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AUTISMO TRA LA GENTE

Un’intervista doppia (anzi… sestupla) che alleggerisce il tema dell’autismo e, con domande secche e precise rivolte a sei genitori, affronta e mira ad informare quello che realmente è l’autismo e come lo si vive, tra analogie e differenze. I genitori affrontano questo tema in maniera sincera e simpatica.

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IN CANADA E’ UN’ALTRA COSA

Pubblichiamo il resoconto dell’esperienza della nostra amica Rosa, mamma con bambino autistico che ha avuto la fortuna di andare a vivere in Canada (G.P.)

Mi chiamo Rosa, ho 27 anni e sono la madre di un bambino autistico di 3 anni.
Per fortuna vivo in Canada: qui l’autismo è più conosciuto e seguito rispetto all’Italia. Ho ricevuto la diagnosi di autismo quando mio figlio aveva circa 2 anni e mezzo, 8 settembre 2008 (l’anno piu’ difficile della mia vita).

E’ cresciuto normalmente fino a 12 mesi… poi l’ho visto pian piano chiudersi in se stesso. Non mi chiamava piu’ mamma, non mi guardava piu’ negli occhi, non sorrideva piu’ come faceva prima, non rispondeva se chiamato per nome. Tutti mi dicevano che si sarebbe sbloccato e che non parlava a causa della confusione per le lingue (pediatra e logopedista compresi). Ma io lo leggevo nei suoi occhi, nel suo sguardo assente che qualcosa non andava.

Allora non conoscevo l’autismo: ne avevo sentito parlare, ma pensavo che i bambini autistici fossero solo quei bambini che si mettono nell’angolino a fissare il vuoto….

Per fortuna, una mia cara amica che lavora nel campo è stata come un angelo, perché mi ha fatto capire che l’autismo è molto di piu’. Così ho cominciato a lottare affinché mio figlio ricevesse al più presto una diagnosi.

Lo abbiamo salvato giusto in tempo, perché solo con un intervento precoce si può permettere a questi bambini di recuperare il piu’ possibile.

In 3 mesi mio figlio è rinato. E’ seguito da un centro che collabora con l’asilo che frequenta. E’ un normale asilo, non una scuola speciale, ma le maestre sono preparate e vengono controllate dalle terapiste del centro, che consigliano loro le strategie da usare affinché il bambino apprenda il piu’ possibile. Grazie a questa collaborazione, in poco tempo mio figlio ha recuperato un anno di ritardo.

In base ai progressi fatti, la diagnosi verrà presto rivista: ci hanno già anticipato che passerà da autismo classico ad autismo ad alto funzionamento.

Mio figlio é un bambino molto sveglio, ha ritrovato il suo sorriso meraviglioso e ogni giorno impara tante cose nuove.

Fisicamente non ha problemi: la coordinazione dei movimenti é perfetta, ha  il gioco simbolico e anche il contatto oculare é migliorato tantissimo. Ha ancora difficoltà a comunicare in modo corretto e a socializzare.

Se ripenso a come era prima della diagnosi mi sembra un miracolo che sia cambiato così tanto e in così poco tempo… e mi rendo conto che questo miracolo é potuto accadere solo grazie all’aiuto che ha ricevuto e quindi a una diagnosi precoce.

E’ da un po’ che ci penso: tanta gente continua a chiedermi cosa sia l’autismo e io… vorrei dirlo a tutti. Non solo a quelli che me lo chiedono, ma anche a quelli che non ci pensano assolutamente ma che potrebbero incontrarlo e trovarsi impreparati. Tutti devono sapere cos’e’ l’autismo!

E’ spaventoso: sempre più bambini vengono colpiti da questo disturbo e adirittura i pediatri non sanno cosa sia. Perché c’e’ tanta ignoranza in giro?

Io non mi vergogno, come fanno tanti genitori: io sono orgogliosa di mio figlio, il mio bimbo speciale, e lo griderei al mondo intero che mio figlio e’ un piccolo Angelo.

Mi rendo conto che e’ un’impresa disperata coinvolgere gente alla quale non interessa l’argomento, però un figlio autistico potrebbe nascere in qualunque famiglia e i genitori sono i primi a dover riconoscere i sintomi.

Dobbiamo trovare un modo per far sapere a tutti cosa sia l’autismo, perché solo un intervento precoce puo’ permettere a questi piccoli Angeli di poter volare in alto.

ROSA

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