Posted by Autismo Incazziamoci on 22nd August 2009

Cosa ci vorrebbe per evitare le beghe che da sempre dividono i genitori dei soggetti autistici? Come si potrebbe risolvere definitivamente il problema che da un lato vede dei genitori che credono nel “biomedico spinto” stile
DAN! e
Montinari e dall’altra i genitori “scientifici” che etichettano i medici alternativi come “ciarlatani”?
Ci vorrebbe il CICAA (Comitato Italiano per il controllo delle Affermazioni sull’Autismo). Al comitato dovrebbero aderire autentici esperti di autismo e lo scopo del comitato dovrebbe essere - in primo luogo - verificare le affermazioni sull’autismo: quelle di chi parla di “ex autistici” o sbandiera (a parole, senza prove che dimostrino le affermazioni fatte) bambini o ragazzi “completamente recuperati”.
In secondo luogo, gli esperti in autismo del CICAA dovrebbero controllare i loro “colleghi” medici DAN!, gli omeotossicologi, i foniatro-logopedici e quant’altro per verificare la non-pericolosità delle loro cure, l’eticità dei trattamenti e per stabilire senza ombra di dubbio se i soggetti autistici che loro dicono di “curare” migliorino davvero, oppure se sia solo un effetto placebo temporaneo o comunque uno stato di benessere facilmente reversibile.
Insomma: il CICAA dovrebbe avere la stessa funzione del
CICAP (
comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale) perché
non è più possibile che ci sia chi parla impunemente di “ex autistici” o di “recuperati dall’autismo” (il termine “guarito” non sembra più in voga)
senza dover rispondere delle sue affermazioni.
Dirò di più: il CICAA non dovrebbe limitarsi solo al biomedico. Andrebbe controllato chiunque affermi di “guarire” o “recuperare” dall’autismo. Dovrebbero essere soggetti a controlli approfonditi anche i venditori di ABA, quando affermano che “alcuni bambini grazie all’ABA cominciato molto presto sono andati in prima elementare senza sostegno“.
Ma dove sono i bambini recuperati dall’autismo grazie al DAN? Dove sono i bambini disintossicati dagli omotossicologi o gli ex autistici dei foniatro-logopedici?
Fateceli vedere. Fateceli conoscere. Dimostrate il prima e il dopo e dimostrate che il dopo è merito vostro.
Io voglio crederci. Voglio credere a tutti.
Però me lo dovete dimostrare.
Tags: A.B.A., ABA, affermazioni, autismo, autistico, autistico guarito, autistico recuperato, Borghese, CICAA, CICAP, D.A.N.!, DAN!, Foniatria, Logopedia, Montinari, trattamento, uscito dall'autismo
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Posted by Autismo Incazziamoci on 11th May 2009
Ciascuna persona malata o sana, purché capace di intendere può liberamente acquistare a proprie spese integratori alimentari, cibi esotici, bottigliette di acqua miracolosa, amuleti africani, derivati da animali (purché non contribuiscano a fare estinguere le specie protette). La legge impone limiti alla propaganda su questi prodotti, che non deve essere ingannevole, ed inoltre si deve rispettare il principio secondo il quale i minori ed i minorati incapaci di intendere e di volere vanno adeguatamente tutelati.
Lasciando ad altri il problema giuridico, desidero in questa sede affrontare il problema economico, che diventa rilevante per la collettività quando i pazienti che scelgono le medicine alternative chiedono al SSN o ai Comuni di pagare le loro “terapie”. E’ questo il caso dei pazienti autistici dell’omotossicologo dr. Montinari, direttore scientifico dell’AIAS di Afragola, e del dr.Verzella, oculista di Bologna detentore del marchio DAN! che nei fatti e nelle loro teorie disprezzano la medicina basata sul criterio della evidenza scientifica dei risultati, l’EBM (medicina basata sulle prove di efficacia).
La regione Toscana già finanzia questi interventi e l’Emilia Romagna ha stanziato un milione di euro, che sono nulla come entità ma minano il principio di riferimento della programmazione sanitaria, quello della EBM, che si sta affermando gradualmente in tutto il mondo, Cina compresa.
Se il SSN include questi prodotti nella sua offerta, pagandoli in tutto o in parte con denaro pubblico, chiedo che il SSN produca direttamente le bottigliette e i granuli omeopatici e omotossicologici, in quanto è del tutto ingiustificato pagare bottigliette d’acqua a un prezzo che potrebbe essere remunerativo persino per molti farmaci, per i quali le case farmaceutiche devono fare una costosa sperimentazione prima di ottenere la possibilità di vendere, sperimentazione che deve dimostrare che il prodotto proposto produce salute almeno in confronto col placebo. I prodotti alternativi devono semplicemente dimostrare di non essere dannosi. La produzione di questi prodotti è facilissima e costa quasi nulla.
Come preparazione di questo impegno si dovrebbe verificare quanto costa la propaganda (lecita e illecita) di questi prodotti, quanto incide il fenomeno del comparaggio e il costo di distribuzione. Insomma, si deve conoscere chi ci guadagna e quanto ci guadagna.
La produzione pubblica di questi “beni” abbatterebbe i costi e, purtroppo, forse anche parte del loro effetto basato sul placebo, perchè l’interesse muove il mondo e contribuisce non poco a mantenere la fortuna delle medicine alternative. D’altra parte bisogna decidere se si vuole incentivare la ricerca scientifica oppure la ricerca di facili guadagni a spese dei malati ed ora anche del bilancio pubblico
Carlo Hanau
Docente di programmazione ed organizzazione dei servizi sociali e sanitari
Università di Modena e Reggio Emilia
Tags: autismo, autistico, costi, medicina basata sull'evidenza, omeopatia, omeotossicologia
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