Si ringrazia per la diffusione e la traduzione di questo articolo lo staff di Ippocrates.it
Durante l’ultimo mezzo secolo, l’Analisi Comportamentale è stata definita con un numero diverso di termini: modificazione comportamentale, gestione del comportamento, gestione della contingenza, approcci positivi, condizionamento operante, o psicologia Skinneriana.
Nell’area dell’intervento sull’autismo, l’analisi comportamentale è stata definita con metodi comportamentali specifici come: training di prove discrete, terapia Lovaas, insegnamento incidentale, P.R.T., o verbal behavior. Dunque, ognuno di questi metodi è un esempio di metodo di analisi comportamentale, ma ciò non significa che l’interezza dell’analisi comportamentale siano questi metodi in realtà usati soltanto uno alla volta. Altri metodi e principi sono applicati, se non per altre ragioni per il fatto che sono inerenti nelle interazioni sociali umane.
Molti di questi metodi falliscono nel catturare pienamente la natura e le dimensioni dell’analisi contemporanea del comportamento, e portano con se associazioni che sono inaccurate storicamente ed attualmente o fuorvianti. In più, ci sono molti miti sull’analisi comportamentale, e così capire cos’è l’analisi comportamentale e il suo impatto sullo sviluppo umano è essenziale così che le persone in buona fede non siano inavvertitamente ingannate.
Brevemente, l’analisi applicata del comportamento implica l’uso specifico e comprensivo dei principi dell’apprendimento umano, l’apprendimento operante e la teoria dell’apprendimento. Questi principi sono applicati per migliorare lo sviluppo, le abilità, e le abilità di auto-istruzione in bambini ed adulti con disabilità e per migliorare la produzione e le abilità di bambini in corso di regolare educazione e dipendenti di organizzazioni o in affari.
In modo da definire la pratica dell’analisi comportamentale e stabilire certificazioni per professionisti, sono state stabilite alcune adeguate e succinte definizioni della disciplina. Per esempio, le regole nello stato della Florida per l’analisi comportamentale sono:
“Il concetto, l’implementazione, e la valutazione delle sistematiche modificazioni ambientali con il proposito della produzione di miglioramenti socialmente significativi e la comprensione del comportamento umano basato sui principi del comportamento identificati attraverso l’analisi sperimentale del comportamento. Ciò include l’identificazione delle relazioni funzionali tra comportamento e ambiente. Si usano osservazioni dirette e misurazioni del comportamento e dell’ambiente. Fattori contestuali, operazioni stabilite, stimoli antecedenti, rinforzi positivi, ed altre conseguenze vengono usati, basandosi sull’identificazione delle relazioni funzionali con l’ambiente, in modo da produrre pratici cambiamenti comportamentali”.
Comunque, la definizione di analisi comportamentale ha molti elementi. Consideriamoli separatamente. I maggiori principi del comportamento includono 3 procedimenti principali ed anche un’ aspetto ambientale. I 3 procedimenti principali sono il rinforzo, l’estinzione, e la punizione. In generale, con rinforzo intendiamo che un comportamento si verifica più spesso quando è seguito da un particolare evento. Estinzione significa che c’è stata una diminuzione nel verificarsi di eventi rinforzanti che portano a una minore frequenza del comportamento nel tempo. E la punizione significa che un comportamento si verifica meno spesso quando è seguito da un particolare evento.
Ci sono molte più sottili distinzioni che posso essere fatte. Un aspetto particolarmente importante dell’ambiente che è universalmente riconosciuto è “lo schema di rinforzamento”. Questo si riferisce a quanto spesso, con che regolarità o con che prevedibilità, un comportamento è seguito da un particolare evento, che alternativamente altera quanto spesso il comportamento si verifica in futuro, nello specifico, in maniera ben capita e ben ricercata. E’ anche importante capire che non si può sicuramente supporre che un particolare evento potrà aumentare o diminuire quanto spesso un comportamento si verificherà- per alcuni bambini con autismo all’inizio dell’intervento, attenzione extra, un complimento, o un “attento, ragazzo!” è molto rinforzante, per altri è una punizione, o, al massimo, non è molto rinforzante.
L’analisi comportamentale implica anche l’osservazione delle relazioni funzionali-questo è un termine che l’analista comportamentale usa riferire a ciò che succede sia immediatamente prima che immediatamente dopo un comportamento. Gli eventi che succedono prima di un comportamento si chiamano antecedenti, o talvolta segnali d’inizio o prompts, e possono influenzare il verificarsi di un comportamento. Gli eventi dopo il comportamento sono detti conseguenze, e posso influenzare la frequenza del comportamento, verificatosi dopo un particolare segnale d’inizio o prompt. Per questa ragione, l’analista comportamentale spesso riferisce di “tre termini contigenti” o “ABC del comportamento”. A sta per Antecedente, B sta per Comportamento e C sta per Conseguenza. Gli antecedenti possono essere molto generali, come lavorare con altri bambini in un piccolo gruppo, o più nello specifico, come fare una domanda o richiedere un particolare comportamento, come “ Indica la scatola rossa”.
Ci sono alcuni altri punti chiave che dovrebbero essere capiti sull’analisi comportamentale.
Comunque gli analisti comportamentali sono spesso psicologi, e l’analisi applicata del comportamento è una disciplina ben sviluppata nel suo campo attraverso l’insegnamento di professionisti, con una conoscenza matura, standards stabiliti per la pratica, metodi precisi di servizio, esperienza riconosciuta e requisiti educativi per la pratica, e risorse definite di educazione nelle università.
Come ogni altro approccio per fornire l’intervento, istruzione, supporto, training ed esperienze per educatori e i clinici è necessario sviluppare abilità professionali. Infatti non ci dobbiamo aspettare che qualcuno diventi un abile consulente seguendo un workshop di 2 ore di un giorno, così come il training non è mai abbastanza per preparare un educatore o un terapista a fornire un servizio di analisi comportamentale di alta qualità. Tipicamente, gli standards per riconoscere terapisti che hanno abilità nell’analisi comportamentale richiedeno il completamento di una varietà di rilevanti corsi universitari e un anno o più di pratica supervisionata. Alcuni standards importanti possono essere trovati nel sito internet degli Analisti Comportamentali certificati (http://www.bacb.com/) o nella sezione autismo del sito internet del Cambridge Center for Behavioral Studies (http://www.behavior.org/ ).
In riferimento ai principi che hanno a che fare con le relazioni funzionali, ci sono 3 principi stanno al cuore dell’analisi comportamentale:
il primo è che il comportamento può essere scientificamente studiato. L’analisi applicata del comportamento rileva una serie di principi di comportamento ben dimostrati e si focalizza sul comportamento manifestato. Questo non significa che l’analista del comportamento ignora quello che la gente dice, pensa o sente, ma significa che quando vengono considerati alcuni elementi, l’importanza è data al comportamento manifestato e dove e quando si manifesta. Tutti i campi accademici relativi alla comprensione della condizione umana sono interesse dell’analista comportamentale. Semplicemente parlando, L’analista comportamentale si preoccupa di tutto ciò che gli essere umani fanno e sperimentano, ma anche che eventi specifici si verificano intorno a noi e che effetto hanno su di noi.
Il secondo principio è che il comportamento è una funzione della genetica e dell’ambiente, con ambiente si includono considerazioni come la situazione sociale della persona ed eventi presenti, la loro storia personale che include ciò che hanno imparato nel passato, ed la loro salute passata ed attuale o le capacità intellettuali. Contrariamente a queste rappresentazioni dell’analisi del comportamento, ci si focalizza considerando come i fattori genetici e neurologici, e le opportunità per imparare abbiamo effetto sullo sviluppo del bambino e dell’adulto.
Il terzo principio è che è necessario rilevare dati obbiettivi per valutare l’efficacia della pratica clinica su una base continua. Il raccogliere questo tipo di informazioni, che include il conteggiare e misurare il comportamento e in cambiamenti del comportamento, è una caratteristica degli analisti comportamentali. Uno dei punti forza dell’analisi comportamentale come approccio è che raccogliendo informazioni in questo modo si fornisce immediatamente un feedback ad un clinico o ad un educatore. Questo feedback aiuta i clinici o gli educatori ad adattare ed individualizzare l’intervento o ad insegnare al bambino molto più facilmente che in qualsiasi altro modo possibile.
L’analisi comportamentale è basata sul principio che l’ambiente e le situazioni possono essere modellate così che possano essere benefiche su ogni individuo. L’esatto risultato che ci si aspetta da un particolare cambiamento ambientale,o contrariamente, la misura del cambiamento che ha bisogno di far uscire un particolare risultato, non è così facile da presupporre. Comunque, rigore metodologico, incluso obbiettivi e misurazioni rivelate, specifiche procedure di attenzione, e dimostrazione del controllo funzionale, sono estremamente importanti.
La ricerca in analisi comportamentale ci ha portato allo sviluppo di molte procedure che hanno avuto un impatto clinico significativo su seri problemi in una varietà di aree e di settings. Questa ricerca continua in modo da implementare la pratica corrente e fornire soluzioni per migliorare problemi attuali irrisolti.
Sfortunatamente, molti miti sull’analisi del comportamento sono stati perpetuati, su siti internet, occasionalmente a conferenze per genitori e professionisti, e qualche volta anche nell’introduzione di libri di testo di psicologia.
Alcuni di questi miti e false rappresentazioni sono sovrageneralizzati, come il suggerimento che l’analisi comportamentale consiste soltanto in training di prove discrete a tavolino, che l’analisi comportamentale è un “effetto momentaneo” che non lascia effetti, o dall’altra parte, che l’intervento o l’insegnamento basato su approcci di nalisi comportamentale curi tipicamente solo l’autismo.
Altre false rappresentazioni, comunque possono essere basate sull’ignoranza delle scoperte della ricerca e su standandas pratici, cadono nel regno delle crude bugie. Questo include asserzioni che l’analisi comportamentale è un approccio sperimentale ( nel senso che abbiamo poche o nulle informazioni sulla sua efficacia sui bambini con autismo), che i programmi di analisi comportamentale frequentemente utilizzano “forme avversive di punizione”, o che l’analisi comportamentale è meccanica, in altre parole, che non è naturale o che è innaturale in qualche modo.
Nessuna di queste prospettive o caratterizzazioni dell’analisi comportamentale ha nessun fondamento in nessuna ricerca o scoperta dalla pratica clinica. Per esempio, il processo del rinforzo, estinzione, e punizione si verifica nell’interazioni umane malgrado che il loro uso sistematico sia pianificato o no- semplicemente si verificano. Come, ci si potrebbe domandare, è più naturale sviluppare un piano di insegnamento per insegnare a un bambino a leggere, e incoraggiare regolarmente quel bambino quando lo fa bene, chiamando questo processo insegnamento centrato sullo studente, che pianificare l’insegnamento a un bambino per parlare, relazionarsi con gli altri, o allargare il suo range di interessi con una conoscenza ed uso dei principi dell’analisi comportamentale?
Altre false rappresentazioni sono particolarmente rivolte all’intervento comportamentale precoce nell’autismo. Queste includono asserzioni che l’ analisi del comportamento produce bambini che si comportano roboticamente e non generalizzano le abilità acquisite, che l’intervento uno a uno isolato i bambini e li separano dal resto dei loro familiari, e che l’analisi del comportamento è troppo esigente e violenta per bambini piccoli, a cui viene richiesto di sedere in una sedia per 40 ore la settimana. Questa rappresentazione riflette la totale distorsione dei risultati che si hanno attualmente avuti in termini di abilità per l’intervento comportamentale precoce, o un uso improprio delle procedure comportamentali da persone con training o supervisioni inadeguate. Comunque, come generalizzazione su sia l’analisi comportamentale che l’intervento precoce, riflettono poco altro di esagerazioni letterali e sono infondate.
Questa parte ha toccato alcune delle caratteristiche chiave dell’analisi comportamentale. Altre presentazioni da questo sito, discutono di argomenti specifici come distinguere mode da interventi ben fondati o approcci d’insegnamento, e il ruolo dei genitori e le risorse di entrambi i genitori e professionisti relative all’intervento comportamentale precoce.
Fonti per la definizioni di analisi comportamentale.
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