LETTERA APERTA ALLE AGENZIE EDUCATIVE
Actarus, il pilota di Goldrake, ci ha inviato un documento. Pubblichiamo integralmente.
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QUELLO CHE SAPPIAMO
Un genitore pugliese esprima la propria lucida opinione. Anche se farete un po’ fatica a seguire la sua prosa involuta, resistete perché ne vale la pena. E’ un po’ come leggere Joyce. (G.P.)
Tutto ciò che noi sappiamo di autismo – in senso ABA e non – viene dai paesi anglosassoni. Loro, come ben sapete, si approcciano all’autismo in modalità molto differente da noi (per la presenza di centri e di scuole differenziali o di percorsi protetti nella scuola pubblica, dove l’intervento home è quasi assente oppure complementare agli altri interventi ed indirizzato spesso solo all’insegnamento in ambiente naturale – come è più logico che sia)….
I confronti, quindi, in ogni caso non reggono e non hanno senso, per l’estrema differenza sostanziale con l’approccio arrangiato all’italiana.
Al momento l’ABA home based è il solo possibile, per i per i pochi fortunati che possono farlo…. se riescono ad evitare i tanti ciarlatani e truffatori che girano in quel ricco mondo della riabilitazione e se hanno il denaro per farlo.
Lo stesso vale per i centri…. solo pochi fortunati ne hanno uno e – ammesso che ce l’abbiano – devono pure poterselo permettere economicamente.
Non dimentichiamo che esistono anche i centri pubblici o convenzionati che offrivano psicomotricità: ora dicono di essere passati al cognitivo-comportamentale, ma non sanno di che parlano; la loro cultura degli operatori si spinge a qualche workshop di poche ore e la loro supervisione è fatta sempre dagli stessi psicologi psicodinamici che facevano i programmi della psicomotricità.
Millantatori ovunque, che ingannano soprattutto le famiglie nuove al problema, che – diversamente – potrebbero non perdere tempo in interventi inutili e concentrarsi in un buon intervento precoce, ad una età in cui si hanno le migliori possibilità di recupero.
Io penso che – se ci fosse la volontà politica – il nostro sistema italiano (che prospetta una scuola teoricamente inclusiva, ma che poi ci fornisce una scuola – nei fatti – impreparata ad eseguire) che, tutto sommato, ha già delle buone basi normative e legislative, anche senza spendere nemmeno tanti soldi in più, potrebbe “modernizzare” e rendere efficienti (con un sistema di formazione, consulenza ed aggiornamento) delle risorse esistenti ed evolvere in un qualcosa di nuovo che sia possibile e disponibile per tutti…..
Oltre ad essere la soluzione giusta ed equalitaria, potrebbe essere anche la più economica, perché integrerebbe in se anche le funzioni di un centro di riabilitazione.
MICHELE SCIROCCO
PARENT TRAINING? AGLI ALTRI!
Chi ha un figlio con autismo (un figlio disabile in generale, ma un figlio con autismo in particolare, perché i figli con autismo – seppur belli e profumati – sono con quelli con il comportamento sociale più inadeguato e quelli i cui genitori soffrono maggiormente lo stress)… Dicevo: chi ha un figlio con autismo sa benissimo cosa significa andare – all’uscita dalla scuola – a prendere il proprio figlio tra l’indifferenza di tutti, guardare le altre mamme che si salutano, che progettano pomeriggi insieme e prendere il proprio bambino che non ti racconta com’è andata, che non ti parla e – se parla – ripete suoni o frasi ma non parla con te…
Dicevo: chi ha un figlio con autismo sa cosa significa.
Chi invece è un professionista e deve insegnare a un genitore che ha subito l’umiliazione di vedere gli inviti per i compleanni attaccati sulle porte degli armadietti di tutti i bambini tranne che del suo, dovrebbe conoscere questa situazione. Eppure… chi non la vive non ci pensa.
Allora che fa il professionista che deve insegnare al genitore? Allena il genitore a gestire i comportamenti problema, a fare delle sessioni super-strutturate di insegnamento.
Il genitore diventa un super-esperto di ABA e si confronta con gli altri genitori con autismo su internet. Genitori che vivono nelle parti più disparate del mondo. Mai vicino a lui…
E anche quelli che vivono vicini… non c’è mai modo di vedersi… e poi vedere i figli autistici degli altri mette una tale tristezza!!!
Insomma: quelli a cui dovrebbe essere diretto, il parent training, non sono i genitori degli alunni con disabilità, ma quelli dei compagni di classe.
Come? Potete suggerirlo voi. Oppure… ve lo racconterò io.
Punto.
Federico Antunes De Coimbra
redattore n. 3003039499 di Autismoincazziamoci
IL COSTO DELL’AUTISMO
Quanto costa una abilitazione/riabilitazione dall’autismo, in soldoni? Quanto spendono le famiglie?
Spazio libero alle vostre testimonianze e ai vostri commenti.
N.B.: I commenti più vecchi sono in basso e i più recenti in alto.

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