Posted by Autismo Incazziamoci on 8th January 2010

La dieta? Non serve!
COPIO-INCOLLO DA salute.agi.it
(AGI) – New York, 8 gen. – Non ci sono prove scientifiche che dimostrino che i bambini affetti da autismo possano trarre vantaggio da una dieta priva di glutine e latticini. Lo afferma un panel di esperti americani che interviene in un dibattito aperto da anni: molti in passato hanno sostenuto che i problemi intestinali e comportamentali dei bambini autistici possono essere alleviati seguendo una dieta rigida. L’analisi dei dati finora disponibili, tuttavia, non fornisce prove che eliminare la caseina o il glutine o entrambi, curi l’autismo, scrivono gli esperti sulla rivista Pediatrics. Secondo il panel di 27 specialisti, “finche’ altri studi non proveranno o confuteranno i vantaggi della dieta restrittiva, meglio adottare cure piu’ tradizionali contro i problemi gastrointestinali che affliggono molti bambini autistici”. “Probabilmente il 90% dei genitori di bambini autistici cerca di intervenire con la dieta”, nota il dottor Fred Volkmar, direttore del Child Study Center della Yale University. “Purtroppo non ci sono prove scientifiche che questa sia la soluzione giusta. Occorrerebbero studi che mettano a confronto metodi alternativi di cura”, aggiunge Volkmar. “Spesso i genitori scelgono di imporre la dieta ai loro figli autistici perche’ ne hanno sentito parlare da altre famiglie con situazioni simili. Questo non vuol dire che sia un metodo valido”.
Purtroppo gli studi sull’autismo sono pochi e ricevono pochi finanziamenti. E’ anche molto difficile studiare le persone affette da questa patologia. L’autismo puo’ presentarsi come un grave problema comportamentale e di comunicazione con il mondo esterno, ma anche semplicemente produrre individui molto brillanti ma con difficolta’ a inserirsi nel contesto sociale.
I problemi gastrointestinali sono comuni in alcuni pazienti, ma altri non ne soffrono. Per studiare l’autismo, occorre quindi suddividere i pazienti in sottogruppi: solo cosi’ si potra’ prescrivere eventualmente la dieta giusta, nota la dottoressa Martha Herbert del Massachusetts General Hospital di Boston.
Gli specialisti che scrivono sulla rivista Pediatrics hanno trovato solo uno studio che ha messo a confronto gli effetti della dieta senza caseina e glutine con una dieta normale e non ha registrato alcun effetto sui sintomi dell’autismo, ma lo studio ha incluso solo 15 bambini ed e’ durato solo 12 settimane. Altre ricerche hanno trovato legami tra disturbi del comportamento e problemi gastrointestinali, nota il dottor Shlomo Shinnar, del Montefiore Medical Center in The Bronx, N.Y. Non e’ chiaro pero’ se l’autismo causi i problemi intestinali o se sia invece il contrario. “Al momento si tratta di un dato da approfondire ma non possiamo dire se questi problemi siano una causa dell’autismo o se fare la dieta possa curarne i sintomi”, sottolinea Shinnar. Secondo il dottor Arthur Beaudet, che scrive sempre su Pediatrics, gli studi genetici potrebbero portare a una vera svolta nella comprensione dell’autismo e dei problemi gastrointestinali. Sarebbero infatti alcune mutazioni a causare i problemi di digestione e all’intestino: colpa dei geni, dunque, non della dieta.
Tags: AGI, autismo, autistico, caseina, Child study center, DIETA, Dieta SGSC, glutine, Massachusetts General Hospital, Montefiore Medical Center in The Bronx, Pediatrics, Yale
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Posted by Autismo Incazziamoci on 22nd August 2009

Cosa ci vorrebbe per evitare le beghe che da sempre dividono i genitori dei soggetti autistici? Come si potrebbe risolvere definitivamente il problema che da un lato vede dei genitori che credono nel “biomedico spinto” stile
DAN! e
Montinari e dall’altra i genitori “scientifici” che etichettano i medici alternativi come “ciarlatani”?
Ci vorrebbe il CICAA (Comitato Italiano per il controllo delle Affermazioni sull’Autismo). Al comitato dovrebbero aderire autentici esperti di autismo e lo scopo del comitato dovrebbe essere - in primo luogo - verificare le affermazioni sull’autismo: quelle di chi parla di “ex autistici” o sbandiera (a parole, senza prove che dimostrino le affermazioni fatte) bambini o ragazzi “completamente recuperati”.
In secondo luogo, gli esperti in autismo del CICAA dovrebbero controllare i loro “colleghi” medici DAN!, gli omeotossicologi, i foniatro-logopedici e quant’altro per verificare la non-pericolosità delle loro cure, l’eticità dei trattamenti e per stabilire senza ombra di dubbio se i soggetti autistici che loro dicono di “curare” migliorino davvero, oppure se sia solo un effetto placebo temporaneo o comunque uno stato di benessere facilmente reversibile.
Insomma: il CICAA dovrebbe avere la stessa funzione del
CICAP (
comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale) perché
non è più possibile che ci sia chi parla impunemente di “ex autistici” o di “recuperati dall’autismo” (il termine “guarito” non sembra più in voga)
senza dover rispondere delle sue affermazioni.
Dirò di più: il CICAA non dovrebbe limitarsi solo al biomedico. Andrebbe controllato chiunque affermi di “guarire” o “recuperare” dall’autismo. Dovrebbero essere soggetti a controlli approfonditi anche i venditori di ABA, quando affermano che “alcuni bambini grazie all’ABA cominciato molto presto sono andati in prima elementare senza sostegno“.
Ma dove sono i bambini recuperati dall’autismo grazie al DAN? Dove sono i bambini disintossicati dagli omotossicologi o gli ex autistici dei foniatro-logopedici?
Fateceli vedere. Fateceli conoscere. Dimostrate il prima e il dopo e dimostrate che il dopo è merito vostro.
Io voglio crederci. Voglio credere a tutti.
Però me lo dovete dimostrare.
Tags: A.B.A., ABA, affermazioni, autismo, autistico, autistico guarito, autistico recuperato, Borghese, CICAA, CICAP, D.A.N.!, DAN!, Foniatria, Logopedia, Montinari, trattamento, uscito dall'autismo
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Posted by Autismo Incazziamoci on 24th July 2009
copio-incollo da PSICOZOO
Per un genitore, avere un figlio autistico è davvero difficile, più che per altre patologie neurologiche e psichiatriche dei bambini. Questo perchè in molti bambini autistici manca quello slancio affettivo e quello scambio “d’amorosi sensi” che motiva una persona ad essere genitore, qualunque difficoltà abbia il proprio bambino. Ecco perchè spesso le mamme e i papà di autistici si prestano a qualunque forma di sperimentazione e assecondano le ipotesi che danno loro uno spiraglio di possibilità, anche considerando che allo stato attuale le cause del disturbo non sono ancora note e le possibilità di guarigione nulle.
Tra queste teorie, negli ultimi venti anni si è fatta strada l’ipotesi che l’autismo possa essere legato a problematiche intestinali, nelle quali, un difetto della permeabilità comporterebbe la circolazione nel sangue di sostanze tossiche di natura alimentare. Queste sostanze, scarsamente assorbite ed eliminate, contribuirebbero a determinare le disfunzioni cerebrali tipiche dell’autismo. Questa teoria, suffragata dalle ricerche di studiosi come Dohan, Reichelt, Shattock, Cade e altri, incriminerebbero soprattutto il glutine e la caseina, non correttamente digerite a causa della mancanza delle peptidasi che li assorbono. Ecco perchè molti genitori di autistici si convincono della necessità di una dieta senza glutine e caseina, anche se gli effetti sono piuttosto scarsi.
La comunità scientifica, tuttavia, è decisamente perplessa rispetto a questa teoria. In particolare, in occasione del 59esimo meeting annuale della American Academy of Neurology, è stato presentato uno studio che nega la maggiore propensione degli autistici alla celiachia, rispetto ai bambini normodotati.
La ricerca
I ricercatori hanno confrontato i campioni di sangue di 34 bambini autistici con quelli di 34 bambini normodotati (18 ragazzi e 16 ragazze tra i 4 e 16 anni), pazienti ambulatoriali dello stesso ospedale. Per il loro studio, hanno utilizzato due anticorpi usati per diagnosticare la presenza di disfunzioni di origine celiaca e poi condotto biopsie dell’intestino tenue, per verificare la presenza delle problematiche sopraindicate.
Lo studio ha rilevato che i bambini autistici non erano più propensi degli altri a sviluppare la celiachia. “Questo studio dimostra che le allergie alimentari spesso associate all’autismo potrebbero non avere una connessione con l’intolleranza al glutile che si verifica nelle persone celiache” spiega Samra Vazirian, ricercatrice presso la Tehran University of Medical Sciences in Teheran, in Iran.
L’autismo, com’è noto, è un disturbo dello sviluppo che danneggia le capacità d’interazione sociale e di comunicazione. Le persone autistiche spesso soffrono di intolleranze alimentari specialmente ad alcuni cereali. Ma questo è molto diverso dalla celiachia, un disturbo che danneggia l’intestino (e non il cervello) quando il glutine viene ingerito. Lo studio non ha trovato neanche un legame tra il livello di anticorpi e la gravità dell’autismo.
La realtà è che ancora si sa troppo poco dell’autismo e aggrapparsi a teorie non dimostrate crea nei genitori illusioni che amplificano la loro frustrazione quando la guarigione miracolosa non si verifica.
Fonte:
- American Academy of Neurology (2007, May 2). No Link Found Between Autism And Celiac Disease. ScienceDaily. Retrieved July 5, 2009
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