’indennità di accompagnamento ai disabili gravi mentali (come gli autistici), ancor più che ai disabili fisici o ai disabili “sensoriali”.
Non è possibile che una qualunque “commissione” neghi l’accompagnamento ai genitori di un bambino autistico (che ha diritto a un trattamento precoce e intensivo, trattamento precoce e intensivo che non viene fornito dallo Stato a causa della zavorra – da tagliare – di cui sopra).
Non è possibile che i genitori di questo (ipotetico) bambino debbano ricorrere a vie legali per veder riconosciuto un diritto (quando – invece – c’è chi arraffa furbescamente l’un per cento del PIL alle spalle nostre).

Ministro Tremonti, segua i nostri suggerimenti e vedrà che si troverà bene. Tagliando la zavorra senza pietà, agendo secondo etica e secondo ragione, non potrà sbagliare: farà guadagnare parecchi punti al PIL e otterrà GIUSTIZIA!

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 4 Comments »

FERMATE LA ERICKSON, FERMATE ZAPPELLA!!!

Posted by Autismo Incazziamoci on 26th May 2010

Il mondo della “cura dell’autismo” (in Italia) funziona come il mondo della moda. Ci sono alcuni “santoni” che dicono e scrivono quello che vogliono senza degnarsi di dimostrarlo scientificamente, una casa editrice ricca e potente che li appoggia (organizzando corsi e convegni ad iosa) e una lunga schiera di “adoranti-giubilanti” che si adeguano ai dettami che provengono dall’alto.

In quest’aria di crisi sempre più funesta, nonostante l’età avanzata (ma in fondo non è un vecchietto anche il nostro capo del governo?), il dottor Michele Zappella continua a fare danni enormi alla “cultura dell’autismo”. Tale cultura – in Italia – è sempre stata retrograda, psicanalitica e colpevolizzante, ma il fatto che permanga in questa catastrofica situazione è colpa – a parere di chi scrive – di Michele Zappella e di chi continua a lasciarlo al suo posto.

Nell’ultimo numero della rivista Autismo e disturbi dello sviluppo, per esempio, si continua a parlare del suo metodo che non ha mai avuto alcun riscontro scientifico, alcuno studio randomizzato conclusosi con successo ma che – nonostante ciò – continua ad essere adottato in molti luoghi d’Italia da Ospedali e Neuropsichiatrie (Ospedali e Neuropsichiatrie che – casualmente – compaiono spesso tra gli invitati ai Grandi Convegni Trentini).

In questo numero, uscito il 2 maggio, “Zappella, a proposito del Perché alcuni bambini escono dai Disturbi dello Spettro Autistico, introduce la necessità di cominciare a parlare di «autismi» e, affrontando la tematica della reversibilità in certi casi, evidenzia il ruolo determinante di trattamenti basati sull’avvicinamento tra bambino e adulto per via naturale, come avviene nell’AERC (Attivazione Emotiva a Reciprocità Corporea)”.

Ebbene, in pochissime righe “zio Michele” compie due crimini culturali e aggiunge un macigno al peso enorme che le famiglie delle persone autistiche devono quotidianamente sostenere. Un peso sempre maggiore ogni giorno che passa, perché – purtroppo –  le idee “emotive” di questo neuropsichiatra (poco neuro e molto psico) influiscono persino sulle nuove generazioni di psicologhe fighette delle ASL.

Primo crimine: ci sono bambini che guariscono dall’autismo.

Dove sono questi bambini, Zappella? Presentameli!

Secondo crimine: Si pubblicizza il ruolo determinante di trattamenti basati sull’avvicinamento tra bambino e adulto per via naturale.

Questa asserzione nega (per farla breve) che l’autismo sia un disturbo pervasivo, che gli autistici abbiano problemi enormi di organizzazione, di attenzione, di visione della realtà e che tali problemi vadano affrontati “di petto”: basta attivare il bambino con la “reciprocità corporea” e con l’attivazione “emozionale”. Mica l’autistico ha bisogno di imparare, di trovare delle strategie per progredire: ha bisogno di provare emozioni e di essere attivato!!!

Spiace che – nello stessa rivista – sia presente un articolo di Paolo Moderato e Cristina Copelli, anime dello IESCUM. Spiace perché la presentazione stessa del loro intervento mette subito in luce la “meccanicità” dell’ABA:

“Si tratta per lo più di procedimenti studiati a tavolino, che appaiono distanti dalla spinta emozionale di cui parla Zappella”.

Cosa rappresenta la presenza della Copelli e di Moderato in un contesto non favorevole, intriso (senza dichiararlo) di neo-psicodinamismo e di nostalgia-bettelhemiana?

Rappresenta quello che dicevo prima: l’enorme potere culturale della Erickson in questo campo è capace di condizionare pesantemente gli orientamenti “terapeutici” di un’intera nazione. Essere presenti nella rivista significa “entrare nel giro”.

Resta il fatto che la Erickson persiste nella scelta nefasta di far dirigere le sue riviste (e – spesso – di far orientare la sua linea) da Michele Zappella, portandoci tutti in un baratro “emozionale” senza fine e contribuendo alla costruzione di una società che non è capace di occuparsi dei nostri figli.

Per difenderci e difenderli, partecipate al WEB-CONVEGNO di Autismoincazziamoci

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 16 Comments »

“I DISABILI CI PORTERANNO ALLA CRISI”, PAROLA DI MAURIZIO LUPI

Posted by Autismo Incazziamoci on 26th May 2010

Pubblichiamo volentieri una nota “politica” di Emanuele Fuffa

Questa sera (25-05-2010) il ciellino Lupi ha dato il meglio di sè, dimostrando come si può risparmiare con i disabili (naturalmente non ha detto nulla dei tagli alle regioni già di gran lunga maggiori dei risparmi).

Lo sai caro Lupi, come potresti risparmiare soldi pubblici?
Facendo qualcosa per evitare che ogni anno, o ogni due anni, si rompano le palle a quei poveri cristi che non vedrebbero l’ora di diventare sani e ridarle quei maledetti 480,00€, se solo potessero…

Vi sono molti casi in cui persone affette da patologie gravissime, che non danno nessuna speranza neanche di miglioramento e che richiedono ai conviventi o familiari di stare vicino alla persona malata 24 ore al giorno, si vedono recapitare ogni anno il “bellissimo” avviso per la visita collegiale di controllo. Quanto costano queste visite????

Noi – per nostro figlio autistico – ne abbiamo fatte 3 in 5 anni…capite???? 5 persone con il camice bianco ed hanno avuto la faccia di chiedere a noi che cosa significasse ciò che era scritto nella cartella clinica.

Avanti a noi è entrata una signora in barella accompagnata da due volontari della Croce Rossa: due ore dopo ce la siamo ritrovata nel nostro paese a fare la spesa da sola…..

Andate a colpire colui che ha firmato quel certificato medico, andate a fare azioni che prevengono il danno. Se ci sono i falsi disabili cercateli e fateli cercare. Gli unici che vengono scoperti sono i ciechi che guidano (e li beccano solo se qualche pattuglia della stradale trova qualche motivo per fermarli mentre guidano).


Ma – anche ammesso che lei riesca a fare qualcosa di serio – lo ha detto lei, potrebbe fare risparmiare allo Stato circa 1.5 miliardi di euro…

PIU’ O MENO QUELLO CHE SI E’ SPESO NELLA MAGGIORAZIONE DI SOLI TRE APPALTI PRESI IN CONSIDERAZIONE DAI GIUDICI PER IL SOLI LAVORI DEL G8!!!!!

Ha capito sig, Lupi???? Se lei riuscisse a fare qualcosa di serio, nonostante la sua pubblicità negativa contro questa casta di fortunati cittadini italiani che percepiscono un assegno di invalidità, avrà recuperato faticosamente quello che si potrebbe evitare solo evitando che i ladri possano mettere mano nei cassetti dei fondi pubblici.


Non ha toccato di un centesimo le tasche di coloro che guadagnano – ad esempio – 100.000 euro l’anno; non ha guardato nei portafogli di coloro che hanno la barca al molo del porto (il cui parcheggio costa – in media – dai 40.000 ai 70.000,00 euro l’anno) e che risultano essere dei nullatenenti

Lei non sta facendo un bel niente per evitare che vi siano dei recuperi di spesa su tutte quelle cose che sembrano esagerate anche ad occhi chiusi, come le spese per gli armamenti e per la partecipazione alle missioni militari. Non ammette che pochi mesi fa avete tolto l’ICI a coloro che utilizzano palazzi e ville come prima casa….

Non fa nulla per recuperare qualche euro anche dall’Ici della Chiesa (e stiamo vedendo che razza di capitali dispongono).

Bella la sua pubblicità negativa fatta ogni volta che interviene alla Tv verso coloro che percepiscono un assegno di invalidità. Non serviva puntare su questo: dovete evitarlo senza parlare.

Ora eliminate anche le province sotto ai 200.000 abitanti. Eppure ne avete messe in cantiere decine negli ultimi due anni.

Complimenti!!!! Ieri le avete creare (con costi pazzeschi) ed ora le togliete, buttando via i soldi spesi e non facendo nulla per eliminare la vera spesa di questi Enti (che è rappresentata dal personale).


Complimenti, sig. Lupi… e li porti anche al suo capo.

E TANTE GRAZIE PERCHE’ FA A MENO DEL 5% DEL SUO STIPENDIO: DEVO AMMETTERE CHE E’ UN GRANDE SACRIFICIO…UN GRANDE GESTO!!!!

EMANUELE FUFFA

Tags: , , , , , , , , ,
Posted in fantascienza, riflessioni | 2 Comments »

ASSENNATA PROPOSTA DI MODIFICA AL WELFARE

Posted by Autismo Incazziamoci on 12th May 2010

C’è la crisi. Grossa crisi.

La gente perde il lavoro. Intere famiglie sono sul lastrico. E chi non ha alcuna ragione per continuare a lavorare continua a rimanere al suo posto!

Per poter rendere più agile e scorrevole la burocrazia e per poter assicurare una migliore cura per la disabilità, oltre a pesare di meno sulle finanze pubbliche, propongo una modifica al Welfare.

E’ una modifica piccola piccola ma significativa.

Bisogna dare ai genitori delle persone autistiche la possibilità di licenziare chi non si comporta bene con il proprio figlio e chi propone fattivamente idee deleterie.

La psicologa psicodinamica ti dice che tuo figlio non ha nulla, ma che sei tu che non lo accetti? E tu la licenzi!

Lo psicomotricista ti dice che tuo figlio non è autistico perché gli autistici hanno lo sguardo privo di desiderio? E tu lo licenzi!

La pediatra ti dice che non si può fare la diagnosi di autismo perché la diagnosi di autismo si fa non prima dei 7 anni? E tu la licenzi!

Vai a prendere tuo figlio a scuola e lo trovi perso in stereotipie? E tu licenzi il Dirigente Scolastico!

Pensate un po’: avremmo tanti incapaci in meno ad occuparsi di disabilità e lo Stato potrebbe risparmiare bei soldoni (sono tutti dipendenti pubblici, no?).

Due piccioni con una fava.

G.P.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 9 Comments »

UN MONDO DI AVVOLTOI

Posted by Autismo Incazziamoci on 2nd May 2010

COPIO-INCOLLO DAL BLOG DI GENITORI TOSTI
.
Circola gente pronta ad inventarsi terapie, pur di fregare genitori disperati che, dopo aver fallito con la medicina, si avventurano in tutto ciò che incontrano.
Genitori che non si arrendono al fatto che non esistono cure, non solo per i loro figli ma per i figli di chiunque.
E’ dura da digerire questa cosa!!!! Lo so benissimo!!!

Persone deboli di carattere, provate esageratamente dalla sofferenza, cadono nella trappola di alcuni che, con un sorriso e quattro fesserie, riescono a convincerti che quello da loro proposto sia l’unica àncora di salvezza per il tuo cucciolo.
Miserabili!
Alcuni che al posto del cuore hanno una pietra, che riescono a farti vedere oro ciò che invece è paccottiglia.
Tu segnali queste fregature – a chi pensi debba poi far le indagini – invece scopri che non succede niente.

Segnali magari anche all’Ordine dei Medici e pensi : “Ora questi fanno scoppiare un putiferio!” Ed invece niente.
Certi genitori dicono: io ho il dovere come genitore di non lasciare intentata nessuna strada.
Ma, per la peppa, prima di non lasciare intentata nessuna strada, prova almeno a consultarti con persone che sono magari più obiettive!
Come credere che qualcuno, magari senza possederne i titoli, possa curare tuo figlio epilettico eliminando le medicine facendogli ingerire litri di acqua calda tutti i giorni per ripulire gli intestini intossicati dai farmaci? Bisogna avere proprio i prosciutti interi sugli occhi per credere a certe amenità, lo trovo scandaloso ed osceno!!! Eppure c’è chi ci crede, che continua anche per anni a seguire le indicazioni degli alternativi, nonostante i risultati non ci siano proprio e magari il bambino pure peggiora.
Che dire del signor tal dei tali (sempre non in possesso dei titoli adeguati) che mette le ampolline dei farmaci davanti al volto del bimbo epilettico e con fare saccente oracola: questo farmaco lo togliamo, questo lo aumentiamo.
I miei corbezzoli…!!!!!!!!! Mi viene da esclamare, leggendo i commenti stupefatti e soddisfatti di questi genitori che affermano di aver finalmente trovato una persona competente!
Passi essere disperati, ma cadere in certe trappole non si può!!!
Mi domando, comunque, se questi genitori s’avventurerebbero, anche nell’altro emisfero, alla ricerca di persone “competenti”, se le finanze fossero di loro proprietà.
Spero, per quel che mi riguarda, di mantenere la lucidità tanto da capire che certi percorsi sono delle vere bufale e comunque anche se vengo insultata dalla categoria di genitori sopra elencata, sono abbastanza tosta da continuare nelle mie lotte. Le lotte che non sono SOLO per mia figlia ma per tutte le persone con bisogni speciali. Tanti problemi non sfiorano mia figlia …ma credo in quel che faccio ed ho voglia di riuscire ad ottenere dei risultati .
Risultati per le persone con bisogni speciali sono importantissimi, migliorano la loro vita, si integrano meglio nella società e si vive più in armonia tutti.

Tutti dobbiamo dare il nostro contributo perché sia incentivata e finanziata MEGLIO la ricerca, è dalla ricerca che avremo le risposte per le malattie rare dei nostri figli.
Non so quanto tempo c’è da aspettare, però sono cosciente che ogni giorno speso per aiutare i nostri cari a trovare le soluzioni è un giorno investito bene.
Ogni risveglio mi chiedo: chissà se il mio lavoro odierno porterà dei frutti nel mondo speciale di mia figlia e in quello degli altri.
Questa è la molla che mi fa andare avanti su questo percorso che mi sono prefissa: mettere ogni giorno un tassello che si incastri bene nel puzzle della mia vita.
.
Foto: 2 avvoltoi su un albero
.

MRESCIANI

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 1 Comment »

PRENDIAMO COSCIENZA!!!

Posted by Autismo Incazziamoci on 17th April 2010

Un po’ di tempo fa ce l’avevo con Rusticali perché aveva proposto un tavolo con il web-autismo più becero e cialtrone, per discutere dei problemi che riguardano tutti.

D’altra parte credo anche che – quando i rappresentanti di questa o quella associazione si sbilanciano parlando di “diete inutili” o di “placebo per fessi” – non fanno un buon servizio alla ragione. La storia dell’autismo ci ha dimostrato che i genitori non sono pazzi, che – se hanno delle sensazioni – una ragione di fondo c’è sempre (senza contare che la predica viene da un pulpito alquanto inaffidabile: la dottoressa Donata Vivanti, che prima si scaglia contro i ciarlatani e poi invita – al grande congresso di Autism Europe“zio” Michele Zappella, il vate dell’Holding – “metodo” che considera l’ autismo come il risultato di un fallimento nella relazione madre-bambino e di conseguenza cerca di ripristinare una relazione attraverso il contatto corporeo e lo scambio di manifestazioni affettive tra la madre e il suo bambino).

Il problema – piuttosto – è che alcuni “professionisti” si arricchiscono usando i bambini autistici come cavie o proponendo cure senza alcun fondamento e senza alcuna sperimentazione.

E’ questo che va disapprovato, non le legittime rimostranze dei genitori, i quali – vedendo che le Grandi Associazioni vanno a braccetto con vecchi medici-zii e non prestano la benché minima attenzione reale alle esigenze dei propri figli,  finiscono per rivolgersi ai ciarlatani.

Continuo – dunque – a credere che l’idea di Rusticali sia alquanto balzana: non si può dare il credito al DAN! o a Emergenzautismo, non si possono prendere sul serio gli oculisti brizzolati, gli omeotossicologi psicodinamici o i foniatri dietisti che hanno riempito con cure bislacche e immorali il vuoto della disperazione.
Allo stesso modo, non si può dare fiducia alle Grandi Associazioni Nazionali per l’autismo. Queste hanno le stesse colpe dei “ciarlatani”, né più né meno.

Insomma: ci vuole un po’ di serietà da tutte le parti.
Non si può fare “un tavolo” né con il DAN! né con l’ANGSA e Autismo Italia. Bisogna far fuori tutti e creare un “nuovo polo”!!!

Smettiamola di fare la guerra tra poveri e combattiamo per i nostri diritti.

Facciamo una associazione logica e morale.
Per un autismo sostenibile.

ASSOCIAMOCI!!!

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 4 Comments »

NON SOLO DON CHISCIOTTE AVEVA IDEE BALZANE

Posted by Autismo Incazziamoci on 15th April 2010

Ripesco uno scritto di Tiziano Gabrielli. Uno scritto fondamentale da mandare a memoria.

È un’idea balzana ri-chiederci di “fare solo i genitori”. Che altro potremmo essere?

È un’idea ridicola quando sottende una sorta un taciuto dettato comportamentale: essere bravi genitori (per costoro) comporta essere “pazienti, rassegnati, riconoscenti, accondiscendenti, collaboranti” con l’Apparato Istituzionale e Sociale che si fa carico dei nostri figli. Non indagare sull’operato, né sognarsi di formulare dettati agli esperti, alle figure incaricate, quelle che rivestono i suggestivi ruoli del medico, del ricercatore, dell’abilitatore, dell’insegnante… Il consiglio implicito è lasciate fare a loro.

Credo sia giusto per tutti che un genitore non si improvvisi ciò che non è. E’ inoltre ammissibile che vi sia qualcuno che non sappia davvero come muoversi e che è bene venga aiutato… ma in senso più generale, sembra significare che ogni cosa a cui una volta si partecipava come genitori (crescita; istruzione; consumi; scelte alimentari e comportamentali, attività; tempo libero; valori spirituali; sentimenti; ideali; passioni sportive; terapie; abilitazione; riabilitazione; accoglienza, ecc.) va delegata a strutture e persone istituzionalizzate e se ciò non fosse ancora possibile, va presto normata.

Le situazioni difficili trovano maggior ragione di delega senza condizioni, di incorporazione nell’apparato, per normalizzarne la peculiarità. L’autismo è una problematica complessa che ha bisogno di risposte complicate che necessariamente risentiranno di regole precise.

I servizi hanno strutture articolate e compartimentate; sanitarie, sociali, scolastiche ecc., coordinate fra loro. Debbono far fronte a ciò che c’è, a ciò che ci sarà e con quanto c’è… Stiamo assistendo all’organizzarsi e al correggersi progressivo di questo intervento ed ammettiamo che ci vorrà molto tempo per ottimizzarlo.

Quello che però non possiamo dimenticare è il “guardare lontano”.

Non sono importanti tanto le aspettative attuali di coloro che oggi hanno il problema, a vari livelli, con varie sfacettature e gravità, quanto la massima riduzione delle esigenze future. Per fare questo ciò che si deve costruire oggi è doppio, da una parte affrontare i casi in essere, dall’altra ridurre le problematiche e i bisogni dei casi che verranno. I casi che verranno sono i piccoli, le nuove diagnosi e per costoro non si fa quello che si dovrebbe fare.

E’ una idea mostruosa che essere genitori significhi accettare con passività che l’abilitazione dei nostri piccoli figli, quella realmente possibile, si riduca a poche ore settimanali di psicomotricità e logopedia e a sette-otto (?) ore di scuola al giorno.

I servizi erogati non sono la benevola elargizione di una entità astratta, una forma di potere irresponsabile. Il sistema siamo noi.

E’ malsano guardare ai servizi con incondizionata fiducia e pensare che l’ossequio reverente sia il solo presupposto per ottenere rispetto ed attenzione visti gli effetti sperimentabili del manifestare insoddisfazione.

Ma cosa succede in realtà?

L’abilitazione medica non esiste. Ripeto, non esiste oggi in Italia, abilitazione del soggetto autistico o con malattie correlate, realizzata da personale sanitario, non esiste una presa in carico terapeutica medica (eccezione la prescrizione farmacologica per ridurre eventuali sintomi) e tutto quanto faccia parte dei requisisti indispensabili per qualsiasi delega, quanto viene letto nei testi e udito nei convegni è trasferito (male) dalla sanità alla scuola.

Delegare alla scuola l’”abilitazione” del proprio figlio con autismo è la confusione che molti genitori compiono ogni giorno. Ma non solo loro. Credono questo perché sono stati ingannati. In realtà la scuola è chiamata a fare altro. Questo labirintico inghippo è sottaciuto abilmente dagli esperti, che lo riempiono di astratte progettualità e competenze allontanando il problema da loro verso il personale… della scuola (avrei potuto qui usare la parola “personale docente” che suonava anche bene, ma non è questo il vero protagonista; per l’autismo si parla di personale non docente, di sostegno, se non personale ATA o bidelli).

L’abilitazione medica non vuole esistere e si identifica nell’abilitazione cognitiva pedagogica (e non sarebbe poco se fosse attuata), mentre la dimensione comportamentale e relazionale ristagna, ormeggiata ai pregiudizi, cosiccome la dimensione sociale, familiare, del lavoro; restano in una dimensione incidentale e onirica…

Il problema clinico, speciale, disfunzionale, sensoriale-cerebrale, vero scoglio dell’autismo, viene trasferito sugli insegnanti e su nuovissime professionalità (pedagogia clinica, pedagogia speciale ecc) il cui collocamento è in definizione.

I sanitari del territorio, che si muovono a tentoni, volutamente recalcitrano sul ruolo, preferendo rafforzare l’importanza di quanto squisitamente pedagogico e perciò marginale e in odore di delega appunto. Molte associazioni preferiscono non ascoltare, non vedere, non testimoniare, né denunciare il negativo in attesa di favori palliativi, meglio se personalizzati. I genitori le cui attese si trasformano in straziante constatazione del disastro abilitativo del proprio figlio, diluiscono lo sfinimento del vuoto procedurale intuito, nel solito pregiudizio tombale che conoscono: la gravità della patologia.

La scuola è un momento integrativo irruninciabile perché consente esperienze significative, ecc. E cosa si potrebbe dire di meglio? Siamo tutti d’accordo.

La realtà quotidiana e le leggi obbligano dunque il genitore a delegare l’abilitazione e l’integrazione alla scuola.

Secondo molti dirigenti scolastici il progetto attuale (leggere: quello che è in atto sotto la loro giurisdizione) è il meglio che si possa realizzare. Ora io capirei se quanto difendono fosse assimilabile al progetto-scuola informautismo che è una guida esemplare per il tempo scuola. Ma nella maggioranza dei casi si accetta ancora per buono l’inghippo che maschera quello che non c’è. Si accetta giocoforza il ruolo che la scuola può semplicemente sostenere, adattandosi a chi capita, seppur mugugnando e alla frequente, ostinata sordità, questa sì inamovibile, di figure senza professione, senza formazione che trasformano, inespugnabili, l’integrazione in una “consegna a tempo”. La scuola oggi é ancora il surrogato di uno spazio protetto dove permanere. Non è l’autismo che preoccupa ma il posto di lavoro.

Quanto spreco legalizzato nell’integrazione scolastica del soggetto autistico.

Quanto denaro a fiumi per vederli perdere quel poco che si era riusciti ad insegnare loro a casa, per vederli rondare ore nei corridoi osservati a vista da bidelle in chiacchericcio con l’insegnante di sostegno; perché apprendano ‘a tempo pieno’, l’inadeguatezza che non conoscevano.

Spreco di risorse meravigliose e di tempo prezioso per una vera abilitazione del bambino autistico che esiste e non si vuol praticare.

Delegare alla scuola quello che crediamo debba fare la scuola è dunque una idea balzana? E’ opportuno ci spieghino cosa loro ritengono debba insegnare la scuola.

Solo con alleanze forti tra professionisti dell’autismo, operatori e genitori, su obiettivi chiari e su scelte lungimiranti, come quelle descritte nel progetto informautismo, si potrà ottenere che il tempo scuola, qualcosa di buono produca. Sino a che la scuola non sarà guidata con rigore da esperti veri e responsabili, in grado di incidere su scelte e personale, su contratti e persino licenziamenti, sino a quel giorno la scuola davanti a questi problemi farà percorsi autonomi, di superficie, senza sicurezze di risposte qualitativamente, quantitativamente significative.

Ora supponiamo che la scuola occupi di nostro figlio otto ore al giorno (?). Le altre quattordici dove le passa (se fate eccezione per l’ora di logopedia… semestrale)?

Le passa in casa con i genitori. Ora potrebbe succedere che il genitore, all’oscuro delle difficoltà del figlio, sia ostativo all’incredibile programma abilitativo attuato in asl e a scuola (fingiamo che infine esistano) e pertanto che lo stesso genitore possa o debba inserirsi in modo congruo in un progetto di abilitazione quotidiana, anche solo con una dimensione specifica familiare, incidentale. Questo ruolo genitoriale sarebbe possibile, sicuramente utile, se non necessario (autonomie, relazione, attentività, ecc.).

Perché ci sia la famosa continuità e una qualità di vita e di intervento per tutti. Anche i genitori dunque vanno coinvolti ed istruiti su come e cosa si deve fare e non si deve fare, e se questi concetti riguardano la “scienza abilitativa”, a divenire anche loro “abilitatori”.

Concludendo; come si può essere “solo genitore” se l’abilitazione del proprio figlio non parte? Se non è medica (?). Se (per caso) non avviene nemmeno a scuola? Se non ci sono progetti avanzati e condivisi? Come si può restare “solo genitori” se si deve condividere e collaborare ad progetto abilitativo continuo e complesso?

I genitori lavorano comunque, tutte le ore del giorno con il figlio “diversamente abile” e lo fanno per tutta la vita. Forse è il caso di “arruolarli”, preparandoli bene per un progetto lungimirante e sarebbero più facilmente motivabili di qualsiasi professionista.

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | No Comments »

Mio figlio ha appena ricevuto una diagnosi di autismo. Cosa dobbiamo fare ora?

Posted by Autismo Incazziamoci on 5th April 2010

Caro genitore, ti elencherò tutte le opzioni tra le quali puoi scegliere

  1. Vai dal neuropsichiatra dell’ASL, fai domanda per mettere tuo figlio in lista d’attesa e – se va bene – tra tre mesi avrà la possibilità di fare 45 minuti di psicomotricità, una volta alla settimana (per la logopedia è ancora presto: il bambino non parla… e poi non è pronto: però possiamo metterlo in lista d’attesa per la psicoterapia).
  2. Cerchi un centro convenzionato. Dopo la lista d’attesa (in questo caso si va dai sei mesi a un anno), tuo figlio sarà inserito in un trattamento psicoeducativo dai 45 minuti alle (massimo) 3,5 ore settimanali (però non deve preoccuparsi perché noi contiamo molto sulla scuola: addestriamo gli insegnanti e gli insegnanti fanno gran parte del lavoro).
  3. Cerchi un centro privato. Nel centro privato ci sarà una lista d’attesa inferiore, ma ti daranno un trattamento identico a quello del punto 2. (sì, ma perché il trattamento sia intensivo, c’è bisogno del coinvolgimento della famiglia e della scuola… se la scuola e la famiglia collaborano, il bambino fa veramente tante ore alla settimana).
  4. Scegli l’intervento precoce e intensivo: l’intervento ABA home based, fatto a casa tua (l’ambiente naturale del bambino), gestito in maniera costante e puntuale da un/una consulente qualificato/a, portato avanti da ragazze (tutor) che tu stesso hai scelto e che tu stesso paghi e istruisci.

Cosa viene fuori da questi quattro punti, caro genitore? Che tuo figlio può ottenere un trattamento precoce e intensivo solo scegliendo l’ABA home based. E questo prescinde da qualunque altra considerazione.

Anche il miglior trattamento di tre ore alla settimana non può reggere con ABA.

E’ lapalissiano. Un bambino neurotipico che studia 10 minuti al giorno non potrà mai reggere il confronto con un altro bambino neurotipico che – invece – resta sui libri per tre ore.

Dunque: cosa devi fare, genitore di bimbo autistico appena diagnosticato?

Scegli l’intervento intensivo ABA, ora!!!

Tuo figlio cresce: ogni momento perso è un’occasione in meno per lui.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
Posted in riflessioni | 7 Comments »

 

Videos, Slideshows and Podcasts by Cincopa Wordpress Plugin