AUTISMO INCAZZIAMOCI

autismo da combattimento

Archive for the 'Asperger' Category

GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA PER PERSONE CON SINDROME DI ASPERGER

Posted by Autismo Incazziamoci on 31st March 2010

(pubblichiamo la “recensione autistica improvvisata” di Enrico Valtellina al bel libro di Marc Segar)

Farò una recensione autistica improvvisata. Uhm, ecco, costa come dieci caffé e vi risparmia di studiarvi l’inglese per leggere l’originale.
Ee poi è scritto meglio dell’originale, tanto meglio.
Del resto Segar è morto a ventitrè anni, io ne ho il doppio, saprò ben scrivere meglio di lui, no? (Enrico è il traduttore del libro NDR)
Comunque credo torni utile da passare a chi vuole capirci qualcosa, schivandosi le brode mediche e il DSM. Poi è stato tradotto dalla coop aspie lem, autoprodotto, autostampato, e ora anche autorecensito.
Insomma, poi è una prima edizione: i vostri nipoti lo venderanno bene sul mercato dell’antiquariato librario.
http://lem.coop/shop.html
ciao
enrico

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GUIDA PER BAMBINI CON SINDROME DI ASPERGER

Posted by Autismo Incazziamoci on 31st March 2010

COPIO-INCOLLO DA QUI

Questa guida è per I bambini, della scuola primaria, per aiutarli a capire la loro condizione senza causare complicazioni. Può essere utile ai bambini che hanno necessità di capire un compagno di classe “speciale” che ha l’AS o forse a quelli stessi che hanno avuto la diagnosi di questa condizione. Io, (Ben), ho scritto questa guida perché amo I bambini ed i bambini Asperger/Autistici sono così adorabili!!

Avere la sindrome di Asperger non significa che una persona non sia intelligente o che sia in qualche modo cattiva. Ognuno è differente, ama differenti attività e si interessa a differenti giochi. Ad uno dei tuoi amici può piacere guardare i cartoni mentre tu puoi preferire ascoltare la radio. Una persona con la sindrome di Asperger è molto differente. La Sindrome di Asperger è un tipo di autismo. Autismo significa che una persona ha difficoltà nella comunicazione con gli altri e nel fare certe attività perché può spesso trovare la vita molto più complicata, confusa e spaventosa degli altri. Se tu hai la sindrome di Asperger significa che hai uno speciale tipo di autismo chiamato “autismo ad alto funzionamento”. Una persona con Asperger ha una intelligenza nella media o sopra la media. Questo spesso significa che è molto interessata a cose come leggere e imparare, ha molte capacità e se nessuno lo dice non si capisce esattamente la sua condizione. Le persone che ti passano accanto per la strada non potranno indovinare che tu hai questa condizione. Può essere una buona idea spiegare che hai la sindrome di Asperger a pochi amici con i quali ti fa piacere parlare.

Se qualcuno ha la sindrome di Asperger significa che ha problemi con le seguenti cose:

Comunicazione Sociale - significa comprendere quello che si dicono le persone e quello che dicono a te. Per esempio, quando un ragazzo sta parlando con i suoi amici è impegnato in una conversazione e conosce quello che deve dire ai suoi amici e loro possono pensare a come rispondere. Qualche volta questo può essere molto difficile per una persona con la sindrome di Asperger. Se lo trovi difficile, non preoccuparti perché puoi avere aiuto dai tuoi genitori e dagli insegnanti per migliorare.

Comprensione Sociale – Come comportarsi quando sei con gli altri e perché le persone si comportano in un certo modo. Così come, essere tristi o felici.

Immaginazione – Essere capace di scrivere storie inusuali e divertirsi con le storie immaginarie scritte come film e programmi TV.

Un bambino con Asperger può trovare confuse alcune frasi. Se un amico fa uno scherzo, una persona con Asperger può non capirlo o credere che sia stato fatto seriamente. Una frase come ‘Sono così affamato che mangerei i miei calzoni‘ può confondere un bambino con Asperger che potrebbe meravigliarsi di qualcuno che voglia mangiare i suoi calzoni! Naturalmente, la persona non è veramente scema e parla per scherzo.

Se hai problemi nel fare amicizia o trovi che i tuoi compagni di classe non ti parlano molto, non è colpa tua. Può essere che tu non capisca tutte le regole sociali e puoi dire per sbaglio qualcosa che può essere intesa come scortese. Questo è un esempio. Se un bambino con Asperger è in un negozio e vede una persona vestita in modo strano può gridare “Quella persona veste veramente strana!” Questa non è una cosa che si dice perché si può offendere la persona. Sarebbe stato meglio non aver detto niente ad alta voce, ma averlo sussurrato alla mamma, così saresti stato sicuro di non causare scompiglio. È la stessa cosa con i tuoi compagni di classe a scuola. Per esempio, se non ti piace qualcosa che qualcuno indossa e pensi che sembri strana o divertente, come un cappello rosso brillante o una grande cravatta giallo arcobaleno, devi trattenerti perché se lo dici potresti causare scompiglio.

Puoi anche avere problemi con l’immaginazione. Qualcosa che ti fa felice e che trovi veramente interessante e divertente può non esserlo per i tuoi amici. Per esempio, puoi divertirti parlando della tua collezione di monete antiche a tutti i tuoi compagni di classe. Comunque, loro possono non trovarla interessante come te. Quando ti leggono una storia del loro libro favorito ti puoi annoiare perché hai difficoltà ad immaginare i caratteri da vedere od i suoni. Inoltre, puoi non divertirti a pretendere di essere qualcos’altro, ad una festa mascherata per esempio. Puoi non volerti vestire da cowboy perché ritieni difficile immaginare come agisca un cowboy.

Qui ci sono alcune cose con le quali le persone con Asperger possono avere difficoltà:

Goffaggine

Puoi trovare difficile correre veloce come gli altri, saltare su una gamba o andare in bicicletta. Puoi essere descritto come un po’ maldestro. Puoi fare esercizio per il coordinamento facendo trampolino od altri esercizi che lo incrementano.

Antipatia per I cambiamenti

Se hai un insegnante diverso da quello che ti era familiare o vai in un’altra casa, puoi trovarlo sconvolgente.  Qualcuno con la sindrome di Asperger ama fare le stesse cose ogni giorno, come sedere nella stessa sedia a pranzo e mangiare lo stesso panino ogni giorno. Se ciò cambia una volta, può diventare scomodo e sconvolgente.

Essere affascinati da qualcosa

Puoi avere qualcosa che ti interessa veramente. Alcune persone possono essere stanche o occupate e non vogliono sentir parlare di ciò tutti i momenti. Ricorda di chiedere prima alle persone se gli fa piacere ascoltare qualcosa sul tuo interesse speciale. Alcuni con la sindrome di Asperger diventano così interessati al loro hobby o gioco preferito che spendono quasi tutto il loro tempo a farlo e dimenticano di fare cose importanti come parlare con gli amici o lavarsi i denti.

Infine, rispondo ad alcune importanti domande:

Si può morire per la sindrome di Asperger?

No! La sindrome di Asperger non può ucciderti come il cancro o un incidente di macchina. Comunque hai bisogno di cure perché la tua condizione può renderti meno pronto a capire quando qualcosa è pericolosa. Per esempio, alcuni bambini con la sindrome di Asperger possono camminare per la strada senza fare attenzione al traffico o accarezzare un cane arrabbiato, così è una buon idea dare ascolto ai tuoi genitori in queste situazioni. I tuoi genitori e gli insegnanti ti mostreranno diversi modi per aiutarti a capire queste cose meglio.

Avrò sempre la sindrome di Asperger?

La sindrome di Asperger non scompare quando cresci. Un bambino con Asperger diventerà un adulto con Asperger. Comunque diventando adulti, spesso si cambia molto e sia hanno meno problemi di quando si è bambini.

Ricorda…non sei solo! Molte persone hanno la sindrome di Asperger. Le persone con la sindrome di Asperger possono raggiungere molti grossi risultati come fare l’Università, trovare un lavoro e avere una propria casa. Avrai sempre la sindrome di Asperger ma con il tempo farai meglio le cose che adesso trovi molto difficili. Potresti anche essere capace di aiutare altri nelle stesse condizioni!

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Il ragazzo che non aveva parole

Posted by Autismo Incazziamoci on 27th October 2009

COPIO-INCOLLO DA L’Unità Online

È uno dei tanti provvedimenti del governo di centrodestra. Passano inosservati per molti. Non per le vittime predestinate. Sono in questo caso i disabili, persone affette da malattie che però non impediscono loro di prestare un’opera preziosa in diverse mansioni. Il decreto Tremonti cosiddetto anticrisi blocca ora, non le esose rendite finanziarie bensì la possibile assunzione dei disabili nelle pubbliche amministrazioni. Addosso ai deboli, insomma.
Il caso lo denuncia in una e-mail Umberto Brancia. È il padre di Marco un ragazzo disabile che ha saputo combattere e rifarsi una vita. Con papà ha scritto un libro («Non avevo le parole», Città Aperta) e attivato un blog: http://nonavevoleparole.blogspot.com. Il decreto, annota, «comprometterebbe la possibilità di inserimento al lavoro di tanti giovani che hanno superato l’handicap in un difficile percorso di riabilitazione, nella prospettiva di una piena integrazione nella società». La Funzione pubblica Cgil è mobilitata. Un emendamento al comma 7 dell’articolo 17 del decreto anticrisi è stato presentato al Senato da quattro senatori del Pd Achille Passoni, Vidmer Mercatali, Giuliano Barbolini e Giorgio Roilo.
La storia di uno di questi disabili di cui ci si vorrebbe disfare è esemplare. È quella di Marco, il figlio di Umberto Brancia. Ora ha trent’anni. Aveva un mese quando si è ammalato di broncopolmoniti virulente, durate per quattro anni. A sei anni ha cominciato ad uscire di casa. Ed ecco a scuola una diagnosi di morte psichica: “autismo gravissimo”. Padre e madre non si sono dati per sconfitti. Lo hanno aiutato con un lungo percorso terapeutico, fino a portarlo al diploma. Oggi hanno diagnosticato a Marco la sindrome di Asperger: «una forma più lieve dell’autismo». Marco, raccontano, ha svolto varie esperienze lavorative, tutte con tirocini gratuiti. Quello in corso, dopo otto anni, è al ministero dei Beni Culturali. Hanno dato vita, a Roma, ad un gruppo di dieci, quindici genitori con figli in tirocinio da dieci anni in altri enti. Sono diventati tutti volontari della comunità di Capodarco, un’organizzazione non governativa di solidarietà. Sono persone, giovani che non possono, non devono essere condannati all’inerzia. Umberto Brancia ha scoperto quattro anni fa che il figlio scriveva brevi poesie ed è nato quel volume «Non avevo le parole». È un dialogo sulla malattia tra un padre e un figlio. Leggo una recensione: «Viveva nel silenzio di un mondo tutto suo, parallelo a quello che gli passava davanti, senza riuscire ad agganciarlo in maniera stabile e proficua per costruire il ponte che gli permettesse di esprimere la sua identità, definendola. E solo nella prima adolescenza ha scoperto finalmente il mezzo di fuga dallo stato di isolamento: le parole». Ora lo vogliono zittire come vogliono zittire tanti come lui.

29 settembre 2009

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Un figlio disabile e la giornata di un padre

Posted by Autismo Incazziamoci on 9th September 2009

Questo è il racconto di un padre, impegnato con altri genitori nella ricerca del lavoro per giovani disabili adulti ( Sindrome di Asperger, ecc) – tratto dal blog: http://cercateancora.blogspot.com/

Mancano pochi mesi alla conclusione di un tirocinio lavorativo, cominciato da Marco più di otto anni fa, come disabile lieve in un ente pubblico e che è continuato in tre posti di lavoro diversi: insieme a lui, stanno aspettando pochi altri ragazzi.
Con un’ ansia sempre più incontenibile, attendiamo la conclusione di un’interminabile vicenda, che ha visto decine e decine di contatti, incontri, riunioni tra associazioni, comitati di genitori, esponenti di sindacati e partiti.
Ho imparato ormai a conoscere nelle fibre più intime i bizantinismi della politica italiana e gli anfratti misteriosi dei meccanismi burocratici.Ma non voglio parlare di politica. Lo faccio ogni mattina leggendo quattro giornali e girando per ore su Internet.
Voglio invece aprire uno spazio sull’ esperienza, le emozioni e le vicende che mi stanno accadendo. Ho deciso questa cosa qualche giorno, alla fine di agosto, in una strada del quartiere. Un avvenimento casuale m’ ha rivelato una parte recente di me.

Una risposta al cellulare

Un mattino, avevo un’ appuntamento telefonico con una persona da cui aspettavamo risposte importanti per Marco e altri giovani. Camminavo avanti e indietro, in mezzo al rumore e alle spinte della folla che correva chi sa dove: il caldo spaventoso di mezzogiorno e l’ aria puzzolente mi facevano bruciare gli occhi. Ho fatto varie chiamate tutte andate a vuoto, non c’ era collegamento. Dopo il quarto o quinto tentativo, finalmente ho trovato la comunicazione. Il funzionario era impegnato in una riunione, dovevo richiamare dopo un’ ora e mezza. Non sono riuscito a tornare a casa. Camminavo avanti e indietro, passando da un marciapiede all’ altro, in preda ad un’ agitazione inaspettata. Tante volte avevo sperimentato quei ritardi.
Il funzionario poteva avere motivi più che giustificati, ma non riuscivo a capacitarmene.
Mi tornavano alla mente tante immagini: lo sguardo pieno di mute speranze di alcuni disabili che mi aveva toccato il cuore; la generosità delle associazioni, degli amici che ci hanno aiutato anche con piccoli gesti; la disperazione di quei genitori con figli colpiti da handicap gravi, senza nessuna speranza. Marco e altri ragazzi erano fragili, ma almeno potevano vivere e muoversi nel mondo.
Per anni, col ragionamento sono riuscito a placare i sentimenti di paura. Malgrado le sconfitte, ho sempre conservato nell’ intimo una speranza: l’azione pratica può dare una direzione agli avvenimenti, imporre un qualche senso al caos. Su quel marciapiede rovente, in un giorno d’ estate, stremato dalla calura, spintonato da ogni parte da passanti in corsa, ho avuto per la prima volta la percezione fisica di un’ assoluta precarietà, della radicale insensatezza dei tentativi umani di controllare gli avvenimenti.
Per mille motivi, la risposta a quel cellulare odioso poteva non arrivare mai: qualcuno era stato trasferito, il funzionario si era scocciato di noi, o magari era stata presa una decisione ostile. Il caso per la prima volta mi dominava.

Scoprire tra le auto la debolezza umana

Nove o dieci anni di lavoro potevano fallire per sempre, senza un motivo apparente.Ho sentito le lacrime inondarmi il viso: ero un vecchio idiota, che piangeva in mezzo allo strepito delle macchine, stringendo il telefonino con la mano sudaticcia. In preda alla vergogna mi sono rifugiato in un portone. Ho camminato nell’ingresso per tre o quattro minuti continuando a singhiozzare senza controllo.
Non riuscivo a smettere e la rabbia m’ invadeva. All’improvviso dal fondo di quell’ androne ho visto venirmi incontro un uomo, basso e grassoccio, vestito in modo comune.Mi è passato davanti con uno sguardo che a me è sembrato quasi ironico ed è uscito in strada. Era un’ apparizione ovvia in un palazzo popolato come quello: eppure m’ ha costretto a ritornare alla realtà. Ho asciugato le lacrime e sono uscito in quella calura soffocante, avviandomi verso casa.
Solo dopo due giorni, ho trovato la comunicazione. La risposta tanto attesa era rimandata di un mese… (continua).

UMBERTO BRANCIA

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INTERVISTA CON… L'AUTISTICO!!!

Posted by nirosse on 3rd June 2009

 Oggi ho potuto intervistare in esclusiva (certo: sono la madre!) un piccolo autistico – ad alto funzionamento – di 10 anni, N.
Ecco cosa racconta di sè in questa chiacchierata.

“Ciao N.Vorresti parlarci un pò di te?”
“Mmmmh..Mi chiamo N., ho 10 anni…”

“Si..e poi? Potresti dirmi i tuoi interessi ad esempio?”
“Certo,tutti sanno che a me piace l’astronomia, i videogiochi racing e leggere libri di scienze ed avventura”

“Bene! Qual è l’ultimo libro che stai leggendo?”
“L’Odissea,quella di Ulisse! E’ un libro molto affascinante, ci sono tanti miti greci!”

“Ok… Vorrei chiederti se tu conosci cosa sia l’autismo?”
“Mmmmh… Si… Io sono autistico… Me lo ha detto la mamma e il mio dottore..”

“E cosa significa essere autistici?”
“Essere autistico a volte non mi piace… Ora ti spiego… A volte mi sembra di avere un buco nero nella testa, non vero come quelli nell’universo però: un buco in cui entrano le emozioni positive e poi ne escono fuori quelle negative… Ho sbalzi d’umore e questa cosa non mi piace..”

“Beh,a tutti capita di avere sbalzi d’umore”
“Si, ma a me non piace perchè poi succede che cambia la mia routine e non c’è niente che mi piaccia di più della mia routine”

 “Ok… Vuoi parlarci un pò dei tuoi amici? Ne hai molti? Ti trovi bene con loro?” 
“CERTO!!! Ho molti amici che conosco da piccolo… Mi vogliono bene ed io ne voglio a loro… Soprattutto non mi prendono mai in giro, sai quanto non sopporto essere preso in giro… Però..”

“Però?”
“Però… mi succede una cosa quando esco insieme a loro… Io ci sto bene e mi piace stare con i miei amici, ma ho sempre paura di incontrare un estraneo che mi guarda con la faccia perplessa. Ecco: io non saprei che fare, se incontro uno che mi guarda perplesso..” 

“E ti è già capitato d’incontrare un estraneo che ti guarda perplesso?”
“Mmmmh… No, ma potrebbe succedere…”

“Cambiamo discorso. Se ti dicessi che esiste un modo per non essere più autistici, tu cosa ne penseresti?”
“Ma non esiste! Non c’è una cura per l’autismo! C’è chi nasce biondo e chi bruno… Chi nasce autistico, quando cresce resta autistico… e questo è tutto!”

“Si,ma vorresti che esistesse una medicina per guarire dall’autismo?”
“Mmmmh… A me non piacciono le medicine e le iniezioni… Ma non mi piacciono nemmeno i miei sbalzi d’umore… Ecco,quelli li cambierei… Ma ora basta parlare: devo leggere… Ciao!”

NICLA FERRARA

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LO SPAZIO NAUTILUS

Posted by Autismo Incazziamoci on 2nd June 2009

 COPIO E INCOLLO DALLA NEWSLETTER DEL GRUPPO ASPERGER ONLUS, RINTRACCIABILE A QUESTO INDIRIZZO. Lo spazio Nautilus è un posto molto importante per gli Aspies e non posso per consigliare coloro che non lo frequentano di farci una capatina: è gestito, tra gli altri, da Enrico Valtellina. (G.P.)

Uscire di casa per incontrare un amico… sembra la cosa piu’ semplice 
del mondo, ma per molti dei nostri ragazzi e’ una realta’ negata. 
Conosciamo, da genitori, la solitudine talora disperante che assilla i 
nostri figli dall’adolescenza in su. 
E piu’ sono grandi, piu’ ci e’ difficile aiutarli: sembrano restar fuori 
da tutte le occasioni di significativo approccio, i rapporti che 
costruiscono sono superficiali e per loro deludenti. 
D’altra parte,  gli spazi e le opportunità di ritrovo e di aggregazione, 
e le possibilità di creare veri e stabili legami di amicizia, specie 
nelle grandi città, sono rari e difficilmente accessibili. 
Proprio sulla spinta di tali riflessioni stiamo dando vita, a  Milano, come 
iniziativa congiunta della Cooperativa LEM e del Gruppo Asperger, allo spazio Nautilus.  

 

Di cosa si tratta? 
Nelle intenzioni Nautilus vuole diventare un luogo di 
aggregazione, dove potersi incontrare sentendosi accolti, dove parlare 
sentendosi capiti, dove trovare amici, scambiare opinioni, allenare 
delle abilita’ sociali un po’ “difettose”, coltivare i propri interessi… 
Fuori di casa, e non nello studio di un terapeuta. 
Un luogo alternativo alla casa, insomma, dalla quale crescendo si desidera a volte allontanarsi come da una gabbia dorata, come fanno tutti i figli 
non piu’ bambini… ma per chi incontra ardue barriere col mondo, cio’ 
puo’ diventare molto difficoltoso e frustrante. 

Dove si trova? 
A Milano, in via Tremelloni, 9. 
Per arrivarci, consultare la pagina http://lem.coop/contattaci.html

Perchè “Nautilus”?
Il nome è stato scelto dopo lunghi e sofferti brainstorming…
Volevamo connotare lo spazio come luogo accogliente e culturalmente stimolante… l’abbiamo fatto richiamandoci alla fantascienza che è una delle passioni più frequentate dai nostri.
Il Nautilus era infatti il sottomarino di Capitan Nemo, il personaggio di Giulio Verne, e anche una nave stellare della flotta di Star Trek. 

Com’e’ fatto? 
Lo spazio è adiacente e comunicante con la sede della cooperativa LEM, 
dove il Gruppo Asperger ha trasferito da alcuni mesi  la sede legale. 
Si tratta di un seminterrato molto luminoso, grande 140 mq, un 
ex-magazzino che stiamo trasformando per lo scopo, ed e’ ancora in via 
di allestimento. 
Sarà’ uno spazio multifunzione: il grande ambiente consente infatti di 
progettare diverse destinazioni  d’uso del locale: 
- una zona piu’ raccolta viene destinata a biblioteca e zona 
relax-conversazione. 
- un’altra zona, piu’ aperta, fornita di banco bar, e’ attrezzata a 
tavolini per leggere, bere o mangiare qualcosa, giocare, parlare. 
- un’altra area, molto grande, ha una doppia possibilita’ d’uso: 
puo’ essere usata per sala conferenze-proiezione, per la visione di 
film, l’organizzazione di incontri culturali, corsi di formazione e 
simili (la capienza e’ di circa 80 posti); 
oppure, quando le sedie sono chiuse, lo spazio diventa utilizzabile per 
svolgervi  altre iniziative. 

Quali finalità si pone ? 
Intendiamo destinare Nautilus alle seguenti funzioni: 
- aggregazione di adolescenti e adulti (sotto diverse forme) 
- organizzazione di iniziative e corsi “per il tempo libero”, come: un 
gruppo di teatro, un atelier di pittura, un corso di abilità sociali, di 
scacchi, di informatica, etc (secondo le esigenze che nasceranno) 
- biblioteca 
- ludoteca 
- promozione di corsi di formazione per educatori, di parent training, 
seminari… 
- promozione di eventi culturali 
- sede di un Centro di documentazione di libera consultazione, e 
Sportello di consulenza e orientamento,  sulla SA. 

Come funziona? 
Per creare maggiori possibilita’ di integrazione e di scambio si e’ 
pensato di non limitare l’uso del locale a persone con SA, ma di dare 
all’iniziativa un piu’ ampio respiro: la biblioteca sara’ fornita di 
alcune centinaia di volumi di ogni genere (oltre a quelli sulla SA), 
cosi’ da invogliare la presenza dei “nostri”, ma anche di qualcuno della 
zona interessato a passare qualche ora in un posto tranquillo a leggere 
o a chiacchierare. 
Al tempo stesso si promuoveranno iniziative culturali (dibattiti, 
incontri a tema…) o anche mostre, oltre alle iniziative specifiche 
gia’ dette, sulla SA. 
L’iniziativa e’ un naturale ampliamento di alcune attivita’ gia’ svolte 
presso la sede nostra e del LEM: l’accoglienza a genitori e persone con 
SA per fornire un primo aiuto e un orientamento vi si svolge da tempo, 
cosi’ come iniziative di aggregazione per adulti legati alla mailing 
list asperger-it (alcuni dei quali sono diventati soci lavoratori della 
Cooperativa LEM). 
Per le attivita’ che vi si svolgeranno (come la catalogazione dei libri, 
ad esempio) ci si avvarra’ preferibilmente di queste stesse persone. 
Saranno definiti giorni e orari di apertura: si pensa di iniziare con 
una sera a settimana, e un pomeriggio (sabato o domenica). 
Poi sara’ il numero delle persone disponibili a condividere il carico 
della gestione, nonche’ la richiesta da parte degli utenti, a stabilire 
un diverso calendario. 
L’accesso, almeno inizialmente,  e’ libero e gratuito. 

Con quali fonti di finanziamento e’ stato realizzato? 
- L’affitto della sede, la sistemazione dei locali, le spese generali e 
le attrezzature (luce elettrica, ADSL, computer, etc), parte degli 
arredi e la biblioteca sono fornite gratuitamente dalla Cooperativa LEM 
(anche grazie a donazioni di privati) 
- Gli arredi e i materiali per il Centro di documentazione sono forniti 
dal Gruppo Asperger. 
- Il lavoro delle persone (ricerca e catalogazione materiali, lavoro di 
segreteria, apertura sede, gestione Centro di documentazione) sara’ 
fornito dal LEM e retribuito grazie a donazioni di privati. 
- Le altre attivita’ (progettazione spazi e funzioni, sistemazione 
arredi, organizzazione) sono fornite gratuitamente dalla Cooperativa LEM 
- Lo sportello di consulenza sara’ fornito gratuitamente dai Consiglieri 
del Gruppo Asperger. 

Quando apre? 
La prima apertura ufficiale del Nautilus ci sarà il 5 dicembre 
prossimo (2008, NDR), in occasione di un incontro organizzato in collaborazione con 
l’Ospedale S.P., rivolto ai genitori dei ragazzi AS seguiti dal CTR che hanno seguito il Corso triennale per operatori d’ufficio promosso dalla stessa Azienda Ospedaliera, e che si trovano ora a dover cercare uno difficile sbocco lavorativo.
Ma contiamo di fare una bella festa di l’inaugurazione una decina di giorni dopo: siete tutti invitati, pubblicheremo la data nel sito www.asperger.it, e anche in http://www.lem.coop

Ecco qualche immagine del nostro nuovo spazio:


                                  

Arrivederci al Nautilus, quindi!

FABRIZIA BUGINI

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Un' esperienza Asperger

Posted by Autismo Incazziamoci on 31st May 2009

COPIO E INCOLLO DAL BLOG DI MARCO BRANCIA, ASPERGER E SCRITTORE, UN VECCHIO POST CHE MI SEMBRA MOLTO CHIARO E FA CAPIRE COSA SIGNIFICA ESSERE ASPIE

Da quando sono socio Asperger, dal 2005 05, ho conosciuto tanti ragazzi via e-mail. A Roma, sono uscito con un socio Asperger, ragazzo molto più timido di me.
Siamo usciti anche insieme, all’inizio non volevo uscire con lui.
Dopo abbiamo cominciato, ad uscire insieme.I primi tempi, non mi guardava neanche mentre io provavo a stabilirci un contatto.Dopo,come suol dire, ho cominciato io a prendere iniziative.
Gli ho mandato l’email invitandolo ad andare a Teatro. Quest’anno volevo portarlo a vedere diversi spettacoli: “Filumena Marturano” con Luca De Filippo e Lina Sastri, al Teatro Argentina, ma lui non poteva… volevo portarlo a vedere “Otello” di Shakespeare, con Sebastiano Lo Monaco.
Io, per avere degli amici, dovrei vedere gli spettacoli che non mi piacciono.

Al Valle, fanno il “Vangelo di Pilato”, con Glauco Mauri e Sturno. Io non sono un amante degli spettacoli religiosi.Otto anni fa, ho visto all’Eliseo, “La rappresentazione della croce”, con Pamela Villoresi e Remo Girone: in platea ho visto diverse suore.

Avere degli amici è bello da un lato, ma dall’altro lato no, perchè devi fare anche le cose che non ti piacciono.

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CONFERENZA DA INCAZZAMENTO

Posted by Autismo Incazziamoci on 23rd May 2009

Il bellissimo centro di Varallo Pombia “Natura Docet” – dove c’è personale preparatissimo e dove porto anche mio figlio – sta ospitando un ciclo di incontri sulla disabilità e l’autismo: ieri sera, venerdì 22 Maggio 2009, c’era un incontro su DISORDINE GENERALIZZATO DELLO SVILUPPO: AUTISMO E ASPERGER, tenuto da una Neuropsichiatra Infantile dell’Ospedale Niguarda di Milano e da due psicologhe-psicoterapeute dell’AIAS di Busto Arsizio. Un mio contatto di facebook mi ha scritto commentando la serata. Qui di seguito il suo intervento. (G.P.)

***

Appena arrivati, io e i miei amici ci siamo guardati in faccia commentando che il posto era veramente un posto bellissimo… ma – appena entrati nel salone – quando una delle 2 dottoresse ha iniziato a parlare, ci è venuto da dire: “ma è lei l’autistica?“.
Le cose che ha detto hanno fatto scappare la Presidentessa di una delle associazioni per l’autismo più importanti della provincia di Novara, la quale, naturalmente, era in disaccordo.
Mentre se ne stava andando, l’ho chiamata. <<Ehi, dove vai?>>. <<Questi sono indietro anni luce>> ha detto lei.
E chi ne sa più di lei?…  certo che quelli erano proprio dell’era archeozoica!!!

L’emozione predominante in me è stata la rabbia, perchè la dottoressa “autistica” ha detto che non è bello lavorare con un bambino autistico, che non dà soddisfazione in quanto possiede una mente preistorica che non cambiauna mente che non capisce e che quindi non dà soddisfazioni... Me ne sarei andato anche io, a quel punto…

La Presidentessa era già uscita (se n’è uscita appena hanno cominciato a dire cavolate), altrimenti penso che si sarebbe alzata e si sarebbe trasformata in esorcista!!!!
<<Tutte balle!>> ho pensato <<Io lo provo sulla mia pelle con il mio bambino Alessandro. Ma che vanno dicendo queste qua?>>…

Beh… ce ne siamo andati anche noi a metà convegno.

CLEMENTINA PANISSA

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COSA E' LA SINDROME DI ASPERGER?

Posted by Autismo Incazziamoci on 13th May 2009

 

Albert Einstein era un Asperger?

Albert Einstein era un Asperger?

 

copio e incollo dal blog
INSIDE NEUROSCIENCE .

 

Cosa è la sindrome di Asperger?

Si potrebbe definire come un innato disordine del comportamento, ma è difficile avere una definizione di questa patologia in due parole, forse potrebbe essere meglio considerata semplicemente come un insieme di sintomi con una maggiore o minore gravità.

Se vi dicessi che alcuni studiosi pensano che Michelangelo, Wittgenstein, Kurt Gödel, Glenn Gould, Bobby Fischer, Satoshi Tajiri, The Vines Craig Nicholls, Albert Einstein e Isaac Newton soffrissero in qualche misura di questa ‘sindrome anormale’ e che proprio questa caratteristica donasse loro un qualcosa in più rispetto alla ‘normalità’?

Se tutto questo fosse vero, lo stesso concetto di ‘malattia’ o ‘sindrome’ si rivaluterebbe in qualcosa di assolutamente meraviglioso, anzi molti si precipiterebbero ad informarsi su come potersi ‘ammalare’ di questa ‘anormalità’.

L’anormalità è quindi positiva? Come ho già accennato non si tratta di una cosa semplice, poiché la malattia in questione è la sindrome di Asperger, un disordine psicologico che secondo alcuni appartiene alle mille sfaccettature dell’autismo. Già il concetto di autismo è di difficile comprensione, e la sindrome di Asperger sembra esserne una ulteriore complicazione, poiché prende alcune delle peggiori caratteristiche dell’autismo con le più belle caratteristiche che l’umanità possa desiderare in una complessa macchina psicologica completamente impenetrabile ad una semplice analisi.

Vi prego di non immaginare che le persone affette da questa ‘anormalità’ appaiono chiuse e taciturne come Dustin Hoffman in Rain Man; tutt’altro, la loro facilità di linguaggio è tale da poter essere definiti “iperlessici”. Si può dire anche che hanno un raro e sviluppato senso dell’umorismo, con un’abilità non comune per capire e creare doppi sensi, giochi linguistici, satira ed altro. Le persone con la sindrome di Asperger, inoltre, appaiono come delle persone molto intelligenti ed in molti casi dei veri e propri geni. Sono immersi nella società e spesso fanno dei lavori molto impegnativi e che richiedono una particolare intelligenza, cultura o concentrazione; ad esempio architettura, ingegneria, programmazione informatica e persino la chirurgia medica. Persone abbastanza ‘normali’ per trovarsi immersi nella società, ma abbastanza speciali per non essere classificati come persone mediocri anche se spesso non si rendono conto di essere così speciali.

I soggetti ‘malati’ della sindrome di Asperger sono spesso attratti, con un intenso livello di attenzione, solo da determinate cose che interessano loro e da attività in cui si possa ritrovare un certo ordine come le classificazioni, liste e simili.

L’individuo può portare avanti anche una vita di successo, poiché spesso manifesta ragionamenti estremamente sofisticati, un’attenzione pressoché ossessiva e una memoria eidetica, ovvero focalizzata sulle immagini visuali e sui dettagli, utile ad esempio nella chirurgia.

Ma allora cos’è che manca? Perché si definisce come sindrome?

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L'autismo e l'arte

Posted by Autismo Incazziamoci on 7th May 2009

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Guardate come questo autistico – ad alto funzionamento – riesce (con una matita) a ricreare in maniera “fotografica” tutto quello che vede.

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