AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

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Il Legame Tra La Vaccinazione MPR, L’autismo E … Gli Interessi Economici Del Dott. Wakefield

Posted by Autismo Incazziamoci on 16th March 2010

COPIO-INCOLLO DAL BLOG EVOLUTI PER SBAGLIO

Il Dottor A. Wakefield  che aveva pubblicato nel 1998 un lavoro su Lancet dove ipotizzava una relazione tra la vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) e l’autismo é stato giudicato “disonesto ed irresponsabile” dal Consiglio dei medici inglese (General Medical Council).

L’articolo metteva in correlazione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (inflammatory bowel disease) coll’autismo in un gruppo di dodici bambini ricoverati al Royal Free Hospital di Londra. La rivista Lancet che aveva pubblicato il lavoro ha ritirato la pubblicazione ed ora appare sul sito con un desolante Retracted stampato attraverso la pagina (qui).

Il dott. Wakefield era stato il primo ad ipotizzare una correlazione tra la vaccinazione MPR e l’insorgenza dell’autismo. Dal suo lavoro è nata una campagna mediatica che dall’Inghilterra si è diffusa in tutto il mondo accusando le ditte farmaceutiche ed il governo inglese di sottostimare i pericoli legati alla vaccinazione.

Il legame tra vaccinazione e autismo, secondo Wakefield é il seguente:

Il virus attenuato del morbillo, presente nel vaccino MPR, causa dei disordini intestinale che modificano la permeabilità della mucosa.
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La mucosa intestinale danneggiata assorbe più peptidi non completamente digeriti derivati da cibi quali orzo, segale avena e caseina.
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Tali peptidi modificando il livello di oppioidi nel sistema nervoso centrale.
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Questo squilibrio distrugge la normale neuroregolazione del cervello e causa l’autismo.

È la cosiddetta teoria dell’eccesso di oppioidi formulata da Panksepp anche definita “leaky gut”.

Ma andiamo con ordine, il caso cominciò nel 1998 con la scoperta che dodici bambini dopo la vaccinazione MPR avevano sviluppato dei disturbi intestinali ed erano divenuti autistici.

I risultati del lavoro sono riportati nella tabella seguente, tratta dal lavoro originale. A leggerla oggi, anche sapendo che é frutto di una falsificazione, vengono i brividi. La tabella elenca i bambini osservati (Child), la diagnosi comportamentale ed il fattore identificato come scatenante la patologia (MMR nel testo cioè MPR in italiano la vaccinazione morbillo-parotite-rosolia).

Dieci bambini su 12 hanno dei disturbi comportamentali associati all’autismo (colonna 2), la causa scatenante é la vaccinazione MPR identificata dai genitori o dal medico curante, (colonna 3 – Exposure Identified by parents or doctor). La colonna 4 riporta il tempo intercorso tra la vaccinazione e la comparsa dei primi disordini neuropsichiatrici, e qui é veramente da paura perché tutti i sintomi sono osservati tra 1 giorno e 2 settimane dopo la vaccinazione (la media é di 4,6 giorni!). Il bambino nr 7 ha avuto delle convulsioni ed un rifiuto del contatto visivo (un primo sintomo dell’autismo) dopo sole 24 ore la vaccinazione (colonna 4)!. Se avessi letto questa tabella prima di fare vaccinare i miei figli ci avrei ripensato due volte (ma li avrei comunque fatti vaccinare).

Vediamo cosa ha scoperto Brian Deer, uno dei più grandi giornalisti scientifici che ha recentemente pubblicato i risultati della sua inchiesta sul Times (qui).

Osservando le cartelle cliniche dei bambini ammessi all’ospedale e seguendo la loro storia clinica ha scoperto delle gravi falsificazioni ed omissioni:

Child 1: all’età di 9 mesi e mezzo, 10 settimane prima di ricevere la vaccinazione, la madre é preoccupata che il bambino non sente bene, uno dei primi sintomi dell’autismo.

Child 2: i primi sintomi dell’autismo compaiono tra i 3 ed i 5 mesi dopo aver ricevuto la vaccinazione, non 14 giorni come riferisce Wakefield. La differenza é sostanziale perché in questo caso l’insorgenza della malattia si può ascrivere allo sviluppo classico dell’autismo che si manifesta tra il decimo e il ventesimo mese di vita e non ad un’insorgenza repentina dovuta alla vaccinazione.

Child 3 aveva sintomi dell’autismo ed uno sviluppo cerebrale anormale ed era stata in visita da specialisti alcuni mesi prima della vaccinazione.

Child 6: era gia stato ricoverato a causa di convulsioni prima di ricevere la vaccinazione.

Child 7: aveva gia avuto convulsioni e un EEG anormale circa 5 mesi prima della vaccinazione. Non fu poi diagnosticato come autista ma bensi con un altro disturbo comportamentale.

In totale, al momento del ricovero of Free Royal Hospital, solo due bambini avevano diagnosi d’autismo e tre avevano una diagnosi di sindrome di Asperger (ma Wakefield riporta che 10 bambini su 12 erano autistici). Alcuni bambini cresceranno assolutamente normali altri svilupperanno altri disordini.

Ma il fatto più incredibile é che dopo aver riesaminato i dati delle malattie croniche intestinali 7 bambini su dodici non avevano alcune anomalie intestinali. Questo fatto è d’enorme importanza perchè se non vi sono malattie intestinali manca l’anello che lega la vaccinazione all’autismo e la teoria dell’eccesso di oppioidi cade.

Per terminare un test molto sensibile in grado di ritrovare il virus del morbillo ha dato risultati negativi sulle biopsie dei pazienti. Niente virus, niente malattie intestinali, rari casi di autismo, la teoria di Wakefield fa acqua da tutte le parti.

Nonostante questi dati falsificati il Dr Wakefield si sente “moralmente investito” e convoca una conferenza stampa il giorno dopo la pubblicazione del lavoro. In tale sede richiede di sospendere l’utilizzo della combinazione del vaccino MPR. Più tardi proporrà l’utilizzo di un vaccino monovalente. Per quale ragione Wakefield ritiene che il vaccino monovalente sia meno pericoloso della combinazione non é chiaro dal punto di vista scientifico ma appare evidente quando si scopre che l’emerito dottore aveva un brevetto per un vaccino monovalente.

Un altro duro colpo all’onestà del Dr Wakefiel avviene quando si scopre che un gabinetto d’avvocati aveva pagato Wakefield 435.000 Sterline per fornire delle prove dell’associazione tra autismo e vaccinazione allo scopo di fare causa contro la ditta produttrice del vaccino (qui)

La carriera mediatica di Wakefield però decolla é il cavaliere solitario che lotta contro il governo e le ditte farmaceutiche che cercano di insabbiare uno scandalo di dimensioni enormi.

Uno scandalo senza precedenti a profitto dei suoi interessi economici

Quello che più rattrista in questa storia é che le famiglie dei bambini autistici sostengono ancora Wakefield. È stato infatti capace di rispondere alla domanda a cui nessun medico sa dare risposta, e vale a dire: “Perchè mio figlio é malato?”.  Molti padri e madri di bambini con malattie croniche portano sempre in sé un sentimento inespresso di colpevolezza di avere “fatto” un figlio malato. Per quel che riguarda l’autismo é ancora più marcato perchè la colpa può anche essere ascritta ai genitori. Bettelheim ha sviluppato una teoria che, anche se superata, ascrive la colpa dello sviluppo dell’autismo come risposta del bambino al rifiuto dei genitori emotivamente freddi, la cosiddetta madre-frigorifero. Wakefield dava la possibilità a questi genitori di trasferire la colpa al di fuori di sé, su un cattivo vaccino.

È per questo che forse i termini usati dal consiglio dei medici inglese non sono sufficienti: Wakefield non é solo disonesto ed irresponsabile, ma anche un farabutto che ha strumentalizzato il dolore dei genitori dei bambini per asservirlo ai propri interessi economici.

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VACCINI E AUTISMO IN TRIBUNALE: TRA SCIENZA E OPINIONI

Posted by Autismo Incazziamoci on 14th March 2010

COPIO-INCOLLO DAL BLOG PRESENTEDUEPUNTOZERO

Ho appena letto la recente sentenza con cui una giudice del lavoro del Tribunale di Busto Arsizio ha condannato il Ministero della Salute a risarcire una bambina autistica *, perché il responsabile dell’autismo – in assenza di altri sospettati alla sbarra – non può che essere secondo la giudice (chissà poi perché la competenza su questa questione è del giudice del lavoro…?) la vaccinazione antipolio.


Poco importa che negli stessi giorni sia stata definitivamente chiarita la storiaccia dello “studio” – frutto di frode – che nel 1998 aveva preteso di associare la vaccinazione trivalente (morbillo, parotite e rosolia; niente a che vedere con la poliomielite) all’autismo.
Lo studio, che presentava moltissimi aspetti sospetti, come aveva già scritto a partire dal 1994 un giornalista investigativo inglese, Brian Deer, autore di una lunghissima inchiesta, è stato dapprima misconosciuto da alcuni degli autori – che hanno ritirato la propria firma – e poi completamente ritrattato dalla rivista Lancet, dopo la conclusione dell’inchiesta dell’equivalente inglese dell’Ordine dei Medici.

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La scienza, alla giudice del Lavoro del Tribunale di Busto Arsizio, sembra però interessare solo fino a un certo punto: anche se il parere della commissione medica del Ministero e quello del consulente tecnico d’ufficio da lei stessa nominato escludono la relazione tra la vaccinazione e l’insorgenza dell’autismo, lei un colpevole sembra volerlo trovare a tutti i costi.

Si legge infatti nella sentenza (scaricabile in formato pdf nella versione editata per chiarezza o nella scansione originale del fax ricevuto dall’avvocato di parte):

Ritiene la scrivente di non poter condividere l’opinione negativa espressa dal CTU in ordine alla sussistenza del nesso causale fra la patologia accertata e le vaccinazioni somministrate, in ragione delle considerazioni che seguono.
[...]
La sussistenza del nesso causale fra un determinato antecedente e l’evento dannoso ben puo? essere affermata in base ad un serio e ragionevole criterio di probabilita? scientifica, soprattutto quando manca la prova della preesistenza della concomitanza o della sopravvenienza di altri fattori determinanti.
E’ di esperienza comune, infine, come nella realta? medica non accade quasi mai che intervenga un’unica causa nella determinazione di una patologia.

In sostanza, la giudice sembra voler affermare di conoscere la probabilità scientifica più e meglio della commissione medica e del consulente tecnico da lei stessa scelto e nominato in quanto esperto di medicina, scienza e probabilità.
E siccome non saprebbe a chi altro imputare l’autismo, o la “complicità in autismo”, inchioda l’unico sospettato.
Solo perché – si direbbe – ha “avuto rapporti con la vittima” prima che questa mostrasse i segni dell’autismo.

Ancora:

Ritiene dunque la scrivente che sia sufficiente a provare la sussistenza del nesso eziologico una “ragionevole probabilita?” unitamente alla mancanza di prova di altre (con)cause determinanti.

Aridaje!

E infine:

Nel caso in esame la perizia di parte ha analizzato la storia clinica di C B e, sulla scorta della connessione logica dei dati e delle conoscenze medico-biologiche piu? recenti, ha elaborato un giudizio, (di probabilita?), in favore della sussistenza del nesso causale fra l’infermita? e le vaccinazioni somministratele in data 16.12.1999 e le seguenti reazioni allergo-immunologiche post-vaccinali.
Tale giudizio e?, a parere di questo giudice, condivisibile in quanto congruamente motivato e sopportato da una letteratura scientifica.

Ma il consulente d’ufficio che cosa lo ha nominato a fare?

Per decidere che la valutazione tecnica che egli è abilitato a fornire è una “opinione” come le altre?

E di quale letteratura scientifica parla mai il giudice, ignota alla commissione medica e al consulente del tribunale?

E’ sicuro un giudice del lavoro di essere in grado di interpretare in prima persona la letteratura biomedica, e di farlo persino meglio dei suoi esperti di fiducia?

A me risulta che semmai il vaccino antipolio è stato associato al rischio di paralisi, mentre il nesso con l’autismo (autorevolmente smentito in modo definitivo, come detto) riguardava un’altra vaccinazione, quella trivalente contro morbillo parotite e rosolia.

Controversies in this area revolve around the question of whether the risks of perceived adverse events following immunization outweigh the benefits of preventing adverse effects of common diseases. There is scientific evidence that in rare cases immunizations can cause adverse events, such as oral polio vaccine causing paralysis. Current scientific evidence does not support the hypothesis of causation for more-common disorders such as autism.[1][42]

da: http://en.wikipedia.org/wiki/Vaccine_controversy

Ricordo ancora dai tempi del liceo la domanda socratica: chi sa di non sapere, che cosa sa di più di chi nemmeno sa di non sapere?

E concludo suggerendo ai giudici che vogliono imparare qualcosa di più sulla scienza di frequentare i corsi e i seminari organizzati dal giudice Amedeo Santosuosso presso il Centro di ricerca interdipartimentale European Centre for Life Sciences Health and the Courts (ECLSC) dell’Università di Pavia: lui sostiene che i giudici sono spesso gravemente ignoranti di scienza e medicina, e io credo che abbia ragione da vendere.

* Nella sentenza si parla genericamente di “patologia accertata” e non si parla espressamente di autismo: il dettaglio è però stato chiarito dall’avvocato di parte civile, avvocato Saverio Crea, che ha diffuso la sentenza, parlandone anche in forum di familiari di malati autistici.

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VACCINI PER IL MORBILLO E AUTISMO: LANCET RITRATTA LO STUDIO – di Pietro Salvato

Posted by Autismo Incazziamoci on 3rd February 2010

LA RIVISTA LANCET SI E’ FINALMENTE ACCORTA DI QUELLO DI CUI SI ERANO GIA’ ACCORTI TUTTI!!!
COPIO-INCOLLO DA Giornalettismo.com

La ricerca condotta nel 1998 sosteneva come fossero presenti collegamenti tra il vaccino e sindromi autistiche. Molti genitori furono così indotti a rifiutare il vaccino. Nel frattempo sono aumentati i casi mortali di morbillo, parotite e rosalia

Image2 Vaccini per il morbillo e autismo, Lancet ritratta lo studioLa nota rivista medica Lancet ha ritirato oggi lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente. L’articolo scientifico, pubblicato nel 1998 e scritto dal medico britannico Andrew Wakefield, è stato causa di una lunga disputa tra medici durata quasi12 anni. Wakefield sosteneva che il vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosalia moto con l’acronimo MPR fosse causa di infezioni intestinali a loro volta legate alla sindrome di Kanner, altro nome scientifico per indicare l’autismo. Le sue affermazioni, come detto, furono screditate da gran parte del mondo scientifico, e sono state alla base di uno dei più grandi contenziosi nella storia della medicina e hanno portato ad una forte diminuzione del numero di vaccinazioni negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre parte dell’Europa, con la conseguenza, in molti casi nefasta, di un repentino aumento dei casi di morbillo.

E’ UN FALSO, DICONO -E’ ormai chiaro che diversi punti del lavoro del 1998 di Wakefield sono scorretti“, dice in un comunicato stampa il noto giornale scientifico. Una commissione disciplinare del Comitato medico generale britannico (General Medical Council), dopo un accurato studio, ha decretato la settimana scorsa come che Wakefield presentò la sua ricerca in modo “irresponsabile e disonesto” ed ha “ignorato insensibilmente” la sofferenza dei bambini oggetto dello studio. Un verdetto netto e grave che lascia pochi dubbi, quindi. Nel rapporto del comitato scientifico si legge, inoltre, che Wakefield ha anche “rovinato la reputazione” della professione medica. I dati presentati nella nuova ricerca britannica, infatti, hanno evidenziato come in questo periodo, a seguito dello studio “fasullo” di Wakefield, si sia determinato un aumento sensibile dell’incidenza del morbillo. In Inghilterra e in Galles, in particolare, l’aumento del tasso di morbillo del 70% occorso tra il 2007 e il 2008 è stato spiegato come conseguenza delle mancate vaccinazioni. Il dottor Wakefield, che adesso vive e lavora negli Stati Uniti, invece, ha sempre difeso il suo lavoro sostenendo che le accuse ricevute erano “infondate e scorrette“. Dopo la presentazione del rapporto del Comitato medico britannico, come detto, la rivista Lancet ha ritirato lo studio che, dodici anni fa, aveva presentato come serio, rigoroso e soprattutto come “scientificamente dimostrato“. Si legge nel nuovo articolo di scuse di Lancet: “È ormai chiaro che diversi elementi del documento del 1998 presentato dal dott. Wakefield non sono corretti, in contrasto con i risultati di una precedente inchiesta. In particolare, le richieste presenti nel documento originale di collegamento tra autismo e vaccino trivalente. Le indagini della commissione etica locale hanno dimostrato la falsità di questa affermazione. Quindi abbiamo deciso di ritirare integralmente il presente documento, precedentemente pubblicato“.vaccini Vaccini per il morbillo e autismo, Lancet ritratta lo studio

GLI STUDI PRECEDENTI LO CONFERMANO – Del resto, già nel 2008, uno studio condotto dalla Columbia University, presso il Massachusetts General Hospital, che ha replicato il protocollo Wakefield, non ha trovato prove di alcuna connessione tra il vaccino e possibili cause di autismo o di disturbi al sistema genetico. Eppure, lo studio di Wakefield, per molti anni, ha indotto numerosi genitori a rifiutare la vaccinazione per i propri figli, proprio per paura di possibili effetti collaterali così gravi. Il prof. William Schaffner, presidente del dipartimento di medicina preventiva presso la Vanderbilt University School of Medicine, (Usa) ha definito alla Cnn la rettifica di Lancet come “senza precedenti“. “Dal momento che lo studio di Wakefield è stato pubblicato, sono usciti almeno altri 20 studi sul tema, ed ognuno di questi, svolto da ricercatori diversi, in diverse popolazioni e nei diversi paesi, hanno negato le associazioni tra vaccini e autismo. Per quanto mi riguarda – ha sentenziato Schaffner - scientificamente, questa storia è fuori discussione”.

E SE FOSSE TUTTO UN COMPLOTTO? – Negli Usa, nel frattempo, erano sorti comitati ed associazioni a sostegno delle tesi di Wakefield e del rifiuto del vaccino. Oggi, in molti, si dicono perplessi ma non mutano la loro opinione ed anzi sostengono la tesi del complotto ordita dalle solite multinazionali del farmaco. Rebecca Estepp, una portavoce dell’associazione “Talk About Curing Autism” (parliamo della cura dell’autismo) dice che suo figlio ha l’autismo ed ha avuto pure problemi intestinali, “resto convinta che lui aveva una reazione al vaccino e che la ricerca di Wakefield ha aiutato i medici a stabilire come aiutarlo. Credo che il GMC può dire quello che vuole, ma so che mio figlio sta bene solo grazie agli studi del dott. Wakefield“. Generation Rescue, un gruppo di “advocacy” ovvero di sostegno ai malati colpiti da autismo, fondato dall’attrice Jenny McCarthy, il cui figlio era afflitto da questa sindrome, ha espresso sostegno Wakefield. Il cofondatore del gruppo, JB Handley, lo ha definito “un medico coraggioso onesto, che ha detto una verità scomoda“. Generation Rescue ha criticato poi la sentenza della General Medical Council su Wakefield con questa affermazione: “L’unico scopo della sentenza della GMC di questa settimana è quello di cercare di sedare la crescente preoccupazione dei genitori sulle indiscutibili correlazioni tra vaccino e l’aumento notevole dei casi di autismo“.

Fonti:

www.washingtonpost.com

edition.cnn.com

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Il vaccino MPR non è associabile al rischio di autismo

Posted by Autismo Incazziamoci on 6th January 2010

COPIO-INCOLLO DA STETOSCOPIO.NET

vaccino1

Un recente studio fornisce un’ulteriore prova che il vaccino MPR, (morbillo, pertosse, rosolia) non è associabile ad un aumentato rischio di autismo.

La preoccupazione che questo accadesse proviene da uno studio realizzato circa 10 anni fa da parte di un medico inglese, il dottor Andrew Wakefield, che aveva suggerito, in base ad uno studio condotto su 12 bambini, esserci un legame tra il vaccino e malattie intestinali ed autismo.

La ricerca però era stata in qualche modo contestata e confutata da successivi studi internazionali, che non avevano invece riscontrato alcuna relazione tra il vaccino MPR e l’autismo.

L’ultimo studio in ordine di tempo, è stato recentemente realizzato da un’equipe di ricercatori polacchi, della Jagiellonian University di Cracovia, ed ha incluso 96 bambini di età compresa tra i 2 ed i 15 anni diagnosticati come autistici.

La Polonia ha introdotto il vaccino MPR più tardi ad altri paesi europei, solo negli ultimi dieci anni questo sta sostituendo totalmente il mono-vaccino contro il morbillo.

I ricercatori hanno confrontato ogni bambino affetto dal male con due bambini sani, della stessa età e sesso ed in cura presso lo stesso medico.

Alcuni dei bambini erano stati vaccinati con MRP, altri erano stati vaccinati solo contro il morbillo mentre un gruppo di bambini non aveva ricevuto il vaccino.

Nel complesso lo studio ha rilevato che i bambini che hanno ricevuto il vaccino risultavano avere un rischio di autismo minore dei coetanei non vaccinati. Il vaccino contro il morbillo inoltre non risultava avere alcuna evidente relazione con il rischio di autismo.

Dei 96 bambini con autismo, 8 non erano stati vaccinati, il 41% era stato vaccinato con MPR ed il restante gruppo di bambini era stata vaccinata solo contro il morbillo.

Tra i bambini sani, il 55% era stato vaccinato con MPR, il 45% era stato vaccinato contro il morbillo e solo un bambino non risultava vaccinato.

Quando i ricercatori hanno esaminato solo i bambini che erano stati vaccinati prima della diagnosi di autismo, hanno rilevato che i bambini sottoposti al vaccino risultavano avere un rischio di autismo inferiore dell’83%, mentre quelli vaccinati solo contro il morbillo risultavano avere un rischio inferiore del 56%, rispetto ai bambini non vaccinati del tutto.

Lo studio non ha potuto approfondire il perchè i bambini vaccinati risultano essere a più basso rischio di autismo. Una spiegazione, fornita dalla dottoressa Dorota Mrozek-Budzyn che ha condotto lo studio, è che i bambini che prima della vaccinazione mostravano potenziali segni di autismo o di altri problemi di salute non siano stati sottoposti al vaccino in via preliminare.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista medica Pediatric Infectious Disease Journal.

Fonte ReutersHealth

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L'autismo e le vaccinazioni

Posted by Autismo Incazziamoci on 28th December 2009

COPIO-INCOLLO DA SUPERANDO UN IMPORTANTE E LUNGO ARTICOLO DI DONATA VIVANTI

(a cura di Donata Vivanti*)

«L’evidenza scientifica smentisce l’esistenza di una relazione causale tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico» e «Una parte consistente dell’evidenza epidemiologica non dimostra alcuna associazione tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico»: queste le conclusioni inequivocabili del Comitato Indipendente americano che negli anni scorsi ha attentamente esaminato l’ipotesi di un’associazione fra il vaccino trivalente anti morbillo-parotite-rosalia e i disturbi autistici, conclusioni condivise da varie altre ricerche e pubblicazioni. E tuttavia certe tesi, pur essendone stata dimostrata l’inattendibilità scientifica, sono dure da sconfiggere! Proviamo a fare chiarezza con questo nostro approfondimento

Primo piano in bianco e nero di volto di bimba
Negli ultimi anni, alcuni genitori di bambini con autismo hanno ritenuto che la somministrazione della vaccinazione trivalente anti morbillo, parotite e rosolia (nota in inglese con la sigla MMR) potesse avere causato nel figlio la comparsa dei sintomi di autismo, e in particolare della forma cosiddetta “regressiva”, che si verifica dal 20 al 30% dei casi, in cui fra il primo e il secondo anno di vita si osserva una regressione importante delle competenze sociali e comunicative acquisite e la comparsa di sintomi di autismo.
Queste ipotesi non sono state sottovalutate e numerosi studi di ricerca hanno doverosamente indagato se tali preoccupazioni fossero fondate e se esistessero indizi di un coinvolgimento del sistema immunitario del bambino nel determinare l’insorgenza dei sintomo di autismo.

Donata Vivanti, presidente di Autismo Italia

Donata Vivanti, presidente di Autismo Italia

Che cosa sono e come funzionano i vaccini
L’uso di vaccini per prevenire le malattie infettive ha radici antiche e deriva dall’osservazione che le persone guarite da malattie infettive non si ammalano una seconda volta, anche se esposte al contagio. Questo succede perché gli agenti infettanti – virus o batteri - che causano le malattie infettive stimolano da parte dell’organismo infettato la produzione di anticorpi, cioè di proteine che si legano a particolari componenti dell’agente infettante, dette antigeni, e ne bloccano l’azione. Gli anticorpi generati dall’organismo mantengono nel tempo la capacità di riconoscere l’antigene che ne ha innescato la produzione e impediscono alla malattia di svilupparsi una seconda volta.
I vaccini sono uno strumento prodotto artificialmente per indurre nell’organismo la stessa immunità indotta da una malattia, senza che l’organismo ne sia infettato e si ammali. L’effetto preventivo e protettivo dei vaccini dalle malattie si ottiene attraverso l’inoculazione di agenti patogeni morti o inattivati (cioè trattati in modo da non potersi moltiplicare nell’organismo e infettarlo) o di loro parti, che sono riconosciuti dall’organismo come agenti estranei (i già citati antigeni) e provocano la produzione di anticorpi contro l’antigene iniettato. L’inoculazione del vaccino crea quindi artificialmente un’immunità dalla malattia, senza provocare la malattia stessa.
Grazie alle vaccinazioni, molte malattie mortali o gravemente invalidanti – come il vaiolo, la difterite, la poliomielite – sono attualmente sconfitte e la mortalità infantile o le disabilità che ne derivano sono state drasticamente ridotte. E tuttavia, come ogni intervento medico, anche le vaccinazioni presentano – seppure raramente – alcune controindicazioni e potenziali, benché rarissimi, effetti indesiderati, imputabili all’agente patogeno utilizzato, specie se “attenuato” (cioè inattivato). I vaccini contenenti agenti patogeni attenuati – sebbene raramente, lo ripetiamo – possono infatti indurre la malattia che dovrebbero prevenire o le sue eventuali complicanze in organismi che presentano una ridotta capacità – permamente o transitoria – di produrre anticorpi.
Lo stato di salute dei bambini da sottoporre a vaccinazione con agenti attenuati dovrebbe quindi essere accuratamente accertato preventivamente, per evitare la pur rarissima eventualità di indurre attraverso il vaccino la malattia o le sue complicanze, tra le quali l’encefalite post-vaccinica (il termine encefalite indica i processi infiammatori che interessano appunto l’encefalo – ovvero il sistema nervoso centrale – conseguenti prevalentemente a infezioni virali, ma anche a infezioni batteriche o micotiche. I sintomi tipici sono cefalea, vomito, febbre, letargia estrema e in alcuni casi coma. Nella fase acuta della malattia si verificano spesso disturbi della vista, compromissione dell’udito, paralisi facciale. Conseguenze permanenti dell’encefalite possono essere cecità, sordità, epilessia e demenza). Per questo motivo, al momento di somministrare qualunque vaccino, viene richiesto ai genitori se il bambino sia in perfetto stato di salute, ed è importante che la presenza di pur minimi malesseri, come un raffreddore o un disturbo intestinale, non venga sottovalutata.

Vaccino trivalente MMR e autismo

I vaccini anti morbillo, parotite e rosolia vengono per lo più somministrati combinati attraverso la vaccinazione trivalente MMR, perché la loro combinazione in una somministrazione unica si è dimostrata più efficace nel prevenirle. Pur non obbligatoria attualmente in Italia, la vaccinazione MMR non può essere considerata solo un’opzione trascurabile. Il morbillo, infatti, è una malattia infettiva grave, che causa una morbilità e una mortalità significative e può comportare una gravissima complicanza a livello del sistema nervoso centrale, la pan-encefalite sclerosante subacuta (PESS) (si tratta di una rara malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, causata dalla persistenza di un virus del morbillo nel sistema nervoso centrale, che si verifica in media a distanza di nove anni dalla malattia. La PESS è un’enecefalite a lenta evoluzione, caratterizzata da gravi lesioni cerebrali, con una progressiva perdita di tutte le funzioni cognitive, spasmi mioclonici e convulsioni. Il vaccino contro il morbillo riduce in maniera significativa la possibilità di sviluppare la PESS, così come dimostrato dalla sostanziale eliminazione dei casi di PESS dopo l’introduzione del vaccino contro il morbillo, sebbene la malattia sia stata raramente riscontrata in bambini che avevano ricevuto il vaccino contro il morbillo. I bambini di età inferiore a un anno, malnutriti, con compromissioni del sistema immunitario o affetti da patologie croniche sono particolarmente suscettibili all’infezione pan-encefalite sclerosante subacuta).
Benché poi non altrettanto gravi, la parotite e la rosolia comportano pure il rischio di gravi complicazioni. Infatti la parotite – benché meno frequentemente del morbillo – può a sua volta causare encefalite, mentre la rosolia contratta dalla madre durante le prime fasi della gravidanza è stata correlata alla sindrome da rosolia congenita, che comporta danni cerebrali, deficit sensoriali e condizioni di tipo autistico nel bambino.
Secondo il Centro per il Controllo delle Malattie Infettive di Atlanta (USA), il morbillo causa polmonite in un caso su 20, encefalite in uno su 2.000 e morte in uno su 3.000 nei Paesi industrializzati (in un caso su 5 nei Paesi in via di sviluppo). La parotite causa encefalite in un caso su 300, mentre la rosolia contratta durante la gravidanza causa la sindrome da rosolia congenita in un caso su 4. La vaccinazione trivalente MMR, invece, può causare encefalite o reazioni allergiche gravi in un caso su un milione.
Come mai allora si è creato tanto allarmismo nei confronti della vaccinazione MMR in relazione all’autismo? Due fattori contribuiscono a identificare nell’effetto dei vaccini una possibile causa di autismo: l’età di insorgenza dei sintomi più caratteristici, che non emergono fino al secondo anno di vita del bambino (all’incirca lo stesso momento in cui viene somministrato il vaccino la prima volta) e l’apparente incremento dell’incidenza dell’autismo.
I sostenitori del legame fra vaccino MMR e autismo si basano sul riscontro del drammatico aumento dei casi di autismo negli ultimi due decenni, in apparente concomitanza con la diffusione dell’uso del vaccino MMR. In effetti, Loring Dales, Sandra Jo Hammer e Natalie J. Smith – in uno studio pubblicato nel 2001 riguardante le loro analisi dei casi di autismo registrati presso il Dipartimento dei Servizi per l’Età Evolutiva della California – hanno riscontrato un aumento dei casi di disturbo dello spettro autistico del 572% circa dal 1980 al 1994. Dal canto loro, sempre nel 2001, James A. Kaye, Maria del Mar Melero-Montes e H. Mumps Jick hanno indicato una tendenza analoga in Europa, con un aumento di sette volte dell’incidenza annuale delle diagnosi di autismo nei bambini del Regno Unito dal 1988 al 1999. I timori, dunque, di una presunta responsabilità del vaccino MMR nell’aumentata incidenza dell’autismo sono stati ripresi dai media e alcuni genitori hanno deciso di rifiutare le vaccinazioni ai propri bambini nel tentativo di proteggerli dall’insorgenza dell’autismo (J.T. Manning, 1999).
Bernard Rimland, poi, ha ipotizzato nel 2000 che la «medicalizzazione eccessiva» produca un paradosso secondo il quale le vaccinazioni – pur proteggendo i bambini contro malattie acute – allo stesso tempo aumenterebbero la suscettibilità alle malattie croniche, compresi l’autismo, l’asma, l’artrite, le allergie, le disabilità dell’apprendimento, il morbo di Crohn e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Nel sottolineare che il numero di vaccini somministrati ai bambini in età scolare ha raggiunto una media di 33, Rimland ha accusato l’«industria dei vaccini» di non testare correttamente i suoi prodotti prima di diffonderne l’uso su larga scala, concludendo che la ricerca su questo problema avrebbe dovuto costituire una «priorità assoluta».
Una vaccinazione sulla spalla di un bimbo, tramite iniezione
Alcuni studi hanno inizialmente indicato una potenziale correlazione fra il vaccino MMR e l’apparente aumento nell’incidenza dell’autismo. Nel 1998 il ricercatore inglese Andrew Wakefield riportò in un articolo su «Lancet» la descrizione di dodici casi clinici di bambini che lamentavano disturbi gastrointestinali, ai quali era stata diagnosticata una particolare forma di anomalia intestinale (ovvero l’iperplasia dei noduli linfatici ileali). In otto dei dieci bambini veniva anche riferita l’insorgenza entro un mese dalla vaccinazione MMR di disturbi del comportamento tipici dell’autismo. L’articolo ipotizzava in sostanza che il vaccino causasse infiammazione intestinale con aumento della permeabilità e passaggio nel sistema nervoso centrale di sostanze tossiche che darebbero luogo all’autismo. Gli autori concludevano che «l’uniformità delle alterazioni patologiche intestinali e il fatto che studi precedenti hanno riscontrato disfunzioni intestinali in bambini con disturbo dello spettro autistico suggeriscono un’effettiva correlazione che riflette un unico processo patologico».
Nel 2002, un secondo articolo di Wakefield sosteneva che il genoma del virus del morbillo era presente nelle biopsie intestinali di 75 bambini con autismo su 90 e solo in 5 su 70 controlli e descriveva «una nuova variante di autismo» associata ad infiammazione intestinale. Non chiariva tuttavia se il genoma apparteneva al virus presente in natura che causa l’infezione da morbillo o al virus modificato presente nel vaccino.
Com’era prevedibile, la notizia provocò in Gran Bretagna e nel mondo un immediato collasso della fiducia nei programmi di vaccinazione, oltre che nel numero dei bambini sottoposti a immunizzazione contro morbillo, parotite e rosolia. Contemporaneamente, cominciarono a comparire segnalazioni aneddotiche da parte dei genitori. Quattro di loro, essendo medici, furono chiamati a testimoniare ad un’udienza del Congresso Nazionale degli Stati Uniti sull’Autismo e riferirono che i loro bambini, dopo la vaccinazione, avevano mostrato cambiamenti del comportamento, disturbi intestinali e diagnosi di autismo.

I risultati delle ricerche sulla correlazione fra vaccini e autismo
In seguito al clamore suscitato dal primo articolo di Wakefield, Il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta (USA) e l’Istituto Nazionale della Sanità degli Stati Uniti (NIH) hanno riconosciuto la necessità che un Comitato Indipendente esaminasse attentamente l’ipotesi dell’associazione fra vaccino MMR e autismo, valutando la sicurezza di altri vaccini, al fine di fornire una guida per tutti coloro che ne fanno uso (medici e popolazione).
Per evitare eventuali reali o presunti conflitti di interesse, i membri candidati del Comitato furono selezionati sulla base di criteri severi, che escludevano chiunque avesse partecipato a studi di ricerca sulla sicurezza dei vaccini, avesse ricevuto fondi da parte di case produttrici di vaccini o loro compagnie affiliate, o avesse preso parte a comitati di consulenza sui vaccini. I risultati della valutazione del Comitato sono riportati nel rapporto intitolato Immunization Safety Review: Measles-Mumps-Rubella Vaccine and Autism.

Il Comitato ha preso in esame le numerose ricerche sull’ipotesi vaccino MMR-autismo e ha così concluso:
1. L’evidenza scientifica smentisce l’esistenza di una relazione causale tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico.
2. Una parte consistente dell’evidenza epidemiologica non dimostra alcuna associazione tra vaccino MMR e disturbi dello spettro autistico.
Inoltre, il Comitato non trovò alcun meccanismo biologico in grado di supportare l’ipotesi di tale relazione. Sebbene sia teoricamente possibile che un’infezione virale causata dal vaccino possa colpire il sistema nervoso centrale, provocare una risposta autoimmune e infine causare autismo, i ricercatori non hanno osservato alcuna evidenza di questo tipo di processo.
Altre eminenti associazioni mediche – l’Accademia Americana dei Pediatri, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie inglesi – per le identiche ragioni sono giunte alle stesse conclusioni, negando qualunque relazione tra vaccino trivalente e autismo e scagionando il vaccino senza ombra di dubbio.

Va ricordato poi che fra il 1998 e il 2002 una serie di articoli scientifici avevano fornito evidenze inconfutabili analoghe, escludendo l’associazione tra autismo e somministrazione del vaccino MMR. Nel 2001, ad esempio, James A. Kaye e altri pubblicarono un’analisi longitudinale dei dati ricavati dal database della ricerca medica generale della Manchester University, trovando un drammatico aumento dell’incidenza annuale delle diagnosi di autismo negli ultimi dieci anni (da 0.3 casi su 10,000 nel 1988 a 2.1 casi su 10,000 nel 1999), mentre la prevalenza della vaccinazione MMR nei bambini restava virtualmente costante nel periodo di tempo analizzato (97% del campione). Se il vaccino MMR fosse stato il principale responsabile dell’aumento di incidenza di autismo riscontrato, allora ci si sarebbe aspettato che l’incremento del rischio di diagnosi di autismo si arrestasse velocemente dopo la stabilizzazione dell’uso del vaccino. Invece nello studio di Kaye era chiaro che questo non era successo e che quindi non esisteva alcuna correlazione fra la vaccinazione MMR e l’incidenza di autismo negli anni presi in esame.
In uno studio analogo negli Stati Uniti, Loring Dales e altri (2001) riscontrarono gli stessi risultati sui dati relativi all’autismo registrati presso il Dipartimento dei Servizi per l’Età Evolutiva della California nel periodo dal 1980 al 1994. Ancora una volta, l’analisi della tendenza nel tempo non mostrava una correlazione significativa fra l’utilizzo del vaccino MMR e il numero di casi di autismo. Benché l’utilizzo del vaccino MMR rimanesse assolutamente costante nel periodo esaminato, nello stesso periodo si riscontrava infatti un aumento costante dei casi di autismo.
Va notato che l’aumentata incidenza di autismo trovata in questi due studi riflette più probabilmente un’aumentata conoscenza dei disturbi dello spettro autistico da parte del personale sanitario e della popolazione generale, così come pure un cambiamento dei criteri diagnostici, piuttosto che un aumento reale nell’incidenza del disturbo (Kaye e altri, 2001).
Bimbo insieme alla madre
E ancora, nell’aprile 2002 il Vaccine Education Center del Children’s Hospital di Philadelphia, USA, evidenziava i punti deboli dei lavori di Wakefield e affermava che tutti gli studi scientifici sull’insorgenza dell’autismo concordano con l’ipotesi che l’autismo sia una malattia che origina in una fase precoce della gravidanza, prima della nascita del bambino. Brent Taylor e colleghi, ad esempio, esaminarono la relazione tra MMR e la cosiddetta «nuova variante di autismo» associato a infiammazione intestinale, descritta da Wakefield, comparando il numero di bambini con autismo e sintomatologia gastrointestinale prima e dopo il 1988 (anno di introduzione della vaccinazione MMR in Inghilterra): nessuna differenza venne riscontrata.
Nel novembre del 2002, poi, in uno studio retrospettivo su 535.544 bambini di età compresa tra 1 e 7 anni, vaccinati con MMR tra il novembre del 1982 e il giugno 1986 in Finlandia, non risultò alcun aumento dei ricoveri per autismo dopo la somministrazione della vaccinazione MMR. Inoltre nessuno dei bambini con autismo venne ricoverato per disturbi infiammatori dell’intestino, né fu identificata alcuna associazione tra vaccinazione MMR, casi di encefalite, meningite e autismo.
Anche uno studio retrospettivo sulla coorte dei bambini nati in Danimarca dal 1991 al 1998 (573.303 bambini) – di cui 440.665 (82%) erano stati vaccinati con l’MMR – porta un’ulteriore forte evidenza a sfavore dell’ipotesi che la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia provochi l’autismo, dimostrando che non erano state riscontrate associazioni tra l’età di insorgenza di disturbi autistici e l’età della somministrazione del vaccino MMR, la data della vaccinazione e il tempo trascorso dalla vaccinazione stessa alla comparsa dei sintomi autistici.

Ma non basta. Fra il 2003 e il 2004 altri diciannove studi epidemiologici esclusero l’associazione tra vaccinazione MMR e disturbi autistici. Nel luglio del 2003, una review sistematica di tutti gli studi epidemiologici disponibili nella letteratura biomedica sull’argomento non ne trovò nemmeno uno che potesse suggerire associazioni tra autismo e vaccinazione MMR. Nell’agosto del 2003, anzi, uno studio britannico affermò che l’apparente aumento di casi di autismo nel Regno Unito si era arrestato dopo il picco registrato nel 1992. Si dimostrava inoltre che l’aumento di casi potrebbe essere stato causato dalla maggiore attenzione verso la patologia e da una serie di modifiche dei criteri diagnostici. Il plateau raggiunto rappresenta un’ulteriore prova contro un’associazione con il vaccino MMR.

Dal 2002, inoltre, la maggior parte dei coautori degli articoli di Wakefield incominciarono a dissociarsi dalle argomentazioni di quest’ultimo. Nel mese di marzo di quell’anno, infatti, John Walker Smith, senior author della ricerca di Wakefield del 1998, sconfessava le conclusioni dell’articolo e sottolineava la sua convinta adesione alla vaccinazione MMR, con cui erano stati immunizzati anche tre dei suoi nipotini. Nel novembre del 2003, Simon Murch, uno degli autori del primo articolo del «Lancet», dichiarò che non c’era alcuna associazione tra autismo e vaccino MMR e si rivolse all’opinione pubblica britannica con un appello in favore della vaccinazione stessa. E ancora, nel mese di marzo del 2004, dieci dei dodici autori dello studio di Wakefield e colleghi firmarono una dichiarazione in cui ritiravano formalmente le conclusioni del loro lavoro del 1998. All’appello mancavano solo Wakefield e John Linnel, che non è più stato rintracciato.
Poco tempo prima, nel febbraio del 2004, era stata un’inchiesta del «Sunday Times» a sollevare dubbi su quella ricerca, dal punto di vista etico, facendo emergere il conflitto d’interesse del dottor Wakefield, che aveva ricevuto un finanziamento di 81.800 euro da un gruppo di avvocati i quali intendevano condurre azioni legali contro le ditte produttrici di vaccini. Il redattore capo di «Lancet» dichiarò che «se lo avesse saputo non avrebbe pubblicato l’articolo di Wakefield».
Nel maggio del 2004, poi, il Comitato Indipendente di esperti (The Immunization Safety Review Committee) che già nel 2001 aveva concluso sulla non evidenza di un’associazione tra vaccinazioni e comparsa di disturbi dello sviluppo, affermò che vi sono «consistenti evidenze di un’assenza di associazione» e che il vaccino MMR non era associato con l’autismo.
Nel 2008, infine, uno studio del Guy’s Hospital, della Health Protection Agency e della Manchester University ha testato la presenza di anticorpi anti-morbillo in bambini con e senza autismo e non ha trovato alcuna differenza fra i due gruppi, né alcuna evidenza di un legame fra autismo e vaccinazione trivalente anti morbillo-parotite-rosolia. I risultati di questo studio si basano sull’esame di un campione di popolazione costituito da 250 bambini di età compresa fra i 10 e i 12 anni, selezionati tra 57.000 bambini nati fra il 1990 e il 1991 in un’area del sud dell’Inghilterra. Il campione studiato comprendeva 98 bambini con disturbo dello spettro autistico e due gruppi di controllo, rispettivamente di 52 bambini con disturbi dell’apprendimento, ma senza autismo e di 90 bambini con sviluppo normale. Alcuni dei bambini con autismo esaminati avevano presentato un quadro regressivo. Tutti i bimbi studiati erano stati vaccinati con il vaccino trivalente MMR. Dai bambini esaminati erano stati prelevati campioni di sangue per verificare la presenza in circolo di virus del morbillo o di livelli di anticorpi superiori alla norma, che indicassero la persistenza dell’infezione da virus del morbillo o una risposta immunitaria anomala. I risultati dell’analisi hanno dimostrato che nei campioni di sangue esaminati non vi era alcuna differenza fra i due gruppi di bambini in termini di virus del morbillo circolanti o di livelli di anticorpi. I risultati non cambiavano nei casi che avevano presentato una regressione rispetto agli altri. Inoltre, contrariamente a quanto asserito da Wakefield, non c’era alcuna evidenza di sintomi intestinali (enterocolite) nel gruppo dei bambini con autismo, che avessero o meno presentato una regressione.
Quest’ultimo, dunque, è il più recente e ampio studio che non è riuscito a trovare alcun legame fra vaccinazione trivalente MMR e autismo, smentendo l’ipotesi di un ruolo causale del sistema immunitario del bambino. La maggioranza dei bambini con autismo non presenta alcuna evidenza di malattia autoimmune ed è quindi improbabile che l’autismo sia scatenato o causato da una produzione di auto-anticorpi contro il tessuto cerebrale prodotti dall’organismo del bambino. Il mancato riscontro di malattie autoimmuni e di evidenze di una relazione fra sistema immunitario del bambino e autismo rafforza l’ipotesi che le eventuali cause ambientali dell’autismo non siano in grado di compromettere lo sviluppo del sistema nervoso del bambino dopo la nascita, ma possano eventualmente interferire con lo sviluppo del cervello fetale durante le prime fasi della vita intra-uterina.
Forse Wakefield aveva preso un abbaglio o forse era rimasto volutamente abbagliato; questo è quanto emerge dall’ articolo pubblicato dal «British Medical Journal», che riprende i risultati dell’inchiesta del giornalista inglese Brian Deer per conto del «Sunday Times» e del canale televisivo «Channel 4». Secondo Deer, la vera ragione della crociata di Wakefield contro il vaccino trivalente non va ricercata nel contesto scientifico quanto, piuttosto, in quello commerciale: nove mesi prima dell’articolo su «Lancet», infatti, lo stesso specialista aveva sottoposto all’Ufficio Brevetti di Londra la domanda per un innovativo vaccino per il morbillo, oltre ad alcune cure per le malattie infiammatorie croniche intestinali e per l’autismo. L’articolo del «Lancet» e le successive conferenze stampa, i pareri e le dichiarazioni rilasciate da Wakefield si inquadrerebbero perciò, secondo il giornalista inglese, più in una campagna di marketing per i propri prodotti che nell’ambito della corretta informazione scientifica.

Il discusso ricercatore inglese Andrew Wakefield

Il discusso ricercatore inglese Andrew Wakefield

La vicenda della responsabilità del vaccino MMR nel causare autismo impartisce alcuni importanti insegnamenti. Prima di tutto eventi concomitanti nel tempo non sono necessariamente correlati in un rapporto di causa-effetto. Il fatto che il vaccino MMR venga somministrato di routine più o meno alla stessa età in cui viene identificato l’autismo rafforza il sospetto di un legame fra i due eventi, ma non prova che vi sia un nesso causale.
In secondo luogo, il legame MMR-autismo rivela brillantemente la natura autocorrettiva della scienza: come molte ipotesi scientifiche, quella della correlazione MMR-autismo – pur ragionevole quando fu inizialmente proposta - risultò essere scorretta e come tale dovrebbe essere riconosciuta. Tuttavia, in terzo luogo, la questione MMR-autismo illustra la perseveranza delle idee scorrette anche a fronte di convincenti evidenze del contrario.
Wakefield, infatti, continua tuttora a tenere conferenze sull’autismo e sulle sue terapie, si rifiuta di rispondere alle accuse di Brian Deer e riesce a mantenere una propria credibilità grazie ad alcuni argomenti che nulla hanno a che fare con il rigore della scienza. Uno degli argomenti preferiti a difesa delle sue ipotesi è che la storia della scienza è punteggiata di episodi di rifiuto nei confronti di pionieri e delle loro scoperte, citando ad esempio Galileo, Lister (e le sue tecniche antisettiche), Pasteur e le sue teorie sui germi. E tuttavia i pionieri della scienza furono perseguitati in tempi in cui la scienza era molto meno riconosciuta e, in certi casi, le critiche alle loro idee provenivano da autorità religiose. In secondo luogo, la base del metodo scientifico è che l’onere della prova sia a carico di colui che pretende il riconoscimento delle sue teorie: le idee di Galileo, Lister e Pasteur hanno superato le critiche perché la loro attendibilità scientifica può essere dimostrata.
Un altro argomento correlato sempre da parte di Wakefield è l’accusa di “complotti” a censura delle sue ipotesi: come possiamo escludere che le multinazionali del farmaco, le istituzioni ufficiali o le associazioni professionali non siano coinvolte in qualche “mostruoso complotto” per tenere nascosta al pubblico la pericolosità dei loro prodotti (come il vaccino MMR)?
Tanto per cominciare, non esistono riscontri storici di episodi del genere in passato: il miglioramento dello stato generale di salute della popolazione non è una minaccia per la professione medica e i medici acquisiscono credito curando le malattie, non causandole. Quando la polio è stata sconfitta, i polmoni d’acciaio sono diventati virtualmente obsoleti, ma nessuno si è opposto al progresso in nome dei cambiamenti che si sarebbero verificati negli ospedali, né i medici piangeranno – se mai ci arriveremo – dopo la sconfitta dell’autismo.
Eppure, nonostante le smentite della comunità scientifica e benché ad oggi nessuna nuova ricerca abbia riproposto in modo credibile il rischio di autismo in seguito alla vaccinazione MMR, l’ipotesi di Wakefield continua a destare allarme nella popolazione, inducendo una resistenza verso la vaccinazione trivalente MMR e, più in generale, sfiducia verso le vaccinazioni infantili in generale. Con danni non da poco: «In un solo colpo – afferma il “British Medical Journal” – Wakefield ha minato il programma di vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia del Regno Unito e, successivamente, nel mondo».
L’importanza di dar credito agli studi che dimostrano la mancanza di connessioni di causa-effetto fra vaccino MMR e autismo trascende la sola scienza. Malattie infettive come morbillo, parotite e rosolia, lasciate incontrollate, potrebbero essere causa di gravi condizioni patologiche e decessi. Le autorità sanitarie temono il ripetersi della storia già accaduta con il vaccino della pertosse negli anni Settanta, quando la combinazione di un basso numero di casi di pertosse e le preoccupazioni della gente circa la sicurezza del vaccino furono causa di una caduta dei tassi di immunizzazione in tutto il mondo, con gravi conseguenze. In Giappone, ad esempio, la copertura vaccinale della pertosse scese dall’80% al 10%, alla metà degli anni Settanta, conducendo a un’epidemia con 13.000 casi segnalati e 41 decessi. «Simili epidemie potrebbero facilmente verificarsi con effetti devastanti – riferisce il Comitato Indipendente USA – se le percentuali di immunizzazione diminuissero come conseguenza dei timori nei riguardi della vaccinazione MMR».
Bimbo con problemi di autismo
Secondo lo IOM (l’Institute of Medicine americano), il vaccino morbillo-parotite-rosolia (MMR) – che comprende i tre vaccini dati in una singola somministrazione – ha avuto un enorme successo nell’eliminare virtualmente morbillo, parotite e rosolia negli Stati Uniti. I casi di morbillo sono scesi da oltre 400.000 per anno in epoca pre-vaccino a soli 100 nel 1999. E comunque queste malattie rimangono una seria minaccia in altre parti del mondo, dove i bambini non vengono vaccinati di routine. Nel 2000, il solo morbillo è stato responsabile di oltre un milione di decessi.
L’introduzione di una politica sanitaria per prevenire con la vaccinazione malattie gravi come morbillo, parotite e rosolia ne ha comportato una palese riduzione dell’incidenza in tutti i Paesi in cui la sanità pubblica ha implementato l’iniziativa. Malgrado i rari episodi di effetti collaterali, è necessario che questa politica – che ha dato risultati così soddisfacenti – sia sostenuta ed estesa ovunque a livello mondiale per prevenire morti, sofferenze e disabilità. Rifiutare la vaccinazione trivalente MMR lascia i bambini alla mercè di infezioni che potrebbero causare gravi malattie e morti, guardando in particolare ai bambini provenienti dai Paesi in via di sviluppo, più vulnerabili alle patologie infettive comuni nei nostri Paesi e alle loro gravi complicanze.
Sulla base di questi riscontri, le associazioni nazionali ed europee rappresentative delle persone con autismo concordano con il parere delle più autorevoli organizzazioni e istituzioni sanitarie internazionali, che non raccomandano una revisione dell’attuale politica delle vaccinazioni e ne sostengono l’attuale programma di somministrazione.
I genitori dovrebbero discutere le loro preoccupazioni sulle eventuali conseguenze delle vaccinazioni o della mancata somministrazione dei vaccini con i pediatri, i medici di famiglia e gli operatori sanitari preposti, considerare le conseguenze a lungo termine delle loro decisioni per la salute e la vita stessa dei propri bambini e di migliaia di altri, nella consapevolezza che esporli ai rischi delle infezioni da morbilo, parotite e rosolia non contribuirà a limitare il rischio di manifestare, anche tardivamente, sintomi di autismo o a prevenirli.

*Presidente di Autismo Italia, vicepresidente dell’EDF (European Disability Forum).

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WAKEFIELD, VACCINI, AUTISMO E DENARO

Posted by Autismo Incazziamoci on 25th November 2009

COPIO-INCOLLO UN LUNGO ESAURIENTE ARTICOLO DA MEDBUNKER

Nonostante siano stati dichiarati come la migliore scoperta medica degli ultimi due secoli, anche le vaccinazioni sono entrate nel grande libro delle cospirazioni. I vaccini hanno salvato l’umanità o l’hanno condannata? Sono un bene o una maledizione? Perchè tanto clamore e paura attorno alle vaccinazioni?

Cercherò di rispondere a qualche domanda che sempre più (e soprattutto “grazie” ad internet) crea confusione e spesso il timore che vaccinandosi possa succedere l’irreparabile.

L’argomento è vastissimo ma ho scoperto che riserva delle sorprese ed in certi punti, visto i risvolti che ha avuto l’argomento “vaccini” diventa molto interessante quasi un romanzo.

Che i vaccini in alcuni casi (molto rari, conosciuti, documentati, noti) possa causare la stessa malattia per cui ci si vaccina o una complicanza, è risaputo (il farmaco per definizione ha un effetto e si utilizza quando quello positivo supera di gran lunga l’eventualità di quello negativo); si tratta di un’evenienza particolarmente rara ma possibile. E’ anzi importante esserne coscienti per fare della vaccinazione una scelta consapevole. Questo può accadere in quei vaccini nei quali si usa come agente, il virus (ad esempio) vivo ma dalla virulenza attenuata. Ma l’accusa più “forte” lanciata contro i vaccini è che questi causino malattie diverse da quelle che dovrebbero combattere e soprattutto che questo sia provato, come l’autismo. La principale causa sarebbe la presenza nei flaconi di farmaco di conservanti a base di mercurio, sostanza tossica.

Eppure per decenni i vaccini hanno rappresentato la salvezza di tanti bambini nel mondo ed hanno aumentato il livello di salute non solo di singoli individui ma di intere nazioni e quindi di tutto il pianeta. Le mamme facevano la fila per vaccinare i figli, qualche anno fa la vaccinazione era quasi un rituale una sorta di “ingresso” in società: un bimbo vaccinato era un bimbo sano mentre le malattie erano della gente povera, ignorante; la vaccinazione insomma era una conquista sociale. C’era entusiasmo per la nuova eccezionale scoperta scientifica.

Poi la “normalità” e l’abitudine al traguardo raggiunto fece succedere qualcosa. La paura di morire per malattie contagiose è diminuita progressivamente. La mancata percezione di queste malattie, il benessere, hanno allontanato da chi è (oggi) un genitore (e per ironia della sorte lo è anche perchè vaccinato) dalle paure e dalle fobie di qualche decennio fa ribaltando l’oggetto di quei timori.
Quando è iniziata quindi la “fobia dei vaccini”? Esistono delle prove che giustifichino l’allarme? E’ tutto vero o è la solita inutile ed allarmistica “propaganda” complottista?
E soprattutto, che interesse avrebbero degli individui a spargere allarmi ingiustificati?

PAURA DEI VACCINI: Il vaccino causa l’autismo?

Possiamo datare con una buona approssimazione, l’inizio di questa “fobia” al 1998 circa. Di tutto rispetto chi ha dato il via a tutta una serie di supposizioni mai avallate, mai provate, anzi, smentite. Andrew Wakefield un medico inglese che pubblicò nel 1998 un articolo (1) su Lancet, il più importante e prestigioso testo medico al mondo.

Egli eseguì 12 biopsie tramite colonscopia (uno strumento che visualizza le pareti del colon, una parte dell’intestino e preleva per delle analisi, del tessuto) su bambini con disturbi intestinali e del comportamento, 10 dei quali erano autistici (affetti da autismo, una patologia ancora oggi non del tutto conosciuta, che è caratterizzata da vari gradi di disturbo del comportamento e dello sviluppo neurologico). In questi piccoli pazienti, trovò dei segni di infiammazione intestinale. I genitori di 8 di questi bambini dichiararono che i loro figli avevano sviluppato tutti i loro sintomi, dopo la vaccinazione trivalente per morbillo, parotite e rosolia (MPR).
La ricerca pubblicata sulla nota rivista, parlava chiaro: era dichiarato espressamente che non era stato dimostrato un legame tra le vaccinazioni ed i sintomi di quei bambini, servivano altri approfondimenti.

Nonostante questo il dottor Wakefield organizzò una conferenza stampa dichiarando che il legame autismo-vaccini era probabile e consigliava di sospendere ogni vaccinazione per MPR. In alternativa consigliava vaccinazioni separate per ogni patologia (e non quindi quella trivalente, unica a valida per le tre malattie) a distanza di un anno da una vaccinazione all’altra. Non esistevano formulazioni singole (per ogni vaccinazione) del prodotto, così in un solo colpo Wakefield ebbe la “geniale” idea di spargere il terrore tra i genitori inglesi. In pratica secondo lo scienziato le vaccinazioni erano da sospendere.

I media propagarono la notizia in maniera sorprendente ed esponenziale, l’effetto fu devastante. Nell’intero Regno Unito, le percentuali di bambini vaccinati crollarono dal 93% al 75% e solo a Londra arrivarono al 50%. Le conseguenze non si fecero attendere e furono terribili. Dai 56 casi di morbillo del 1998, in Gran Bretagna e Galles si arrivò ai 1348 del 2008 con due decessi direttamente causati dal morbillo. Nella sola Irlanda 100 bambini furono ricoverati in un ospedale per un’epidemia da pneumonia ed edema cerebrale post morbillo, tre di essi morirono. Dopo 14 anni da quando il morbillo fu dichiarato sotto controllo dalle autorità sanitarie inglesi, nel 2008 è stato ridefinito come endemico. Nell’aprile 2006, dopo 14 anni senza casi del genere, un 13enne morì di morbillo in Inghilterra.

Bambini vaccinati con vaccino trivalente in Inghilterra, crollo negli anni dopo il 1998:

Casi di morbillo in Inghilterra e Galles, aumento verticale dopo il 2000:


Lo studio di Wakefield, purtroppo troppo tardi, fu revisionato e si scoprì che non erano stati utilizzati dei casi di controllo. Il medico cioè non fece un confronto tra biopsie intestinali di bambini autistici e biopsie di bambini senza malattia, non comparò bambini vaccinati ed altri non vaccinati, ma giunse ad una conclusione personale: il virus del morbillo danneggia la parete intestinale (come dimostravano i suoi studi, che però si fermavano in questa fase), questo danno faceva produrre all’intestino una certa proteina e questa proteina, giungendo al cervello, causava l’autismo. Ha tratto insomma delle conclusioni, senza controllarle e dimostrarle.

Wakefield negli anni successivi pubblicò altri studi non proprio limpidi, per esempio ipotizzò che il virus del morbillo (ed anche il vaccino) causasse il Morbo di Chron (una malattia intestinale molto invalidante), affermando di aver rinvenuto il virus del morbillo nei tessuti dei malati di Chron. Alcuni studiosi vollero ripetere i suoi esperimenti ma non riuscirono mai a riprodurli e nessuno riuscì mai a rinvenire il virus nei tessuti di questo tipo di pazienti. Smentito da una serie di studi successivi, Wakefield ammise che il suo fu un abbaglio e pubblicò uno studio apposta (2).

Non sazio nel 2002 ci riprovò. Un altro studio coordinato da lui e che ricalcava il primo, “dimostrava” che in bambini con disturbi del comportamento e problemi intestinali presentavano il virus del morbillo nei tessuti intestinali.
Un assistente di Wakefield presente alle procedure dichiarò però che durante i test sui tessuti intestinali tutti i test davano risultati negativi mentre Wakefield dichiarava il contrario. Lo scienziato, consapevole del rischio di veder crollare le sue illazioni affidò quei test ad un suo laboratorio (Unigenetics labs, lo stesso che aveva compiuto le analisi del primo lavoro, quello che diede inizio alla fobia sui vaccini nel 1998) che diede risposte, stranamente, totalmente diverse e che davano ragione al medico inglese. Per questa evidente irregolarità quell’assistente si dimise e chiese la rimozione del suo nome dallo studio che nel frattempo era stato pubblicato su Lancet.

Il danno era fatto: la voce che Wakefield non fosse proprio limpido ed onesto percorse i corridoi di diverse università ed arrivò pure all’estero nei paesi dove risiedevano gli altri studiosi che avevano sottoscritto la pubblicazione collaborando in qualche modo.
10 dei 12 coautori dello studio quindi chiesero di cancellare il proprio nome da quella ricerca. Lancet ritirò lo studio scusandosi con i lettori.
Altri studiosi tentarono di replicare le conclusioni di Wakefield: fallirono tutti. In compenso tante altre ricerche conclusero che non c’era evidenza del virus del morbillo in tessuti di affetti da autismo e nemmeno in affetti da Morbo di Chron.

La mistificazione di Wakefield fu così evidente.
L’ospedale nel quale lavorava lo licenziò, i media provarono a “recuperare” il danno che quel medico aveva fatto alla loro comunità (e soprattutto ai loro bambini), la giustizia britannica si occupò del caso e Wakefield fu processato per colpa medica.
Ma quello era solo l’inizio.
Le indagini scoprirono qualcosa di insospettabile.

Mai dichiarato da Wakefield venne appurato che un rappresentante di famiglie di bambini autistici, era un avvocato, aveva contattato il medico inglese per proporgli di effettuare degli studi che dimostrassero la correlazione tra autismo e vaccinazioni. Era un aggancio importante per quell’avvocato, stava per iniziare una causa contro le case produttrici del vaccino, per ottenere un risarcimento miliardario. Bisognava dimostrare che il vaccino per il morbillo causasse l’autismo.
Wakefield ricevette oltre 500.000 sterline per effettuare quello studio, proprio dall’avvocato. Avvenne una vera e propria organizzazione per il riciclaggio di tutto quel denaro, tramite società fittizie e compravendite fasulle.
Wakefield naturalmente smentì tutto ma un giornalista (Brian Deer) iniziò un’indagine intensissima che fu poi mandata alla TV inglese ed il medico fu costretto ad ammettere tutto, prima mentendo di nuovo sulla somma ricevuta e poi messo alle strette, ammettendola.

Incredibile come il grande complotto delle case farmaceutiche immaginato da chi ignora la realtà e da chi non è informato, si era trasformato in un complotto al contrario. Chi diceva di aver scoperto la verità era invece l’autore di una truffa colossale.

Ma non era abbastanza.
Andrew Wakefield giocò davvero sporco.

Si scoprì successivamente una mossa assolutamente inaspettata e subdola, il medico inglese aveva addirittura brevettato (UK patent application number 9711663.6, 6th June 1997) un sistema di produzione per i tre vaccini separati (e non trivalenti, cioè assieme nella stessa soluzione)(3), era questo il suo consiglio iniziale (ricordate?), non vaccinate i vostri bambini o fatelo con i vaccini separati: questi non erano in commercio, lui lo sapeva e si era preparato a venderli era tutto programmato…incredibile dove arriva la mente diabolica di certe persone.

Wakefield scherzò diverse volte sulle modalità di prelievo di sangue sui suoi pazienti che servivano allo studio (bambini anche di 5 anni). Raccontò egli stesso di suo figlio: attese la sera del suo compleanno (gli serviva un bambino di 5 anni, per le statistiche ed il figlio ne aveva 4) per fargli il prelievo, il bambino piangeva ed ebbe degli svenimenti, bastarono 5 sterline per calmarlo.

Il giornalista che indagò su di lui, scoprì altre falsità: bambini che avevano l’autismo PRIMA di vaccinarsi. Biopsie assolutamente normali che Wakefield classificò come patologiche, il laboratorio che effettuò le ricerche dei virus era del tutto inadatto, non attrezzato, non sicuro, non controllato, chiuse dopo pochi mesi dallo scandalo. E’ curioso osservare ancora una volta, che la gente che è convinta che i vaccini facciano male, alla fine non sono che vittime di un imbroglione cronico. Insomma, un guaio, che aveva provocato dei guai ancora più grossi. Diversi bambini ebbero gravi problemi (o morirono) per la sete di denaro di questa persona e furono inutili gli appelli delle autorità a non abbandonare le vaccinazioni.

Successivamente a quelle vicende per studiare l’ipotesi di Wakefield che aveva seminato il panico, nessuno studio e nessuna ricerca dimostrò una correlazione tra vaccini ed autismo, sempre smentita da tutti gli studi che sviscerarono in tutti i suoi aspetti il collegamento tra le due cose ed anche dall’evidenza. Una recente review ha confermato questa conclusione. I vaccini non causano l’autismo.
Nonostante questo, la voce circola ancora oggi.
Il disastro provocato da Wakefield fu enorme, spinto fondamentalmente dalla sete di denaro, non riuscì a salvare la sua integrità morale e procurò sofferenze inutili e morte a centinaia di persone. Wakefield fu pagato per mentire.

Eppure (ed io ci avrei scommesso) Andrew Wakefield è oggi uno dei più noti antivaccinisti britannici e può contare nel sostegno di centinaia di persone che credono ancora alle sue parole. Immaginatevi se al posto suo ci fosse stato uno scienziato “tradizionale” o se io avessi scritto a favore dei vaccini perchè pagato da un’industria produttrice, immaginate il linciaggio. Wakefield invece, presso i suoi sostenitori, non ha perso un briciolo di stima.
Incredibile? Chi legge questo blog non dovrebbe stupirsi più di tanto…

Fortunatamente però esistono ancora persone dotate di buon senso e di responsabilità e fa piacere che tra queste, vi siano tanti genitori di bambini autistici.
Cosa dire alla fine di questa storia apparentemente tanto irreale da sembrare un romanzo?
Ancora oggi si leggono affermazioni perentorie (anche da parte di medici!) come quella che i vaccini causino l’autismo o altre malattie. Ma chiedete le prove, i riferimenti: non li ha nessuno per il semplice motivo che non esistono. Al massimo vi linkeranno uno dei tanti siti catastrofisti.

Chiedete quindi a queste persone se sanno perchè il vaccino possa essere causa di malattie come l’autismo. Qualcuno vi risponderà che la causa è la presenza di mercurio nei vaccini (ma di questo parleremo la prossima volta).

Oltre alla storia di Wakefield infatti, negli anni sono nate altre leggende sulle vaccinazioni: presunta tossicità, presunto collegamento con malattie, presunto avvelenamento. In realtà non esiste un solo studio che dimostri tossicità o pericolosità dei vaccini. Non esiste prova o dimostrazione che i vaccini siano più pericolosi di quanto siano utili. La prova migliore? Resta sempre il fatto indiscutibile che miliardi di individui nel mondo, sono stati e sono sottoposti a vaccinazione…eppure il genere umano è ancora qui e non c’è nessuna strage di bambini e soprattutto l’uomo ha raggiunto una media di vita ed un livello di benessere fisico mai conosciuto nella sua storia evolutiva.

Chissà come mai, invece di dare la colpa alle auto, all’inquinamento o agli attentati all’ambiente che non ci salvano certo dalle malattie, è diventata un’abitudine attaccare i vaccini che, alla fine, hanno salvato una moltitudine di persone da malattie terribili e, se vogliamo proprio esagerare, forse hanno pure teoricamente salvato il genere umano dall’estinzione. Chissà perchè non esistono movimenti anticolesterolo nei cibi o contro la vendita di sigarette (eppure “qualche prova” che le sigarette facciano male o che il colesterolo riduca l’aspettativa di vita esiste).
Il dubbio è: sarà che questi movimenti hanno interessi economici esattamente identici a quelli che tanto criticano? Come mai questi movimenti ed i loro esponenti hanno tutti un’alternativa a pagamento ai vaccini ed ai supposti danni?

Le vicende di Wakefield, nel campo del terrorismo sanitario, sono comunque esplicative di come una voce allarmistica possa causare seri danni alla persona. Fatelo presente quando qualcuno vi parlerà in maniera terroristica di una medicina.

Voi ora sapete più di loro. Conoscete questa storia…

Bibliografia:

(1) Wakefield A.J., et al. 1998. “Ileal-Lymphoid-Nodular Hyperplasia, Non-Specific Colitis, and Pervasive Developmental Disorder in Children.” Lancet 351: 637:41.
(2) Chadwick N., et al. 1998. “Measles Virus RNA is Not Detected in Inflammatory Bowel Disease Using Hybrid Capture and Reverse Transcription Followed by the Polymerase Chain Reaction.” J Med Virol.,
(3) http://briandeer.com/wakefield/vaccine-patent.htm

Si ringraziano per i dati e la documentazione:

http://www.skeptic.com
Harriet Hall
http://briandeer.com/wakefield-deer.htm
http://briandeer.com/solved/solved.htm

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Vaccini: vogliamo provare a essere diffidenti nei due sensi?

Posted by Autismo Incazziamoci on 24th November 2009

COPIO-INCOLLO da Subecumene

Alla base della paranoia sui vaccini vi è una ricerca pubblicata nel 1998 su Lancet dal medico canadese Andrew Wakefield che traccerebbe una correlazione tra il vaccino trivalente per il morbillo, gli orecchioni e la rosolia e la comparsa dell’autismo nei bambini. Lo studio prendeva spunto da alcuni casi clinici avvenuti a Londra.

Gli studi di Wakefield vennero subito screditati.

In primo luogo perché l’aumento dell’autismo in Gran Bretagna era semplicemente dovuto a un miglioramento delle pratiche di screening e ai procedimenti diagnostici. Via via che aumentavano gli autistici diminuivano quelli che una volta venivano chiamati “ritardati mentali”, “idioti”, “scemi del villaggio”, eccetera. Era lo stesso fenomeno che veniva trattato con concetti e strumenti medici più adeguati.

In secondo luogo, mettendo a confronto persone che erano state vaccinate con il farmaco incriminato e altre classi d’età maggiore, che non l’avevano ricevuto, non emergeva alcun incremento della correlazione, come sarebbe stato prevedibile.

Da un punto di vista scientifico la cosa non è molto interessante. E’ interessante semmai che Andrew Wakefield, per compiere lo studio, aveva ricevuto denaro da avvocati che stavano conducendo una colossale causa per danni verso il governo e le case farmaceutiche che avevano prodotto il vaccino, e inoltre aveva cercato di brevettare un altro vaccino che in teoria avrebbe dovuto competere con quello già esistente.

Inoltre, Wakefield fu soggetto a una procedura disciplinare da parte del Consiglio Medico Britannico, per numerose accuse che vanno da trattamenti medici non necessari all’acquisto diretto di sangue (per 5 sterline) presso gli amici dei suoi figli.

Sorprendentemente, nell’ambiente degli antivaxxer, un uomo dall’integrità così dubbia e dalla credibilità così compromessa, non perse neanche un quark della sua rispettabilità. Mentre contro governi, case farmaceutiche, autorità mediche e scientifiche di ogni tipo è lecito nutrire un pregiudizio di colpevolezza che precede e prescinde da ogni presentazione dei fatti, una persona come Andrew Wakefield continua a godere di indiscusso prestigio in quegli ambienti, ad onta del suo incredibile conflitto di interessi.

Se bisogna essere diffidenti, occorre farlo nei due sensi. Un buon passo in avanti sarebbe di cominciare a chiedersi perché certi siti non hanno un’adeguata sezione “Chi siamo”, o perchè molti prolifici autori in questo campo scrivono dietro pseudonimo. Se in qualche caso si potessero tracciare rapporti di natura commerciale con il merchandising della “medicina naturale”, “olistica” o “integrativa”, o con gli interessi editoriali di letteratura spazzatura prodotta da autori spazzatura, forse l’argomento “cui prodest” verrebbe usato in maniera meno unilaterale.

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Via i coadiuvanti dai vaccini? Forse è meglio di no

Posted by Autismo Incazziamoci on 23rd November 2009

COPIO-INCOLLO DAL BLOG Subecumene una interessante riflessione su vaccini, ciarlatani e buon senso

Ho letto una interessante discussione online in cui qualcuno suggeriva di dare partita vinta a chi sostiene che l’autismo proviene dai coadiuvanti del vaccino rimuovendo questi coadiuvanti, a partire da quelli a base di mercurio, il che è tecnicamente possibile. Non perché essi realmente causino danno — l’autore del post conosce la letteratura medica e sa che non c’è legame tra vaccino trivalente e autismo –, ma perché questo inserirebbe un cuneo tra genitori preoccupati e i ciarlatani che speculano sulle loro ansie.

Invece di spiegare che la tossicità di certe sostanze è un concetto relativo alle quantità, è meglio tagliare la testa al toro, confezionare vaccini solo con sostanze al di sopra di ogni sospetto, e cercare di riconquistare quei genitori ai trattamenti medici di provata efficacia (anche se molto limitata, purtroppo, nel caso dell’autismo).

Sembra un suggerimento saggio, ma le cose non sono così semplici. Quando ti allontani dalla serietà scientifica ti metti su un percorso sdrucciolevole sul quale è difficile camminare.

Il suggerimento di eliminare i coadiuvanti “controversi” dal vaccino trivalente è proprio ciò che le case farmaceutiche USA hanno fatto con lo squalene contenuto nel vaccino antinfluenzale. Si sperava di spazzare via tutte le polemiche legate a questa sostanza.

Sono andate così le cose? Non proprio. E’ successo che:

  • Negli USA si continua a condannare l’uso dello squalene, anche se lo squalene NON C’E’.
  • Si sostiene: perché mai hanno tolto lo squalene se dicono che è innocuo? E’ ovvio che hanno mentito, e se hanno mentito su questo hanno mentito anche su tutto il resto.
  • La rimozione dello squalene non ha attenuato minimamente le critiche infondate all’uso dei vaccini.

Il vaccino antinfluenzale in Europa contiene ancora squalene: ci penserei due volte prima di eliminarlo solo per mettere a tacere accuse campate in aria. C’è rischio che questo peggiorerebbe solo le cose.

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Pediatri: no a terrorismo sulle vaccinazioni

Posted by Autismo Incazziamoci on 11th October 2009

 COPIO-INCOLLO DA STAIBENE.IT UN VECCHIO ARTICOLO SEMPRE VALIDO

Vaccinazioni, si rischia di fare terrorismo, a tutto danno dei bambini. E’ ferma la presa di posizione dei pediatri di famiglia che criticano le recenti notizie sui danni provocati dai vaccini. “Purtroppo si diffondono – dice Pier Luigi Tucci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri – notizie non corrette, ad esempio che le vaccinazioni indeboliscono il sistema immunitario, che il vaccino non funziona bene nei bambini piccoli e nei prematuri, che nella stessa seduta non si possono somministrare più vaccini, che c’è un rapporto fra alcuni vaccini e specifiche malattie come morbillo e autismo.
“La ricerca già ha dato risposte esaurienti. Gli stessi mezzi di informazione trascurano di ricordare che in Italia nel 1960, prima dell’inizio della vaccinazione di massa, c’erano più di tremila casi di poliomelite paralitica in un solo anno. Con la vaccinazione non si sono avuti casi di polio al punto che la malattia è stata dichiarata eliminata da tutta Europa.
“E ancora. La vaccinazione per tutti i bambini ha cancellato la difterite in Italia. Con la vaccinazione, nei neonati e nei dodicenni, l’incidenza dell’epatite virale B è diminuita di tre volte. Si potrebbe continuare a lungo con una lista simile”.
”I pediatri di famiglia – aggiunge Tucci – che per il loro ruolo già collaborano attivamente con l’Istituto superiore di sanità sulle malattie da sconfiggere con le vaccinazioni, si dichiarano ancora una volta a favore di una completa e trasparente informazione in cui le evidenze scientifiche continuino a guidare le scelte dei genitori”.
“Il recente caso di una bambina che sarebbe stata danneggiata dalle vaccinazioni eseguite in età infantile – prosegue Tucci – è stato illustrato con grande enfasi e purtroppo con imprecisioni, tra le quali l’affermazione che la presunta associazione del danno con la vaccinazione sarebbe attribuibile alla presenza di mercurio; a questo proposito è stato anche detto che è in corso all’estero un esame tossicologico. Ma forse non tutti sanno che la presenza di mercurio nell’organismo umano è principalmente dovuta al metallo ingerito con gli alimenti, per cui un esame effettuato dopo 4 anni non potrà mai fornire alcuna evidenza che la causa sia stata il vaccino”.

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I vaccini infantili non fanno venire l’autismo

Posted by Autismo Incazziamoci on 10th October 2009

COPIO-INCOLLO DA MEDICINALIVE.COM

articolo di Paola Pagliaro

bambino vaccino

Un nuovo articolo recentemente pubblicato sulla Gazzetta per Specialisti in Infermieristica Pediatrica ha esplorato i casi di vaccinazione, la sicurezza e i sistemi di controllo negli Stati Uniti, dei due più pubblicizzati vaccini teoricamente legati alle esposizioni connesse all’autismo: il Thimerosal, vaccino preservante, e quello MMR, contro morbillo, parotite e rosolia. Una revisione sugli studi pubblicati mostrano che non ci sono convincenti prove scientifiche a sostegno di un rapporto tra vaccini e autismo.

Per definizione, l’insorgenza dell’autismo si verifica prima dei tre anni. Nessuna causa evidente dell’autismo è stata identificata, anche se varie associazioni possibili sono state esaminate. Vi è stato un crescente interesse verso le esposizioni ambientali, comprese le vaccinazioni. Queste sono effettuate il più presto possibile per assicurare che i bambini siano protetti contro le malattie che si verificano nella prima infanzia. Questo periodo coincide spesso con il periodo di tempo in cui l’autismo può essere sospettato o diagnosticato.

Un giornale inglese ha pubblicato circa 10 anni fa un articolo che affermava che la ricezione del vaccino MMR è stata associata con l’autismo. Questa relazione iniziale di una possibile correlazione ricevette grande attenzione, e in Inghilterra, i tassi di vaccinazione MMR crollarono, facendo aumentare il numero di casi di morbillo drasticamente nel decennio successivo.

In risposta a questa preoccupazione, scienziati negli Stati Uniti hanno esaminato le questioni della sicurezza del vaccino e dopo aver eseguito un esame approfondito della letteratura in materia, hanno respinto un rapporto di causalità tra il vaccino MMR e l’autismo. Alla fine la maggior parte degli autori del documento originale britannico hanno chiesto di ritirare l’interpretazione dei loro risultati.

Preoccupazioni sono state sollevate anche sul Thimerosal, un conservante nei vaccini multidose che è stato rimosso dai vaccini nel 2001 negli Stati Uniti e nel 1992 in Danimarca e Svezia. Nonostante l’eliminazione in questi Paesi scandinavi, i tassi di autismo hanno continuato ad aumentare ugualmente. Nemmeno altri studi non sono riusciti a trovare un collegamento. Infine, nel febbraio 2009, la Corte Federale degli Stati Uniti ha sostenuto che il vaccino MMR e i vaccini contenenti Thimerosal non sono stati considerati fattori causali per lo sviluppo di autismo. Nessun pericolo dunque, potete vaccinare i vostri figli senza alcuna preoccupazione.

[Fonte: Sciencedaily]

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