LA STRUTTURAZIONE E’ UNA STEREOTIPIA
Posted by Autismo Incazziamoci on 30th March 2010
L’intervento per l’autismo di tipo TEACCH, che in Italia si chiama “psicoeducativo“, si basa sulla facilitazione dell’ambiente e sulla strutturazione di spazio e tempo. A tale strutturazione si affiancano attività di tipo pratico-ripetitivo (come quelle che si trovano qui): infilare bottoni in un buco, infilare perle verdi in un filo verde, infilare perle blu in un filo blu, tirare fuori bottoni da un buco etc. etc.
Consideriamo ora la persona autistica e consideriamo cosa può essere fatto perché progredisca.
Qual è il problema principale di una persona con autismo? La sua tendenza a perdersi in stereotipie, a sperimentare esperienze psichedeliche autoindotte da oggetti insignificanti (le ruote di una macchinina), colori, ambienti, movimenti ripetitivi.
La strutturazione tipica del TEACCH cosa fa? Crea delle stereotipie preconfezionate.
La stereotipia dell’autistico che fa il suo lavoro con la faccia al muro tra due scansie. La stereotipia dell’autistico che infila bottoni in una scatola. La stereotipia dell’autistico che infila perle blu in un filo blu (e guai se il filo non è blu o le perle non sono blu!). La stereotipia dell’autistico che non fa nulla se prima non ha visto un’immagine, che non chiede nulla se non ha l’immagine corrispondente.
Insomma: la strutturazione crea autistici professionisti.
Tags: agenda visiva, ambiente, autismo, autistico, spazio, stereotipia, strutturazione, TEACCH, tempo
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