SONO UNA PESSIMA EDUCATRICE ABA

schienaRiceviamo e pubblichiamo

 

Sono laureata, ho una specializzazione nelle cosiddette ‘tecniche comportamentali per bambini autistici’. Mi era stato detto che il metodo ABA era l’UNICO in grado di offrire qualcosa a questi bambini. L’unico che FUNZIONA.

Bene. Inizio a lavorare come educatrice e scopro (ma una vocetta dentro me aveva già intuito) che non sono d’accordo. Non sono d’accordo con i premi, le punizioni, il fare terapia come un addestramento per cagnolini disobbedienti. Lascio perdere e faccio di testa mia.
E ora scopro (senza sorpresa alcuna) che alla bambina di 2 anni PIACE ESSERE TRATTATA COME UNA BAMBINA DI 2 ANNI. Come una bambina della sua età le piace giocare. Allora giochiamo in modo sfrenato: la lancio per aria, solletico fino alle lacrime, altalena lanciata fino alle stelle. Ma ai genitori non va bene, vogliono che segua alla lettera le indicazioni del supervisore ABA. Il quale, però, mi dice che da quando “lavora” con me la bimba è migliorata, si è aperta, si è accorta che esistono gli altri. Tira la mano alla mamma perché la vuole vicina.
“Oddio! e adesso? cosa vorrà dirmi?”
“Niente, signora mamma. Sua figlia vuole che stia con lei a guardare i cartoni”.
“Non vuole lavarsi i denti! Avrà le carie!”
“Signora mamma, la smetta di ricompensarla per ogni azione buona (buona per chi poi?) con le caramelle. E usi lo spazzolino per giocare. Un po’ alla volta lo metterà in bocca e lo userà come si deve. Forse anche no”.
Alla fine sono stata licenziata. La bambina si divertiva troppo con me, ma non ha appreso in un mese ciò che secondo la neuropsichiatra avrebbe dovuto apprendere.
Non facevo bene il mio lavoro: dovevo passare 2 ore al tavolino, e non a fare ‘NET’. Quello dopo.
Ma andate tutti aff******!
Già, sono una pessima educatrice: lascio che i bambini si mettano le dita nel naso, se strillano li zittisco col solletico, i comportamenti problema non so cosa siano, educo i bambini in ginocchio, strisciando, rotolando. Guardando il mondo dal loro punto di vista, senza frustrarli, senza farli sentire sbagliati.
Senza dar loro caramelle se ‘fanno i bravi’.
Non esiste un metodo ABA. Non c’è nessun metodo. Per nessun bambino, autistico e non.
Uno cerca di fare il meglio, il bravo educatore è colui che lo fa come missione, che dà tutto per il bambino. E sono pochi.
Sì, sono una pessima educatrice ABA.

N.

IL COMPORTAMENTO VERBALE DI SKINNER

Facciamo un po’ inorridire gli abisti (inorridire per “attentato al marketing”, ma quello che segue è corretto).

Nel 1957 Skinner pubblica VERBAL BEHAVIOR.

entre in altri libri (quelli fatti con i piccioni ea i topi sul funzionamento degli esseri viventi) diciamo che c’è un approccio scientifico, VERBAL BEHAVIOR è proprio il meno scientifico dei libri di Skinner. E’ pura teoria.
Come quella di Freud, come tutte le teorie psicodinamiche… il comportamento verbale è teoria. E l’ABA, la pratica che si autodefinisce SCIENZA e che ama tanto contrapporsi al resto della psicologia si basa proprio – principalmente – su questa teoria.

(HARRY BLOCK)

RICHIESTA DI ATTENZIONE

ROmanzo – 28

vai al capitolo 27

 

28

   La vita, per mia figlia Rosanna, continuava tale e quale, mentre la mia vita con Giacomo lasciava sempre più a desiderare.

Giacomo è un uomo magro, con tanti capelli corti, con gli occhi scuri e penetranti come la notte. Non sembra omosessuale. Ha modi molto da maschio. Ed è per questo che mi è sempre piaciuto.

Voi lo conoscete, Giacomo? Forse è la cosa migliore che mi sia capitata nella mia vita. Anche senza forse, anzi. Si è preso una bambina che non è sua, per giunta una bambina disabile, e l’ha fatta diventare più che sua figlia. Pensa sempre a lei, cerca sempre di giocare con lei, le sta vicino, le fa regali.

Mia figlia Rosanna ha avuto la diagnosi a meno di tre anni. Per avere la diagnosi sono stato io, con lei, ricoverato per due settimane all’ospedale di Bosisio Parini.

Poi abbiamo cominciato l’ABA, privatamente. La nostra prima supervàisor è stata una ragazza che aveva fatto il master ABA a Parma. Cioè aveva seguito dei corsi teorici. Dopo i corsi teorici, questi masterizzandi vengono assegnati a delle “stelle”. La nostra masterizzanda era stata assegnata alla Tarantino, famosa “analista del comportamento italo-svizzera”.

Io, come blogger, ero abbastanza addentro l’ambiente – via web – e allora ho contattato direttamente la Tarantino.

Come avevo “conosciuto” la Tarantino? Lei mi aveva contattato riguardo a una vignetta pubblicata. In questa vignetta si parlava del rinforzo. C’era un uomo anziano che beveva vino… e più beveva vino, più faceva quello che gli veniva chiesto.

“Bella la vignetta, ma ci sono delle imprecisioni. Puoi correggere?” mi aveva scritto.

“Sì” avevo risposto “Quali?”

“ABA, Applied Behavior Analysis, è una sigla anglosassone. Si scrive senza punti. ABA e non A.B.A.”

“Ok. Correggo”

“Poi chiami la psicologa, nel fumetto, consulente ABA. Si dice ANALISTA DEL COMPORTAMENTO”

“Ok. Correggo”

Così l’avevo conosciuta. E così era proseguita la nostra “comunicazione” virtuale. Lei ogni tanto mi dava qualche dritta, mi spiegava qualche lato oscuro. Io prendevo appunti e facevo di testa mia.

Quando avevamo deciso di passare all’ABA, quasi subito dopo la diagnosi ma non proprio subito dopo (il blog funzionava già da un po’, e già da un po’ parlava di autismo, oltre che di omosessualità), chiesi a lei se potesse seguire direttamente Rosanna.

“Non seguo più nessuno, ormai, in Italia” mi aveva risposto “tranne i bambini che seguo da almeno due anni e che ora non posso lasciare”

“Ma io sono in contatto con il padre di una bambina piccola. Uno di Bologna”

“Gli hai chiesto da quanto seguo la figlia? Lei è stata l’ultima che ho preso”

“Dunque non puoi?”

“Non posso” mi aveva risposto.

Poi, si sa, sul web le voi corrono. Si diceva ovunque che la Tarantino prendesse le figlie dei notai, le figlie dei medici con case da vendere… insomma che desse dei grossi strappi a ogni regola e che venisse comunque in Italia per seguire delle persone con autismo, più o meno gravi, più o meno piccole, più o più ancora ricche.

Magari sono dicerie che ho dato per buone e lei è gonfia di filantropica attenzione all’umanità, ma sapete come si dice: una voce maligna fa una diceria, due voci maligne fanno una curiosa coincidenza, dieci voci maligne creano una realtà.

Comunque… ci mandò una ragazza ignara di tutto, une che aveva seguito dei corsi teorici, dei workshop alla Living Theatre, delle spettacolari “dimostrazioni” di quella scienza così <<concettualmente sistematica>>, così trivialmente chiusa in se stessa che era l’ABA.

Questa ragazza venne e fece spettacolo. E ci cascammo. E cominciammo a fare cose banali per avere risposte banali.

E alla fine ci dicemmo: “Com’è migliorata Rosanna!”

Ma sapete come vanno queste cose? Le magie durano fino a che non cala il sipario. Presto ci rendemmo conto che qualcosa non funzionava.

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