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IL CAOS DELLA MANIFESTAZIONE

15315_a33474[1]Riceviamo e pubblichiamo. Date voi una risposta! (G.P.)

Mio figlio ha due insegnanti di sostegno che si alternano per coprire tutte le ore di scuola. Quando una se ne va, deve occuparsi di una bambina audiolesa in via di guarigione e così l’altra.

In occasione di un’uscita didattica (una manifestazione dove i bambini si uniscono alla cittadinanza per protestare contro la chiusura del punto nascite del nostro paese) ho chiesto all’insegnante di sostegno che – in caso il bambino si fosse dimostrato nervoso per il rumore eccessivo – avrei preferito che fosse rimasto a scuola.

Lei mi ha detto che dovevo lasciare il bambino alla manifestazione, oppure dovevo prenderlo e portarlo via, perché – a metà mattina – lei doveva darsi il cambio con l’altra insegnante, perché loro fanno parte della classe e devono andare con le altre insegnanti.

Io non lo ritengo giusto: se mio figlio ha certe esigenze, ci si dovrebbe organizzare per farlo stare bene e io non devo essere costretta a portarlo via.

Cosa ne dite? Cosa è previsto in questi casi? E’ vero che io ho dato adesione per la manifestazione, ma se il bambino manifesta di avere bisogno di tranquillità devo per forza costringerlo a partecipare?

R.M.

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PSICODINAMICI PSICODINAMICI!

Crosspòst da Segnala gli ultrapsicodinamici

Ciao a tutti, io vorrei soltanto sfogare la mia rabbia, per troppo tenuta stretta, mio figlio ha quasi 8 anni e da poco abbiamo avuto la diagnosi di Asperger. Quando aveva 3 anni lo abbiamo portato all’ospedale Maggiore di Bologna (e qui faccio anke nomi e cognomi!!!!) dove una certa dott.ssa Pini e Giannotta, dopo aver diagnosticato tic, poi ansia, poi distonia-discinesia, farmaci vari quali antiepilettici (presi per piu di due anni),antiskizoidi (orap), ecc mi dissero che il problema erano questi movimenti stereotipati, dati dall’ansia che gli trasmettevo sicuramente io, perchè loro avevano notato che io ero una mamma ansiosa (che io dico…quale mamma nn sarebbe ansiosa con il proprio figlio pieno di fili in un ospedale..??…mahh).

Ci hanno dimesso con un consiglio: iscrivere il bambino a ginnastica ritmica, in modo da poter coordinare i suoi movimenti e la goffaggine. Il bambino era intelligente ai test cognitivi, quindi per loro era tutto ok….!!!!

Poi andando a Milano al Besta, FINALMENTE, DOPO 3 ANNI d’inferno, tra esami, farmaci e ginnastiche varie, ci indicarono la forte possibilità di una forma dello spettro autistico, che poi tramite i test che noi tutti conosciamo (PEP,ecc…) escludendo tutte le altre varie patologie, gli hanno diagnosticato l’Asperger, dopo quasi 4 anni dall’inizio di tutto.

Quando dicevo che c’era qualcosa che non andava, i medici mi prendevano per ansiosa, matta, visionaria, beh ora vorrei fare un applauso a quei “bravissimi” medici che ci hanno fatto perdere tempo prezioso ,riempiendo il mio bimbo di aghi, farmaci, visite e ricoveri…

Complimenti, e da quello che so, lavorano ancora presso il Maggiore, probabilmente questa è una cosa che denunzieremo, io e la mia famiglia stiamo valutando e sinceramente non sappiamo a chi rivolgerci, anche perchè, volendo essere onesta, adesso è stato preso in carico dalla asl di competenza, noi attualmente facciamo il parent training, lui fa 2 ore a settimana presso una struttura del centro per l’autismo di Reggio Emilia, fà logopedia una volta ogni quanto serve, psicomotricità l’ha terminata, non xkè non ne avesse bisogno,ma xkè ci sono molti bimbi… Quindi il tutto se si vuole si fa a pagamento… insomma, pur essendoci tanti bei discorsi da parte negli neuropsichiatri e tante “iniziative” a parole, di fatti ne vediamo ben pochi.

Già si sono scordati la nuova certificazione per il sostegno, così mio figlio ha perso 2 ore rispetto all’anno scorso, con la scusa che sono fatte il 22 novembre….(era scaduto a giugno)….si sono scordati di convocare a riunione le insegnanti.

Da noi fanno gli incontri, o perlomeno dovrebbero farli, 2 volte all’anno, con tutto il team che segue il bambino e i maestri, ma si sono scordati anche questo.

Insomma, noi ci sentiamo lasciati a noi stessi e finora ho lottato come una tigre e graffiato come una pantera per poter saltarci fuori, ma adesso siamo veramente stanchi!!

Come si può pretendere ds unA famiglia di essere genitori, psicologi, dottori, segretari, di occuparci delle parti burocratiche degli appuntamenti tra di loro e stare continuamente in angoscia per paura di essere scordati……..!!!!!!

Stefania

COMINCIARE A PENSARE A UNA STRUTTURA

buono[1]PADOVA – 2 Novembre 2012

“…Devi cominciare a pensare ad una struttura in cui inserirlo gradualmente tra qualche anno…”.
Mio figlio ha 6 anni.
Se mi sento dire queste parole da 2 rappresentanti del SSN mi faccio per forza una serie di domande…
Quale astruso concetto di “CURA” sottende questo consiglio?
Quale spazio ha l ‘identità personale del disabile di cui parlano?
Quale valore ha la sua umanità in un sistema che produce questo pensiero?
Il disabile ha drammaticamente minor accesso, qualitativamente e quantitativamente, a tutte le risorse e per questo si rende necessario affermare dei diritti e pretendere delle leggi e convenzioni che li garantiscano. Questo però viene letto dalla società (che se ne bea!) come “attenzione”, “riconoscimenti in più” e “offerte ad hoc” e addirittura i DIRITTI NATURALI si trasformano in “preziosi servizi elargiti a sostegno del disabile” che devi pure mendicare per ottenere…e tutti a dover dire grazie.

E l’ISTITUZIONALIZZAZIONE (brrrrrrr!!!) diventa inconcepibilmente un “saggio consiglio” più che una vergognosa proposta di comodo (per di più economicamente svantaggiosa, ma tale è la cecità del sistema!). Diventa una generosa soluzione, un servizio aggiuntivo piuttosto che la rappresentazione di un sistema incapace di assicurare salute e benessere ai disabili, incapace di garantire loro il diritto di rimanere a casa, in famiglia con la dovuta assistenza.
E’ comodo – per le coscienze di tutti – vedere la “concessione” più che la MANCANZA che la provoca.
Così pure l’insegnante di sostegno non è un diritto imprescindibile e insindacabile per l’accesso all’ istruzione del disabile, ma è elencato con autoreferenzialità tra i “servizi messi a disposizione di”… ma gli insegnanti di classe li considerate un “in più” per i vostri figli o li date per scontati perché così spetta loro?
Trovo che sia come se ad una piantina tenuta in appartamento si chiedesse di crescere senza acqua e quando sta per seccare gli si concedesse un’ annaffiatura saltuaria e si pensasse così di aver fatto un gran bel servizio e magari pensare che così potrà tirare avanti un altro bel pò.
Ma tant’è…la mala prassi in questo mondo è meglio del buon impegno e questo è l’uomo…

Oggi è la ricorrenza di tutti i defunti: ma alla luce di quanto sopra vorrei ricordare che ci sono tra questi i disabili e i loro familiari morti per loro stessa mano ma spinti da uno Stato assistenziale colpevolmente assente.

GLORIA BULLO

ANGSA E ANGSE: QUALI RAPPORTI ECONOMICI?

Sono socia Angsa e recentemente ho ricevuto una email dove mi veniva fatto presente che :
 Angsa Lombardia è confederata ad  ANGSA onlus retrocedendo ad essa € 30,00 annui per ogni nostro socio che ha versato.

Mi piacerebbe  sapere se anche le altre confederate di Italia versano lo stesso importo o in caso contrario in che quantità.
Vorrei anche sapere se a questo punto sono anche socia Angsa onlus.
Se lo chiedo qui è perchè vorrei che la risposta fosse pubblica in modo da garantire alle persone che leggono in questo sito.

La TRASPARENZA  attraverso la conoscenza di  come vengono amministrati i soldi percepiti e di che quantità stiamo parlando.

Ricordo che  le associazioni aderenti ad aNGSA oNLUS sono circa 35 in tutta Italia.

grazie

Un genitore lombardo associato ad Angsa Lombardia

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