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DIR-FLOORTIME: UNA BARCA DI SOLDI SUL PAVIMENTO – (intermezzo 1)

Posted by Autismo Incazziamoci on 10th June 2010

LEGGI LA PRIMA PARTE

Un bambino autistico rompe un bicchiere ogni volta che prova un’emozione forte.

Arriva un floortimer e dice:
“Bravo! Hai provato un’emozione: per provare la tua stessa emozione, giocherò per venti minuti con te sul pavimento rompendo bicchieri”.

Arriva un analista comportamentale e dice:
“Ti insegnerò a manifestare le tue emozioni adoperando un comportamento corretto”.

E – con la pazienza dei pazienti – l’analista comportamentale gli insegna a dire “Sono emozionato” ogni volta che prova un’emozione.

Quale dei due interventi – secondo voi – è più efficace sul piano dello sviluppo delle relazioni sociali (carente per antonomasia nei DPS)?

Chi pensate che preferiscano come compagno di giochi, dei bambini neurotipici: uno che tira bicchieri rischiando di prenderti in testa o di farti male con i cocci oppure uno che dice “Sono emozionato”?

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FRANCESCA, una donna che insegna l'ABA

Posted by Autismo Incazziamoci on 21st March 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (G.P.)

Ho seguito dal 18 al 20 marzo, a Cicciano (NA), il workshop di primo livello di Francesca degli Espinosa.
E’ stata una bella esperienza, che mi ha convinta ancora di più che l’ABA – ora come ora – sia veramente l’unica metodologia efficace nell’autismo proprio perché intensiva, martellante e attuabile in tutti i contesti di vita del bambino.
Certo… i workshop non bastano per diventare analisti del comportamento o semplici operatori ABA. Ad esempio – per quanto mi riguarda – devo riflettere un pò su come proseguire il mio percorso formativo, ma immagino che la soluzione migliore sia quella di fare un master serio e che fornisca una solida preparazione tanto teorica che pratica e – naturalmente – una certificazione riconosciuta.
Spero però di poter continuare parallelamente a lavorare per capire bene chi è “la logopedista Chiara Bonfatti” (che è “appena nata”), anche perché ho appena ricominciato a riprendere le fila della mia vita che negli ultimi anni – in cui mi sono dedicata anima e corpo allo studio della logopedia – ho trascurato totalmente… inutile dire che dentro di me le acque sono un pò agitate.
Comunque – a parte me – ritengo che questi workshop possano offrire utilissimi suggerimenti e strategie d’intervento immediato ai genitori di bambini autistici. Ma, anche nel caso dei genitori, penso che sia necessaria una pratica quotidiana dell’ABA attraverso la guida e la supervisione di un vero e prorpio analista del comportamento e di tutor ben preparati.
Per quanto riguarda Francesca degli Espinosa, è veramente in gamba: ha 34 anni, è sposata con un analista del comportamento e ha tre figli… ti fa sentire un moscerino insignificante…
Le sue esposizioni sono chiarissime e semplici e ti fa vedere moltissimi video tratti dai suoi interventi presso pazienti tanto inglesi che italiani, che hanno lo scopo di offrire esemplificazioni pratiche dell’intervento ABA.

Il primo workshop parte dai cardini della scienza comportamentale, che sono di matrice skinneriana: cosa è il comportamento, cosa sono i rinforzi positivi e negativi, le punizioni positive e negative, l’estinzione, il time-out ecc…
La prima cosa che un analista deve fare e l’analisi del comportamento del paziente, quindi annotare la forma o topografia dei comportamenti problema del soggetto e la loro funzione (il perché dei comportamenti).
Mi piace la visione non da manuale che Francesca ti trasmette dell’autismo, ossia: l’autismo causa incapacità a comunicare e per questo il bambino non sa come comportarsi. Se attua dei comportamenti non idonei, problematici, pericolosi, non lo fa perché è autistico, ma perché non ha strumenti per comunicare: è l’ambiente che deve insegnare al bambino tali comportamenti, perché lui – essendo autistico – non li impara naturalmente.

Prima cosa da fare, dopo la valutazione iniziale e prima di trattare i comportamenti, per eliminare quelli problematici che impediscono l’apprendimento, è il Pairing e il dare al bambino strumenti di comunicazione con cui poter fare delle richieste. Nel pairing chi interagisce con il bambino  deve essere in grado di conquistarlo.
Ma come conquistare un bambino autistico? Individuando i rinforzi e controllandoli!
I rinforzi vanno “controllati” per evitare che il bambino vi abbia libero accesso: deve capire che – per averli – deve passare per il genitore, il terapista ecc… che diventa l’erogatore dei rinforzatori (cose da mangiare, giochi, video… qualsiasi cosa il bambino gradisca).
Con il pairing in bambino impara a fidarsi e a non evitare l’adulto che interagisce con lui, ma anzi a collaborare. Grazie alla fiducia reciproca nata con il pairing sarà possibile – per il bambino – acquisire serenamente strumenti di comunicazione – che all’inizio e soprattutto se il bambino non parla o non si capisce quando parla, saranno ausili di Comunicazione Aumentativa, come i segni (ovviamente non si deve imparare la LIS vera e propria, ma pochi fondamentali segni) o i pecs. Con questi strumenti, il bambino dovrà imparare a fare le sue richieste: solo se impara a comunicare e a esprimere le sue richieste, sarà possibile impostare gli altri operanti verbali, come: la denominazione/etichettamento, l’ecoico/imitazione vocale, l’intraverbale.
Per quanto riguarda il Cosa Insegnare, le Aree Curriculari sono: Comunicazione, Imitazione Vocale, Denominazione, Ricettivo (eseguire istruzioni, rispondere a descrizioni), Imitazione finomotoria (imitazione dei segni), Imitazione Grossomotoria, Visuo-spaziale, Accademico (leggere, scrivere, matematica, pc), Sociale, Gioco (indipendente, simbolico, immaginario, cooperativo, con regole di gruppo), Autonomia personale.

Le sessioni di insegnamento sono domicilari, condotte da un tutor e/o genitore; insegnamento incidentale che avviene ogni giorno – durante l’intero arco della giornata – ed è condotto dal genitore; l’insegnamento a scuola avviene con sessioni individualizzate, sessioni in piccolo gruppo ed in sezione….

Spero di aver dato informazioni utili.
Immagino che già lo conosciate… comunque il suo sito è: www.analisicomportamentale.com

CHIARA BONFATTI

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